ASL Frosinine, settimana dedicata alla sicurezza alimentare
Dal 15 al 19 Ottobre, Palazzo Provincia “G. Jacobucci”, la II^ Edizione. Parte da Lunedì prossimo la II^ Edizione della Settimana della Sicurezza Alimentare. Lo scorso anno, con la prima Edizione che costituì una assoluta novità, abbiamo riscontrato un notevole successo sia di partecipazione che di iniziative collegate in tutti i settori interessati. Ma l’aspetto più stimolante è venuto dall’interesse mostrato da semplici cittadini, consumatori sempre più attenti ad ogni aspetto legato alla salute e dunque all’alimentazione. Ecco perché “ONE HEALTH” (Medicina Unica, questo il titolo ed il concetto su cui ruota l’Edizione di quest’anno), proprio per significare come Ambiente, Alimentazione e Salute vadano a braccetto costituendo un tutt’uno. E’ un evento di spessore, quello organizzato dal Dipartimento di Prevenzione della ASL di Frosinone – per iniziativa dei propri Servizi Veterinari/Struttura Ispezione degli Alimenti di Origine Animale – con la collaborazione di Produttori, Associazioni di Categoria, Amministrazioni Locali, Autorità competenti e Organismi di controllo, inserito nella annuale Edizione (siamo alla XII^) delle “Settimane della Sicurezza”: una intera settimana dedicata alla “Sicurezza Alimentare”. La II^ Edizione della Settimana della Sicurezza Alimentare rappresenta un nuovo momento di confronto ed aggiornamento, unico del genere nella Regione, che coinvolge diversi attori con l’obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura della sicurezza e dell’igiene nella produzione degli alimenti, all’avvicinamento tra le diverse componenti che operano nella filiera, e dare evidenza delle attività di prevenzione che i Servizi Veterinari della ASL compiono ai fini di garanzia del consumatore. Saranno giornate intense con presenze autorevoli, con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza delle problematiche e delle dinamiche protagoniste del sistema della sicurezza alimentare. Un confronto/dibattito aperto tra soggetti che agiscono nel complesso sistema della filiera agroalimentare: ambiente, allevamento, produzione, consumo, salute. Insomma una serie di giornate con il “chiodo fisso” degli interessi del consumatore affinchè sia sempre più tutelato in ciò che acquista, informato correttamente dei rischi (spesso enfatizzati), accompagnato nelle scelte, soddisfatto nelle esigenze. Temi come la sicurezza alimentare a garanzia del consumatore, con specifici riferimenti alle produzioni locali ed alle condizioni di produzione, nonché altri specifici argomenti di grande rilievo per i cittadini, costituiscono il nucleo portante su cui si snoderanno i Convegni dal 15 al 19 Ottobre. Esponenti di Regione, Responsabili delle Forze dell’Ordine, Dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Zooprofilattico, Docenti Universitari e Dirigenti ASL, esperti del commercio e dell’agroalimentare, Medici e Specialisti daranno voce ai diversi argomenti in agenda.
La riabilitazione post ictus diventa più veloce e appropriata
Progetto pilota all’ospedale di Montevarchi. Mauro Mancuso (CRT): “Il primo paziente sottoposto alla nuova procedura è stato dimesso dopo 15 giorni senza ausili” Un percorso di riabilitazione, post ictus, che accelera la ripresa e accorcia i tempi di degenza. La novità riguarda la CRT (Clinica Riabilitazione Toscana), in collaborazione con l’ospedale di Montevarchi. I pazienti con ictus, dopo essere stati sottoposti a fibrinolisi in Pronto Soccorso e stabilizzazione clinica in Medicina d’Urgenza (HDU), accedono direttamente alla Riabilitazione entro 48-72 ore, mentre generalmente rimangono nei reparti per acuti (Neurologia o Medicina) anche per una settimana e solo dopo, appena si liberano i posti in Riabilitazione, possono essere spostati. “Si tratta di un modello anglosassone che stiamo sperimentando da un mese qui in Valdarno e siamo tra i primi in Italia – spiegano Mauro Mancuso, direttore scientifico e sanitario della CRT, e Simone Nocentini, direttore del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza della Gruccia – Consente ai pazienti di iniziare la riabilitazione in tempi brevi e di sfruttare al meglio i numerosi momenti nell’ambito della giornata. Essendo ricoverati alla CRT, non solo possono essere seguiti in modo specifico ma si liberano posti letto per pazienti acuti nei reparti dell’ospedale. Posti letto dove fino ad oggi questi pazienti rimanevano per più giorni”. I vantaggi di questo percorso incidono anche sulla convalescenza e sulla ripresa del paziente, con una serie di interventi (come la decateterizzazione vescicale) che sono più veloci, ma sempre ovviamente legati alle condizioni della persona ricoverata. Il primo ricoverato, sottoposto a questa nuova procedura, è entrato alla CRT il 10 settembre scorso ed è stato dimesso, senza alcun ausilio, il 25 settembre. “Si è detto molto soddisfatto dai risultati e dal servizio – continua Mancuso – ed ha sottolineato come le varie parti del percorso, dal Pronto Soccorso alla CRT, siano stati in perfetta sinergia tra loro. Questo non può farci che piacere e ci spinge a continuare su questa strada con la sperimentazione”. E’ sempre alta l’attenzione della Asl Toscana sud est su questi temi. “Ormai da anni nella nostra Azienda è presente il modello integrato della Stroke Unit – dichiara Lucia Lenzi, direttore del Dipartimento della Riabilitazione – grazie alla stretta collaborazione con Giovanni Linoli, direttore della Rete Stroke aziendale e direttore della Stroke Unit Arezzo e Rosanna Palilla, responsabile del percorso riabilitativo. Vengono applicate le linee guida dello SPREAD (Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion) come pratica ormai quotidiana, in cui è presente l’equipe riabilitativa all’interno del reparto, in un lavoro multidisciplinare e multiprofessionale per la presa in carico precoce della persona con ictus. Adesso l’obiettivo ambizioso è di esportare questa funzione anche nelle altre realtà e ciò sarà possibile grazie alla collaborazione dei colleghi di Siena e Grosseto, oltre all’aggiornamento di protocolli comuni per la Qualità e Gestione del rischio clinico”. A dimostrazione di come CRT e Asl Toscana sud est stiano lavorando al meglio su questi temi, è in programma per il 21 novembre una giornata di studi alla Gruccia proprio sui percorsi per pazienti con Ictus e sarà presente Peter Langhorne, uno dei maggiori esperti in materia a livello mondiale.
Universo Salute, oggi a Bisceglie importante convegno sulla riabilitazione
Oggi, 12 ottobre, alle ore 9, presso la sala convegni della sede di Bisceglie di Universo Salute – Opera Don Uva (Via G. Bovio, 78 – Palazzina amministrativa – 1° piano) è in programma un importante convegno dal titolo “Universo Riabilitazione” In apertura dei lavori è previsto il saluto dell’Arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie, S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo, dell’Amministratore Delegato di Universo Salute, Paolo Telesforo, del Direttore amministrativo Universo Salute, Marcello Paduanelli, e del Responsabile Area Comunicazione di Universo Salute, Alfredo Nolasco. Il convegno (brochure in allegato al presente comunicato) si articolerà in tre sessioni (l’ultima pomeridiana, con inizio alle 14,30), moderate rispettivamente da Mario Santalucia, Direttore Servizio sovradistrettuale di Riabilitazione ASL Bat, Luigi Di Bisceglie, Responsabile scientifico del convegno nonché Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Universo Salute, Bisceglie e Direttore Area Ospedaliera Universo Salute, Potenza, e da Vincenzo Coviello, Direttore sanitario Universo Salute a Bisceglie e Potenza. Tra i relatori, Emanuele Barracchia (Responsabile Unità Riabilitazione Alzheimer Universo Salute, Bisceglie), Angela Pia Bellettieri (Responsabile Struttura aziendale AOR San Carlo, Potenza), Giuseppe Di Bisceglie, (Ingegnere biomedico – Servizio di Ingegneria clinica, Policlinico A. Gemelli, Roma), Marisa Megna (Professore Associato Confermato presso il Dipartimento di Scienze Mediche di Base, Neuroscienze e Organi di senso – Direttore Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione, Università degli Studi di Bari), Vincenzo Multari (Fisiatra ICS “Maugeri”, Cassano delle Murge – Segretario Regionale SIMFER), Valentina Nocera (Medico chirurgo Universo Salute, Potenza), Katia Pinto (Psicologa Unità Riabilitazione Alzheimer Universo Salute Bisceglie), Biagio Veneziani (Direttore Universo Salute Area Disabilità Ortofrenica Universo Salute, Bisceglie). La riabilitazione, nel III millennio, ha assunto il ruolo di snodo cruciale tra malattia e reinserimento socio-familiare, connotandosi in senso bio-psico-sociale. L’ICF infatti ha codificato una serie di percorsi diagnostici e terapeutici finalizzati all’approccio olistico del paziente, inteso come un unicum, inserito nella società e nell’ambiente. Le risorse economico-finanziarie a disposizione del SSN, dopo anni di indiscriminato utilizzo sono diminuite, con un carico maggiore per i cittadini; la rete ospedaliera è obsoleta e determina costi elevati a causa della frammentazione e della non omogeneità nelle prestazioni; dopo anni di logiche campanilistiche “dell’ospedale sotto casa”, la tendenza attuale, nell’ intento di migliorare le prestazioni sanitarie, è quella di spostare l’assistenza sul territorio, la cura di tutte le patologie croniche all’ospedale a domicilio è affidata soprattutto ai medici di famiglia e alle strutture socio sanitarie, nell’intento dì garantire livelli di assistenza a tutti, contenendo la spesa sanitaria, con appropriatezza delle cure. La riabilitazione è il ponte tra la malattia con esiti invalidanti e il reinserimento in famiglia e nella società; occorre pertanto una continuità terapeutico-riabilitativa che si basa sull’interscambio professionale con i reparti per acuti, sul collegamento a cascata con gli stessi e di metodiche strumentali di alta tecnologia. Un percorso riabilitativo precoce, riduce la durata del ricovero in acuto e ottiene un notevole risparmio nei costi della degenza, minore entità degli esiti invalidanti e minor ricorso a tutele sociali (pensioni dì invalidità) o familiari (care givers). Il convegno, che ha ottenuto n.6 crediti formativi ECM (destinatari: medici chirurghi specialisti in geriatria, medicina fisica e riabilitazione, reumatologia, ortopedia e traumatologia; fisioterapisti; infermieri; psicologi), prende in esame le necessità terapeutiche, le buone pratiche nei principali campi della riabilitazione, gli aspetti gestionali, le tecnologie adottate, con particolare riguardo agli anziani, alle fragilità e al dolore, mettendo in risalto l’offerta di “salute riabilitativa” del gruppo Universo Salute Opera Don Uva.
Una retina artificiale è stata impiantata su 5 pazienti non vedenti
Affetti da grave e sempre più diffusa malattia degenerativa Una nuova ‘retina artificiale’ costituita da un chip piccolissimo (appena 2 millimetri) e totalmente ‘wireless’ potrebbe un giorno aiutare i pazienti con maculopatia, malattia retinica sempre più diffusa e ancora poco curabile che porta spesso a ipovisione e cecità. Il microchip è stato impiantato per ora su 5 pazienti ormai legalmente non vedenti (in fase molto avanzata di malattia) con risultati promettenti. Sono i risultati anticipati in un’intervista all’ANSA da Andrea Cusumano del Policlinico di Tor Vergata, Presidente della Fondazione MACULA & GENOMA Onlus che organizza per metà ottobre il Simposio MACULA TODAY 2018. E’ la prima volta che si sperimenta questa tecnica su questo tipo di malati. Altri microchip sono stati utilizzati in passato sui pazienti con retinite pigmentosa. La degenerazione maculare legata all’età è una delle patologie più gravi che colpiscono l’occhio. La ‘macula’, la parte centrale della retina fondamentale per la visione dei dettagli, per riconoscere i volti, i colori, leggere e guidare, risulta progressivamente danneggiata e rappresenta la prima causa di cecità e ipovisione nel mondo occidentale.
Studio Mit collega i cambiamenti climatici e i disturbi mentali
In Usa aumento temperatura di 1 grado in 5 anni, +2% depressioni Ecco un altro temibile effetto collaterale del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sulla salute delle persone: una serie di disturbi mentali risultano in crescita proporzionalmente legata all’aumento della temperatura. A osservarlo è un nuovo studio del Massachusetts Institute of technology, che ha seguito l’andamento psicologico e psichiatrico di oltre 2 milioni di cittadini statunitensi per 10 anni, mettendolo in relazione con i dati meteorologici sulle oscillazioni del clima nelle aree in cui vivevano. Le informazioni provengono dal “Sistema di Sorveglianza Usa per la prevenzione dei fattori di rischio comportamentali”: la più vasta banca dati al mondo in materia. I ricercatori del MIT che hanno condotto l’indagine, hanno osservato come, a fronte del generale aumento di un grado Celsius, le patologie psicologiche di media entità sono salite del 2%. Le malattie rilevate includono: depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati. Ma non suicidi o ospedalizzazioni per depressioni gravi. Il rapporto pubblicato su “PNAS”, ha anche studiato gli effetti di precipitazioni intense nel corso di 30 giorni sull’umore, rilevando che le piogge insieme ad un caldo più intenso del normale peggiorano gli stati depressivi e la salute mentale. Il team guidato da Nick Obradovich ha voluto anche analizzare l’effetto dell’uragano Katrina – legato anch’esso al cambiamento climatico – sulle persone che vivevano nell’area: tra queste i disturbi mentali sono saliti del 4%. A confermare gli esiti dello studio e’ stato Jonathan Patz, direttore del “Global Health Institute” dell’universita’ dell’ Wisconsin. Una ricerca condotta per 17 anni dallo stesso Patz, ha verificato un incremento dei suicidi e dei tentativi di farsi del male a fronte di fasi di caldo piu’ intenso della norma.
Nesso vaccini e autismo, per la Procura di Roma nessuna prova
Chiesta archiviazione indagine dopo esposti “Sul piano giuridico non vi è alcuna prova scientifica in grado di dimostrare il nesso tra vaccino, sindrome dello spettro autistico, malattie autoimmuni”. E’ quanto scrive la Procura di Roma, citando pronunce della Cassazione, nella richiesta di archiviazione di una indagine che raccoglieva una serie di esposti con i quali si chiedeva di verificare “l’eventuale tossicità dei vaccini” e il “loro collegamento con lo sviluppo di patologie come l’autismo” e la “correttezza delle condotte tenute dai membri delle commissioni come l’Aifa e l’Ema in relazione ai controlli svolti sui vaccini prodotti dalle case farmaceutiche”. Negli esposti si ipotizzavano i reati di commercio o somministrazione di medicinali guasti e delitti colposi contro la salute pubblica. Per i pm di piazzale Clodio ritenere che i vaccini possano causare l’autismo o altre patologie “sulla base di studi pseudo scientifici facilmente smontati – è detto nel provvedimento di tre pagine in cui si sollecita al gip l’archiviazione – non solo dalla scienza ufficiale ma dal fatto notorio che le vaccinazioni di massa hanno di fatto debellato malattie come il vaiolo e poliomelite, significa aderire pregiudizialmente ovvero fideisticamente a una tesi, rispetto alla quale qualunque argomento risulta inconsistente”. Per i magistrati romani “che i vaccini possano avere delle reazioni avverse, sopratutto a carico del sistema neurologico, rientra nella letteratura scientifica ma è fuor di luogo che l’incidenza in tal senso non è significativa o comunque tale da inficiare il rapporto costi-benefici, sempre presente nell’ambito medico”. Quanto al sospetto, infine, che “dietro l’obbligatorietà della vaccinazione vi sia scopo di ‘ingrassare’ i bilanci delle società farmaceutiche – conclude la Procura di Roma – è sufficiente ad eliminarlo quanto evincibile dai dati Istat: nel 2015 tutti i vaccini in Italia hanno fatturato 318 milioni di euro, pari all’1,4% della spesa farmaceutica. I farmaci venduti per l’epatite C, per la quale non esiste vaccino, hanno fatto spendere alle casse del Sistema sanitario nazionale sei volte tanto”.
In India il primo caso di dipendenza da Netflix
Più di 7 ore al dì per uomo 26 anni, in clinica riabilitazione Con Netflix, si sa, un episodio di una serie tira l’altro e un film pure. Basta, però, non farsi prendere troppo la mano, com’è capitato a un uomo in India che è stato ricoverato in una clinica di riabilitazione per ‘dipendenza da Netflix’. E’ il primo caso nel Paese e sembra essere anche il primo documentato al mondo, tanto che ha scatenato l’interesse di diversi media. La scorsa settimana – come spiega il quotidiano The Hindu – nella clinica Shut (Service for Healthy Use of Technology) presso il National Institute of Mental Health and Neurosciences (Nimhans) di Bangalore si è registrato il primo caso: un uomo di 26 anni che era disoccupato e ha utilizzato per più di sei mesi Netflix per ‘chiudere fuori’ la realtà. Manoj Kumar Sharma, professore di psicologia clinica, a capo della clinica, ha detto che l’uomo ha iniziato a passare più di sette ore al giorno a guardare film e programmi sulla piattaforma poiché lo aiutava a sentirsi bene. “Ogni volta che la sua famiglia gli metteva pressione affinché si guadagnasse da vivere, o quando vedeva i suoi amici riuscire nelle cose che facevano – ha evidenziato Sharma – guardava continuamente gli spettacoli offerti. Era un metodo di evasione. Poteva dimenticare i suoi problemi e ne ricavava un immenso piacere”. Quando si svegliava la mattina, la prima cosa che faceva era accendere la Tv. Ha scoperto ben presto che non era in grado di esercitare alcuna forma di autocontrollo e la dipendenza gli ha causato affaticamento degli occhi, fatica e disturbi del sonno. Per aiutarlo a superarla, i medici stanno affrontando i suoi problemi psicologici attraverso la terapia, prescrivendo esercizi di rilassamento e guidandolo nella carriera. Se il caso è il più estremo della clinica, Sharma ha detto che molti dei suoi pazienti trattati per dipendenze da gioco online tendono a sviluppare anche una dipendenza da troppi film in streaming.
Influenza, da metà ottobre al via la campagna di vaccinazione
Vaccino gratuito ad anziani e malati ma anche a donatori sangue Sta per cominciare la campagna vaccinale contro l’influenza stagionale: la vaccinazione, secondo la circolare del ministero della Salute, si potrà effettuare dalla metà di ottobre alla fine di dicembre, e sono già numerose le prenotazioni per effettuare la vaccinazione presso gli studi medici. A sottolinearlo è Tommasa Maio, responsabile dell’area vaccini della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg). La vaccinazione, afferma l’esperta, “é raccomandata soprattutto alle categorie a rischio, come anziani e malati cronici, per le quali è gratuita. Va però ricordato che la vaccinazione antinfluenzale è gratuita anche per altre categorie sensibili quali, ad esempio, i familiari di soggetti fragili o immunodepressi”. Il vaccino sarà dunque disponibile nelle farmacie e negli studi dei medici di famiglia. “La scorsa stagione è stata la peggiore degli ultimi 15 anni. I dati riportano 8 milioni e 677mila casi. Purtroppo anche i casi di decessi, 160, sono triplicati rispetto all’anno 2016-2017 – afferma Fabrizio Pregliasco, virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano -. La prossima stagione dovrebbe essere di intensità media, 4-5 milioni di casi oltre agli 8-10 milioni dovuti a forme derivanti da altri virus respiratori”. L’influenza e la polmonite sono classificate tra le prime 10 principali cause di morte in Italia, e per questo motivo raggiungere la copertura vaccinale della popolazione fissato al 75% dal Ministero della Salute rimane un obiettivo prioritario. Per quanto riguarda i bambini, rileva l’esperto, “la decisione può essere condivisa con il pediatra. Non si deve però dimenticare che, vivendo spesso in comunità differenti, la vaccinazione rappresenta non solo uno strumento di protezione ma una barriera contro la diffusione del virus influenzale”. Da quest’anno, inoltre, la vaccinazione sarà offerta gratuitamente anche ai donatori di sangue.
Istituto Zooprofilattico sperimentale «Bruno Ubertini» di Brescia – Concorso
(Scad. 14 ottobre 2018).Due posti di collaboratore tecnico professionale addetto ai servizi di laboratorio, categoria D, a tempo indeterminato e pieno. In esecuzione della determinazione dirigenziale n. 366 adottata in data 7 agosto 2018 viene indetto il seguente concorso pubblico: avviso di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di due posti a tempo indeterminato – tempo pieno – di collaboratore tecnico professionale addetto ai servizi di laboratorio categoria D da assegnare al reparto virus vescicolari e produzioni biotecnologiche della sede di Brescia. Le domande e i documenti richiesti dovranno pervenire, a pena di esclusione dal concorso, entro il trentesimo giorno successivo a quello della data di pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Qualora detto giorno sia festivo, il termine e’ prorogato al primo giorno successivo non festivo. Il bando integrale e’ pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 34 del 22 agosto 2018 e nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 29 agosto 2018 ed e’ inoltre disponibile sul sito internet: www.izsler.it Per ulteriori informazioni rivolgersi all’U.O. gestione risorse umane e sviluppo competenze dell’Istituto, tel. 030/2290568 – 030/2290346 dalle ore 10,00 alle ore 12,30 dei giorni lavorativi.
Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bari – Concorso
(Scad. 14 ottobre 2018). Undici posti di dirigente medico, varie discipline. Sono indetti dalla ASL BA i seguenti concorsi pubblici: 1. bando di concorso per quattro posti di dirigente medico – disciplina di anestesia e rianimazione; 2. bando di concorso per due posti di dirigente medico – disciplina di medicina interna; 3. bando di concorso per un posto di dirigente medico – disciplina di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza; 4. bando di concorso per quattro posti di dirigente medico – disciplina di ortopedia e traumatologia. Il candidato deve produrre la domanda di partecipazione esclusivamente in via telematica utilizzando il form on-line disponibile nella sezione albo pretorio – concorsi/domande on-line del sito internet istituzionale www.sanita.puglia.it/web/asl-bari La procedura di compilazione delle domande deve essere effettuata entro e non oltre le ore 23,59 del trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il termine per la presentazione della domanda, ove cada in giorno festivo, sara’ prorogato di diritto al giorno seguente non festivo. Gli aspiranti dovranno far pervenire le domande entro il termine fissato: 1. collegandosi all’indirizzo dell’Azienda: www.sanita.puglia.it/web/asl-bari 2. selezionare sulla homepage la voce «Albo Pretorio» – «concorsi/domanda on-line»; 3. compilare, registrare e inoltrare, secondo le istruzioni indicate sul sito, la domanda di partecipazione al concorso utilizzando l’apposito modulo di domanda on-line riportante tutte le dichiarazioni che, secondo le norme vigenti, i candidati sono tenuti a fornire. Il testo integrale dei bandi di concorso, con l’indicazione dei requisiti e delle modalita’ di partecipazione ai concorsi sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 96 del 19 luglio 2018. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Area gestione risorse umane – U.O. concorsi, assunzioni e gestione del ruolo – settore concorsi – Lungomare Starita, 6 – 70132 Bari – tel. 080/5842377 – 296 – 582 – 312 – 338 nei giorni di: martedi’ – dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,30 alle ore 17,30; giovedi’ – dalle ore 10,00 alle ore 12,00.