ASSL Sassari, dimissioni del direttore e contestuale attribuzione dell’incarico ad interim

L’ATS Sardegna ha affidato ad interim l’incarico di direttore della ASSL Sassari dopo aver accolto le dimissioni del dott. Pier Paolo Pani che lascia la guida dell’Area Socio Sanitaria Locale dopo poco più di un anno. A partire dal lunedì 25 marzo il dott. Pani tornerà a ricoprire l’incarico di direttore dei Servizi Socio Sanitari mentre la conduzione della ASSL Sassari sarà assegnata ad interim al dott. Andrea Marras, già direttore della ASSL Lanusei. «Desidero rivolgere un saluto a tutti gli utenti, le associazioni, i rappresentanti delle amministrazioni locali e dei sindacati con i quali ho avuto modo di collaborare nel corso degli ultimi dodici mesi – afferma il direttore Pier Paolo Pani – e ringrazio tutto il personale della ATS Sardegna e della ASSL Sassari per il lavoro svolto e per il sostegno dimostratomi. Da lunedì torno a svolgere la mia professione nella Struttura Complessa di Direzione dei Servizi Socio Sanitari dove proseguirò il mio lavoro al servizio del Sistema Sanitario».
Prevenire la leishmaniosi, malattia pericolosa anche per l’uomo

Prevenire la leishmaniosi, malattia pericolosa anche per l’uomo Usare repellenti cutanei, installare zanzariere, rimuovere gli sfalci: le azioni da intraprendere contro il pappatacio, insetto che può veicolare la malattia sia nei cani che nell’uomo Prevenire le punture di insetto è spesso l’unico modo per evitare la trasmissione di infezioni, anche gravi, come ad esempio la leishmaniosi, malattia provocata dal Leishmania infantum, un parassita del sangue che colpisce principalmente il cane ma che può colpire anche l’uomo. Il parassita si diffonde solo tramite la puntura di un insetto, il pappatacio: pungendo un cane infetto, l’insetto diventa vettore della malattia sia nei confronti di altri cani sia di esseri umani. È fondamentale, dunque, prevenire le punture, adottando accorgimenti che valgono per altri insetti che possono veicolare malattie, come la zanzara comune o la zanzara tigre. Usare repellenti sulla pelle, spray o diffusori di insetticidi nell’ambiente, installare zanzariere a maglie molto strette, sono i consigli del Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena, che suggerisce anche di monitorare attentamente anche il comportamento dei nostri amici a quattro zampe. Perdita di peso, fuoriuscita di sangue dal naso, comparsa di dermatite con forfora, caduta dei peli in particolare intorno agli occhi, ulcere, congiuntiviti, aspetto “invecchiato” ed eccessiva crescita delle unghie sono i sintomi della malattia nel cane, a cui bisogna rispondere tempestivamente rivolgendosi al proprio veterinario. L’arma più efficace, anche per i cani, resta la prevenzione. Il vaccino, da effettuare periodicamente, e una serie di precauzioni da adottare, come l’utilizzo di gocce e collari antipuntura, spray insetticidi per le cucce se non è possibile farli dormire al chiuso e la rimozione di sfalci e foglie morte nel giardino, in particolar modo nei pressi della cuccia. Cos’è la leishmaniosi La leishmaniosi è la malattia provocata dal Leishmania infantum, un parassita del sangue, che colpisce principalmente il cane e raramente anche l’uomo. Il parassita è veicolato da un piccolo insetto chiamato phlebotomo, più comunemente noto come pappatacio: a differenza delle zanzare non “ronza”, cioè vola senza fare rumore, ma si nutre ugualmente di sangue. Da alcuni anni sono state riscontrate positività alla malattia sia nell’uomo che in cani nati e vissuti sempre nel territorio della provincia di Modena. Sia gli uni che gli altri sono curabili, se correttamente e precocemente diagnosticati, ma è fondamentale prevenire l’infezione. Non esiste trasmissione diretta dal cane all’uomo, ma questa può avvenire solo tramite l’insetto vettore. Il pappatacio È un piccolo insetto color sabbia grande come un moscerino. Punge solo nelle ore serali e notturne, nelle nostre zone nel periodo da metà maggio a metà ottobre (a seconda delle temperature ambientali); di giorno si nasconde in luoghi oscuri e riparati.
Trattamento scoliosi, Piccinini: manca un coordinamento tra centri di eccellenza

A fronte dell’esistenza di numerosi centri di eccellenza per il trattamento della Scoliosi, mancherebbe un coordinamento che possa mettere in rete informazioni e metodiche
La Scuola della Nascita – Venerdi 22 marzo 2019 ore 10.00 Auditorium Endocrinologia Ospedale Garibaldi Nesima Catania

La Nascita di un bambino e gli esiti di salute della madre e del neonato rappresentano un momento centrale nella vita della donna, della coppia, della famiglia, con forti ripercussioni sull’intera comunità. La Scuola della Nascita è un luogo di incontro tra la donna e il partner e i professionisti per sostenere una esperienza positiva attraverso una scelta informata che mira all’empowerment della donna e a bilanciare “natura” e “cultura”. La Scuola della Nascita vuole promuovere tra i professionisti la cultura della fisiologia, delle buone pratiche, di un linguaggio clinico comune e del lavoro in equipe. La Scuola della Nascita vuole promuovere la continuità assistenziale territorio – ospedale – territorio per ottimizzare la comunicazione e i livelli di assistenza erogati. La Scuola della Nascita è un luogo di incontro e progettualità tra i cittadini, i professionisti, le istituzioni politiche e le istituzioni portatori di valori (scuola, sport, musica, volontariato, ecc). Programma Ore 10.00 – Saluti Fabrizio De Nicola – Commissario ARNAS Garibaldi Salvo Pogliese – Sindaco di Catania Francesco Basile – Magnifico Rettore Università di Catania Moderatori F. De Nicola, G. Giammanco, G. Ettore Ore 10.30 – Presentazione progetto “La Scuola della Nascita” Giuseppe Ettore – Direttore DIMI – ARNAS Garibaldi Elena Cambiaghi – Responsabile Organizzativa “Corri Catania” Ore 11.00 – La Nascita oggi: le donne, la famiglia, i professionisti, le istituzioni, la società Antonio Ragusa – Responsabile Area Vasta Ostetrico Ginecologica Toscana nord ovest Presidente Fondazione Confalonieri Ragonese AOGOI Ore 11.30 – Interventi Giovanni Nania – Presidente Asd “Corri Catania” Maria Cocuzza – Olimpionica di ginnastica artistica e madre Maurizio Lanza – Commissario ASP Catania Barbara Mirabella – Assessore alla Pubblica Istruzione Comune di Catania Sergio Parisi – Assessore allo Sport Comune di Catania Antonio Scavone – Assessore regionale alla Famiglia – Conclusioni Ruggero Razza – Assessore regionale alla Salute La “Scuola della Nascita” scaturisce, in un clima idilliaco, dall’ideale agorà ove le coppie che s’incontrano danno inizio ad una sorta di “galvanoplastica spirituale” destinata , fin dai primi istanti del concepimento ad una gestazione che avvenga affettivamente secondo i migliori presupposti, le migliori attese dei due partners che già organizzano, pianificano, progettano l’arrivo del nascituro. Donne gravide, tenute a braccetto dai compagni sono dirette verso un tempietto greco con un bassorilievo dell’uovo (simbolo universale di Vita) inciso nel timpano. Fra le sue colonne avrà luogo l’evento della natività e li attende ancora la “Scuola della Nascita”, ovvero la vita con i figli, la loro istruzione, i problemi legati alla crescita: la parte più difficile dell’intero percorso.
Presentazione del Progetto “La scuola della nascita” Arnas Garibaldi e Corri Catania insieme per la costruzione dell’area di preparazione al parto

Venerdì 22 marzo alle ore 10.00, presso l’Auditorium di Endocrinologia del Presidio Ospedaliero Garibaldi-Nesima, alla presenza dell’Assessore regionale alla salute, Avv. Ruggero Razza, del Sindaco di Catania, On. Salvo Pogliese, e del Magnifico Rettore dell’ateneo etneo, Prof. Francesco Basile, il Direttore Generale dell’Arnas Garibaldi, dott. Fabrizio De Nicola, e la Responsabile organizzativa dell’evento “Corri Catania”, presenteranno alla stampa il progetto “LA SCUOLA DELLA NASCITA”, legato proprio all’importante manifestazione podistica catanese, in programma il 12 maggio prossimo. Grazie alla sensibilità degli organizzatori, l’intero ricavato derivante dalla vendita delle magliette e dei pettorali della corsa di quest’anno sarà, infatti, destinato all’allestimento di un’area polifunzionale per la preparazione al parto delle future mamme e per la gestione dei neonati presso il Dipartimento Materno-Infantile diretto dal dott. Giuseppe Ettore.
Chirurgia oncologica Asl Vercelli: Trattamenti poco invasivi Il bisturi “gentile” che taglia sulle misure del paziente

Percorsi di presa in carico strutturati e definiti: dalla diagnosi alla terapia. Prosegue e si consolida sempre più l’attività della chirurgia dell’ospedale “S. Andrea” di Vercelli, diretta dal Dott. Silvio Testa, per offrire ai pazienti colpiti da un tumore l’intervento più appropriato. Un trattamento che, in base alla patologia, viene eseguito rispettando i percorsi dettati nell’ambito della rete oncologica Piemonte e Valle D’Aosta. Se è vero che nel 2018 per la prima volta in Regione Piemonte si è registrato un calo delle nuove diagnosi di tumori, è altrettanto vero che in cima alla lista tra i mali più frequenti si annoverano quello della mammella (4.350 nuovi casi nel 2018) e il cancro del colon retto (4050). Numeri per i quali è necessario poter offrire le risposte terapeutiche più giuste e la possibilità, per chi ha una diagnosi di tumore, di essere indirizzato al meglio. Con la rete oncologica interregionale Piemonte Valle D’Aosta sono stati strutturati – sulla base dell’area di riferimento – percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) in modo da far giungere il paziente alla struttura più adatta nei tempi giusti. La Regione ha, infatti, individuato le realtà ospedaliere in cui effettuare i trattamenti in base a criteri ben precisi: la diffusione epidemiologica della forma tumorale, l’esperienza degli operatori per il trattamento, le tecnologie necessarie per la diagnosi e terapia, il volume di attività. Nell’ambito della rete per il tumore della mammella l’Asl di Vercelli ha definito un percorso diagnostico terapeutico interaziendale con il centro hub di Novara per garantire la presa in carico delle donne che devono subire un intervento di chirurgia senologica. È stato inoltre istituito un apposito Ambulatorio di Senologia dove Chirurghi dedicati e specificatamente preparati (Dr. Mario Scansetti e dr.ssa Simona Ghisio) valutano le pazienti sia che giungano direttamente su indicazione del Medico di Famiglia, sia che abbiano aderito ai programmi di Screening. Ciò consente di poter affrontare l’operazione direttamente a Vercelli, effettuando un percorso diagnostico corretto e con la valutazione interdisciplinare (Oncologica, Radiologica, Anatomo-patologica, Radioterapeutica e Chirurgica) che questa patologia richiede. L’intervento, laddove sia necessario, prevede anche la presenza del Chirurgo plastico; un professionista, quest’ultimo, che opera in regime di convenzione con l’AOU Maggiore della Carità di Novara. La chirurgia di Vercelli è riferimento all’interno del percorso della rete oncologica per il trattamento dei tumori del colon retto. “Se consideriamo – sottolinea il dott. Testa – che la nostra popolazione oggi conta un’alta percentuale di soggetti anziani, è evidente che sempre di più ogni giorno ci confrontiamo con pazienti fragili e molto delicati. Ognuno ha le sue peculiarità, ma di certo l’approccio mini invasivo – con la chirurgia laparoscopica senza incisioni – determina tempi di recupero più brevi , minore trauma e riduzione della degenza, oltre che , ottimi risultati in termini di radicalità oncologica. È una tecnica complessa che su tutto il territorio nazionale viene utilizzata solo nel 40 % dei casi trattati dato molto inferiore alla media europea. Nella nostra struttura che si avvale di tecnologie di ultima generazione e di personale Medico ed Infermieristico particolarmente formato ed esperto, la percentuale degli interventi eseguiti con tecnica laparoscopica nel 2018 è stata del 95% per i tumori del retto e del 88% per i tumori del colon . Il futuro sarà sempre più proiettato sulla chirurgia tecnologica miniinvasiva ove le “macchine” semplificheranno il lavoro del chirurgo garantendo sicurezza e ottimizzazione dei risultati anche in pazienti delicati come gli anziani. E sarà sempre più una chirurgia quasi sartoriale confezionata sul singolo soggetto: già oggi per ogni paziente rispettiamo il suo stato e valutiamo come agire in base alle condizioni di salute e ai fattori di rischio”.
Ospedale di Poggibonsi: crescono gli interventi di chirurgia mininvasiva alla spalla

Risultati incoraggianti per l’Alta Valdelsa L’utilizzo di tecniche di ultima generazione e l’aggiornamento continuo sui nuovi trattamenti spiegano perché sempre più pazienti, anche da altre regioni, si rivolgano all’ortopedia dell’ospedale di Poggibonsi dell’Azienda USL Toscana sud est, in località Campostaggia, per interventi alla spalla. E’ senz’altro un segnale positivo, testimoniato dall’incremento di oltre il 50% degli interventi eseguiti nel primo trimestre 2019 (n.12) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (n. 6). “Sono risultati incoraggianti, le cui proiezioni annuali lasciano ben sperare – afferma il dottor Michele Palmieri, in organico all’ortopedia dell’ospedale di Campostaggia -. Questi risultati testimoniano che la strada intrapresa è quella giusta e che il servizio offerto più è conosciuto più è richiesto. Il valore aggiunto è rappresentato dal trattamento vicino casa, evitando viaggi fuori Asl o addirittura fuori regione”. Le problematiche che affliggono la spalla sono studiate da anni, il dolore frequentemente rappresenta il primo sintomo di una lesione, traumatica o degenerativa. Spesso si assume un antinfiammatorio, un po’ di riposo, pensando che “passerà”. Magari ci si affida alla sola fisioterapia, che migliora il movimento e riduce il dolore, ma la lesione tendinea aumenta di dimensioni e la spalla peggiora nel tempo, fino a rendersi necessario il consulto dell’ortopedico. Il dottor Palmieri tratta da anni con tecniche innovative le patologie della spalla, dalle lesioni di uno o più tendini della cuffia, al dolore artrosico di tipo degenerativo, ai traumi. “La ricostruzione tendinea viene eseguita in maniera mininvasiva, con 3 forellini attraverso l’utilizzo di una mini telecamera e di strumenti artroscopici dedicati all’intervento”, spiega Palmieri. “Il ricovero dura una sola notte e la mattina successiva all’intervento il paziente inizia la mobilizzazione con i fisioterapisti. Se la ricostruzione non è più possibile si procede invece con l’impianto di una protesi, che sostituisce l’articolazione con una sintetica”, con rapido sollievo dal dolore e ripristino del movimento. L’incidenza delle lesioni della cuffia dei rotatori oscilla dal 5% al 40% della popolazione attiva, con il servizio offerto dall’ospedale potrà quindi essere soddisfatto un bacino di utenza molto ampio della Valdelsa e non solo. – Per informazioni, tel 0575 255943. L’incontro è aperto a tutti.
Stop al gioco d’azzardo, un incontro di sensibilizzazione

L’iniziativa è del SerD e dell’associazione Mirimettoingioco AREZZO – Secondo incontro organizzato dal SerD di Arezzo insieme all’associazione “Mirimettoingioco” sul tema del gioco d’azzardo. Oggi 21 marzo alle 21, alla nuova sede dell’associazione (via Alfieri 49, Arezzo) si parlerà de “Il gruppo di auto-aiuto”, con le testimonianze di giocatori e familiari.
Scelta della terapia per il Carcinoma della mammella, intervista alla dott.ssa Fedele

La scelta della terapia per la cura del carcinoma della mammella passa attraverso la definizione diagnostica delle caratteristiche biologiche della malattia
Musicoterapia, il progetto prende piede anche in Valdichiana

Lo Studio “Kairos”, già avviato in altre zone della Asl Toscana sud est, coinvolge bambini con patologie e le loro famiglie CASTIGLION FIORENTINO – Prende il via anche in Valdichiana Aretina il progetto “Kairos” di Musicoterapia, che la Asl Toscana sud est sta portando avanti da alcuni anni. Il progetto prevede la presa in carico di bambini con patologie eterogenee (Disturbo dello spettro autistico, ADHD, Paralisi Cerebrale, Ritardo Mentale, Malattie rare, Disturbi del Linguaggio, Disturbi dell’Apprendimento). La musicoterapia è una disciplina che utilizza la musica per aiutare a sviluppare le potenzialità soggettive attraverso un percorso creativo. Da lunedì prossimo 18 marzo alla Casa della Salute di Castiglion Fiorentino, sei bambini e le loro famiglie (selezionate con criteri di inclusione valutati dall’equipe medica) parteciperanno a sedute con cadenza settimanale, dove saranno presenti i due musico-terapeuti, Gianni Cipriani e Laura Carapelli, e l’equipe dello SMIA (Salute Mentale Infanzia e Adolescenza) della Asl. “La Sud Est è promotore dello Studio Kairòs e si avvale della collaborazione dell’Associazione Professionale Toscana di Musicoterapia Dinamica SHIR – spiega Silvana Repetti, responsabile dello Studio e referente Asl – Il progetto ha preso il via nel maggio 2016 con una sperimentazione ad Arezzo. Poi si è ampliato in Valdichiana Senese lo scorso settembre. Lo studio è stato validato dal Comitato Bioetico della ASL Toscana sud-est di Arezzo e approvato dal Comitato Etico Pediatrico dell’ Ospedale Meyer di Firenze”. “Questo servizio, aggiuntivo alla convenzionale riabilitazione, può essere un valido sostegno per i bambini per esprimere le proprie emozioni e il loro mondo interno – spiega Gianni Cipriani – Viene co-costruita una relazione non verbale insieme al musicoterapeuta, in un processo creativo come la libera improvvisazione musicale”. La realizzazione dello Studio in Valdichiana Aretina è stato fortemente voluta dal direttore di Zona Anna Beltrano, che ha coinvolto i sindaci. I primi cittadini si sono dichiarati molo favorevoli al progetto, tanto da sostenerne i costi. “Per questo li ringrazio da parte delle famiglie, dei loro bambini e di tutti gli operatori” conclude la Beltrano.