La cisti ossea aneurismatica di omero
Dott. Roberto Urso Dirigente Medico U.O. di Ortopedia e Traumatologia Ospedale Maggiore, Bologna Il chiodo in carbonio: case report. Abstract: Aneurysmal bone cyst is an expansive lesion that arises below the periosteum. The lesion tends to swell and create large cavities lined with histio-fibroblastic connective tissue and giant cells, filled with blood, but not vascularized. -Surgical treatment of the proximal metaphyseal fracture with the carbon locking nail. Già in altra sessione si era parlato dell’encondroma nell’ambito delle neoplasie ossee benigne unifocali ad accrescimento autonomo, afinalistico, senza tempistica della sua evoluzione e molto lento rispetto alle forme maligne. Oggi affrontiamo un argomento, quello della cisti ossea, che si mostra alla visione dell’ortopedico molto più spesso di quanto si possa credere, la cisti ossea. La cisti ossea appartiene al gruppo delle lesioni pseudotumorali: un gruppo di lesioni ad eziologia quasi sempre sconosciuta e di natura displastica (alterazione cellulare) o iperplastica (aumento). In questo gruppo vengono inserite le cisti ossee, le cisti aneurismatiche e i granulomi eosinofili. Il motivo per cui devono essere tenute sotto controllo è dovuto al fatto che, essendo lesioni pseudotumorali, hanno spesso un aspetto clinico, anatomo-patologico e radiologico somigliante alle lesioni cancerose maligne. Cisti ossea: è una lesione cistica espansiva dell’età infantile che colpisce la metafisi prossimale dell’omero o del femore ed è a contenuto sieroso, ma può diventare ematico nel caso che il segmento si fratturi. Cisti ossea aneurismatica: si tratta di una lesione di tipo espansivo e insorge al di sotto del periostio. La lesione tende a gonfiarsi, a creare delle grosse cavità rivestite da connettivo istio-fibroblastico e di cellule giganti ripiene di sangue, ma non vascolarizzate. Granuloma eosinofilo: è una lesione simil-granulomatosa che insorge in età giovanile e può colpire le ossa piatte, brevi e lunghe (cranio, bacino, vertebre), costituita da granulociti eosinofili ed istiociti. L’area di osteolisi si presenta a macchia d’olio e spesso, erodendo la porzione corticale, la radiografia fa sospettare a una neoplasia maligna. fig. 2 sede di insorgenza più frequente, la meta-epifisi prossimale dell’omero Case report Paziente maschio, di anni 16. Nessuna patologia di rilievo. Buona salute, attività fisica regolare. Improvvisa frattura spontanea dell’omero destro; esegue radiografia di controllo e, alla visione della frattura della porzione più prossimale della diafisi, il responso appare molto inquietante, facendo passare la lesione di tipo osteolitico come una lesione tumorale di certa rilevanza. Gestione clinica. Clinicamente solo dolore, nessun deficit di tipo neurologico (spesso le fratture d’omero possono allarmare per il rischio di un danno a carico del nervo radiale). Al paziente venne data indicazione a trattamento di tipo incruento e fu immobilizzato con un bendaggio di tipo Desault (fig. 1A) da portarsi per 35- 40 giorni. Giunto alla mia visione il paziente presentava notevole intolleranza a tale tipo di trattamento, ma ancor peggio era il dolore che provavain qualunque posizione stesse e, ancor peggio, durante la notte, in quanto non vi era posizione che non determinasse dolore. Si richiese TAC di controllo per visionare la dimensione e struttura della lesione e per fare valutazione sulla ricostruzione in 3D (fig.3C). Nella figura 3 appare ben evidente che la lesione non corrispondeva a quella visibile ai radiogrammi (fig.3A), ma era molto più estesa partendo dal 3° prossimale di omero fino alla porzione più esterna della testa dell’omero (fig.3B). Le frattura diafisarie e meta-diafisarie di omero devono essere attentamente valutate e possono, molto frequentemente, essere gestite con una chirurgia mini-invasiva e stabilizzate con un chiodo bloccato (fig.1 e fig.2). Ciò che tale approccio chirurgico ha di veramente positivo è determinato dalla possibilità di iniziare già dal giorno successivo all’intervento, una mobilizzazione precoce dell’arto superiore interessato. Questo permette una più veloce ripresa ai movimenti e di conseguenza una precoce guarigione. Materiale e metodo Nella figura 1A si vedono quelle che sono le sedi fratturative più frequenti a livello dell’omero in questi giovani pazienti e la figura 2 mostra l’approccio chirurgico per tale tipo di intervento. Una piccola incisione e, sotto controllo ampliscopico e previa riduzione della frattura, si inserisce un chiodo bloccato. La scelta classica, nelle fratture non patologiche e traumatiche dell’adulto, cade pressoché sempre su un chiodo bloccato costruito in lega di titanio e con modulo di elasticità pari a quella dell’osso vivente. (fig.1B) Nel caso specifico di cui stiamo parlando, si scelse un chiodo bloccato in carbonio e tale scelta fu determinata dal fatto che, a differenza del titanio, il carbonio è radiotrasparente e permette di seguire il processo di guarigione meglio che i chiodi classicamente usati. Trattamento In anestesia generale e con il paziente in decubito beach-chair, si eseguì piccola incisione di circa 2 centimetri con accesso tran-deltoideo; sotto scopia si inserì il filo guida e con l’apposita raspa si praticò il foro di ingresso. Si fece un prelievo per esame istologico e si inserì il chiodo bloccato in carbonio. Nella figura 4A. è visibile il controllo eseguito nell’immediato post-operatorio cisti ossea. Dopo circa 24 ore il paziente fu dimesso a domicilio e con solo il braccio al collo su tutore semplice. La desutura delle ferite avvenne a 2 settimane dall’intervento, ma la rieducazione funzionale assistita fu immediata. Nel primo mese con movimentazione graduale attiva e passiva fino ai gradi estremi e dal secondo mese più intensa e con rinforzo muscolare attivo. I controlli furono a 1 mese e a 2 mesi e furono eseguiti i relativi radiogrammi che, per merito del chiodo al carbonio, mostrano l’evoluzione del processo di guarigione. A 2 mesi il paziente eseguì nuovo radiogramma di controllo che mostrava un callo osseo riparativo molto valido (fig.4B) e la mobilizzazione dell’arto era totalmente libera e senza tutore. Un risultato che può essere definito ottimo. Bibliografia C.P. Adler, K. Kozlowsky: “Primary bome tumors and tumrous condition in children”, Springer Verlag, 1993, London Klaus Buckup: “Ortopedia pediatrica”, 1° edizione 1987, Aulo Gaggi editore, Bologna M. Campanacci: “Lezioni di Clinica Ortopedica”, 2° edizione, 1975, Patron Editore, Bologna G. Canepa, G. Stella: “Tumori ad istogenesi cartilaginea”, vol.4, Trattato di Ortopedia Pediatrica, 2002, Piccin Editore B.L. Coley, N.L. Higinbotham: “Tumors primary in the bones of
OMAR predispone guida “Tutti i diritti dei talassemici”
Lo Sportello Legale “Dalla Parte dei Rari”, servizio gratuito dell’Osservatorio Malattie Rare – OMaR, compie 5 anni e festeggia con un nuovo prodotto editoriale, gratuito e come sempre rivolto a colmare le esigenze informative delle persone con malattie rare e delle loro famiglie: si tratta della Guida “Tutti i diritti dei talassemici”, realizzata in partnership con l’Associazione per la Ricerca Piera Cutino Onlus, con il contributo del Centro Nazionale Sangue, con il patrocinio della Fondazione italiana “Leonardo Giambrone” e della United, Federazione delle associazioni di pazienti con talassemia e drepanocitosi. Lo Sportello Legale OMAR nasce alla fine del 2017: da allora ha erogato più di 3.500 consulenze personalizzate, realizzato 3 guide ai diritti e reso disponibili centinaia di approfondimenti consultabili gratuitamente online a questo link. Quelli offerti dallo Sportello sono tra i servizi di OMaR più apprezzati: la Guida “Tutti i diritti dei malati rari” ha superato i 100.000 download, la Guida Completa alle Esenzioni per malattie rare ha ottenuto più di 300.000 download e nel solo 2022 gli approfondimenti tematici curati dallo Sportello, compresi quelli dedicati alle vaccinazioni anti Covid-19, hanno superato i 2 milioni di visualizzazioni. “Osservatorio Malattie Rare si occupa delle esigenze informative dei pazienti e delle loro famiglie da sempre – spiega Ilaria Vacca, giornalista co-responsabile del servizio – consapevoli che le tematiche legate ai diritti esigibili siano fondamentali. Per questo, insieme all’Avvocato Roberta Venturi, abbiamo dato vita nel 2017 allo Sportello Legale, che si occupa non solo di invalidità civile, Legge 104, diritti dei lavoratori e caregiver, ma anche di trattare correttamente alcuni delicati temi di attualità sanitaria, come nel caso delle vaccinazioni anti Covid-19″. “Il lavoro dello Sportello, portato avanti da un team composto da avvocati e giornaliste, si è evoluto nel tempo – spiega Roberta Venturi, avvocato e co-responsabile dello Sportello – producendo dossier e approfondimenti rivolti alle Associazioni di pazienti, ma anche alle Istituzioni. Il tutto sempre in ottica di piena collaborazione con tutti i soggetti impegnati oggi a migliorare la qualità di vita delle persone con malattie rare.” La talassemia – una delle malattie rare più diffuse in Italia In Italia le persone colpite da talassemia sono oltre settemila. Mente sono più di 3 milioni i portatori sani, con punte di maggiore incidenza in Sardegna (12,9%), Sicilia (7-8%) e Puglia (5-8%). Fino a 30 anni fa, l’aspettativa di vita era intorno ai 25 anni. Oggi, grazie ai nuovi farmaci, la prognosi è aperta e con la terapia genica si potrebbe a breve, addirittura, sconfiggerla definitivamente. La crescita dell’aspettativa di vita di questi pazienti ha condotto, negli ultimi anni, il Sistema Sanitario Nazionale alla definizione di tutele sempre maggiori per le persone con talassemia. Da qui nasce l’esigenza, individuata dall’Associazione Piera Cutino, attiva dal 1998, di creare una guida capace di rispondere in maniera puntuale ed esaustiva a questa esigenza. “Negli ultimi anni – dichiara Giuseppe Cutino, fondatore della Onlus – durante diversi convegni e incontri tra Associazioni di pazienti talassemici, è emersa varie volte la necessità di conoscere in maniera più approfondita e chiara le normative che regolano le tutele legali per le persone con talassemia. In particolar modo abbiamo ascoltato esperienze diverse tra loro, relativamente alle modalità di accesso ai benefici di legge previsti per i pazienti talassemici a seconda della Regione di residenza o anche solo della ASL di afferenza. Così, abbiamo prodotto uno strumento di riferimento aggiornato che non fosse una semplice lista di leggi e regolamenti, ma un documento capace di affrontare i diversi aspetti che determinano il benessere del paziente. Uno strumento snello, efficace e di facile consultazione per permettere ai pazienti di districarsi tra le tante normative, spesso non applicate in maniera omogenea all’interno del territorio nazionale. La guida Tutti i Diritti dei Talassemici si può scaricare gratuitamente in pdf, come dono per questo Natale, dal nostro sito pieracutino.it”. L’Associazione Cutino, nata a Palermo nel 1998, si occupa prevalentemente di informare e sensibilizzare la popolazione sulla talassemia, sviluppare progetti di assistenza medica finalizzati al miglioramento della qualità di vita per i pazienti talassemici (in collaborazione con l’unità operativa complessa di Ematologia per le Malattie Rare del Sangue e degli Organi Ematopoietici, afferente agli Ospedali Riuniti “Villa Sofia Cervello” di Palermo), sostenere e sviluppare progetti di ricerca scientifica in collaborazione con l’Unità di Ricerca Piera Cutino diretta dal Professor Aurelio Maggio presso gli Ospedali Riuniti ”Villa Sofia Cervello”, dove è stato costruito, con fondi privati, il Campus di Ematologia “Cutino”, una struttura pubblica per i pazienti con talassemia e altre malattie ematologiche rare. La pubblicazione ad opera di OMAR “Tutti i diritti dei talassemici”, scaricabile a questo link, è stata realizzata grazie al contributo non condizionante di Bristol Myers Squibb e Chiesi Global Rare Diseases.
AOUP “Paolo Giaccone”, al via il decentramento delle funzioni
Al Policlinico primi passi verso il processo di riorganizzazione e semplificazione organizzativa. Il Commissario straordinario del “Paolo Giaccone”, azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Iacolino, ha delegato i direttori delle unità operative complesse dell’area amministrativa all‘adozione di atti “a contenuto vincolato”, ossia emessi in adempimento a un preciso obbligo giuridico, per garantire rapidità, efficacia e trasparenza all’azione amministrativa, ovvero negli altri casi previsti nell’atto di delega. La delega ai dirigenti è ammessa per le funzioni di carattere gestionale, ovviamente ad eccezione degli atti riservati dalla legge in via esclusiva al direttore generale. I delegati, nell’ambito dell’autonomia a essi riconosciuta, potranno adottare tutti i provvedimenti amministrativi, anche a valenza esterna, necessari a garantire il corretto funzionamento delle strutture e finalizzati a realizzare gli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità loro assegnati. Agli stessi dirigenti è attribuita la responsabilità di garantire che tali atti risultino conformi ai principi generali che disciplinano l’attività della Pubblica Amministrazione e alle normative vigenti per gli specifici ambiti di attività. La previsione degli atti delegabili e le specifiche deleghe nelle materie, nei limiti e per gli adempimenti individuati dal Commissario Straordinario, è inclusa nei singoli atti di delega in attuazione del relativo regolamento in materia di deleghe di funzioni deliberato dall’azienda. Tra gli atti a contenuto vincolato: concessione di permessi ex L 104/1992, permesso allo studio, applicazione dei contratti collettivi di lavoro del personale e adozione degli atti di gestione del personale, piccoli interventi di manutenzione e forniture di modeste entità, liquidazione spese, presa atto superamento periodo di prova personale dipendente. Iacolino commenta: “La finalità della delega è quella di attuare il principio del decentramento delle funzioni con la distinzione delle funzioni del Direttore generale e dei dirigenti, responsabilizzando questi ultimi nella gestione aziendale, e rendendo l’azione amministrativa più snella e trasparente. In tal modo – conclude il Commissario dell’AOUP “Paolo Giaccone” – la risposta assistenziale potrà essere garantita con maggiore rapidità e concretezza”.
Fondazione Valter Longo: nel 2022 oltre 75 mila persone coinvolte fra assistenza diretta e programmi educativi
Il 2022 ha rappresentato per la Fondazione Valter Longo un anno importante per il consolidamento della propria attività di assistenza nutrizionale, di educazione e sensibilizzazione e di ricerca sulle tematiche della corretta alimentazione finalizzate ad una sana longevità. Per quanto riguarda l’assistenza nutrizionale, svolta dalla Fondazione attraverso il proprio team di nutrizionisti specializzati riguardo i pilastri scientifici della sana longevità e delle malattie correlate all’invecchiamento, l’ultimo anno chiude un triennio di crescita durante il quale sono state ben 7,700 le visite in presenza erogate a pazienti affetti da patologie tumorali (42%), problemi legati a obesità e sovrappeso (25%), diabete (3%) o a persone intenzionate a intraprendere un percorso di sana longevità (15%). Di tutti questi, il 67% è rappresentato da donne. Ma l’attività ha interessato molto anche la consulenza nutrizionale fornita online nel mondo a circa 21 mila persone. Il dato di maggior orgoglio e capace di evidenziare l’indispensabile impatto sociale, sanitario ed economico che l’attività della Fondazione Valter Longo sta generando negli anni attraverso la propria azione sul territorio è sicuramente quanto emerge dai dati derivanti dai propri pazienti diabetici che hanno intrapreso un percorso terapeutico continuativo con la Fondazione e da cui emerge che la perdita di peso sana nell’arco di 6 mesi in pazienti che partono da una condizione di obesità, permette di ridurre il rischio di incorrere nella comparsa di diabete. Anche in presenza di diabete conclamato, la Fondazione sta dimostrando come la perdita di peso che si ottiene in maniera sana grazie alla dieta della longevità, offre una probabilità di regressione dal diabete del 37%. Inoltre, merita particolare attenzione la straordinaria risposta ricevuta dal mondo delle scuole secondarie di primo e secondo grado ai webinar formativi e di sensibilizzazione studiati dalla Fondazione Valter Longo per i bambini e gli studenti, che hanno coinvolto quasi 30 mila studenti di oltre 700 istituti scolastici in tutte le regioni italiane e anche di 20 nazioni nel mondo, tra cui Italia, Stati Uniti, Canada, Australia, Regno Unito, Germania, Francia e Giappone. Infine, parliamo di circa 18 mila partecipanti a seminari e workshop e del consolidamento di oltre 80 nuove partnership attivate con enti, associazioni e imprese sensibili a generare un impatto sociale per il progresso e il benessere degli individui e della società in cui viviamo. Come dichiara Antonluca Matarazzo, Amministratore Delegato della Fondazione, “Poter lavorare quotidianamente alla missione portata avanti dalla fondazione Valter Longo mi emoziona intimamente e mi rende orgoglioso poter far parte di un progetto così tanto essenziale da un punto di vista sociale, sanitario ed economico, ma che spesso viene sottovalutato. Pur operando da pochi anni, stiamo dimostrando come intervenire direttamente sull’invecchiamento nel corso del tempo, attraverso utili e fondamentali modifiche alla nutrizione e allo stile di vita, sia una formula preventiva di molte patologie e fragilità generale più efficace rispetto a quella attuata ora di curare ogni singola malattia al momento del suo apparire”.
Perchè “gaslighting” è il temine più cliccato del 2022
Gaslighting, un termine diventato famoso nel 2022, ma che ha origini molto lontane, vista l’ispirazione al film del ’44 con Ingrid Bergman (tradotto in “Angoscia”)“Indica la manipolazione psicologica maligna a cui si può essere sottoposti da parte di un narcisista malintenzionato che, facendoci dubitare delle nostre percezioni ed emozioni, ci impone la sua volontà. E’ più frequente di quanto si creda – interviene Enrico Zanalda, psichiatra e Presidente della Società Italiana di Psichiatria Forense* – e determina nella vittima uno stato di confusione emotiva che è un preludio dell’adesione passiva alla volontà dell’induttore. Il perché sia diventata la parola più cliccata nel 2022 deriva forse dal fatto che vengono messe in rete molte “fake news” che fanno dubitare della realtà con il proposito appunto di manipolare i destinatari dei messaggi”.PUO’ ESSERE COLLEGATO AD ALTRI REATI“Di per sé non può essere considerato un reato ma può essere collegato a reati quali maltrattamenti, stalking o truffe. Nel caso in cui tra “abusatore” e vittima vi sia a un’evidente asimmetria culturale o di salute mentale – precisa Zanalda nell’ambito el gaslighting – si può ravvisare il reato di circonvenzione di persona incapace ai sensi dell’art. 643 del codice penale, per infermità o deficienza psichica”.MANIPOLAZIONE SUBDOLA E LENTA“Questo tipo di manipolazione psicologica è subdolo, lento e nell’accezione tradizionale del termine, avviene in una relazione in cui si distingue il manipolatore e il manipolato. Quest’ultimo – prosegue Zanalda – dubitando delle proprie emozioni e convinzioni, arriverà ad aderire totalmente alla visione della realtà del manipolatore e sarà così in suo potere nella ricerca delle gratificazioni”.I CAMPANELLI D’ALLARME: DISCREDITO, ISOLAMENTO, TRUFFE ROMANTICHE“Sono numerosi i campanelli di allarme che avvertono che ci troviamo di fronte ad una persona che intende manipolarci psicologicamente. Un esempio è il costante discredito dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni, con critiche più o meno subdole. Poi c’è l’isolamento che esclude dalle altre relazioni, attraverso una gelosia sempre più manifesta. Indicativo anche il dubbio che ci racconti delle bugie – spiega Zanalda – poi negate dallo stesso. Sono frequenti i casi di truffe romantiche in cui individui soli vengono coinvolti in una relazione amorosa a distanza che presto o tardi diventa una continua richiesta di denaro. Purtroppo chi rimane vittima di queste situazioni non le denuncia perché quando se ne rende conto si vergogna di “essere stato così stupido, pollo o credulone”. Il modo migliore però per superare il senso di colpa è denunciare il manipolatore e diffondere l’esperienza negativa in modo che aumenti la consapevolezza generale di queste possibilità di incontri pericolosi”.MEGLIO DIFFIDARE DELLE RELAZIONI TOTALIZZANTI“In ogni caso è sempre bene diffidare dalle relazioni che divengono totalizzanti velocemente: meglio mantenere quella gradualità di frequentazione che ci permette di confrontarci con le altre persone, in modo da mantenere la nostra individualità. Attenzione perché il narcisista maligno è abile nel scegliersi le vittime e – conclude sul gaslighting Zanalda – a individuare le strategie per approfittarsene”.
8° Focus Reumatologico [VIDEO]
Il Focus Reumatologico, giunto quest’anno all’ottava edizione, si è confermato un grande successo per la qualità degli interventi di natura scientifica e per la grande partecipazione registrata. Due giorni in cui, grazie all’input del dott. Mario Bentivegna, responsabile del Centro Integrato Ospedale/Territorio di Reumatologia presso l’Ospedale di Scicli e Coordinatore della Rete Reumatologica ASP 7 di Ragusa, si è discusso di Reumatologia in connessione con le altre specializzazioni in una visione multidisciplicare e interdisciplinare. Il congresso è stato organizzato da AV Eventi e Formazione. 8° Focus Reumatologico di Ragusa, un successo. Intervista al dott. Mario Bentivegna Spondiloentesoartriti, intervista al dott. Salvatore D’Angelo Malattie reumatiche e fisioterapia, intervista alla dott.ssa Cristiana Bentivegna Connettivite e LES, intervista al prof. Carlo Perricone Il paziente fragile in Reumatologia, intervista al prof. Giovanni Minisola Malattie reumatiche e coinvolgimento polmonare, intervista al dott. Provenzano Artrite reumatoide nell’era Covid 19, intervista al prof. Sarzi Puttini Inflammasoma nelle artriti da microcristalli, intervista al dott. Sebastiano Tropea Aderenza alla terapia del paziente reumatico, intervista alla dott.ssa Zitelli Comorbilità e malattie reumatiche, intervista alla dott.ssa Agnese Bentivegna
Comorbilità e malattie reumatiche, intervista alla dott.ssa Agnese Bentivegna
Le comorbilità e gli aspetti diagnostici del rischio cardiovascolare in Reumatologia. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Agnese Bentivegna, Specialista in Cardiologia, in occasione dell’8 Focus Reumatologico dal tema “Gestione delle malattie reumatologiche nell’era del post-covid” svoltosi il 9 e 10 dicembre 2022 all’Hotel Poggio del Sole di Ragusa. Il congresso è stato organizzato da AV Eventi e Formazione con la responsabilità scientifica del dott. Mario Bentivegna, responsabile del Centro Integrato Ospedale/Territorio di Reumatologia presso l’Ospedale di Scicli e Coordinatore della Rete Reumatologica ASP 7 di Ragusa. L’intervista è stata realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone.
Aderenza alla terapia del paziente reumatico, intervista alla dott.ssa Zitelli
Nel paziente reumatico gli aspetti psicologici devono essere valutati con estrema attenzione considerato l’aspetto impattante della patologia sulla qualità di vita. Altro elemento da non sottovalutare è l’aderenza al trattamento. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Graziella Zitelli, psicologa, in occasione dell’8 Focus Reumatologico dal tema “Gestione delle malattie reumatologiche nell’era del post-covid” svoltosi il 9 e 10 dicembre 2022 all’Hotel Poggio del Sole di Ragusa. Il congresso è stato organizzato da AV Eventi e Formazione con la responsabilità scientifica del dott. Mario Bentivegna, responsabile del Centro Integrato Ospedale/Territorio di Reumatologia presso l’Ospedale di Scicli e Coordinatore della Rete Reumatologica ASP 7 di Ragusa. L’intervista è stata realizzata dal direttore di Medicalive, Salvo Falcone.
Inflammasoma nelle artriti da microcristalli, intervista al dott. Sebastiano Tropea
Il ruolo dell’inflammasoma nelle artriti da microcristalli e la terapia correlata. Ne abbiamo parlato con il dott. Sebastiano Tropea, specialista ambulatoriale interno di Reumatologia presso l’ASP 3 di Catania, in occasione dell’8 Focus Reumatologico dal tema “Gestione delle malattie reumatologiche nell’era del post-covid” svoltosi il 9 e 10 dicembre 2022 all’Hotel Poggio del Sole di Ragusa. Il congresso è stato organizzato da AV Eventi e Formazione con la responsabilità scientifica del dott. Mario Bentivegna, responsabile del Centro Integrato Ospedale/Territorio di Reumatologia presso l’Ospedale di Scicli e Coordinatore della Rete Reumatologica ASP 7 di Ragusa. L’intervista è stata realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone.
Artrite reumatoide nell’era Covid 19, intervista al prof. Sarzi Puttini
La medicina di precisione è ormai un “format” imprescindibile nella diagnosi e cura dell’artrite reumatoide, reso ancora più indifferibile dalla gestione della malattia nell’era Covid 19. A Medicalive Magazine abbiamo sentito sull’argomento il prof. Piercarlo Sarzi Puttini, direttore UOC Reumatologia IRCCS Galeazzi Milano – Professore Ordinario in Reumatologia Università Milano, in occasione dell’8 Focus Reumatologico dal tema “Gestione delle malattie reumatologiche nell’era del post-covid” svoltosi il 9 e 10 dicembre 2022 all’Hotel Poggio del Sole di Ragusa. Il congresso è stato organizzato da AV Eventi e Formazione con la responsabilità scientifica del dott. Mario Bentivegna, responsabile del Centro Integrato Ospedale/Territorio di Reumatologia presso l’Ospedale di Scicli e Coordinatore della Rete Reumatologica ASP 7 di Ragusa. L’intervista è stata realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone.