I social sono utili contro la depressione degli anziani
Funzionano da integratore sociale e aiutano a preservare le funzioni cognitive Per le persone anziane bloccate a casa da patologie dolorose andare sui siti di social media può essere utile contro il rischio di depressione, perchè aiuta a ridurre gli effetti negativi della mancanza di contatti. Lo spiegano i ricercatori dell’università del Michigan nello studio pubblicato sul Journals of Gerontology, Series B. “I nostri risultati possono essere estesi anche ad altre condizioni, come le malattie croniche, che come il dolore, limitano l’attività fisica fuori casa”, commenta Shannon Ang, coordinatrice dello studio. Nello studio hanno usato i dati di un’indagine nazionale condotta nel 2011 su 3400 persone dai 65 anni in su, in cui dovevano rispondere a domande su depressione, dolore e partecipazione sociale libido-portugal.com. In questo modo i ricercatori hanno visto che gli anziani che avevano dolore partecipavano meno alle attività sociali che richiedevano interazione faccia a faccia, che hanno effetti positivi anche sul benessere emotivo. Hanno inoltre verificano che i social media aiutano a preservare le loro funzioni cognitive e benessere psicologico. “E’ un punto importante questo, perchè la comparsa del dolore spesso può portare ad una spirale di isolamento sociale e depressione, con conseguenze negative per la salute degli anziani – conclude Ang – La partecipazione sociale online può dunque funzionare da ‘integratore sociale’ per gli anziani, specialmente per quelli la cui attività di relazioni è limitata da patologie dolorose”.
Inizia la stagione dei raffreddori, ma per i bambini pochi rimedi
Esperti,per alleviare sintomi bene lavaggi con soluzione salina Sta arrivando la stagione dei raffreddori, soprattutto per i bambini che ne hanno fino a otto l’anno, il doppio degli adulti, ma purtroppo la maggior parte dei rimedi consigliati per i più piccoli ha poche prove di efficacia. Lo segnala una revisione degli studi sul tema pubblicata dalla rivista Bmj. Gli unici prodotti da banco che probabilmente funzionano, rilevano gli autori dell’università australiana di Brisbane e di quella di Ghent, in Belgio, sono i decongestionanti, come gli spray nasali, gli antistaminici o gli antinfiammatori, che però non andrebbero somministrati sotto i 12 anni. Per i bambini più piccoli invece non ci sono studi pubblicati di sufficiente qualità per la maggior parte dei rimedi utilizzati, mentre sono assolutamente da evitare gli antibiotici. “Non abbiamo trovato prove che supportino l’uso di altri trattamenti comuni o rimedi casalinghi – scrivono – dall’aria umidificata all’echinacea ai probiotici alle erbe ai supplementi vitaminici”. I sintomi del raffreddore, concludono gli esperti, dovrebbero passare da soli in 7-10 giorni, senza l’aiuto di farmaci. “I genitori preoccupati per il benessere dei figli – scrivono – potrebbero alleviare i sintomi con l’irrigazione con la soluzione salina, un trattamento che non ha effetti collaterali e può essere ripetuto più volte”.
Mezzo milione di italiani predisposti a cancro ma la metà non lo sa
de Maria (ACC), servono screening molecolari a basso costo Sono circa mezzo milione gli italiani con una forte predisposizione genetica al cancro, ma il 60% ne è all’oscuro: ciò è dovuto allo scarso impiego dei nuovi test molecolari che, con costi sempre più contenuti, potrebbero aiutare anche a scegliere le terapie in modo più mirato. Lo afferma Ruggero de Maria, presidente di Alleanza Contro il Cancro (Rete Oncologica Nazionale), nel suo intervento al convegno sul tumore metastatico della mammella organizzato da The European House Ambrosetti al Senato. “I numeri sono impressionanti”, sottolinea de Maria. “Chi possiede una forte predisposizione genetica ad ammalarsi continua a non saperlo e non intraprende appropriati programmi di prevenzione che potrebbero salvargli la vita”. Senza un identikit molecolare dei tumori “è molto difficile progredire anche nelle terapie”, aggiunge l’esperto. “Negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei, la decisione se procedere con la chemioterapia dopo la chirurgia è presa in base a test molecolari molto precisi e non con le metodiche convenzionali usate in Italia. Il risultato è che da noi le pazienti operate per tumore alla mammella rischiano di fare la chemioterapia senza trarne beneficio o, ancora peggio, possono non farla nonostante ne abbiano bisogno per evitare una recidiva”. Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica degli Irccs che dal 29 al 31 ottobre si riunirà al San Raffaele di Milano per il terzo meeting annuale, “sta lavorando per cercare di colmare queste gravi carenze”, ricorda de Maria. “Sebbene ACC abbia prodotto strumenti che potrebbero permettere una caratterizzazione molecolare a basso costo, la validazione clinica e la diffusione nel territorio richiedono un supporto istituzionale; appare quindi evidente la necessità di fornire adeguati strumenti al Ministero della Salute per attivare programmi di ricerca sanitaria che portino rapidamente alla messa a punto di test molecolari ad alta capacità analitica, a basso costo e diffusi nel territorio”.
Giornata mondiale malato reumatico, a Roma screening gratuiti
Il 21 ottobre in piazza S.Silvestro Le malattie reumatiche colpiscono in Italia oltre 5 milioni di persone e possono essere fortemente invalidanti. Ancora per certi versi poco conosciute, non hanno età e riguardano anche i giovani e le persone nel pieno della vita lavorativa. Per sensibilizzare, informare e fare prevenzione Anmar Onlus, Associazione Nazionale Malati Reumatici, in occasione della giornata mondiale del malato reumatico organizza il 21 ottobre in piazza San Silvestro nel centro di Roma screening e consulenze mediche gratuite. Dalle 10 alle 17 in piazza saranno presenti presidi attivi con personale medico specializzato. Sarà possibile per tutti gratuitamente ricevere consulenze mediche ed effettuare esami di screening strumentali. Sei le patologie indagate – osteoporosi, fenomeno di Raynaud e sclerodermia, artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile, artrosi, spondiloartriti – sulle quali con l’ausilio di personale medico specialistico messo a disposizione dalle società scientifiche e dalle principali aziende Ospedaliere della regione Lazio, si potranno chiedere consulti in piazza ed essere informati. Alla Giornata Mondiale del Malato Reumatico 2018 hanno aderito il Policlinico Agostino Gemelli, Policlinico Umberto I, l’azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, l’Ospedale Santo Spirito in Saxia, il Campus Biomedico, il Policlinico Tor Vergata e l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù. Durante la mattinata in contemporanea agli screening vi sarà un focus sull’impatto delle malattie reumatiche sulla vita lavorativa dei pazienti e le ricadute sul contesto sociale. L’approfondimento – in forma di talk show – vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali nazionali e regionali.
Dai vaccini agli screening, al Sud non va sempre peggio
Rapporto Cittadinanzattiva, il Nord fatica sulle liste d’attesa Le regioni del Centrosud arrancano sull’adesione agli screening oncologici, ma sono quelle in cui si vaccina di più. Se nelle regioni del Nord si investe per l’ammodernamento delle strutture e dei macchinari, rispetto alle liste di attesa in molti casi si lascia a desiderare: ad esempio, per un intervento di protesi d’anca si attende di più in Veneto che in Calabria. Questo il quadro che emerge dal sesto Rapporto dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità, presentato oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Le diversità valgono per i bimbi come per gli anziani. Nel 2017 ad esempio le Regioni che hanno raggiunto l’immunità di gregge, con un’adesione superiore al 95% per l’esavalente sono solo Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Toscana. Sul fronte delle vaccinazioni antinfluenzali, si vaccinano oltre il 60% degli over 65 solo Umbria, Calabria, Molise. Mentre quelle che negli ultimi dieci anni hanno realizzato le anagrafi vaccinali completamente informatizzate sono passate da 9 (2007) a 18 nel 2017. Tuttavia solo 11 hanno lo stesso software in tutte le ASL presenti sul territorio. Sono 6 le Regioni che non raggiungono la sufficienza sull’adesione agli screening oncologici nel 2016: Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Sardegna, Lazio. Nel 2016 l’invito all’esame mammografico gratuito ha raggiunto il 97% delle donne al Nord, il 93% al Centro e quasi 51% al Sud. E lo stesso o quasi vale per lo screening colo rettale e cervicale. In ambito oncologico, per un intervento per tumore al polmone si attendono circa 13 giorni in Basilicata e Valle d’Aosta, oltre 43 in Veneto e addirittura 61 in Calabria.
In Italia 18 milioni di persone giocano d’azzardo
Un milione e mezzo i ‘problematici’, anche 700mila minorenni Un adulto su tre ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno, 18,5 milioni di persone di cui circa tre milioni e mezzo a rischio basso o moderato e un milione e mezzo di problematici. Sono alcuni dei dati emersi dalla prima indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito dell’accordo con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, presentata oggi a Roma. Gioca d’azzardo, spiegano gli esperti che si sono basati su un campione di 12mila adulti, quasi un uomo su due (il 43,7%) e una donna su tre (29,8%), soprattutto tra 40 e 64 anni anche se di solito si inizia tra i 18 e i 25. “Questa indagine – dice Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – ci offre la possibilità di fotografare un fenomeno, prevalente al Sud e nelle Isole, il cui monitoraggio può essere una guida per valutare l’efficacia delle azioni di prevenzione e gli interventi di assistenza”. Per quanto riguarda i giovani lo studio ha evidenziato che giocano 700mila minorenni, di cui il 3% problematici. Gioca abitualmente anche un terzo degli over 65, e tra questi il 2% è problematico.
Mappa degli eccessi nell’uso dei farmaci, troppi antibiotici al Sud
Consumo sopra la media di statine Troppi antibiotici al Sud, un eccesso di vitamina D in tutta Italia, un consumo sopra la media di statine in un gruppo di regioni del meridione, e poi ancora dati da approfondire sui consumi di farmaci cardiovascolari. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha elaborato e reso disponibili per la prima volta online i Report regionali sul consumo dei farmaci nell’anno 2017. Obiettivo principale dei rapporti è fornire ai referenti regionali uno strumento per la programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. I Report sono stati elaborati sulla base dei dati utilizzati per la stesura del Rapporto OsMed 2017: per ciascuna regione sono presentate le analisi contenute nel Rapporto nazionale, ritenute di maggior impatto. In particolare, i Report forniscono i dati di spesa e consumo, relativi sia all’assistenza convenzionata sia all’acquisto da parte delle strutture sanitarie pubbliche, con diversi livelli di aggregazione. Inoltre, viene presentato l’elenco dei principi attivi a maggior consumo, spesa e variazione della stessa rispetto all’anno precedente. “Le differenze che emergono, partendo dagli antibiotici, confermano un consumo diverso fra Nord e Sud, e già diversi studi – ha spiegato Francesco Trotta, coordinatore del gruppo di lavoro Osmed – fanno pensare ad una potenziale inappropriatezza. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con i consumi maggiori”. Per le statine, la differenza viene considerata fra gli esperti da approfondire, ma le regioni che ne consumano di più sono la Campania, la Puglia, la Sardegna e le Marche. Infine i farmaci generici: resta più netta la propensione dei pazienti delle regioni del Nord a scegliere un farmaco a brevetto scaduto, e per questo più economico, mentre per i farmaci biosimilari (i biologici a brevetto scaduto) la situazione è più a macchia di leopardo.
Il dirigente Ausl Antonio Chiarenza nominato coordinatore nazionale di HPH
La rete italiana degli ospedali e dei servizi sanitari che promuovono salute Antonio Chiarenza, responsabile dello Staff Ricerca e Innovazione dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia, è stato nominato coordinatore nazionale di HPH, Health Promoting Hospitals and Health Services, la rete italiana degli ospedali e dei servizi sanitari che promuovono la salute. Obiettivi della Rete sono migliorare la governance per la promozione della salute mediante misure politiche efficaci, co produrre cure attraverso la partecipazione degli utenti e il coinvolgimento della comunità, mettere le persone al centro del sistema sanitario attraverso servizi di assistenza coordinati e integrati, rafforzare la prevenzione e la promozione della salute nei servizi sanitari primari. La nomina è avvenuta il 10 ottobre durante la riunione del coordinamento delle reti regionali HPH svoltasi a Reggio Emilia. Chiarenza, già presidente della Task Force Migration, Equity & Diversity di HPH, a Giugno scorso era stato anche nominato componente del Governance Board della Rete internazionale. Il riconoscimento si aggiunge dunque a una serie di altri incarichi precedenti che insieme consentono un ulteriore collegamento e una sempre più stretta partnership dell’Ausl di Reggio Emilia con istituzioni nazionali e internazionali. La rete internazionale HPH è stata fondata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come strumento a disposizione delle organizzazioni sanitarie per migliorare la qualità dell’assistenza, il rapporto tra ospedali e tra i diversi servizi sanitari, la comunità, l’ambiente e la soddisfazione di pazienti, parenti e operatori. La Rete segue principi, raccomandazioni e standard riconosciuti a livello internazionale o indicatori per l’orientamento sanitario di ospedali e servizi sanitari. L’Italia ha una propria Rete HPH della quale fanno parte attualmente sei reti regionali, tra cui quella della Regione Emilia-Romagna. Il coordinamento di quest’ultima è stato affidato all’Ausl di Reggio Emilia che, di recente, ha organizzato con successo la 26^ Conferenza Internazionale HPH tenutasi a Bologna nello scorso mese di giugno.
“Storie di infortunio”: Un progetto per raccontare la sicurezza sul lavoro
Si intitola “Storie di infortunio” il progetto del Centro di Documentazione per la Promozione della Salute (DoRS) della Regione Piemonte a cui prendono parte alcuni operatori del servizio S.Pre.S.A.L della ASL CN1. Come si legge sul sito del DoRS, “per molti anni i messaggi di salute e sicurezza sono stati divulgati privilegiando uno stile puramente informativo, razionale, come se l’importanza intrinseca del tema fosse, da sola, garanzia di interesse e comprensione da parte del destinatario”. Con il tempo, si è compreso che, per far crescere la consapevolezza e la sensibilità sull’argomento, fosse necessario un maggiore coinvolgimento delle parti sociali e dei cittadini. Si legge ancora che “comunicare la salute attraverso lo schema della narrazione attiva un processo di identificazione, aiuta il destinatario a contestualizzare il tema presentato e a individuare cause e conseguenze”. È con questo obiettivo, dunque, che sono state raccolte 61 testimonianze pubblicate recentemente in un volume dal titolo “Vittime”. Ogni racconto narra una storia individuale ma, riletto nell’ambito di una comunità, diventa parte di un sapere collettivo come patrimonio da condividere per evitare il ripetersi di tanti eventi infausti. Il volume (in formato e-pub o pdf) può essere scaricato dal sito del DoRS al link https://www.dors.it/page.php?idarticolo=3179. La raccolta, realizzata dagli operatori dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro del Piemonte e della Lombardia, nasce dallo sforzo di restituire umanità e sentimento ai protagonisti delle inchieste e degli infortuni, vittime entrambi di un sistema di sicurezza che non funziona come dovrebbe. Uno spazio per raccontare i problemi e le carenze di sicurezza, ma anche la prevenzione degli infortuni.
Una postazione del 118 a Fossoli di Carpi
Nuova collocazione per uno dei due mezzi dell’emergenza presenti a Carpi h24. Inaugurati i locali concessi in uso dal Comune di Carpi nella sede della Protezione Civile Inaugurata sabato 13 ottobre a Fossoli di Carpi una nuova postazione del 118, che trova spazio nei locali concessi in uso all’Azienda USL di Modena dal Comune di Carpi nello stabile della Protezione Civile di via dei Trasporti 4. L’ambulanza di stanza a Fossoli, precedentemente in postazione presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Ramazzini, è una delle due presenti con infermiere a bordo h24 per il territorio di Carpi, ed è equipaggiata con attrezzature all’avanguardia impotenciastop.com. La nuova collocazione dell’ambulanza infermieristica assicura una copertura più efficace e tempestiva della città – permettendo di raggiungere più facilmente l’area nord ed est – e del Distretto, accorciando i tempi di intervento su Novi e Rovereto. In caso di eventi maggiori, inoltre, può intervenire a supporto anche verso Cavezzo o aree limitrofe. La nuova sede garantirà anche un maggior livello di integrazione e collaborazione tra gli operatori del Dipartimento di Emergenza Urgenza e il personale del Nucleo Operativo di Protezione Civile del Comune di Carpi, che si dimostra particolarmente importante soprattutto in occasione di grandi emergenze.