Medicalive

Asl Toscana sud est: Centri antiviolenza e codice rosa, l’unione fa la forza

Dalla spirale della violenza, fisica e psicologica, si può uscire. Ecco i dati di accesso al percorso della asl Toscana sud est nel 2017. “Conosceva i miei punti deboli, a quelli si aggrappava per ricattarmi. Io non sapevo ribellarmi, avevo troppa paura delle sue reazioni e pensavo che nessuno potesse aiutarmi, diceva di amarmi ma subito dopo mi faceva sentire una nullità, fino a quando…” Il pensiero di chi subisce violenza, che sia psicologica, verbale o fisica, è questo, e difficilmente il pensiero si tramuta in parole. I casi di cronaca aumentano, ma la via d’uscita c’è. Una Rete che funziona e che vuole evitare che quel “fino a quando” sia l’ennesimo articolo di cronaca, ma la fine della violenza e il ritorno alla libertà. La Rete dei Centri antiviolenza, fondamentale sostegno per le Donne vittime di violenza di genere, attiva in tutt’Italia può essere contattata attraverso il numero nazionale 1522. Chi si sente annullato dall’altro, chi subisce violenza fisica o verbale può fare questo numero o può rivolgersi al suo medico di famiglia o al Pronto Soccorso o al 118 o al Consultorio o alle forze dell’ordine. Nella massima riservatezza verrà attivato un percorso di ascolto e protezione per uscire dalla violenza. Per la sua parte, la Asl Toscana sud est, insieme alle altre istituzioni, è in grado di assicurare una risposta efficace alle vittime di violenza, garantendo una presa in carico e un accompagnamento nel percorso dedicato, con il sostegno di un team multidisciplinare. “Il Codice Rosa – spiega Vittoria Doretti ideatrice del progetto- è nato a Grosseto nel 2010 proprio con questi obiettivi. Attualmente è una Rete clinica tempo-dipendente e definisce le modalità di accesso ed il percorso socio-sanitario, in particolare nei servizi di emergenza urgenza delle donne vittime di violenza di genere in linea con le linee guida nazionali e delle vittime di violenza causata da vulnerabilità o discriminazione. Definisce anche le modalità di allerta ed attivazione dei successivi percorsi territoriali, nell’ottica di un continuum assistenziale e di presa in carico globale.” Nel 2017, il Codice Rosa della Asl Toscana sud est (Arezzo, Siena e Grosseto) ha contato 763 accessi: 684 di adulti (664 casi di maltrattamento, 12 di abusi e 8 di stalking) e 79 di minori (73 casi di maltrattamento e 6 di abuso). Adulti: la fascia di età più colpita è quella tra i 40 e i 49 anni (180 accessi); seguono la fascia 30-39 (163 accessi) e la fascia 18-29 (157 accessi). La distinzione per sesso vede 616 donne e 68 uomini. La distinzione per nazionalità: 487 italiani e 197 stranieri. Minori: la fascia di età più colpita sono gli adolescenti tra i 15 e i 17 anni (27 accessi); segue la fascia 7-11 anni (19 accessi) e quella 12-14 anni (18 accessi). Tra i minori sono i maschi quelli più soggetti a violenza (42, contro 37 femmine). Restano superiori i numeri degli italiani (57) rispetto agli stranieri (22). Dal 2012 al 2017, nei Pronto soccorso della Toscana si sono registrati 17.363 casi di Codice Rosa (14.940 adulti, nella stragrande maggioranza donne, e 2.423 bambini). Nel 2017 sono stati 3.142 (2.592 adulti e 550 bambini). Tutti dobbiamo prendere coscienza di questi dati e considerare che non comprendono i numerosi casi di chi non ha avuto la forza di chiedere aiuto. E’ per questo che ogni cittadino si deve sentire parte attiva della Rete: chi viene a conoscenza di forme di discriminazione, violenza psicologica o fisica, anche se non coinvolto in prima persona, può abbattere la più grande alleata della violenza che è la solitudine in cui spesso si trovano le vittime e aiutare ad attivare un percorso di sostegno. Ognuno di noi può diventare la voce di chi non può parlare perché bloccato dalla paura o dai sensi di colpa. Aiutare una vittima della violenza, vuol dire talora anche aiutare il suo persecutore per il quale inizierà un percorso riabilitativo ed educativo a comportamenti non violenti.

Effettuato un prelievo d’organi all’ospedale San Martino

Sono stati donati fegato e reni di una donna di 59 anni: si tratta della seconda donazione in pochi mesi E’ stato effettuato questa notte all’ospedale San Martino di Oristano un prelievo d’organi su una donna di 59 anni di un paese dell’hinterland oristanese, deceduta a causa di un’emorragia cerebrale. Dopo averne certificato la morte encefalica da parte di un’apposita Commissione di esperti e aver ottenuto il consenso della famiglia alla donazione – una famiglia peraltro sensibile al tema in quanto uno dei componenti è una persona trapiantata – il direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione Giorgio Piras e il Coordinatore locale dei trapianti Marco Obinu, sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti e la collaborazione della Direzione sanitaria del San Martino, hanno avviato l’iter per il prelievo di fegato e reni. L’intervento è stato eseguito dalle equipe dei due centri a cui sono stati destinati gli organi in base alla compatibilità con il ricevente: quella dell’Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione) di Palermo, che ha prelevato il fegato e un rene, e quella dell’Urologia dell’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, che ha prelevato l’altro rene. «Oltre a tutto il personale che ha collaborato al delicato intervento, ringraziamo di cuore la famiglia della donatrice, che ha saputo trovare la forza di compiere una grande gesto di solidarietà in un momento così buio e difficile» afferma il direttore dell’Assl di Oristano Mariano Meloni. «La scelta di questa famiglia, a cui ci uniamo nel dolore della perdita, restituirà la vita e la salute ad altre tre persone» aggiunge il direttore dell’Unità di Anestesia e rianimazione Giorgio Piras. Quello di questa notte è il secondo prelievo d’organi effettuato all’ospedale San Martino nel 2018 – il primo si era verificato nel febbraio scorso su una bambina di nove anni – mentre nello stesso anno un terzo possibile caso, per cui era già stato attivato l’iter per la donazione, non era stato portato a termine per assenza di un ricevente compatibile. Come testimoniato dai dati forniti di recente dal Centro Regionale Trapianti, il 2018 si sta rivelando un anno estremamente positivo sul versante delle donazioni d’organi: a fine maggio sono stati 29 i donatori segnalati, 19 dei quali diventati effettivi, e si sono registrate solamente 3 opposizioni alla donazione, un dato estremamente basso rispetto agli anni passati (nel 2017 le opposizioni erano state 18) e alle altre regioni italiane. Merito questo, anche delle campagne che l’Ats Sardegna sta conducendo, accanto alle associazioni di volontariato, per informare e sensibilizzare all’importanza della donazione.

La pediatria come un bosco incantato grazie al murales di ABIO Vercelli

Accedendo oggi al reparto di pediatria dell’ospedale di Vercelli, la sensazione è quella di entrare in un bosco incantato. Ed era questo l’obiettivo che i volontari dell’ABIO Vercelli volevano raggiungere con il progetto, iniziato a febbraio scorso, che ha visto i volontari e le volontarie dell’Associazione Bambino in Ospedale, protagonisti attivi nella creazione di un murales a misura di bambino. Il progetto grafico è stato pensato per far sì che i piccoli pazienti appena entrati potessero scorgere diversi tipi di animaletti riprodotti sul prato, per poi – quando ci si avvia nella parte più interna del reparto – avere la sensazione di entrare in un vero bosco. All’inaugurazione, il 12 giugno, erano presenti insieme ai rappresentanti dell’ABIO Vercelli, il direttore della pediatria Gianluca Cosi, la coordinatrice Michela Braghin e il dott. Scipione Gatti, della Direzione Medica Ospedaliera. Il dott. Cosi ha ringraziato ABIO Vercelli per la presenza costante e attenta a supporto della pediatria e per l’entusiasmo con cui l’associazione, grazie alle idee proposte, contribuisce a rendere il reparto sempre più accogliente e confortevole.

Reggio Emilia, primo studio con la Tomosintesi per la diagnosi precoce

Uno studio realizzato a Reggio Emilia mostra l’efficace combinazione tra mammografia digitale e tridimensionale nella diagnosi precoce I risultati testimoniano una capacità diagnostica superiore del 90% rispetto alle metodiche tradizionali; l’indagine è pubblicata sulla rivista Radiology della Radiological Society of North America. Uno studio clinico condotto interamente a Reggio Emilia ha dimostrato che nelle procedure di screening per la diagnosi precoce la combinazione di esami mammografici bi e tridimensionali offre un’efficacia superiore del 90% nell’individuazione dei tumori al seno. L’indagine è stata svolta a partire dal 2014 dal Dipartimento di Diagnostica per immagini dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia interessando tre dei sei centri mammografici provinciali e un campione di 20mila donne, di età compresa tra 45 e 70 anni, divise in due gruppi statisticamente equivalenti. Il primo è stato sottoposto a screening con mammografia 2D (digitale) e trattato di conseguenza, il secondo è stato sottoposto a entrambe le scansioni combinate, 2D e 3D, quest’ultima con la tecnologia denominata tomosintesi. L’aggiunta della mammografia 3D ha mostrato di fornire tassi di rilevamento simili in tutte le classi di densità del seno, con un aumento di circa il 70% nelle donne con seno denso. Ha mostrato, inoltre, un aumento del 94% nel rilevamento di tumori invasivi di piccole dimensioni, di solito più curabili, e un aumento del 122% nella diagnosi di carcinomi invasivi di media taglia. Altro vantaggio della combinazione è la percentuale di risultati falsi positivi, scesa del 25%. Questo ha evitato di richiamare le donne per nuove indagini, risparmiando loro momenti di ansia e timori ingiustificati. La tomosintesi mammaria digitale è una tecnologia avanzata che utilizza più immagini radiografiche per ottenere un risultato tridimensionale del seno e aiuta i radiologi a valutare le regioni di interesse libere da altri tessuti sovrapposti. “Negli Stati Uniti la combinazione tra i due tipi di mammografia è già utilizzata nello screening mentre in Europa ci si avvale solo di quella bidimensionale” spiega Pierpaolo Pattacini, direttore del dipartimento. “I dati confermano non soltanto gli eccellenti risultati della mammografia 3D, già posti in evidenza da altri studi europei su larga scala ma compiono un passo avanti” conclude Pattacini “Solo studi randomizzati, infatti, possono essere il riferimento per integrare i programmi di screening. Questo spiega perché i trial in corso in Europa e negli USA hanno struttura simile”. Tumore al seno, screening e diagnosi precoce In Italia il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente per incidenza nella popolazione femminile, con il 28% dei casi di tumore: complessivamente una donna su otto si ammala della patologia nel corso della sua vita. Il tasso di mortalità continua a calare in maniera significativa (-2,2% nel 2017), con la sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi che si attesta all’87%: ciò è possibile anche grazie alla più ampia diffusione della diagnosi precoce ai primi stadi di sviluppo della malattia, quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e meno invasivo. Nella lotta contro il cancro al seno, lo screening mammografico è considerato la prima forma di difesa. Le linee guida del Ministero della salute suggeriscono di eseguire una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma la cadenza può variare a seconda delle considerazioni del medico sulla storia personale di ogni donna. Il trial italiano è stato il primo studio clinico europeo sulla mammografia 2D e 3D condotto come trial prospettico randomizzato basato sulla popolazione, il metodo ritenuto il migliore (gold standard) nella medicina basata sull’evidenza.

AO “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro – Concorso per dirigenti medici

Scadenza 17 giugno 2018 In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n.132 del 9 aprile 2018 e’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato presso l’Azienda ospedaliera «Pugliese – Ciaccio» di Catanzaro per quattro posti di dirigente medico di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. Il termine ultimo per la presentazione delle domande, redatte su carta semplice secondo lo schema allegato al bando, corredate dai documenti prescritti, scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Qualora detto giorno sia festivo, il termine e’ prorogato al giorno successivo non festivo. Il testo integrale del bando di concorso, con l’indicazione dei requisiti e delle modalita’ di partecipazione sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria – Parte terza – n. 43 del 19 aprile 2018, e sara’ disponibile integralmente sul sito aziendale www.aocz.it. Le domande di partecipazione indirizzate al Direttore generale dell’Azienda ospedaliera «Pugliese – Ciaccio» di Catanzaro dovranno pervenire secondo le modalita’ previste dal bando di concorso. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ufficio concorsi dell’Azienda ospedaliera «Pugliese – Ciaccio» – via Vinicio Cortese n.25 – 88100 Catanzaro, tel. 0961/883584 – 883676 – 883503 dalle ore 10,00 alle ore 13,00.

AO Rummo di Benevento – Concorso per 5 dirigenti medici

Scadenza 17 giugno 2018 Si comunica che con deliberazione n. 174 del 20 marzo 2018 e’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di cinque posti di dirigente medico disciplina di anestesia e rianimazione. Il termine per la presentazione delle domande, redatte su carta semplice e corredate dei documenti prescritti, scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il testo integrale del bando con l’indicazione dei requisiti e delle modalita’ di partecipazione al concorso e’ stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 30 del 16 aprile 2018. Il bando e’ altresi’ disponibile sul sito aziendale http://ao-rummo.it/ nella sezione Bandi di Concorso. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’area risorse umane – ufficio concorsi dell’A.O. «G. Rummo», Via dell’Angelo n.1 – 82100 Benevento, tel. 0824/57556.

ASP Messina – Concorso per collaboratori amministrativi professionali cat D

Scadenza 17 giugno 2018 In esecuzione della deliberazione n. 881 del 22 marzo 2018 e’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di diciassette posti di collaboratore amministrativo professionale categoria D, di cui cinque posti riservati al personale in servizio con incarico a tempo determinato ai sensi dell’art.35, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 165/2001. Il termine per la presentazione delle domande scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il bando integrale e’ stato pubblicato sul sito internet www.asp.messina.it e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 05 del 30 marzo 2018. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Settore gestione personale dipendente – UOC Gestione personale dipendente – ufficio concorsi (090/3652920-2752-2751-2859).

Anatomia Patologica: migliora la qualità diagnostica grazie a una nuova tecnica

Si tratta della telepatologia, un moderno sistema che consente di trasformare i vetrini, tradizionalmente osservati attraverso il microscopio in immagini digitali per confronti a distanza con altri professionisti Su questo argomento si è svolto sabato scorso a Siena un importante corso di aggiornamento aziendale, organizzato dall’Area Funzionale Dipartimentale di Anatomia Patologica della Asl Toscana sud est, rivolto agli anatomo-patologi degli ospedali di Grosseto, Siena e Arezzo e coordinato da Tiziana Megha, dell’istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Siena. L’evento ha rappresentato l’occasione per un confronto tra i diversi laboratori dell’Area Vasta sull’impiego della telepatologia in particolare in relazione alla diagnosi del tumore alla mammella. 

“La tecnica – spiega Armando Rossi, direttore dall’Area Funzionale Dipartimentale di Anatomia Patologica della Asl Toscana sud est e dell’UOC Anatomia Patologica del Misericordia di Grosseto – si applica per l’analisi delle lesioni tumorali della mammella con l’obiettivo di migliorare la qualità diagnostica. Grazie a un sofisticato scanner, donato dal Comitato per la Vita di Grosseto all’ospedale grossetano, è infatti possibile mettere online i vetrini in modo da osservarli direttamente e in maniera più agevole nello schermo del computer. I file delle immagini dei vetrini possono anche essere inviati ad altri laboratori in Italia e all’estero, per consulenze. Oltre alla possibilità di archiviare, catalogare e duplicare agevolmente il file, il vantaggio più importante è la trasferibilità a distanza in tempi rapidissimi e soprattutto una migliore visualizzazione che rimanda la completezza delle informazioni contenute, consentendo una diagnosi più veloce e quindi anticipando la presa in cura della paziente nel percorso oncologico adeguato”. Il programma della giornata ha previsto due momenti distinti: la prima parte dedicata alla presentazione del corso, all’esposizione e alla valutazione statistica dei risultati (a cura della dottoressa Donatella Capitani del Dipartimento Tecnologie Informatiche e Sanitarie dell’ESTAR); la seconda parte invece dedicata a diagnosi e discussione dei casi.

Ospedale Città di Castello, da Sogepu donazione di 39.000 euro

L’intervento prevede opere di tinteggiatura dei locali di Pronto Soccorso e dell’area delle Degenze mediche (Piano V) Una donazione di circa 39.000 euro da parte di Sogepu S.p.A all’ospedale di Città di Castello. L’intervento consentirà il miglioramento strutturale del nosocomio tifernate, grazie ad opere di tinteggiatura dei locali di Pronto Soccorso e dell’area delle Degenze mediche (Piano V). Martedì mattina si è tenuta la conferenza stampa nella sala riunioni “ex Direzione Generale”, con il direttore generale della USL Umbria 1 Andrea Casciari, il presidente di Sogepu Spa Cristian Goracci, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e il direttore del Presidio Alto Tevere Silvio Pasqui. “Esprimo un sentito ringraziamento a Sogepu – sottolinea Casciari – per l’interesse mostrato verso l’ospedale cittadino, su aspetti come il miglioramento del comfort alberghiero che contribuisce ad aumentare il benessere lavorativo degli operatori e a fornire maggior sollievo ai degenti. Quello di Sogepu è un altro esempio virtuoso. Voglio ricordare che il crono programma degli interventi sulle strutture dell’ospedale prosegue regolarmente, per cui contiamo di inaugurare entro settembre la nuova sala parto e l’endoscopia mentre per fine anno sarà sistemata l’area dei parcheggi esterni, per la quale siamo in attesa dei fondi ministeriali”. “L’intervento che inizierà ad agosto – ha dichiarato Goracci – riguarderà sia le aree comuni che le camere di degenza e vuole essere la testimonianza della nostra gratitudine nei confronti degli operatori che prestano quotidianamente il lavoro nell’ospedale tifernate. Se necessario, proseguiremo i lavori anche nel 2019”. “La nostra amministrazione – ricorda Bacchetta – ha coordinato questo intervento insieme a Sogepu e ha già individuato altre risorse per un prossimo intervento di miglioramento del reparto di Oncologia”.

Concorsi ASL Chieti, Febbo: “E’ caos, si vuole lasciare l’azienda in default”

“Destano molta preoccupazione e perplessità le modalità ed i tempi in cui vengono annunciate le 117 assunzioni, che vanno ad aggiungersi alle 33 di qualche giorno fa, da inserire presso la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti che vengono enfatizzate sia dall’assessore Paolucci sia dai vertici della stessa azienda”. Questo il commento del consigliere regionale Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “Che ci sia la necessita di nuovo personale professionale è fuori discussione, ma che la gestione sanitaria ed economica finanziaria della sanità regionale, soprattutto quella teatina, sia ormai in pieno caos e fuori controllo è sotto gli occhi degli stessi operatori sanitari e dei cittadini. Questi annunci a ripetizione, l’altro ieri la Asl di teramo annunciava 208 assunzioni, destano solo molta preoccupazione e creano perplessità. Ormai tutti siamo consapevoli di come il Presidente D’Alfonso, con l’insediamento delle commissioni sarà inevitabilmente costretto a dimettersi entro queste mese di giugno, conseguentemente si tornerà al voto regionale tra la fine di ottobre e meta novembre, per cui questi annunci di assunzioni ci sembramo molto collegati al “naufragio” del PD e di chi ha gestito la “malaSanita” in questi quattro anni. Nutro molta preoccupazione inoltre perché ricordo come il bilancio della asl 02 ha chiuso il bilancio in profondo rosso: il 2016 con una perdita di ben 26 milioni, ma mitigata ad entrare straordinarie di oltre 21 milioni da richiedere alla curatela fallimentare ex villa Pini, e di circa 17 milioni il 2017. A questo disastro economico finanziario, bisogna aggiungere il trappolone che sta preparando il Presidente D’Alfonso, con il silenzio complice dei vertici della asl e del PD teatino, con il project Financing di Maltauro che impegnerebbe il bilancio Asl per 25,5 anni con un canone annuo di oltre 15 milioni. Praticamente si vuol lasciare in default al prossimo governo regionale la sanita teatina. Sono convinto che le assunzioni occorrono visto che da mesi e mesi il personale sanitario nella sua interezza è allo stremo, ma poi non si comprendono (o meglio si comprendono benissimo !!!) alcune decisioni. Infatti con la delibera 661 del 31.05. 2018 al dott. Beniamino Flacco dirigente medico ortopedia traumatologia P.O. di Lanciano viene autorizzato il comando per 12 mesi, rinnovabili, presso la asl 8 di Berica (Vicenza). Da un lato si devono assumere 57 nuove figure tra medici e specialisti, dall’altro si autorizzano al trasferimento, ma non è tutto. Il dott. B. Flacco venne trasferito proprio 6 mesi e 1 solo giorno dalla Asl di Vicenza, ora acquisito definitivamente il posto alla asl teatina torna da dove è venuto ma mantiene il posto occupato nella nostra azienda sanitaria. Che dire? Siamo preoccupati di come verranno gestite le future assunzioni. Pertanto continueremo a vigilare ed a tenere alta l’attenzione soprattutto per evitare il default che qualcuno vuol lasciare in regalo alla prossima legislatura”.