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Redazione, Autore presso Medicalive - Pagina 19 di 174

Medicalive

Impatto Covid sulla salute mentale, la linea d’azione di Angeloazzurro Onlus

Pandemie, catastrofi naturali, guerre e altri drammi che si susseguono, a prescindere dalla latitudine in cui viviamo, ci rendono tutti vulnerabili principalmente da un punto di vista psicologico. Infatti recenti studi  hanno riscontrato l’impatto negativo e costante che la pandemia da COVID-19 ha sulla salute mentale, con aumento dei sintomi di ansia e depressione. La psichiatra Stefania Calpai può chiarirci determinati meccanismi che possono aiutarci a riconoscere e combattere i pericoli che ci circondano attraverso il suo operato medico quotidiano e con la sua associazione Angeloazzurro Onlus  impegnandosi costantemente nel sociale per aiutare chi ha bisogno. Come riusciamo a riconoscere le problematiche psichiche che possono turbare la nostra mente? “I disturbi legati alle catastrofi naturali e al Covid sono sempre più evidenti nei giovani e negli anziani e si manifestano di solito con ansia depressione e soprattutto disturbi del sonno. In letteratura sono riportati numerosi studi che esaminano le conseguenze psichiche dovute a disastri naturali e socio-tecnologici provocati dall’uomo come anche quelli che stiamo vivendo con la pandemia prima e la guerra ora, che portano ad esempio ad un disturbo postraumatico da stress, disturbi depressivi, ansia e disturbi di somatizzazione, disturbi del ritmo sonno veglia. Gli effetti comportamentali  si possono immediatamente notare col maggiore abuso di alcol o con l’aumento di violenze domestiche”. Come intervenire nell’immediato? “Per attutire le conseguenze è fondamentale intervenire nell’immediato. Quando si tratta di psiche e dei meandri della mente, il faidatè non è mai risolutivo né consigliato, infatti bisogna necessariamente andare da uno psichiatra, farsi fare una diagnosi precisa e valutare se è il caso di iniziare una terapia farmacologica o anche una psicoterapia di supporto, avviando così un concreto ed efficace percorso di guarigione e riabilitazione. Quali sono i soggetti più esposti? “Secondo  le nostre esperienze e le statistiche riportate dai più autorevoli giornali di psichiatria i soggetti più esposti sono soprattutto gli adolescenti, gli anziani e tutti gli individui impegnati in professioni di aiuto. Dopo  il covid si sono registrati un aumento di disturbi del sonno e disturbi del comportamento, autolesionismo, disturbi alimentari  un aumento di depressione, ansia e disturbi del ritmo sono -veglia con una maggiore incidenza negli adolescenti. Negli anziani invece abbiamo  assistito ad un aumento dei disturbi di tipo depressivo con deterioramento cognitivo, determinati dall’isolamento forzato. Le  categorie a rischio sono  maggiormente quelle che operano nel sociale , le così dette professioni di aiuto, come  i sanitari che possono andare incontro al “burnout” che letteralmente significa “esaurito”, ”scoppiato” ed appunto in ambito lavorativo fa riferimento ad una particolare condizione di stress professionale dominata da ansia e assenza di motivazione.  Durante la pandemia sono stati creati dei gruppi di aiuto, per favorire il ritorno ad una pseudo normalità”. L’arte come rimedio e cura ai disturbi mentali creati dalla pandemia da covid: da presidente della Onlus Angeloazzurro e col progetto A-head come interviene concretamente nel sociale?  “La nostra associazione nasce nel 2009 con lo scopo di sviluppare principalmente progetti individualizzati di assistenza domiciliare e riabilitativa con visite specialistiche psichiatriche per adulti e neuropsichiatriche per bambini. Nel 2017 per mio volere nasce il progetto A-HEAD curato da Pietro Gagliardi, dalla collaborazione tra l’associazione Angeloazzurro con artisti di respiro internazionale, con importanti risultati e riscontri. Infatti  già nel 2018  si è tenuto un laboratorio di fotografia sostenuto dalla fondazione Vodafone Italia. I vari laboratori di arte vanno in sintonia con le attività di psicoterapia più tradizionale. Il progetto utilizza l’arte come un mezzo privilegiato per meglio interpretare le complesse strutture della mente”. Ogni soggetto può attuare un percorso di riabilitazione tramite l’arte? “Io stessa solo attraverso l’arte, la creatività e l’immaginazione ho potuto superare dei momenti dolorosi e credo che possano essere proprio l’arte, la creatività e l’immaginazione delle risorse fondamentali per ogni essere umano. Solo attraverso l’arte, nei pazienti più gravi, si possono raggiungere quei territori inesplorati del mondo emotivo che sono molto difficili da raggiungere. Sono numerosi i progetti riabilitativi che la nostra onlus porta avanti ormai da molti anni sia nel campo dell’arte propriamente detta sia in altri campi come ad esempio attraverso la diffusione della cultura dell’informazione. Il primo obiettivo di Angeloazzurro è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà, specie in periodo covid, ad integrarsi appieno nella società, attraverso la percezione sensoriale e l’ascolto immaginativo che solo attraverso la cultura si può raggiungere”. La Onlus Angeloazzurro è impegnata anche in un progetto editoriale, in cosa consiste? “Per l’importanza che la nostra Onlus dà alla diffusione della cultura e alla lotta dello stigma della malattia mentale e alla sua prevenzione, è stata avviata da poco un’esperienza editoriale con Angeloazzurro Edizioni in memoria della Prof.ssa Ivana Donati Calapai guidata dal dottor Giuseppe Capparelli. Si tratta di una linea editoriale specializzata in pubblicazioni letterarie sull’approfondimento di tematiche sociali connesse a teatro, letteratura, poesia, psichiatria, psicanalisi. I primi tre libri che verranno pubblicati da Angeloazzurro Edizioni sono: “Le dinamiche dell’arte”, “Immagini dalla pandemia – Archetipi, Traumi e visioni” tratto dall’omonimo convegno che si è tenuto a Messina al Palazzo della Cultura e l’ultimo libro “Io no”. La  pubblicazione di Angeloazzurro Edizioni dal titolo “IO NO” rientra nel novero di testi sperimentali nel quale convergono più discipline della contemporaneità. Il testo è un monologo teatrale della giovane scrittrice Mariafrancesca Murianni con il quale ha vinto nel 2018 il premio Bianca Maria Pirazzoli per il miglior monologo teatrale al femminile. A corredo del testo sono inserite una serie di illustrazioni, immaginate come un unico testo figurativo, del maestro dell’Incisione e dell’Astrattismo italiano Pasquale Ninì Santoro, scomparso da poco, che chiude la sua carriera con questo ultimo libro d’artista.   Inoltre la nostra Onlus che si propone in continuo fermento ed estremamente integrata nel sociale farà partire quest’anno il primo premio internazionale Dedicato ai giovani artisti Under 35 che scadrà il 10 giugno. Un premio dedicato alla memoria di Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti, due figure centrali che hanno contribuito in modo determinante alla connessione tra la ONLUS dedicata alla lotta contro lo stigma dei disturbi mentali e il settore dell’arte, con la successiva nascita del progetto

Screening di Primavera: grande successo per l’iniziativa sulla prevenzione dell’Assessorato regionale alla Salute

Grande successo in Sicilia per l’iniziativa “Screening di primavera” promossa dall’Assessorato regionale della Salute nell’ambito del protocollo d’intesa con Lions Club International, coordinato dal Servizio 1 – Screening oncologici dell’Assessorato e dall’Ufficio speciale Comunicazione, e realizzato dalle Aziende sanitarie provinciali- e dai volontari di Lions distretto 108Yb. Numerosi i cittadini che hanno risposto all’appello alla prevenzione lanciato dall’Assessorato regionale alla salute e dal Lions Club International. Le Asp e le Aziende Ospedaliere hanno assicurato una lunga lista di prestazioni, tutte gratuite e con accesso diretto: screening del cervicocarcinoma (Pap Test o Hpv test per donne di età compresa tra 25 e 64 anni di età), screening del tumore del colon retto (distribuzione del Sof Test), vaccinazione anti Covid-19 (prima, seconda o dose booster). Soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa ha espresso l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza: “Prevenzione e promozione della salute sono alcuni fra gli obiettivi prioritari dell’attività dell’Assessorato per la Salute – ha detto Razza – Questa occasione è la verifica che l’efficacia del sistema di prevenzione passa dalla condivisione di iniziative in un contesto di competenze precisamente definite. In quest’ottica, in particolare, cardine della prevenzione è lo screening, una strategia sanitaria che permette di scoprire un’eventuale malattia nelle sue fasi iniziali consentendo la tempestiva presa in carico della patologia, con la conseguente riduzione della mortalità e dei costi per il Servizio sanitario nazionale e per la società”. L’Azienda Cannizzaro, in collaborazione con il Comune di Acicastello ha effettuato: N. 23 test HPV, 24 screening diabete, 33 ecografie tiroide, 17 mammografie, 20 visite cardiologiche, un incontro di educazione sanitaria per l’adesione a screening Asp e corretti stili di vita per contrastare l’insorgenza di patologie oncologiche. Partecipazione di circa 200 cittadini, con tre conferenze e distribuzione di materiale informativo. Asp Palermo: Sono state oltre cento in 4 ore di attività le prestazioni erogate a bordo dei camper dell’Azienda sanitaria provinciale che ha anche somministrato 12 vaccinazioni anti Covid-19, di cui 6 domiciliari ad utenti non trasportabili. Il maggiore afflusso si è registrato nell’ambulatorio mobile per lo screening delle malattie infettive sessualmente trasmissibili. Sono stati 27 i prelievi ematici effettuati per HIV, Epatite e Sifilide, mentre 12 i Sof Test distribuiti per la ricerca del sangue occulto nelle feci, 18 le mammografie prenotate nei centri dell’Asp di Palermo e 17 gli esami (HPV Test) del cervicocarcinoma. Somministrati in un’apposita postazione anche 5 tamponi antigenici per lo screening del Covid-19. Lo sportello amministrativo ha lavorato intensamente nel rilascio di Green Pass e certificati di esenzione ticket per reddito. Asp Ragusa: 80 screening per glicemia, 18 screening del tumore del colon retto, 15 pap test e 16 screening oncologici per tumori della mammella. Asp Agrigento: Agrigento: n. 15 prenotazioni ginecologiche e n. 30 prenotazioni per prevenzione oncologica), screening diabetologico con l’effettuazione del test rapido della glicemia (n. 40), visita senologica (n. 19), screening oculistico (n.50), promozione della vaccinazione in gravidanza, promozione di stili corretti di vita ed alimentari. Ribera sono stati eseguiti: 110 screening gratuiti diabetologici ed attuata azione di promozione degli screening oncologici e di sensibilizzazione della popolazione attraverso la consegna di materiale divulgativo Campobello: è stato organizzato un punto informativo riguardo alla prevenzione oncologica e cardiovascolare con promozione di stili di vita corretti, dell’attività fisica, distribuzione di brochure e misurazione di alcuni parametri. Oltre 100 cittadini si sono accostati ed hanno usufruito del servizio. Menfi: Svolte analoghe attività di promozione di screening oncologici e non con distribuzione di brochure e sensibilizzazione a stili corretti di vita. Effettuati n. 130 test per rilevazione glicemia. Asp Trapani Trapani 25 esami prenotati; Marsala 23 esami prenotati; Alcamo 24 esami prenotati tra mammografie provette colon, pap test e Hpv test. Inoltre, sono state distribuite centinaia di brochure informative anche a Castelvetrano.

All’ospedale San Camillo Forlanini di Roma arrivano le colonnine ricarica veicoli elettrici

Colonnine di ricarica per veicoli elettrici nei parcheggi degli ospedali. ‘Electric Path‘, il progetto di Novo Nordisk che coniuga salute e sostenibilità ambientale, sbarca in Italia, in particolare presso l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma. La partnership pubblico-privato, che porterà le Infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici (Idr) negli ospedali di tutta la Regione Lazio, è stata presentata questa mattina a Roma, presso la sede dell’azienda farmaceutica danese. ‘Electric Path’ è un’iniziativa realizzata nell’ambito del più ampio programma internazionale ‘Circular for Zero’, strategia dell’azienda danese per azzerare l’impatto ambientale entro il 2030. “Prosegue l’impegno per l’eco-sostenibilità ambientale delle strutture sanitarie e l’innovazione tecnologica; siamo contenti di far parte di questa partnership tra pubblico e privato- ha commentato Alessio D’Amato, Assessore sanità e integrazione socio-sanitaria della Regione Lazio- Grazie ai finanziamenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si apre una stagione di grandi investimenti per realizzare una rivoluzione digitale che semplifichi l’accesso ai servizi, ma che guardi anche all’economia circolare, al benessere, ai corretti stili di vita, alla prevenzione. Su questo, sicuramente la partnership con Novo Nordisk per noi è molto importante. Nuovi ospedali, dunque, grazie alle nuove tecnologie per una sanità sempre più vicina alle esigenze delle persone, dove l’impegno per la sostenibilità e la green economy rivestono un ruolo centrale nell’azione di programmazione. Il Lazio- ha tenuto a sottolineare l’assessore- è la prima regione italiana ad aderire a questo progetto”. “Attraverso questo progetto che prevede l’installazione di colonnine di ricarica prosegue la sfida di Novo Nordisk, iniziata a livello mondiale nel 2014 con Cities Changing Diabetes, nel rendere gli ambienti urbani un luogo di promozione della salute- ha spiegato Drago Vuina, general manager e corporate vice president Novo Nordisk- Da parte nostra, ci siamo posti l’obiettivo delle zero emissioni entro il 2030 per tutte le nostre produzione, in tutte le nazioni nelle quali siamo presenti. È importante coinvolgere la popolazione nelle diverse strategie messe in atto per salvaguardare la salute della città e dei cittadini- ha aggiunto- così da stimolare un cambiamento significativo per la loro salute e per l’ambiente”. “Novo Nordisk è particolarmente orgogliosa del convinto appoggio della Regione Lazio al nostro progetto Electric Path, che si sviluppa, peraltro sull’intero territorio nazionale- ha aggiunto Marco Salvini, senior director External affairs Novo Nordisk- Questa collaborazione è un chiaro esempio di come possa svilupparsi una partnership pubblico-privato unica, mirata alla salvaguardia della salute dei cittadini. Abbiamo scelto di iniziare dal Lazio perché per noi rappresenta una Regione benchmark”. Al San Camillo Forlanini, le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici sono state installate nei parcheggi situati all’interno dell’ospedale in modo da essere fruibili da tutti, per stimolare le persone a una transizione più rapida verso modelli di mobilità sostenibili e contribuire così alla riduzione delle emissioni di CO2, con conseguente miglioramento della salute e del benessere di tutti. “Abbiamo aderito con convinzione a questo progetto- ha dichiarato Narciso Mostarda, direttore generale azienda ospedaliera San Camillo Forlanini– per contribuire a obiettivi concreti in tema di riduzione sull’impatto ambientale. Infatti, è fondamentale favorire un’infrastruttura diffusa e capillare che incentivi e faciliti l’uso dei veicoli elettrici. L’installazione nel nostro ospedale di impianti di colonnine di ricarica per veicoli elettrici va proprio in questa direzione e potranno essere utilizzati da un ampio numero di persone, sia utenti sia dipendenti. Anche sulla qualità dell’energia che viene utilizzata gli ospedali e i loro utenti devono fare attenzione”. Sono milioni, infatti, le persone che ogni anno muoiono a causa degli effetti diretti o indiretti dell‘inquinamento atmosferico, in particolare negli ambienti urbani. Oltre ad avere un impatto sull’aria e sull’ambiente che ci circonda, l’inquinamento è causa anche dello sviluppo di numerose malattie legate ai polmoni, oltre che di ictus, demenze, malattie renali e diabete. È stato osservato, ad esempio, che un aumento di 10 unità di concentrazione di PM10 o NO2 si traduce in un aumento rispettivamente del 8,1 per mille e del 4,1 per mille nella prevalenza del diabete tipo 2. Inoltre, un’ampia ricerca condotta negli Stati Uniti ha messo in evidenza come l’inquinamento atmosferico sia responsabile ogni anno di oltre 3 milioni di nuovi casi di diabete. “Lo sviluppo dell’elettrificazione della mobilità- ha aggiunto Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile- è una componente fondamentale della decarbonizzazione dei trasporti, necessaria per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima e del Regolamento europeo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 e di azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. L’istallazione di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici nei parcheggi delle strutture pubbliche è un buon esempio e un contributo significativo anche alla riduzione dell’inquinamento locale e alla difesa della salute”. ‘Circular for Zero’ è la strategia di economia circolare di Novo Nordisk, attiva dal 2019, per rendere l’azienda a impatto ambientale zero entro il 2030 attraverso riduzione dei consumi, riciclo dei rifiuti, studio e sviluppo di prodotti riutilizzabili, in un ciclo virtuoso ‘circolare’ della catena di fornitura. Novo Nordisk è inoltre impegnata a raggiungere i 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 collaborando con organizzazioni sia pubbliche che private e considera la lotta al cambiamento climatico al pari dei risultati finanziari e sociali e, per questo, un impegno costantemente misurato. L’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici vira in questo senso.  Nel 2020, Novo Nordisk ha già raggiunto l’obiettivo di utilizzare nei propri stabilimenti energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e di azzerare le emissioni di CO2 imputabili alle attività operative e di trasporto entro il 2030.

AIDO celebra giornata nazionale della donazione e del trapianto

“AIDO c’è anche quest’anno alla GIORNATA NAZIONALE DELLA DONAZIONE E DEL TRAPIANTO prevista per domenica 24 aprile”. Ad annunciarlo è la presidente di AIDO (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), Flavia Petrin, che ha anche reso noto che “AIDO nazionale ha elaborato per l’occasione una particolare grafica (allegata) che propone l’innovativa formula della manifestazione di volontà favorevole alla donazione di organi in forma digitale con l’App DigitalAIDO che, peraltro, in sei mesi è già stata utilizzata da oltre 10 mila utenti. Detta grafica sarà utilizzata in tutta Italia dai gruppi locali AIDO e dalle sezioni regionali e provinciali”. La dichiarazione per il sì alla donazione e trapianto di organi contestuale all’iscrizione ad AIDO è molto semplice e veloce, per farla occorre avere lo SPID e meno di un minuto di tempo. E anche chi è già iscritto ad AIDO, ha espresso la volontà in Comune o all’Asl, può rinnovare la propria decisione con l’App di AIDO on line. Ma non basta, la presidente Petrin ha, infine, comunicato che domenica 24 aprile la Giunta di presidenza nazionale di AIDO (composta oltre che da Flavia Petrin anche da Donata Colombo, Vito Scarola, Maurizio Ulacco, Bertilla Troietto e Daniele Damele) presenzierà a Roma, presso il Policlinico Gemelli, a un evento dedicato alla medesima giornata, mentre sui social sarà condiviso un video di una giovane pallavolista veneta che si rivolgerà in particolare ai ragazzi per un innovativo messaggio di sensibilizzazione alla cultura della donazione.

Cardiomiopatie rare: pubblicate le raccomandazioni italiane per la diagnosi e il trattamento

Le cardiomiopatie (CMP) sono un gruppo eterogeneo di malattie che hanno in comune la presenza di un’alterazione anatomo-funzionale che riduce la capacità del cuore di riempirsi o di pompare il sangue o che ne altera la funzione elettrica (ritmo cardiaco). Di questo tipo di patologie esistono anche forme rare, cioè con un’incidenza inferiore ad un caso ogni 2.000 persone: soprattutto in questi casi, la diagnosi può arrivare con molto ritardo. Ora, grazie a un elenco di raccomandazioni contenute in un position paper italiano, appena pubblicato sull’International Journal of Cardiology, gli specialisti potranno essere maggiormente supportati sia nella formulazione dell’ipotesi diagnostica che nella gestione del paziente.   Il documento, a prima firma del Prof. Giuseppe Limongelli, responsabile della Unità di Malattie Genetiche e Rare Cardiovascolari dell’AORN dei Colli (Ospedale Monaldi), docente presso l’Università degli Studi Luigi Vanvitelli e Direttore Responsabile del Centro Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, è nato dall’unione delle competenze dei professionisti della Società Italiana di Cardiologia (SIC) e della Società Italiana di Cardiologia Pediatrica (SICP). “Un ringraziamento – dichiara il Prof. Limongelli – va a tutti gli autori del documento e in modo particolare a Camillo Autore in qualità di chairman del Gruppo di Studio Cardiomiopatie della SIC, nonché ai presidenti Ciro Indolfi (SIC) e Silvia Favilli (SICP), che hanno creduto nel progetto”.   Per poter giungere a una diagnosi di cardiomiopatia rara è di primaria importanza che nel clinico insorga il “sospetto” della patologia. “È fondamentale che il cardiologo sappia individuare le cosiddette ‘red flags’, ossia i ‘campanelli di allarme’, i segni e i sintomi che da un quadro comune, come ad esempio può essere quello di un’ipertrofia, di uno scompenso o di una valvulopatia, possono portare alla diagnosi di una malattia rara”, spiega Limongelli in un’intervista rilasciata ad Osservatorio Malattie Rare (OMaR). “La corretta diagnosi può aprire la strada a trattamenti specifici, come nel caso della malattia di Pompe, una forma di glicogenosi per la quale è disponibile una terapia enzimatica, o come nel caso delle cardiomiopatie ipertrofiche legate alle RASopatie, causate da mutazioni germinali in geni che codificano per proteine coinvolte nella via di trasduzione del segnale RAS-MAPK. Una di queste, la sindrome di Noonan, in presenza di alcune mutazioni specifiche può essere trattata con il trametinib, un farmaco con funzione antitumorale ad oggi utilizzato per uso compassionevole. Il discorso vale anche per le cardiomiopatie rare dell’adulto, come la malattia di Fabry o l’amiloidosi. L’amiloidosi da transtiretina wild type, ad esempio, è una delle principali patologie rare che si possono celare dietro ad un comune scompenso cardiaco o ad una stenosi aortica e per le quali abbiamo terapie disponibili o sono in corso sperimentazioni con nuovi farmaci”.   Nel position paper italiano ci si sofferma poi sulla presa in carico del paziente con cardiomiopatia rara, che deve avvenire in un Centro di riferimento e basarsi, preferibilmente, su un approccio multidisciplinare. “È fondamentale che il Centro di riferimento a cui si rivolge il paziente abbia un’équipe in grado di seguirlo a 360 gradi, costruita ‘intorno’ alla malattia rara”, sottolinea Limongelli. “Le cardiomiopatie rare, infatti, presentano spesso complicanze sistemiche e necessitano della presenza di altri specialisti, oltre al cardiologo. Basti pensare ai pazienti affetti da amiloidosi, che devono essere seguiti anche dal nefrologo, del neurologo o dall’ematologo. All’Ospedale Monaldi – conclude il Prof. Giuseppe Limongelli – abbiamo creato un team multidisciplinare dedicato all’amiloidosi, uno per la malattia di Fabry e uno rivolto alle patologie neonatali e pediatriche”.

Attenzione alta, in primavera, in particolare per l’Amanita verna, fungo velenoso che negli anni passati è già stato responsabile di un caso di intossicazione mortale.

Riapre l’Ispettorato micologico dell’Asp di Catania. Il servizio svolge un’azione fondamentale per la tutela della salute pubblica assicurando il riconoscimento e la validazione di funghi eduli freschi spontanei distinguendoli da taluni velenosi come l’Amanita verna. Già dal 1^ primo aprile è, inoltre, attivo il servizio di reperibilità ospedaliera per garantire un intervento immediato del personale micologo aziendale su segnalazione telefonica, da parte dei Pronto Soccorso ospedalieri, in caso di sospetto avvelenamento da funghi. In tali evenienze è sempre consigliato ai cittadini portare con sé i residui di funghi crudi e/o cotti, in modo da agevolare il riconoscimento dei funghi responsabili di intossicazione. I micologi aziendali garantiranno anche, in raccordo con i 58 Comuni della Provincia, il regolare espletamento dell’attività di vigilanza sia sulle vendita di funghi (in occasione di sagre e similari), sia presso i ristoranti. Attenzione alta, in primavera, in particolare per l’Amanita verna, fungo velenoso che negli anni passati è già stato responsabile di un caso di intossicazione mortale. Servizi offerti dagli sportelli micologici Si rinnova ai tutti i cittadini raccoglitori occasionali di funghi, l’appello a recarsi presso gli sportelli micologici dell’Asp di Catania, per sottoporre a controllo gratuito l’intero quantitativo del raccolto. Gli sportelli micologici aziendali, che effettueranno gli orari di apertura riportati in tabella, offrono i seguenti servizi: esame di commestibilità dei funghi freschi spontanei raccolti da privati ad uso proprio (a titolo gratuito) rilascio certificazione commestibilità dei funghi freschi spontanei destinati alla vendita al dettaglio, ivi compresi quelli destinati alla ristorazione pubblica e ai ristoranti (previo pagamento di 1,00 euro per chilogrammo sul c/c postale 49436850 intestato a Asp di Catania – Causale “diritti sanitari ispettorato micologico”). I ristoranti che somministrano funghi freschi spontanei dovranno utilizzare esclusivamente funghi certificati dai micologi. Al fine di favorire il rilascio di tale certificazione, i venditori in possesso di certificato di abilitazione alla vendita potranno acquistare, presso le sedi dell’Ispettorato micologico (previo pagamento del corrispettivo tramite sul c/c postale 49436850 intestato a Asp di Catania – Causale “diritti sanitari ispettorato micologico”), tagliandi del valore di 1,00 euro e di 5,00 euro, da utilizzare per il pagamento dei diritti sanitari con notevole risparmio di tempo e semplificazione della procedura. Raccomandazioni per i consumatori Ai sensi della vigente normativa nazionale (L. 352/93 e D.P.R. 376/95) e della legge regionale n. 3 dell’1 febbraio 2006, possono vendere funghi spontanei esclusivamente i commercianti in possesso di certificato di idoneità alla vendita per le singole specie di funghi, riportate sul certificato (che il commerciante è tenuto ad esibire su richiesta dell’acquirente), e tutti i funghi in vendita devono essere preventivamente certificati dai micologi aziendali. Si raccomanda, pertanto, a tutti i consumatori, di richiedere al venditore di esibire il certificato di abilitazione alla vendita e, soprattutto, di acquistare esclusivamente funghi in possesso della certificazione dell’Asp di Catania. Tale certificazione, infatti, garantisce la commestibilità dei funghi e riporta altresì la data entro la quale gli stessi vanno tassativamente consumati. L’Ispettorato micologico resterà aperto, presuntivamente, fino al 30 giugno per riaprire successivamente, in base alla stagionalità, nel periodo autunnale.

Un nuovo modello di cura all’ASP di Ragusa per i pazienti oncologici

All’Azienda Sanitaria di Ragusa ASP un nuovo modello di cura per i pazienti oncologici. Si interviene in modo coordinato tra reparti su alcuni pazienti oncologici con gravi metastasi vertebrali che in altri tempi sarebbero stati inviati in un reparto extra provinciale. Protagonisti di un nuovo modello organizzativo i reparti di Oncologia Medica e Ematologia di Ragusa e Ortopedia di Vittoria.    Di recente il caso di un uomo di 61 anni. «È stato stabilizzato con artrodesi sulla vertebra malata che aveva ceduto con rischio di paraplegia, appoggiandoci sulle due vertebre superiori e inferiori – dichiara Oscar Cammarata, direttore UOC di Ortopedia dell’ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria – Dopo averla stabilizzata abbiamo provveduto ad eradicare la metastasi con un innovativo sistema di ablazione a radiofrequenza che in pratica riscalda fino a 95 gradi, in maniera controllata, l’interno della vertebra malata bruciando la metastasi». Un intervento svolto in collaborazione con Stefano Cordio, direttore dell’UOC Oncologia Medica, e Sergio Cabibbo, direttore dell’UOSD Ematologia.  «Creare un servizio trasversale tra discipline differenti, mettendo al centro il paziente, è l’obiettivo principale del nostro lavoro. Lavoriamo per creare un sistema che accolga le persone, che dia risposte univoche e che faccia sentire i pazienti accuditi, risolvendo nei nostri ospedali problemi complessi come questo. – aggiunge il Direttore Generale – C’è ancora tanto da fare, e contiamo sulla collaborazione di tutti i professionisti dell’ASP».

Roma: un happening jazz per il World Pulmonary Hypertension Day 2022. Il 4 maggio presso il Teatro Ghione.

“Insieme si può” è il titolo della serata jazz che l’A.M.I.P. (Associazione Malati di Ipertensione Polmonare) e e Ass. Èarrivatogodot hanno organizzato per l’annuale World Pulmonary Hypertension Day che si svolgerà il 4 maggio presso il Teatro Ghione di Roma.A maggio 2021, presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, si è svolta la prima tavola rotonda nazionale sulla cura e prevenzione dell’Ipertensione Polmonare e a ottobre scorso si è tenuto a Roma il National Congress Italian Pulmonary Hypertension Network mentre per il 2022 saranno le frequenze del sound jazz a divulgare le informazioni atte ad una corretta prevenzione per arginare la malattia.Non è nuovo il sodalizio tra il mondo del jazz e l’associazione A.m.i.p. infatti risale alla pubblicazione della compilation, in triplo Cd, intitolata “Seat Aside” in cui sono raccolti 30 brani interpretati da ben 111 illustrissimi musicisti che gravitano, o che hanno rapporti stretti, col mondo  del jazz nazionale, tra questi: Antonio Onorato, Elisabetta Serio con Sarah Jane Morris, Fabrizio Bosso, Matteo Saggese con gli inglesi Joe Cang e Danny Cummings, Alfonso Deidda, Marco Zurzolo, Armanda Deisidery, Julian O.Mazzariello, Giovanni Falzone e Carla Marciano.L’iniziativa discografica, come quella dell’evento live, è curata da Tina Lodato dell’AMIP, è prettamente solidale e consiste nell’incentivare la raccolta dei fondi necessari a supportare la cura dei malati e continuare gli studi di ricerca che, per fortuna, negli ultimi anni hanno dato risultati incoraggianti specie nei processi di prevenzione.Quindi lo stretto rapporto tra il mondo jazz e l’A.M.I.P. per il prossimo appuntamento mondiale si concretizza in un concerto in presenza che vedrà insieme musicisti con un bagaglio artistico di rilievo internazionale, inimitabile e ricco di collaborazioni. I musicisti in programma sono anche presenti nel triplo CD “Set Aside” che AMIP ha prodotto e distribuito per parlare di questa patologia così rara e invalidante.Tra i protagonisti della serata del 4 maggio presso il teatro Ghione di Roma troviamo il maestro Leo Aniceto, pianista e compositore protagonista, sin dagli anni 80, nel circuito jazz salernitano, che sarà accompagnato da Alfonso Deidda al sax (polistrumentista, compositore e arrangiatore che con i fratelli Sandro e Dario sono considerati tra le migliori realtà del panorama jazzistico italiano). Al contrabasso ci sarà Marco de Tilla (sideman in una cinquantina di album pubblicati e cinque da leader già al fianco dei più acclamati musicisti campani e di nomi internazionali tra cui Sarah Jane Morris, Paolo Fresu, Javier Girotto, Adam Rudolph, Emanuele Cisi, Cicci Santucci e tanti altri); e alla batteria Lorenzo Tucci collaboratore di artisti del calibro di Kurt Rosenwinkle, Phil Woods, Tony Scott, Ronnie Cuber, George Garzone, Mark Turner, Tim Warfield, Emmanuel Bex, Kirk Lightsey, George Cables, Joanne Brakeen,Fabrizio Bosso, Massimo Urbani, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Flavio Boltro, Giovanni Tommaso, Mario Biondi, Daniele Scannapieco, Maurizio Giammarco, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Rosario Giuliani, Luca Mannutza, Dario Deidda, Salvatore Bonafede, Karima, Max Ionata, Ada Montellanico, Nicola Conte).A completare il sestetto troviamo il prodigioso trombettista Giovanni Amato (cincitore assoluto dell’Italian Jazz Awards 2009 (best act) e’ oggi considerato dalla critica del settore uno dei migliori trombettisti a livello europeo) e la special guest Jerry Popolo tra i più richiesti sassofonisti del panorama musicale italiano e famoso sia nel jazz che nella musica pop. Presenti sul palco anche Walter Ricci, talentuoso e camaleontico cantante jazz napoletano che collabora con Mario Biondi, Stefan Di Battista e Daniele Scannapieco, Jean-Pierre Como, Antonio Capasso, Elio Coppola, Fabrizio Bosso, Dedè Ceccarelli.Il sassofonista Marco Zurzolo, compositore, direttore e arrangiatore di fama nazionale che ha collaborato tra gli altri con Archie Shepp, Chet Baker, Gil Goldstein, Omar Sosa, Joe Lovano, Arto Lidsay, Roul de Sousa, Billy Preston, Richard Galliano, Stefano Bollani, Solomon Burke, Van Morrison, Don Moye and Art Ensemble of Chicago, Enrico Pierannunzi.E infine il chitarrista jazz rock Carlo Fimiani noto per suonato al fianco di Gino Paoli, Mango, Carl Anderson e molti altri.   Prenderanno la parola per spiegare i risultati ottenuti nell’ultimo anno di ricerca, e per diffondere informazioni utili alla prevenzione, il Dott. Michele D’Alto responsabile del reparto ipertensione polmonare dell’Ospedale Monaldi Napoli e il Dott. Francesco Parisi già primario e trapiantologo dell’ospedale bambino Gesù di Roma, il Prof. Roberto Badagliacca e la Dott.ssa Silvia Papa dell’ospedale Umberto I di Roma. Cos’è l’ipertensione polmonare L’Ipertensione Polmonare è una malattia rara caratterizzata da un restringimento delle arteriole polmonari che provoca scompenso cardiaco. Si stima che in Europa vi siano circa 25.000 pazienti ed in Italia circa 3.000 che in piena pandemia da Covid-19 hanno rischiato, e tutt’oggi rischiano, gravi conseguenze se contagiati.  I pazienti con ipertensione arteriosa polmonare sono a tutti gli effetti pazienti fragili che vanno tutelati attraverso una vaccinazione capillare e tempestiva ed anche con assistenza erogata in sicurezza con l’uso di strategie comunicative di telemedicina. Per i pazienti più gravi, tuttavia, è garantito sempre l’accesso agli Ospedali. L’I.P. è una patologia che spesso il paziente ignora di avere e colpisce più le donne che gli uomini (oltre il 70% donne); è più frequente tra i 20 e i 60 anni ma interessa anche le fasce estreme di età (tra i pazienti vi sono anche bambini e anziani). I sintomi sono poco specifici e comuni a molte malattie cardiologiche e pneumologiche:astenia (stanchezza), dispnea (affanno), sensazione di fiato corto, facile affaticabilità. La sopravvivenza dei pazienti con Ipertensione Polmonare e la loro qualità di vita è nettamente migliorata nel corso degli anni grazie a una serie di fattori: una maggiore conoscenza della malattia, incremento dell’esperienza dei centri, ricerca scientifica, nuovi farmaci e strategie terapeutiche più aggressive ed efficaci. Questo lavoro sinergico ha determinato ottimi risultati.In genere, non si guarisce completamente dall’ipertensione arteriosa polmonare, se non in rari casi di pazienti “super-responders” alle terapie. Tuttavia, si ottiene un netto miglioramento dello stato clinico, si rallenta o si arresta la progressione della malattia e il paziente ritorna alle sue comuni attività.E’ fondamentale diagnosticare tempestivamente la patologia attraverso la conoscenza, e i sintomi che causa, ma soprattutto attraverso la creazione di una rete tra centri più esperti e centri meno esperti, in questo modo e possibile giungere a una diagnosi precoce ottenendo buoni risultati. 

Terapie avanzate, dalla sperimentazione alla pratica clinica

“All’inizio di questo secolo l’ambito cardiovascolare è stato investito da un senso di attesa nei confronti di queste nuove terapie avanzate generando le più grandi speranze circa l’arrivo al letto del paziente di nuove forme di trattamento per malattie gravi. Quasi vent’anni più tardi, sebbene esista in Europa una terapia cellulare approvata come hospital exemption per le forme più gravidi ischemia cardiaca, molte speranze si sono trasformate in delusioni. Oggi disponiamo di terapie avanzate che vent’anni fa erano solo fantasia e per ottenerle siamo passati attraverso fallimenti e brusche fermate. Quei fallimenti sono stati necessari per arrivare al punto in cui siamo e da quelli dovremo imparare come andare oltre e tagliare nuovi traguardi”. Così il prof. Giulio Pompilio, Direttore Scientifico e Responsabile dell’Unità di Biologia Vascolare e Medicina Rigenerativa presso l’IRCCS Centro Cardiologico Monzino, e Presidente del Comitato Scientifico di Osservatorio Terapie Avanzate (OTA), ha aperto un incontro di formazione destinato ai giornalisti – dal titolo Dalla sperimentazione alla pratica clinica. Comunicazione e impatto, presente e futuro delle terapie avanzate – organizzato da OTA in collaborazione con Primopiano Academy e con il contributo non condizionante di Celgene – ora parte di BMS, Novartis, PTC Therapeutics, Roche e Sanofi. L’obiettivo del corso è stato di illustrare presente e prospettive future delle terapie avanzate, cioè quelle terapie innovative basate su terapia genica, terapia cellulare ed ingegneria tessutale che stanno rivoluzionando la medicina e offrendo nuove possibilità a gravi malattie per cui fino a ieri non c’era alcuna prospettiva di cura. Un racconto fatto da chi le terapie avanzate le ha ideate e portate fino al letto dei pazienti. La prima parte del corso è stata dedicata ai progressi raggiunti attraverso il racconto dei ricercatori che in prima linea hanno ideato queste terapie avanzate e che hanno visto, con grande emozione, il successo ottenuto sui pazienti. La seconda parte è stata invece un focus sulle nuove terapie che potrebbero arrivare nei prossimi anni e sulle sfide ancora da affrontare. Malattie rare della retina, malattie neuromuscolari, immunodeficienze, malattie genetiche che intaccano i tessuti, tumori del sangue: per alcune patologie incluse in questi gruppi le terapie avanzate sono già oggi una concreta opzione terapeutica, una svolta determinante per patologie gravissime e in precedenza senza possibilità di cura. E se questi già oggi sono i risultati raggiunti dalla medicina attraverso le terapie avanzate ancora maggiori aspettative ci sono per il futuro di questo settore relativamente giovane ma nel quale il nostro Paese si sta distinguendo per i grandi successi nella ricerca, che qui ha trovato terreno fertile e ricercatori di grandissimo livello. “Il tema della sostenibilità delle terapie avanzate riguarda tutta la comunità, dai medici e ricercatori ai rappresentanti dell’industria e del settore regolatorio, fino ai pazienti – ha spiegato all’incontro organizzato da Osservatorio Terapie Avanzate la prof.ssa Concetta Quintarelli, Responsabile dell’Unità di Terapia Genica dei tumori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, member del Comitato per le Terapie Avanzate dell’EMA – Dopo anni di ricerca e studio, dopo l’ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio dagli enti regolatori, accade che il sistema non supporti dal punto di vista economico le nuove terapie avanzate. Occorre stravolgerlo e far in modo che tutti abbiano in mente il tema della sostenibilità sin dall’inizio di questo meraviglioso percorso che può regalarci trattamento unici. È solo in questo modo che sarà possibile realizzare un autentico progresso nel campo delle terapie avanzate”. Al momento sono 14 le terapie avanzate approvate in Europa, 8 delle quali già disponibili in Italia, il che conferma l’importante ruolo giocato dall’Italia nello sviluppo e nell’implementazione di terapie avanzate necessarie da decenni. Ma testimonia anche il livello di fiducia in esse riposto, dal momento che la terapia genica, le terapie a base di CAR-T o i trattamenti basati sull’ingegnerizzazione delle cellule staminali presuppongono alti costi di sviluppo e mantenimento. L’importante trend di crescita delle terapie avanzate in fase di valutazione e approvazione a livello europeo è stato illustrato anche nel rapporto annuale di Horizon Scanning dell’AIFA “Scenario dei medicinali in arrivo Rapporto 2022”: nel 2022 sono attesi i pareri dell’EMA per 7 terapie avanzate. Di queste, circa il 60% ha come bersaglio alcuni tipi specifici di tumore, a testimoniare che le terapie avanzate, sviluppate inizialmente per combattere gravi malattie rare, stanno allargando gli orizzonti. Secondo le previsioni degli esperti, si potrebbe arrivare fino a 50 nuove terapie avanzate nel prossimo decennio a livello mondiale. Naturalmente, perché in futuro l’Italia possa continuare ad essere un Paese che non solo fa ricerca ma che, come oggi, riesce anche a renderle effettivamente fruibili ai pazienti, sarà necessario uno sforzo in termini organizzativi, inclusa l’individuazione dei fondi necessari a coprire i costi di queste terapie e l’individuazione di modelli di pagamento che possano renderle sostenibili nel tempo soprattutto in vista dell’aumento del numero di terapie che diventeranno disponibili nei prossimi anni. Un tema che OTA ha già ampiamente affrontato nella prima Consensus sul tema, dal titolo Proposta di Misure per la Determinazione del Valore delle Terapie Avanzate in Italia – uno Studio Basato sul Metodo Delphi. All’incontro con la stampa hanno partecipato, oltre al prof. Giulio Pompilio e alla prof.ssa Concetta Quintarelli, anche il dott. Gianluca Dotti, Giornalista scientifico, il prof. Alessandro Aiuti, Vicedirettore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) e Direttore dell’U.O. di Immunoematologia Pediatrica presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, la prof.ssa Marika Pane, Direttore dell’U.O.S. Dipartimento Centro Clinico Nemo Pediatrico di Roma, la prof.ssa Francesca Simonelli, Direttrice della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli, il prof. Alessandro Rambaldi, Direttore del Dipartimento di Oncologia-Ematologia all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la dott.ssa Raffaella Di Micco dell’Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano, la dott.ssa Sarah Tettamanti, Ricercatrice presso il Centro di Ricerca “M. Tettamanti” di Monza e il prof. Giulio Cossu, Group Leader dell’Unità di Terapia Cellulare per le Miopatie presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

“Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello” di Palermo, nominati 5 nuovi direttori

Nuovi direttori per le unità operative semplici a valenza dipartimentale nell’Azienda “Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello” di Palermo. Per 5 anni saranno nuovi direttori delle unità semplici a valenza dipartimentale (UOSD)  i dottori:  Graziella Malizia U.O.S.D. “Endocrinologia in età evolutiva”; Montalbano Luigi Maria U.O.S.D. “Endoscopia digestiva”; Giuseppe Arcoleo U.O.S.D. “Broncopneumologia Interventistica”; Giuseppe Provenzano U.O.S.D. “Reumatologia”; Alfredo Caputo U.O.S.D. “Endocrinologia Adulti e ad Indirizzo Oncologico”. “Prosegue con intensità  – commenta  Walter Messina, direttore generale dell’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia- Cervello”  – l’impegno gestionale volto a qualificare sempre di più con elevati professionisti e direttori la nostra offerta assistenziale, coniugando obiettivi organizzativi, di efficacia e di efficienza, con alto indice delle perfomance di cura destinate ai nostri pazienti”. Graziella Malizia, laureatasi all’Università di Palermo, specializzatasi presso l’Università degli studi di Firenze, vanta una particolare expertise nelle problematiche glico-metaboliche, inerenti l’obesità ed il diabete, l’endocrinologia ginecologica e endocrinologia pediatrica. Già consigliere e tesoriere dell’Ordine dei Medici della Provincia di Palermo, ha anche conseguito la Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. Dal 2020 è responsabile dell’ambulatorio di Endocrinologia pediatrica del Centro di Riferimento Regionale per le basse stature dell’A.O.O.R. Villa Sofia Cervello. Dal 2021 supervisore del Registro di Monitoraggio per il GH ( ormone somatotropo, ovvero della crescita) dell’Istituto Superiore di Sanità, e Componente della Commissione Regionale GH. Autrice di numerose pubblicazioni sia su riviste nazionali che internazionali. Montalbano Luigi Maria; laureatosi e specializzatosi in Gastroenterologia all’Università degli Studi di Palermo. Vanta numerose pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali ad alto impact factor. Da sempre si è dedicato all’endoscopia digestiva operativa e di alta specializzazione. Ha partecipato a numerosi studi multicentrici di settore; è stato consigliere nazionale dell’AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri), nonché Presidente regionale e, altresì, membro delle commissioni nazionali della stessa società scientifica “ qualità delle prestazioni ed oncologia ” noinchè componente del comitato scientifico. Anche direttore scientiifo di numerosi congressi regionali e nzionali. Giuseppe Arcoleo, laureatosi e specializzatosi presso l’Università degli Studi di Palermo in Malattie dell’Apparato Respiratorio, vanta una significativa esperienza formativa in Inghilterra presso il “Department of Pnysiological Medicine” – St. George’s Hospital School di Londra. Pneumologo interventista con 20 anni di attività di broncologia. E’ autore di pubblicazioni scientifiche e relatore in oltre 100 congressi di settore. Già segretario dell’AIPO ( Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri). La sua esperienza è stata determinante per la diffusione della cultura della terapia lenitiva e di supporto nell’ambito aziendale, che si è rivelata strategica per la istituzione dell’Hospice per l’assistenza ai malati terminali di cancro presso il presidio Cervello. Giuseppe Provenzano: membro del consiglio direttivo nazionale della Società Italiana di Reumatologia. Relatore in oltre 150 congressi e autore  di piu’  100 pubblicazioni scientifiche. Da oltre 20 anni svolge attività assistenziale in ambito reumatologico all’interno dell’azienda occupandosi specificatamente di terapia con farmaci biotecnologici nelle forme più gravi di artrite reumatoide, spondiloartriti e malattie rare di interesse reumatologico: settore in cui ha svolto studi internazionali e pregnanti progetti di ricerca. Di rilievo anche il suo impegno nella didattica nel cui ambito è stato coordinatore di diversi eventi di formazione. Alfredo Caputo: Responsabile Centro di Riferimento Regionale per la diagnosi, cura e follow up dei tumori tiroidei e l’acromegalia; Componente della Commissione scientifica che ha redatto il Percorso diagnostico e terapeutico  assistenziale (PDTA) per la gestione del paziente affetto da tumore della tiroide nella Regione siciliana. Collabora, da diversi anni, con le Università degli Studi di Palermo e Messina – Policlinici Universitari essendo la struttura inserita nel percorso formativo della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia. Autore di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali.