Bioetica e professioni sanitarie
a ASL Latina, in collaborazione con l’Università Sapienza Polo pontino e l’istituto universitario Ecclesia Mater hanno dato vita ad un percorso formativo pre service e in service, declinato in un ciclo di seminari rivolti ai professionisti sanitari dell’Azienda e agli studenti dei Corsi di Laurea sui temi della Bioetica e Medical Humanities. I° SEMINARIO: BASI DELLA BIOETICA Il primo dei seminari dal titolo “ Basi della Bioetica” si terrà il 5 dicembre 2018 presso Aula Magna- Facoltà di Economia Università la Sapienza Polo Pontino – via XXIV Maggio, Latina, con la Lectio magistralis di S.E polska-ed.com. Rev.mo Cardinal Elio Sgreccia, e altre lezioni interattive tenute da docenti con qualificata e comprovata esperienza nel settore. Gli altri seminari, le cui date saranno comunicate con pubblicazione su questo sito web, avranno come temi II ° SEMINARIO: ETICA DELLA SPERIMENTAZIONE BIOMEDICA Finalità del seminario Per mezzo del confronto e del dialogo interdisciplinare, il corso permette così di acquisire una expertise specializzata in Bioetica sia nella sperimentazione di studi clinici che nella bioetica animale. III° SEMINARIO: MEDICAL HUMANITIES E UMANIZZAZIONE DELLE CURE Finalità del seminario L’intervento si propone di: 1) Fornire un inquadramento culturale del paradigma nel quale s’inseriscono le medical humanities, 2) Presentare le finalità formative delle medical humanities (sviluppo di competenze narrative) e gli strumenti utilizzabili per raggiungere tali finalità, 3) Sperimentare direttamente alcuni strumenti utilizzabili all’interno di percorsi di medical humanities per gli operatori sanitari.
Morbillo, Sicilia regione con la più alta incidenza decessi
La Sicilia è la regione che ha riportato l’incidenza più alta per decessi a causa di morbillo e rosolia. Lo segnala l’ultimo bollettino news dell’Istituto superiore di sanità secondo cui è arrivato a otto il numero di persone morte a causa del morbillo in Italia nel 2018: l’ultimo è un ragazzo di 23 anni, affetto da leucemia, del Friuli Venezia Giulia. Complessivamente dal primo gennaio al 31 ottobre 2018 sono stati segnalati 2368 casi di morbillo e 19 casi di rosolia. Lo segnala l’ultimo bollettino Morbillo e Rosolia news dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il 90% dei casi si è verificato in otto regioni, di cui la Sicilia è quella ha riportato l’incidenza più alta. La fascia d’età con l’incidenza più alta è stata quella dei bambini sotto l’anno di età, anche se l’età media dei casi è di 25 anni. Quasi il 20% dei malati aveva meno di cinque anni di età, e di questi 153 meno di un anno. Oltre 1.100 casi (48%) hanno avuto almeno una complicanza: le più frequenti sono state stomatite, diarrea e cheratocongiuntivite, ma ci sono stati anche casi di epatite, polmonite, laringotracheobronchite e insufficienza respiratoria. Tra le persone colpite dal morbillo ci sono stati anche 103 operatori sanitari, di cui 84 non erano vaccinati. I casi di rosolia invece dal 1 gennaio al 31 ottobre 2018 sono stati 19, di cui nessuno nel mese di ottobre.
Influenza, picco atteso per dicembre
Nell’ultima settimana dal 12 al 18 novembre ci sono stati 112mila nuovi casi di influenza, per un totale da inizio stagione di circa 373mila casi. L’attività dei virus influenzali è comunque ancora ai livelli di base e il picco è atteso per dicembre. A segnalarlo è l’ultimo bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss). L’incidenza totale è leggermente aumentata arrivando a 1,86 casi per mille assistiti, rispetto alla settimana precedente, in cui era stata di l,71. Valori comunque ancora sotto la soglia base di 2,74 casi per mille assistiti. I più colpiti sono stati i bambini tra 0 e 4 anni con 4,32 casi per mille assistiti, mentre i valori sono stati più bassi nelle altre fasce d’età: 1,69 casi tra 5 e 14 anni, 1,96 tra 15 e 64 anni, e 1,15 casi negli over 65enni. Le regioni dove i medici sentinella hanno segnalato più casi sono Abruzzo, Piemonte, Umbria, Sicilia e Toscana, anche se, precisa l’Iss, l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati. La sorveglianza sentinella della sindrome influenzale InfluNet è coordinata dall’Iss con il sostegno del Ministero della Salute. La rete si avvale del contributo dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dei referenti presso le Asl e le Regioni.
Infezione Mycobacterium, chieste informazioni alle Regioni
Il Ministero della Salute ha chiesto alle Regioni i dati su eventuali casi di infezione invasiva da Mycobacterium, il cosiddetto batterio killer che avrebbe provocato la morte di alcuni pazienti. Sollecitato anche un approfondimento dei dati raccolti a partire dal 2016 dall’Istituto superiore di Sanità, che hanno evidenziato la circolazione del micobatterio anche in Italia. Oltre ad una verifica su Dispovigilance (sistema informativo per la rete nazionale di vigilanza sugli incidenti che coinvolgono dispositivi medici) di eventuali eventi riportati. Sul sito del ministero si legge: “Si è in attesa di ricevere riscontro dalle regioni e il ritardo è probabilmente dovuto al fatto che il lungo periodo di incubazione e la scarsa specificità del quadro clinico rendono complessa e laboriosa l’identificazione di casi possibili che devono, comunque, essere confermati da indagini di laboratorio specifiche, non sempre disponibili per i casi individuati retrospettivamente”.
Il “Dopo di noi” spiegato alle persone con disabilità e alle loro famiglie
Mercoledì prossimo alle 16, nella sala riunioni dell’ospedale della Fratta, incontro informativo sulle opportunità e i servizi previsti dal progetto CORTONA – Incontro aperto alla popolazione, e soprattutto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, per presentare il progetto “Dopo di noi” in Valdichiana. L’iniziativa si terrà mercoledì 21 novembre alle 16 nella sala riunioni dell’ospedale della Fratta. La organizza la Zona Distretto. I saluti saranno affidati al presidente della Conferenza dei sindaci Francesca Basanieri. Seguiranno gli interventi di Anna Beltrano (direttore Zona Distretto) che presenterà la normativa nazionale del progetto, le risorse a disposizione e l’organizzazione territoriale necessaria per portarlo avanti; poi l’assistente sociale Francesca Marinelli che illustrerà le modalità di accesso a risorse e servizi, i referenti e i contatti nel territorio e tutte le informazioni più concrete destinate alla popolazione. Tra i presenti, anche i partner, cioè Koinè, Comars e Fondazione Riconoscersi, oltre all’associazione “Ragazzi speciali” che è sostenitrice del progetto. Nella Zona Distretto Valdichiana, il “Dopo di noi” può contare su un fondo pari a 306.036,25 euro (in parte sono finanziamenti regionali e in parte cofinanziamento da parte dei soggetti partner). E’ un progetto legato alla Legge nazionale 112/2016, in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, in quanto mancano entrambi i genitori o perché i genitori non sono in grado di dare il giusto sostegno, oppure in previsione che questo verrà meno. L’obiettivo è di offrire servizi e cure ai disabili gravi tra 18 e 65 anni, rimasti senza adeguato sostegno familiare, e momenti di sollievo a quelle famiglie che per gravi motivi necessitano di sostegno assistenziale, o ancora, soluzioni residenziali per alcuni periodi al fine di favorire le autonomie personali di vita quotidiana. “Costruire percorsi di vita, partendo dai bisogni della persona con disabilità grave – spiega Beltrano – ricostruendo un ambiente familiare e garantendo le cure primarie e socio sanitarie. Il tutto con un unico obiettivo: far acquisire la maggior autonomia possibile alla persona. Si tratta di una importante rassicurazione anche per la famiglia”. Durante l’incontro di mercoledì, sarà possibile fare domande e chiedere tutti i chiarimenti necessari. La popolazione è invitata a intervenire.
Cure primarie, a Casoli si sperimenta un’assistenza a misura di pazienti fragili
La medicina del futuro passa per le aree interne e muove i primi passi da Casoli, dove Asl e medici di medicina generale sperimentano nuove forme di assistenza rivolta ai pazienti fragili, per età e patologie. Si chiama Unità complessa di cure primarie la novità presentata questa mattina presso il Presidio territoriale di assistenza (Pta) “Consalvi”, basata sull’integrazione tra medici, servizi dell’Azienda sanitaria locale, specialisti ospedalieri e dell’area territoriale e personale infermieristico. Foltissima la platea di medici, amministratori e operatori che hanno preso parte all’evento e assistito alla sottoscrizione dell’accordo stipulato tra la Asl Lanciano Vasto Chieti e i medici di medicina generale del territorio. Parimenti nutrita la rappresentanza istituzionale: erano presenti la Direzione della Asl al completo, Pasquale Flacco, Giulietta Capocasa e Vincenzo Orsatti, il direttore del Pta, Fioravante Di Giovanni, Rodolfo Sammarone in rappresenta dei medici di medicina generale, il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, il presidente della provincia di Chieti, Mario Pupillo, il consigliere regionale Antonio Innaurato e l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci. L’Unità complessa di cure primarie realizza un’aggregazione multiprofessionale con la finalità della presa in carico del paziente con malattie croniche e degenerative, quali ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco e malattie cardiovascolari, broncopneumopatie croniche, disturbi cognitivi e demenze. Funziona così: i soggetti identificati come fragili vengono individuati sulla base di alcuni parametri (numero dei ricoveri, accessi al Pronto soccorso, età, prestazioni specialistiche ambulatoriali ricevute), contattati per acquisirne la disponibilità a partecipare al percorso, e presi in carico in modo attivo, vale a dire sottoponendoli a un monitoraggio costante, in presenza e a distanza attraverso gli strumenti della telemedicina. Per ciascun paziente, quindi, viene stilato un piano di assistenza individuale che specifica il fabbisogno e gli obiettivi di cura da perseguire. Si tratta, in sostanza, di stabilire, in rapporto alle condizioni cliniche e generali, cosa è necessario per ognuno, dalla visita a domicilio al controllo dell’aderenza alla terapia, di parametri clinici e dei comportamenti del paziente, a programmi di riabilitazione. La finalità è ridurre gli eventi critici e le complicanze, migliorare la risposta ai farmaci e fornire assistenza appropriata e puntuale ai pazienti cronici, misurando i risultati attraverso la riduzione di ricoveri e accessi al Pronto soccorso. Ha parlato del “modello Casoli” il direttore generale della Asl: «In questo presidio abbiamo creato tutta la filiera assistenziale territoriale – ha messo in evidenza Flacco – a servizio di una popolazione ampia che presenta proprio le caratteristiche della fragilità. L’esperienza sviluppata qui andrà replicata anche in altre realtà della nostra Azienda». Sulla valenza del lavoro fatto in questo territorio ha insistito anche l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria: «E’ il raffronto con il passato a raccontare quanto è stato realizzato in questi ultimi anni – ha detto Paolucci -. Quella di oggi è una condizione nemmeno paragonabile al deserto trovato nel 2014, dove a Casoli c’era solo un ospedale chiuso che ora per fortuna è tornato a essere luogo affollato e offre prestazioni a un’utenza che trova qui le risposte di salute adeguate. I soccorsi in emergenza sono garantiti oggi con tre ambulanze, così come tutto l’asse delle cure intermedie che non trovano spazio negli ospedali. Il diritto alla salute è stato ripristinato». L’Unità complessa di cure primarie è articolata in tre sedi, quella principale a Casoli, con presenza di personale di studio dalle ore 8 alle 20, e quelle satellite di Lama dei Peligni e Torricella Peligna, attive nella stessa modalità dalle ore 8 alle 14. L’Azienda sanitaria mette a disposizione gli specialisti ambulatoriali, gli infermieri, addetti di segreteria e gli ambulatori, facendosi carico delle spese di gestione e la fornitura di attrezzature, computer, arredi e materiali di consumo. I medici associati, per propria parte, garantiscono la loro attività a turno facendo in modo da assicurare continuità assistenziale nelle ore diurne, prestata al di fuori del servizio presso i rispettivi studi. Un importante ruolo viene svolto anche dagli infermieri, parte attiva nell’erogazione dell’assistenza e supporto prezioso nelle relazioni con i pazienti e le loro famiglie. Nell’ambito territoriale di Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna i medici di medicina generale sono 18 e servono un bacino di utenza di circa 21.000 residenti. Di questi, 4.000 sono classificati come fragili, in un contesto caratterizzato dalla presenza massiccia di popolazione anziana. In alcuni Comuni la percentuale degli ultra 65enni è pari al 50 per cento, a fronte di una media nazionale che si ferma al 25 per cento.
Qualità della vita e Sistema salute, riflessioni a margine dello studio
Anche quest’anno è uscita l’ indagine con classifica generale sulla “Qualità della vita 2018” coordinata dal Dipartimento di Scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma, pubblicata da Italia Oggi. Lo studio prende in esame vari aspetti dei territori e tra questi, c’è il “Sistema Salute” nel quale, Latina è classificata penultima. Allo scopo di riflettere su un sistema così complesso come la salute, composto di molti aspetti tutt’altro che trascurabili, sarebbe stato auspicabile che in tale indagine venissero utilizzati parametri riconosciuti e già disponibili tanto a livello nazionale quanto regionale. Premesso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come “ uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non come una semplice assenza di malattie e infermità” (Costituzione OMS 2009), è chiaro che tale definizione sottolinea il fatto che la salute rappresenta un elemento centrale nella vita e una condizione indispensabile del benessere individuale e della prosperità della popolazione. Indicatori di benessere soggettivo hanno oramai sostituito quelli sintetizzati esclusivamente da misure oggettive riguardanti la salute dell’individuo e l’efficienza dei servizi sanitari. Gli indicatori utilizzati sono molteplici e tra questi la speranza di vita alla nascita riassume sinteticamente la condizione di salute di una popolazione. Dall’indagine sulla Qualità della vita nelle province italiane invece, emerge chiaramente il parametro guida per stabilire la classifica sul Sistema Salute: le risorse esistenti sul territorio, presumibilmente sia pubbliche che private, misurate in vario modo: posti letto, personale e tecnologia, assumendo a parametro il dato a livello complessivo o per specifici settori d’intervento. In concreto, si è ritenuto di creare una relazione tra risorse dedicate al sistema salute e la salute dei cittadini. Tra gli indicatori utilizzati, tuttavia, non si trova nulla di programmi di prevenzione e di promozione degli stili di vita, di accessibilità alle cure intermedie sul territorio (RSA, Hospice, Assistenza Domiciliare) di programmi per il reinserimento lavorativo dei pazienti con disturbi mentali. Non si trovano neppure indicatori relativi all’efficienza e all’efficacia delle reti tempodipendenti come quella dell’infarto. Non si trova alcun elemento conoscitivo sulla propensione al consumo di prestazioni sanitarie da parte della popolazione. Interessante, poi, è scoprire che, in altre parti dell’indagine sulla Qualità della Vita, Latina risulta essere in cima alle graduatorie su due parametri che, stante il piazzamento del suo sistema salute, risultano di certo difficilmente interpretabili: morti ogni 1000 residenti Latina risulta essere 12°; nati vivi per 1000 abitanti, Latina risulta essere 11°. Entrando sempre più nel merito dello studio, ulteriori incongruenze emergono in modo palese: per esempio Latina, nel Sistema Salute, risulta 46° in merito al parametro dei posti letto di oncologia per 1000 abitanti. Si tratta di riconoscimento, considerati i piazzamenti su altri parametri, da valutare positivamente. Tuttavia anche questo è da rileggere: le terapie oncologiche sono sempre più di tipo ambulatoriale. Latina è sede di una delle sperimentazioni maggiormente significative per la chemioterapia ambulatoriale (Casa della Salute di Aprilia) ed è intenzione della Direzione Aziendale svilupparla ulteriormente. In altro settore dello studio (cfr. Disagio Sociale), Latina è al 9° posto in “ospedalizzazione per disturbi psichici ogni 1000 abitanti”. Anche in questo caso, purtroppo, la valutazione fatta non è coerente con la realtà poiché risente dell’evidenza che il Reparto SPDC del Goretti, nel corso del 2017, è rimasto chiuso. Fosse stato operativo per l’intero esercizio, è ragionevole immaginare che il posizionamento della provincia avrebbe subito un “declassamento” anche significativo. La sanità è un oggetto complesso dove l’offerta genera domanda e dove sono l’appropriatezza e la professionalità degli operatori, non il volume complessivo di risorse, a rendere una struttura o un Sistema migliore di altri. Sebbene è notorio che la provincia di Latina necessiti di nuove risorse professionali e strumentali, i fondamentali della salute non la collocano certo al 109° posto. L’uscita dallo stato di commissariamento della Regione Lazio, già dal prossimo esercizio, consentirà di integrare le fila del nostro organico ma certo non per risalire la graduatoria di un indagine che, per i limiti oggettivi rappresentati, non è ancora in grado di rappresentare il Sistema Salute.
Casa della Salute di Finale Emilia, via al rinnovo edilizio. “Si valorizza una struttura già eccellente”
Concluso il primo step del bando europeo con le domande di partecipazione, in programma la realizzazione dell’OsCo e l’adeguamento alle norme sismiche Si è chiusa nei giorni scorsi la prima tappa prevista dal bando per la riqualificazione della Casa della Salute di Finale Emilia, relativa alla presentazione delle domande di partecipazione alla gara d’appalto. Una procedura articolata – trattandosi di bando europeo – che si concluderà con l’aggiudicazione dei lavori, per un totale di circa 6 milioni di euro. “La riqualificazione edilizia – spiega Massimo Fancinelli , Direttore del Distretto sanitario di Mirandola – prevede l’adeguamento alle vigenti normative sulla sicurezza (sismica e antincendio) e la realizzazione dell’Ospedale di Comunità (OsCo), una struttura per le cure intermedie, in cui opereranno infermieri e i Medici di Medicina generale. Nell’Ospedale di Comunità verranno trattati sia i pazienti dimessi in condizioni stabili dagli ospedali che richiedano una fase di preparazione al rientro a domicilio, così come i cittadini che hanno necessità di cure che richiedono una presenza infermieristica ad elevata intensità non erogabile a domicilio. L’OsCo – precisa Fancinelli – che sarà un importante punto di riferimento per la rete di cura e per la formazione dei familiari e dei caregivers, andrà a insediarsi in una struttura già di ottimo livello, che vanta servizi eccellenti per la Comunità finalese”. Ne sono un esempio la forte integrazione tra Punto di primo intervento e il Servizio di continuità assistenziale , in grado di dare risposte ai cittadini dell’intera Area Nord 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, l’Ambulatorio infermieristico per il trattamento delle lesioni aperte (A.L.A.) e il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per il diabete. Il ventaglio dell’offerta della Casa della Salute di Finale Emilia si arricchirà a breve con altri servizi, tra i quali i percorsi dedicati alle bronchiti croniche ostruttive e allo scompenso cardiaco, in risposta a specifici bisogni di salute dei cittadini dell’Area Nord della Provincia. La Casa della Salute di Finale, inoltre, fa parte del progetto di progressiva estensione della diagnostica di laboratorio decentrata con l’attivazione di strumentazioni PoCT (Point of care testing) per l’esecuzione di esami in pochi minuti anche nelle strutture territoriali ed in luoghi più vicini al paziente. Grazie alle indagini sarà possibile una immediata diagnosi migliorando ulteriormente l’operatività, anche in urgenza, ed elevando così il grado di sicurezza della struttura stessa per il paziente.
Doppia inaugurazione, Casa della salute di Sansepolcro e Sale di chirurgia ambulatoriale ad Arezzo
Venerdì prossimo 23 novembre a partire dalle 12. Sarà presente l’assessore regionale Saccardi AREZZO – Inaugurazione della Casa della Salute di Sansepolcro e delle nuove sale di Chirurgia ambulatoriale al San Donato di Arezzo. I due momenti sono in programma venerdì prossimo 23 novembre alla presenza dell’assessore regionale Stefania Saccardi. Alle 12, in via Montefeltro a Sansepolcro, sarà tagliato il nastro della Casa della Salute. Il direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Desideri farà gli onori di casa, poi interverranno l’amministrazione comunale, il direttore di Zona Evaristo Giglio e il coordinatore dei medici Giuliano Checcaglini. Alle 15.30, al San Donato di Arezzo, saranno invece presentate le due nuove sale di Chirurgia ambulatoriale, per le quali la Asl Toscana sud est e la Regione Toscana hanno investito 670.000 euro. Alle sale si accede dall’ingresso dei Poliambulatori (seconda scala, primo piano). Sarà presente la Direzione aziendale, l’amministrazione comunale e i professionisti che utilizzeranno le sale. La cittadinanza e la stampa sono invitate a partecipare.
“Notti Magiche”, il nuovo film diretto da Paolo Virzì terzo appuntamento con Cinema senza Barriere
Mercoledì 21 novembre, all’Anteo Palazzo del Cinema (sala Rubino), ore 19.30, torna l’appuntamento mensile con Cinema senza Barriere, la rassegna cinematografica ideata da A.I.A.C.E Milano che consente la visione ai disabili sensoriali (ciechi, ipovedenti e sordi) assieme al normale pubblico, in un’ottica di integrazione e condivisione. In programma “Notti Magiche”, il nuovo film diretto da Paolo Virzì presentato come evento speciale all’ultima Festa del Cinema di Roma, in cui il regista racconta l’avventura trepidante, nello splendore e nelle miserie dell’ultima stagione gloriosa del Cinema Italiano, di tre giovani aspiranti sceneggiatori. Durante i campionati del mondo di calcio Italia ’90, la notte in cui la Nazionale viene eliminata ai rigori dall’Argentina, Leandro Saponaro (Giancarlo Giannini), un noto produttore cinematografico, viene trovato morto nelle acque del Tevere. I principali sospettati dell’omicidio sono tre giovani aspiranti sceneggiatori: Antonino (Mauro Lamantia), metodico e rigoroso studente siciliano, Luciano (Giovanni Toscano), toscano vitale e festaiolo, ed Eugenia (Irene Vetere), figlia di una potente famiglia romana in perenne depressione. I tre sono chiamati a ripercorrere la loro versione al Comando dei Carabinieri. Il progetto Cinema senza Barriere®, ideato nel 2005 da A.I.A.C.E Milano per la direzione di Eva Schwarzwald e Romano Fattorossi, ha lo scopo di promuovere concretamente il diritto di chiunque di andare al cinema, non udenti e non vedenti inclusi, godendo appieno di uno spettacolo nella stessa sala con persone normodotate. Nato grazie alla collaborazione con ENS (Ente Nazionale Sordi Onlus di Milano) e UIC (Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti), Cinema senza Barriere® è sostenuto da Fondazione Cariplo e dal mese di ottobre dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. A.I.A.C.E Milano con Cinema senza Barriere® promuove l’utilizzo dei loghi che indicano l’accessibilità alle proiezioni per persone con disabilità della vista e dell’udito.