Medicalive

Consultorio di Oristano, incontro sull’alimentazione complementare

Lunedì 17 dicembre alle ore 15.30 il Consultorio familiare di Oristano ospiterà l’incontro dedicato all’alimentazione complementare guidata dal bambino. ORISTANO– Lunedì 17 dicembre alle ore 15.30 il Consultorio familiare di Oristano (via Carducci, 41, quarto piano) ospiterà l’incontro dedicato all’alimentazione complementare guidata dal bambino, una modalità di introduzione dei cibi alternativa al rigido schema dello svezzamento. Scopo dell’appuntamento è quello di illustrare ai futuri e ai neogenitori le differenti modalità di introduzione dei cibi nell’alimentazione del bambino, accanto al latte materno, in modo tale che ciascuno possa scegliere quelle che si addice alle proprie abitudini ed alla propria cultura. «Al contrario di quanto si sosteneva in passato, oggi è stato sfatato il luogo comune che esista un solo schema per avviare il bambino ai nuovi cibi. I nuovi orientamenti ci dicono che il piccolo può attingere dal piatto dei genitori, con gli opportuni accorgimenti per favorirne la masticazione e la digeribilità, e condividere con la sua famiglia gli stessi cibi» spiega la pediatra Maria Antonietta Grimaldi, responsabile del Consultorio di Oristano ed organizzatrice dell’evento. «Oltre che favorire nel bambino l’attitudine a sperimentare tanti gusti diversi, l’alimentazione complementare ha il vantaggio di trasformare il momento dei pasti in un’occasione di socializzazione per l’intera famiglia, che si trova riunita insieme intorno alla tavola a condividere non solo i cibi, ma il proprio tempo». L’alimentazione complementare su richiesta permette inoltre di far riscoprire anche agli adulti la sana alimentazione, perché l’attenzione e le buone pratiche solitamente adottate per la preparazione dei cibi per i più piccoli – come quelle di moderare sale e dolci e preferire ingredienti locali e di stagione – vengono estese all’intera famiglia. «Cucinare e mangiare sano ed equilibrato – informa la responsabile del Consultorio familiare di Oristano – dovrebbe essere una buona abitudine per tutta la famiglia: per proteggere la propria salute e prevenire le malattie è fondamentale una buona alimentazione, che deve essere mantenuta non solo nei primi anni, ma nell’intero arco della vita di una persona». Abituare i bambini fin da piccoli a mangiare bene e condividerne i menù con mamma e papà può quindi essere un buon punto di partenza per educare ed educarsi a una corretta alimentazione. All’evento sono invitati a partecipare non solo i genitori, ma anche i loro bambini. L’accesso è aperto a tutti e gratuito, senza necessità di prenotazione

Il miglior farmaco è l’attività fisica, in un libro le testimonianze dei pazienti in riabilitazione cardiologica

Todi – È stato presentato mercoledì scorso all’ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla, il libro “Un sogno in movimento” realizzato dall’Associazione Nazionale Attività Motoria (ANAM) che raccoglie le testimonianze dei pazienti impegnati nell’attività fisica adattata nelle palestre della USL Umbria 1. Alla presenza di un nutrito pubblico, sono intervenuti tra gli altri,Antonio Donato Presidente ANAM, Francesco Iannacci Direttore Medico dell’ospedale MVT di Pantalla, Alfio Todini Sindaco di Marsciano, Michele Toniaccini Sindaco di Deruta, Guglielmo Sorci Direttore del master PAMPROS in attività motorie, Daniele IacòPresidente Comitato Italiano Scienze Motorie, Giovanni Santoro Responsabile Sanità Pubblica Regione Umbria, Barbara SebastianiDirettore Tecnico ANAM. Il libro raccoglie le testimonianze di decine di pazienti, raccolte negli ultimi 4 anni da Marco Nulli, Giuseppe Mordivoglia e da altri istruttori ANAM, presso la Seconda palestra di Rieducazione cardiologica dell’Ospedale di Pantalla, la palestra del Parco Grocco di Perugia e quella del Centro della salute di Magione. L’obiettivo è quello di mostrare che l’esercizio fisico apporta benefici in termini terapeutici ampiamente documentati, ma rappresenta anche un’occasione di socializzazione e motivazione che contribuisco in maniera decisiva al recupero del benessere psico-fisico allontanando il disagio psicologico e le sindromi depressive. Frequentare una palestra all’interno di una struttura sanitaria crea una condizione importante in quanto la persona è motivata a partecipare, si sente “sicura” e non avverte il disagio dell’idea di frequentare la classica palestra fitness . Molti dei partecipanti descrivono proprio che si sentono in ambiente protetto e familiare. Hanno instaurato un rapporto di complicità ed amicizia tra loro ed anche con gli istruttori che li seguono. La socializzazione favorisce la condivisione, evita la solitudine e la chiusura in sé stessi , la possibilità di creare delle occasioni di vita sociale anche al di fuori della palestra , ma al tempo stesso crea la motivazione per continuare a partecipare all’attività. Ci sono state persone che hanno vissuto quest’ attività come una seconda rinascita, come un’occasione di miglioramento fisico, ma anche psichico e sociale. La collaborazione tra USL Umbria 1 ed ANAM per la promozione della salute pubblica ha prodotto risultati lusinghieri che sono stati oggetto di attenzione in vari convegni scientifici e incontri universitari in tutto il territorio nazionale. L’auspicio è che da questa giornata possa nascere una collaborazione ancora più stretta e proficua tra tutte le istituzioni, per non disperdere l’esperienza e gli insegnamenti che questo libro scritto in maniera assolutamente spontanea a quattro mani tra tecnici ed utenti, ci lascia in eredità

Un Natale a colori nei luoghi di assistenza grazie alla creatività dei bambini delle scuole

Torna anche quest’anno l’iniziativa che coinvolge 303 classi della provincia per portare l’atmosfera di festa in ospedali, case della salute e residenze anziani Portare l’atmosfera di festa nei luoghi di assistenza e cura, allietando le giornate di ospiti e pazienti, soprattutto dei più fragili. Rientra appieno nello spirito natalizio di accoglienza, dono e gratuità l’obiettivo di “Natale a colori”, iniziativa che da quasi 20 anni vede il coinvolgimento delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado della provincia modenese. L’edizione 2018 è già partita, con la partecipazione di 6880 bambini, appartenenti a 303 classi che, per tutto il periodo festivo, si impegnano per rendere ancor più festosa l’atmosfera dei luoghi di cura, consegnando a pazienti, ospiti e personale addobbi, presepi, piccoli doni e bigliettini augurali preparati da loro stessi. Non solo decorazioni che “colorano” gli ambienti, ma il tempo, la creatività, lo spirito festoso portato dai bambini e dai loro insegnanti che si unisce all’esperienza, l’ascolto, il sorriso, degli ospiti dei luoghi di cura. A fare da trait d’union, la presenza e disponibilità degli operatori dell’Azienda USL nel rendere possibile l’incontro fra mondi solo apparentemente lontani e alimentare così la solidarietà e la cultura del dono.

Mostra mercato con i lavori degli adulti seguiti dalla Salute Mentale

AREZZO – L’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti e l’associazione “Vivere Insieme” propongono anche quest’anno la Mostra Mercato di Natale, con i manufatti realizzati nei Centri Diurni della Salute Mentale Adulti di Arezzo. L’evento è in programma martedì 18 dicembre al Distretto Socio Sanitario, Via Guadagnoli ad Arezzo. L’iniziativa ha l’obiettivo di far conoscere il lavoro svolto nell’ambito dei percorsi riabilitativi realizzati in Salute Mentale all’interno della Asl Toscana sud est.

Terapie innovative in Oncologia. Intervista al prof. Soto Parra

Intervista al prof. Soto Parra - Oncologia

Quali sono le terapie innovative in Oncologia? Come si approccia lo specialista medico alle associazioni dei malati oncologici? Ne abbiamo parlato con il prof. Hector Josè Soto Parra, Specialista in Oncologia e Direttore dell’UOC di Oncologia Medica all’AOU “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania.

San Marco in Lamis: inaugurati RSA Modulo Alzheimer e Hospice

Sottoscritto il “Protocollo di organizzazione e funzionamento del Presidio Territoriale di Assistenza di San Marco in Lamis”, primo P.T.A. della Puglia ad essere in linea con le indicazioni regionali Il Presidente della Regione Puglia e assessore alle Politiche della Salute Michele Emiliano, il direttore generale della ASL Foggia Vito Piazzolla e il sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla hanno sottoscritto il “Protocollo di organizzazione e funzionamento del Presidio Territoriale di Assistenza di San Marco in Lamis”, primo P.T.A. della Puglia ad essere in linea con le indicazioni previste dalla recente deliberazione con cui la giunta regionale ha approvato definitivamente il Regolamento sui Presidi Territoriali di Assistenza. Il Protocollo è stato siglato in occasione della inaugurazione di due nuovi importanti servizi del P.T.A.: la RSA Modulo Alzheimer e l’Hospice. Una cerimonia a cui hanno partecipato, oltre ad una folta rappresentanza della comunità locale, i consiglieri regionali Paolo Campo, Napoleone Cera, Giannicola De Leonardis, l’assessore regionale Raffaele Piemontese e diversi sindaci dei comuni limitrofi ai quali va il ringraziamento del Direttore Generale. La RSA Modulo Alzheimer è attiva per un totale di venti posti letto riservati a persone affette da morbo di Alzheimer. Si tratta di una struttura residenziale sanitaria non ospedaliera, che ospita per un periodo variabile persone non autosufficienti, che necessitano di specifiche cure mediche e non possono essere assistite in casa. Il servizio è organizzato in modo tale da prevedere la presenza di operatori altamente qualificati in grado di assicurare assistenza in modo continuativo, durante l’intero arco della giornata. La presenza di una équipe multidisciplinare garantisce piani di assistenza personalizzati in base alle esigenze di ciascun ospite, orientati alla tutela e al miglioramento dei livelli di autonomia, al mantenimento degli interessi personali e alla promozione del benessere. L’Hospice, dotato di otto posti letto complessivi, è una struttura sanitaria residenziale dedicata all’assistenza e alle cure di fine vita dei pazienti oncologici. Tali cure, definite “palliative”, sono rivolte alla assistenza attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici. Al suo interno vengono effettuati interventi terapeutici, diagnostici ed assistenziali rivolti non solo alla persona malata, ma anche al suo nucleo familiare. L’Hospice nasce, infatti, con l’intento di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza. “Quello che oggi vedo qui – ha commentato Emiliano – i nuovi servizi e l’intero Presidio Territoriale di Assistenza nella sua organizzazione generale, mi riempie di soddisfazione e conferma gli enormi passi in avanti che il nostro sistema sanitario ha fatto, registrando il più alto indice di miglioramento negli ultimi tre anni”. La RSA Modulo Alzheimer e l’Hospice si aggiungono ai servizi già attivi arricchendo ulteriormente l’offerta sanitaria del P.T.A. di San Marco in Lamis. “Quale porta di ingresso del cittadino ai servizi assistenziali distrettuali – ha spiegato Piazzolla – il P.T.A. è la risposta integrata ai bisogni di salute della popolazione. Esso, infatti, aggrega e integra funzionalmente le diverse componenti dell’assistenza distrettuale e della prevenzione, dall’accesso unico alle cure all’assistenza sanitaria di base, dalla specialistica ambulatoriale e diagnostica all’ Emergenza – Urgenza Territoriale sino alla rete delle cure domiciliari, residenziali e semiresidenziali”.

Intervento di Chirurgia senologica ricostruttiva al San Martino

ORISTANO – Si è svolto nei giorni scorsi nell’Unità Operativa di Chirurgia dell’ospedale San Martino di Oristano uno stage formativo sul campo in chirurgia senologica e ricostruttiva, che ha avuto come tutor il chirurgo plastico dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano Andrea Spano. Sotto la guida del dottor Spano, l’equipe di Chirurgia del San Martino ha effettuato un intervento, mai eseguito prima a Oristano, di mastectomia e ricostruzione della mammella utilizzando un lembo di muscolo gran dorsale, muscolo che si trova sotto la scapola e una cui parte viene ruotata anteriormente attraverso un tunnel sottocutaneo per permettere la ricostruzione del seno. Si tratta di una tecnica ricostruttiva avanzata utilizzata in alternativa all’utilizzo di espansori, che in alcuni casi, come la contemporaneità dell’intervento a un ciclo di radioterapia, sono controindicati. L’operazione è stata eseguita con successo su una paziente di circa 50 anni, già operata in precedenza. Con lo stage sul campo effettuato nei giorni scorsi a Oristano si arricchisce così l’esperienza dell’equipe di Chirurgia della mammella, coordinata dal dottor Luciano Curella, che dal dicembre 2012 ha avviato all’interno dell’Unità operativa di Chirurgia generale di Oristano un percorso diagnostico e terapeutico specifico per il trattamento delle patologie benigne e maligne del seno. Attualmente esiste un’equipe unica, composta da tre chirurghi dedicati – formatisi non solo in Sardegna, al Brotzu e all’Oncologico di Cagliari, ma anche oltretirreno, all’Istituto Nazionale Tumori e all’Istituto Europeo Oncologico di Milano – che operano nei tre ospedali di Oristano, Bosa e Ghilarza e garantiscono le attività ambulatoriali e chirurgiche in tutto il territorio. Nel percorso di prevenzione e cura dei tumori mammari sono anche coinvolte le Unità operative di Oncologia, Anatomia patologica e il Centro Screening oncologici, così da garantire alle donne una presa in carico completa, che va dalla diagnosi al trattamento chirurgico e farmacologico fino alla ricostruzione della mammella. Il trend dell’equipe chirurgica dedicata agli interventi mammari è in ascesa: se nel 2017 erano stati 43 quelli effettuati per l’asportazione di tumori maligni, nel 2018 sono stati 54, con l’esecuzione dell’operazione entro 30 giorni dalla diagnosi, come previsto dalle linee guida scientifiche. In totale, comprendendo quelli per patologie benigne, gli interventi annuali sono stati un centinaio.

Cerignola: Michele Emiliano incontra la Consulta per l’autismo

Il Presidente della Regione Puglia e assessore alle Politiche della Salute Michele Emiliano, nei giorni scorsi ha incontrato, insieme al Direttore Generale della ASL Foggia Vito Piazzolla, i componenti della Consulta per i disturbi dello spettro autistico della provincia di Foggia. L’organismo, fortemente voluto dai professionisti e dalle associazioni locali e appoggiato dalla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria di Capitanata, è un osservatorio privilegiato del fenomeno dell’autismo in provincia di Foggia. Costituitosi lo scorso luglio, è la prima esperienza del genere su tutto il territorio pugliese. Tra i suoi compiti, quelli di esaminare l’evolversi delle condizioni di vita, la situazione sociale e le esigenze della popolazione portatrice di disagio autistico; promuovere la partecipazione attiva delle persone con disturbo dello spettro autistico alla vita della collettività ed il riconoscimento dei loro diritti; favorire la diffusione e l’informazione delle metodologie basate sull’evidenza scientifica e dei progetti di vita indipendente; sostenere azioni finalizzate al miglioramento dell’assistenza e degli interventi educativi in favore delle persone affette da autismo. La Consulta è frutto di un percorso propedeutico in cui ASL Foggia, associazioni delle famiglie e di volontariato, Comitato Consultivo Misto e membri delle Società Scientifiche hanno condiviso e adattato alle esigenze del territorio il Regolamento, scelto la sede (l’Ospedale di Cerignola), nominato i componenti. Ne fanno parte: Giovanni Totta (presidente), Mario Chimenti, Telemaco Traverso, Marcello Stefani, Maurizio Alloggio, Pasqua Labia, Walter Mancini, Angelo De Giorgi, tutti provenienti dal mondo dell’associazionismo. Della Società Italiana di Psichiatria sono Angelo De Giorgi e Antonio Ventriglio. A rappresentare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico della ASL Foggia Rachele Cristino e Lina Appiano. Al gruppo si aggiungono, infine, gli operatori esperti del settore Lucia Russi, Vincenzo Orsi, Carolina Villani, Maria Assunta Mancini. Nell’apprezzare l’organizzazione e l’operato della Consulta il presidente ha concluso: “La Consulta per i disturbi dello spettro autistico della provincia di Foggia è una innovazione della ASL, frutto della capacità del suo direttore generale di porsi in ascolto e di entrare in sintonia con tutti coloro che si occupano di questa delicata e complessa patologia. È un esperimento talmente ben riuscito che stiamo valutando di esportarlo nelle altre aziende sanitarie pugliesi”.

L’Emilia-Romagna cancella il superticket: per gli emiliano-romagnoli un risparmio di 34 milioni

Niente più superticket in Emilia-Romagna, a partire dal primo gennaio 2019,per i nuclei familiari conredditi fino a 100mila euro. È addio anche al ticket base da 23 euro sulle prime visite specialistiche per lefamiglie con almeno due figli a carico. A luglio scorso l’annuncio della decisione assunta dallaGiunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini, a inizio anno – quindi nei tempi previsti – l’avvio del provvedimento. Oltre un milione e 200mila cittadininon pagherannopiù la quota aggiuntiva sui farmaci e sulla specialistica ambulatoriale, e si aggiungeranno a tutti coloro -più di un milione e 900mila- che già non lo paganoperché hanno un reddito familiare basso (fino a 36.152 euro) e già erano stati esclusi dalla Regione stessa: saranno quindi più di 3 milioni i cittadini esentati dal pagamento. Contemporaneamente, per più di un milione e 100 mila persone sarà abolito il ticket sulla prima visita specialistica. Complessivamente,una manovra che fa risparmiare agli emiliano-romagnoli 34 milioni di euro – 23 dall’abolizione del superticket e 11 da quella del ticket sulle prime visite specialistiche per famiglie numerose – ecoperta interamente da risorse regionali. Attualmente pagato sulla base di quattro scaglioni di reddito familiare, il cosiddetto superticket, cioèla quota aggiuntivasui farmaci (fino a 2 euro a confezione, con un tetto massimo di 4 euro a ricetta) e sulleprestazioni specialistiche (fino a 10 euro a ricetta) sarà abolito, appunto, per tutte le persone il cui reddito familiare fiscale lordo non supera il tetto dei 100 mila euro. Per rientrare in questa misura bisogna essereresidenti in Emilia-Romagna, oppure domiciliati sul territorio ma essere seguiti da un medico di base della regione. Continuerà invece a pagare il superticket solo chi ha un reddito familiare fiscale lordo superiore ai 100 mila euro. Il mantenimento del superticket per i redditi più alti ha consentito di attuare un’ulteriore misura per aiutare le famiglie numerose, cioè le coppie – oppure i genitori separati o vedovi – con almeno due figli a carico: per queste persone (genitori e figli) verrà abolito il pagamento del ticket base da 23 euro sulle prime visite specialistiche. Un beneficio che interesserà circa 330 mila famiglie emiliano-romagnole, pari a1,1 milioni diresidenti. E rimane confermato anche per il 2019 l’intervento regionale a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 2012 e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica, per i quali è già prevista da alcuni anni l’esenzione totale dal pagamento del ticket e del superticket. Superticket: come funziona adesso A differenza di altre Regioni che applicano un’unica cifra uguale per tutti (10 euro), in Emilia-Romagna il superticket per le prestazioni specialisticheè stato introdotto sulla base di fasce di reddito progressive, prevedendo contributi dai cittadini pari a zero fino a36.152 euro di reddito (R1); 5 euro tra i 36.153 e i 70.000 euro (R2), 10 eurotra i 70.0001 e i 100 mila euro (R3), 15 euro oltre i 100 mila euro. Dal primo gennaio 2019 il superticket è abolito per tutti i redditi fino a 100 mila euro. La Regione aveva introdotto anche una quota fissa per ifarmaci, modulata sempre in base al reddito: esente il primo scaglione, contributo di 1 euro a confezione con un tetto massimo di 2 euro per ricetta nel secondo scaglione, pagamento di 2 euro a confezione con tetto massimo per ricetta di 4 euro per il terzo scaglione. Infine, i cittadini con reddito familiare fiscale loro superiore ai 100 mila euro hanno contribuito sinora con 3 euro a confezione e un tetto massimo di 6 euro. In base alla delibera regionale, la quota fissa viene abolita per tutti i redditi fino a 100 mila euro. Per chi è già esente (oltre 1,9 milioni persone),non cambierà nulla: continuerà a non pagare la quota aggiuntiva e neppure il ticket base per le specifiche esenzioni. Cosa cambia dal 1^ gennaio 2019 Per quanto riguarda il superticket,le novità che entreranno in vigore dal primo gennaio prossimo non comporteranno, a livello burocratico, nessuna incombenzaper i cittadini: tutti i soggetti presenti sull’anagrafe regionale degli assistiti avranno un codice di fascia di reddito che verrà attribuito in automatico, modificando i vecchi codici presenti in anagrafe, che erano stati attribuiti sulla base delle autocertificazioni presentate dai cittadini. In particolare, le fasce RE1, RE2, RE3 saranno trasformate nella fascia QB (redditi inferiori o uguali a 100mila euro), che avrà diritto all’esenzione. Per i redditi superiori a 100mila euro il nuovo codice sarà QM, che sarà anche attribuito in automatico in caso di assenza di fascia di reddito: nel caso quindi una persona non abbia mai rilasciato una autocertificazione di fascia di reddito, gli verrà attribuita la fascia QM. Non appena l’Agenzia delle Entrate renderà disponibili le informazioni sulle dichiarazioni dei redditi del 2018 (sui redditi del 2017), saranno anche aggiornate le fasce di reddito presenti in Anagrafe Sanitaria, nel caso in cui vi fossero delle differenze. Per l’esenzione del ticket base sulle prime visite per le famiglie numerose, le informazioni relative alla composizione del nucleo familiare sono quelle inserite nei modelli di dichiarazione dei redditi, messe annualmente a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. I cittadini possono presentare una autocertificazione in caso di cambiamenti avvenuti all’interno del nucleo familiare: ad esempio, la nascita di un nuovo figlio. Chi ha attivato il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) potrà verificare la propria fascia di appartenenza e autocertificare, con questo strumento, qualunque cambiamento, di reddito o all’interno del proprio nucleo familiare. Informazioni utili Per qualunque informazione si può telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna 800 033 033 , dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18 e il sabato dalle 8.30 alle 13.

Un carico di donazioni per la Pediatria

Il direttore Martini: “Tre strumenti importantissimi. Grazie alla generosità dei donatori il nostro reparto aumenta il livello di assistenza” AREZZO – In vista delle feste natalizie iniziano ad arrivare i doni in Pediatria. Una tradizione che si ripete ogni anno grazie alla generosità di cittadini e associazioni. Con questi importanti gesti il reparto, che ogni anno ricovera 600 bambini e 1800 in osservazione per breve tempo, può usufruire di tre strumenti utilissimi per il trattamento e lo studio di alcune patologie nell’età pediatrica. “A nome di tutto lo staff degli infermieri e medici della Pediatria di Arezzo – commenta il direttore della Pediatria Marco Martini – esprimo un grande sentimento di gratitudine verso le tre associazioni. Il loro gesto ci permette di elevare le possibilità assistenziali del nostro ospedale nei confronti dei piccoli che si rivolgono a noi e di evitare il più possibile i trasferimenti ad altri centri”. “Il reparto di Pediatria di Arezzo – dichiara Flavio Civitelli, direttore Dipartimento Materno Infantile Asl Toscana sudest – è un punto di riferimento provinciale e non solo, in grado di dare risposte di alto livello con servizi sempre più vicini ai cittadini. Questo grazie alla capacità degli operatori del reparto, in primis del direttore Martini che ha saputo instaurare con la cittadinanza e le associazioni reciproca fiducia, ancora una volta tradotta in queste utilissime donazioni”. Dall’associazione “Tribù dei nasi rossi” è stato donato un apparecchio per la tosse, del valore di 5000 euro: sarà di grande aiuto per le riacutizzazioni respiratorie nei bambini cerebrolesi degenti in reparto. In questi casi infatti, i piccoli degenti non riescono ad espellere il muco, andando incontro a pericolose crisi respiratorie. L’utilizzo di questo strumento consente l’espulsione di ingombri catarrali, evitando in alcuni casi la necessità di trasferire il paziente al Meyer. Acquistato uno spirometro per un valore di circa 2000 euro dalla scuola Maria Consolatrice di Arezzo, a beneficio dell’ambulatorio di pneumologia pediatrica che visita circa 1000 bambini l’anno. Di questi, 300 allergici e/o asmatici vengono sottoposti all’esame con spirometro. Lo spirometro è uno strumento fondamentale per diagnosi e follow-up dell’asma bronchiale. Infine l’associazione “Vicus Walk” di Viciomaggio, grazie al contributo di numerose squadre di calcio giovanili, ha donato un polisonnigrafo dal costo di circa 6000 euro. Uno strumento importantissimo per studiare i disturbi del sonno (bambini obesi e bambini con ipertrofia adenotonsillare grave). Da oggi quindi, si possono completare indagini diagnostiche finora possibili solo in centri di terzo livello, come nel caso dei disturbi respiratori del sonno dei bambini con obesità patologica o roncopatia notturna. L’ambulatorio per i grande obesi esegue circa 100 visite all’anno, un numero destinato a salire: sono bambini con un’obesità grave che comporta patologie correlate come ad esempio le cardiopatie. L’anno scorso, la stessa associazione regalò alla Pediatria un apparecchio per l’assistenza respiratoria. “Per tutto questo – conclude Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est – non possiamo che ringraziare i cittadini e le associazioni che ogni anno, dimostrano la loro attenzione e sensibilità per questo reparto”.