Ospedale di Caserta, cardiologi impiantano il pacemaker a donna di 104 anni
Impianto di pacemaker a 104 anni. È quanto è stato effettuato presso l’Azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, che sotto la conduzione del direttore generale Mario Nicola Vittorio Ferrante si sta sempre più qualificando per l’alta specializzazione e per la capacità di dare risposte sanitarie anche in condizioni critiche. È il caso della donna di 104 anni residente in un Comune della provincia di Caserta, che, intorno alle 22, mentre era nella sua abitazione, ha avuto una perdita di coscienza con trauma cranico. Trasportata dai parenti al Pronto Soccorso dell’Ospedale casertano, dopo i primi accertamenti del caso, è stata ricoverata presso l’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) per il riscontro all’elettrocardiogramma di un disturbo di conduzione dell’impulso elettrico cardiaco. Per questo motivo, alcuni battiti non erano stati condotti correttamente e il cuore aveva rallentato causando una ridotta perfusione cerebrale che a sua volta aveva comportato la sincope. In questi casi la terapia consiste nell’impianto di un pacemaker, un dispositivo sistemato a livello sottocutaneo nel torace e dotato di cateteri che per via venosa arrivano fino al cuore, in grado di “sostituire” l’attività elettrica cardiaca quando sono presenti patologie della formazione o della conduzione dell’impulso elettrico. L’anziana donna è stata operata per l’impianto di pacemaker dal dottor Miguel Viscusi e dalla sua équipe ed è stata seguita per la durata del ricovero nel reparto di Cardiologia diretto dal professore Paolo Calabrò. La degenza è trascorsa senza complicanze e la paziente è stata dimessa, rientrando al suo domicilio in buona salute. Tornerà tra qualche settimana in ospedale per il controllo postdimissione.
Lea: Campania e Calabria ultimo posto. Piazza d’onore per il Veneto
Migliorano i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). È quanto emerge dai dati del monitoraggio del Ministero della Salute. Se lo scorso anno non avevano passato il “turno” 5 Regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Molise e Puglia), quest’anno rimangono solo in 2. Il punteggio necessario a considerare una Regione adempiente nell’erogazione dei LEA è 160; la Campania e la Calabria raggiungono rispettivamente 124 e 144, restando ancora tra le “bocciate”. In generale, quasi la totalità delle Regioni ha visto migliorare il proprio punteggio. Al top della classifica sta il Veneto.
Il cervello impara con le mani: Nuova strada per protesi e IA
La Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa e l’Università svedese di Lund insieme nella ricerca: finanziato dalla Commissione Europea e dal MIUR, lo studio – coordinato dal Prof. Oddo e dal Prof. Jorntell – descrive i meccanismi grazie ai quali il cervello è in grado di migliorare la nostra percezione con l’esperienza. Attraverso quest’ultima ciascun neurone si specializza nel riconoscimento delle proprietà degli oggetti, così da essere individuati con il tatto. Il cervello, attraverso le informazioni sensoriali e tattili, apprende immagazzina e riconosce. Secondo il Prof. Oddo “questa ricerca può portare allo sviluppo di protesi bioniche avanzate, chip e sistemi di intelligenza artificiale”.
Biotestamento: il Consiglio di Stato ha dato il via libera
Il testamento biologico: è effettiva la sua attuazione. Il consiglio di Stato ha reso noto che “Con le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere ora per allora su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificatamente previsto … la banca dati nazionale su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle DAT, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili”. E ancora “le DAT non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato potrà scegliere di limitarle solo a una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo … spetterà al Ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo”.
Perdere peso con il peperoncino? I test dicono sì
Se vi dicessero che il peperoncino aiuta a perdere peso? È quanto è emerso da uno studio, ancora in fase sperimentale, sui topi svolto dalla Scuola di Farmacia dell’Università del Wyoming. La capsaicina, il composto che dà la piccantezza al peperoncino, sta alla base di un farmaco che ha portato a una perdita di peso a lungo termine e al miglioramento metabolico della salute. Sviluppato per individuare i recettori TRPV1, che si trovano nelle cellule di grasso, dovrebbe stimolare l’azione di bruciare energia invece di immagazzinarla. I risultati stanno registrando una costante perdita di peso, ma ulteriori test sono ancora in corso. Ma attenzione, non serve mangiare piccante per dimagrire: la capsaicina contenuta nel cibo, non è ben assorbita dal corpo, quindi non produrrebbe tali effetti!
Dieta mediterranea “compagna” della Psoriasi
La dieta di tipo mediterraneo rimane la scelta migliore, anche quando di mezzo c’è la psoriasi. Lo conferma uno studio condotto in Francia su 3500 persone colpite da questa patologia. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi: un primo gruppo si è discostato da questo tipo di alimentazione, il secondo l’ha seguita a metà e infine il terzo gruppo ha aderito a un regime alimentare di tipo mediterraneo, consumando frutta, verdura, cereali integrali, pesce, olio d’oliva e noci. Il risultato ha dimostrato che quanto più i pazienti aderivano ai dettami di un regime alimentare di tipo mediterraneo, tanto meno gravosa diventava la psoriasi. Sebbene il rapporto tra i due elementi deve essere provate da ulteriori ricerche, è certo che la dieta mediterranea potrebbe avere effetti diretti e salutari sul sistema immunitario.
Cannabis terapeutica, Ministro Grillo: “Tornerà nelle farmacie”
Con grande ottimismo si è conclusa la visita del Ministro della Salute all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, produttore di cannabis terapeutica. Giulia Grillo si è detta disposta a bandire una sorta di manifestazione per una partnership pubblico-privata al fine di incrementare la produzione della cannabis terapeutica affinché, in tutte le farmacie, torni disponibile la cannabis ad uso medico.
Meyer: Ricostruzione intestinale a bambina brasiliana
Ancora una volta l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze si distingue per la sua eccellenza medica. Attraverso la “Spiral intestinale lengthening and tailoring”, tecnica ad alta specializzazione, l’equipe di ricostruzione intestinale – guidata dal Prof. Morabito – ha dato speranza di sopravvivenza a una bimba di 13 anni giunta in Italia dal Brasile. A causa di un malattia congenita, la bambina aveva l’intestino corto e pertanto era obbligata a nutrirsi per via venosa. I medici le hanno ricostruito l’intestino, restituendo la lunghezza e il diametro “normale”. È il secondo intervento di questo tipo portato a termine in pochi giorni al Meyer, unico centro europeo per la cura di questa patologia.
Azienda Zero: Concorso per Infermiere, Cat. D
Scadenza 13 Agosto 2018 BANDO: https://www.aulss9.veneto.it/index.cfm?action=trasparenza.concorso_apridoc&id=174&allegato=335
Nanoparticelle sciogli-placca. Al via la sperimentazione
Nanoparticelle sciogli-placca potrebbero prevenire la carie, soprattutto nei bambini. È quanto emerso da una ricerca condotta dalla University of Pennsylvania School of Dental Medicine. Aggiunte al comune dentifricio o al colluttorio, le nanoparticelle di “ferumoxitolo” dovrebbero essere in grado di disgregare la placca dentale. Le simulazioni, sinora svolte, hanno dimostrato come la loro azione sia selettiva: agiscono solo sulla placca presente risparmiando lo smalto dentale. “L’idea di disgregare il biofilm è la strada più promettente contro la carie – spiega Cristiano Tomasi, membro della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIDP) – ma farlo indiscriminatamente potrebbe compromettere l’equilibrio del microbioma della bocca che ha funzioni essenziali per la nostra salute. La parte più interessante di questo studio, infatti, è che l’azione delle nano particelle è legata al PH, in modo da avere un effetto potenzialmente selettivo solo sulla placca patogena”. Al momento si tratta di dati ancora sperimentali in vitro: bisogna aspettare i test clinici.