4° Congresso CReI Sicilia a Messina. Intervista al dott. Molica Colella

Grande successo per il 4° Congresso regionale del CReI Sicilia – Collegio dei Reumatologi italiani. Nel video, l’intervista al responsabile scientifico Aldo Molica Colella. Organizzazione AV Eventi e Formazione, intervista di Salvo Falcone.
Sicurezza sul lavoro, una giornata per sensibilizzare aziende e lavoratori

Una manifestazione di respiro mondiale. Obiettivo: tenere accesi i riflettori sul tema. Ecco i dati aretini e regionali Si terrà domani, domenica 28 aprile, la Giornata per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO/BIT). La manifestazione, di respiro mondiale, ha lo scopo di focalizzare l’attenzione sull’adozione di misure di sicurezza a tutela dei lavoratori e sull’importanza della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali. Anche l’Asl Toscana sud est rappresenta uno degli attori che interviene direttamente affinché la sicurezza sul lavoro sia garantita e agisce attraverso i professionisti dell’Area Funzionale Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro (PISLL), afferente al Dipartimento di Prevenzione, diretto dal dottor Maurizio Spagnesi. Il PISLL svolge azioni preventive di controllo e vigilanza direttamente dove si svolgono le attività lavorative e offre anche assistenza alle imprese e ai lavoratori (dipendenti e autonomi), organizzando eventi informativi, formativi e di aggiornamento, interfacciandosi con associazioni di categoria, ordini e collegi professionali, rappresentanti dei lavoratori e comitati paritetici. Oltre agli infortuni sul lavoro, i professionisti del PISLL si occupano anche di malattie professionali, cioè patologie causate da un danno prolungato nel tempo durante lo svolgimento della propria mansione. In particolare, svolgono attività di emersione di tali malattie attraverso progetti di ricerca attiva che raccolgono informazioni relative a diversi aspetti dell’attività professionale sulle quali tratteggiano la tipologia di lavoratori maggiormente sottoposti a questo rischio; è il caso di chi rimuove l’amianto nel settore edile o di chi si espone per molto tempo ai raggi solari e ai fitofarmaci, nel campo dell’agricoltura. “Domani sarà l’occasione per ribadire l’importanza della prevenzione e di un’adeguata e completa informazione sui rischi possibili. Più si parla di sicurezza e meno si parla di infortuni, per questo è fondamentale diffondere e promuovere una cultura della sicurezza e della salute sul lavoro – commenta l’ingegnere Domenico Viggiano, direttore Area Funzionale PISLL Asl Toscana sud est – Anche se a livello regionale abbiamo assistito a una lieve diminuzione degli infortuni sul lavoro nel 2018 rispetto al 2017, la formazione in materia di sicurezza gioca sicuramente un ruolo determinante. Per esempio nel miglioramento della percezione del rischio, si è visto che lavoratori che ricevono adeguata formazione percepiscono più correttamente la pericolosità di alcuni rischi rispetto a quelli che non hanno frequentato corsi”. Dati INAIL riferiscono che in Toscana nel 2017 ammontavano a 49.083 le denunce di infortunio sul lavoro, mentre nel 2018 sono state 48.955 (-0,26 %). Nella provincia di Arezzo, le denunce di infortunio sono passate da 4761 a 4815 (+1,13%). Per le denunce da malattia professionale invece si registra una diminuzione, passando da 698 del 2017 a 652 del 2018 (-6,59%), “L’attività formativa che svolgiamo è dedicata in parte anche agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, in particolare istituti tecnici. Nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro prevista durante gli anni scolastici delle superiori, organizziamo degli incontri con gli studenti per presentare in linea generale le nozioni base legate alla sicurezza nell’ambiente lavorativo, con lo scopo di favorire un primo approccio alla cultura della prevenzione, sfruttando anche il vantaggio che alcuni concetti vengono assimilati più facilmente se appresi da giovani, diventando poi da grandi un abitudine acquisita” conclude Viggiano. Il PISLL collabora anche con le Centrali 118: in caso di incidente sul lavoro, gli operatori del 118 allertano i tecnici delle prevenzione che si recano sul posto per capire la dinamica dell’evento, controllare la regolarità delle misure di sicurezza e accertare eventuali responsabilità.
La scienza dei telomeri ridefinisce il concetto di stress

Dott. Massimo Agnoletti Psicologo, Dottore di ricerca Esperto di Stress, Psicologia Positiva e Epigenetica Formatore/consulente aziendale, Presidente PLP-Psicologi Liberi Professionisti-Veneto, Direttore del Centro di Benessere Psicologico – Favaro Veneto (VE) Le recenti scoperte relative la scienza dei telomeri ci danno la possibilità di vedere il complesso concetto di Stress in una nuova prospettiva. Abstract English version Telomere literature allows us to measure influence that various factors have on our behaviors in terms of genetic fitness because they globally quantify whether the behaviors carried out favorably or unfavorably impact longevity and cellular health. Concept of Stress, within the context of telomere science, acquire a more complex but more precise meaning than previous paradigm. Versione Italiana La letteratura inerente i telomeri permette di misurare l’influenza che vari fattori relativi i nostri comportamenti hanno a livello di fitness genetica perché quantificano globalmente se questi impattano in modo favorevole o sfavorevole la longevità e la salute cellulare. Il concetto di Stress, all’interno del contesto della scienza dei telomeri, acquista un significato più complesso ma più preciso rispetto il paradigma precedente. ___ Il concetto scientifico di Stress, lontano dal significato attribuito generalmente quando parliamo informalmente, ha quasi un secolo di vita e una sua complessità che nell’essere umano include gli aspetti psicologici, socioculturali, neurali, endocrini, cellulari e genetici. Da quando lo scienziato Cannon lo definì nei termini di una reazione dell’organismo al perturbamento del suo precedente stato di equilibrio, vari autori tra i quali Selye, Lazarus, Sapolsky, Chrousos, hanno arricchito di dettagli il concetto di Stress (che deriva dalla parola “stringere”, “premere”) sottolineandone alcuni aspetti più di altri (l’aspetto aspecifico di alcune caratteristiche neuroendocrine attivate come risposta rispetto l’agente stressante, il dettaglio di elaborazione a livello di sistema nervoso centrale prima di attivare la modalità acuta, la natura delle molecole implicate nelle varie modalità e molte altre). Individuare la natura e la logica dello Stress è complicato per la complessità del concetto e la molteplicità’ dei fattori coinvolti (lo Stress può essere conscio o inconscio, valutato cognitivamente come positivo o negativo, implicare alcune aree cerebrali o meno, vantaggioso o svantaggioso per la nostra salute psicofisica, presentarsi come specifico, breve e intenso o del tutto aspecifico, cronico ed a bassa intensità, ecc.). Come risultato globale di tutte le attuali ricerche si potrebbe dire che lo Stress è una modalità per fornire energia finalizzata a soddisfare i nostri sistemi teleonomici psico-neuro-endocrino-immunologici altamente integrati e vicendevolmente interagenti che compongono il nostro organismo (Bottaccioli F. & A.G., 2017). Per sistema teleologico intendo un sistema d’informazioni che si modificano nel tempo, seguendo le regolarità caratteristiche dei sistemi evolutivi (Miller, 1970; Monod, 1970; Morin, 1985; Prigogine, 1976) capaci di aumentare la complessità evolvendo nel tempo (Barbieri, 2003; Miller, 1970; Monod 1970; Morin, 1985; Prigogine, 1976). Ho introdotto nella definizione di Stress il concetto chiave di teleonomia perché per comprendere lo Stress non ci si deve limitare a considerare i fattori esterni quali promotori che innescano la reazione dell’organismo (generalmente considerati elementi perturbanti la cosiddetta “omeostasi”, si pensi ad un virus per esempio) ma anche fattori endogeni che fanno parte del progetto teleonomico dell’organismo stesso e che generalmente aumentano la complessità del sistema globale stesso (la differenziazione cellulare o lo sviluppo ontogenetico sono solo alcuni lampanti esempi). Durante l’aumento di complessità strutturale e/o informazionale (crescita del sistema globale) l’organismo ha bisogno di fornire energia quindi attiva il meccanismo di Stress ma non si tratta di una “perturbazione” che proviene da fattori esterni l’organismo ne la finalità in questione è quella di ritornare allo stato precedente l’attivazione “stressante”. Dalla definizione appena esposta, è chiaro che la parola Stress è associata ad un concetto complesso che di per sé non ha una valenza positiva o negativa perché va contestualizzato all’interno di un sistema informazionale spazio temporale di riferimento. Anche dal punto di vista esperienziale quest’affermazione ha una sua evidenza nel momento in cui ci ricordiamo che qualcosa percepito come dis-stressante (cioè uno stress negativo) in un determinato momento di vita, può essere vissuto come uno stress positivo in un tratto di vita successivo o viceversa o come sia “stressante” talvolta essere impegnati in una sfida personale che comunque desideriamo vincere. La dimensione soggettiva, cioè legata alla personale elaborazione del piano psicologico cognitivo, emotivo e motivazionale, dello Stress è sempre stato motivo di grande disorientamento nell’identificazione del dettaglio delle caratteristiche universali specie specifiche dello Stress stesso. In effetti, è assolutamente sconcertante pensare che lo stesso agente stressante possa essere percepito come un fattore positivo o negativo dalla stessa persona (in due momenti differenti) o da due persone diverse. Esistono quindi caratteristiche distintive peculiari dello Stress nella specie umana (a livello di attivazione psico-neuro-endocrina-immunologica e cellulare) solo se accadono combinazioni uniche nell’interazione dei suddetti sistemi teleonomici. Nell’uomo la massiccia diversità della componente cognitiva, emotivo e motivazionale aumenta la grande complessità già presente in tutti i Vertebrati nel meccanismo comune di Stress. Con il recente sviluppo della scienza dei telomeri, la biologia molecolare ha fornito potenzialmente uno strumento almeno in parte oggettivabile per quantificare quest’aspetto soggettivo dello Stress. Vediamo ora il perché di quest’affermazione. Dalla fine degli anni 80 del Novecento le innovative ricerche sui telomeri della dott.ssa Blackburn e del suo team di ricercatori (Blackburn, 1991; Blackburn, 2010) hanno evidenziato come queste strutture biologiche che si trovano sulla parte terminale di tutti i cromosomi (per evitarne la disgregazione strutturale del DNA stesso e la fusione intercromosomica) sono fondamentali per determinare la longevità e la senescenza cellulare. La loro misurazione è presto diventata in biologia molecolare il riferimento più affidabile ed attendibile per determinare la longevità cellulare tanto che i telomeri sono ormai considerati al pari di “orologi” biologici che indicano lo stato di salute delle cellule e la longevità potenziale residua. Più è efficace il lavoro di manutenzione fatto sugli stessi telomeri per opera della telomerasi (un enzima dedicato a questo scopo) più lunga è la vita residua della cellula e migliore sarà la sua fitness globale. Più corta è la lunghezza
Condotta colposa del medico e fattore naturale indipendente. Quali i riflessi sulla ricostruzione del nesso di causalità?

Avv. Angelo Russo, Avvocato Cassazionista, Diritto Civile, Diritto Amministrativo, Diritto Sanitario, Catania Con una articolatissima pronunzia, la Corte di Cassazione (sez. III Civile, sentenza 19 aprile 2018 – 18 aprile 2019, n. 10812) torna a occuparsi del delicato rapporto tra condotta del medico e danno dipendente da fattori naturali. IL FATTO I sigg. V.G. e M.G. – in proprio e nella qualità di esercenti la potestà sulla figlia minore V.M. , agivano in giudizio per il risarcimento dei danni sofferti in conseguenza dei danni neonatali subiti da V.M., in occasione della nascita avvenuta l’(…), presso la divisione di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale (omissis). Sia il Tribunale che la Corte di Appello dichiaravano la responsabilità della C., medico quel giorno in servizio presso la suindicata divisione di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale (omissis) , “per non avere sottoposto la M. a tutti gli esami strumentali necessari ed imposti dai dati obbiettivi per accertare la grave sofferenza di un feto e le condizioni di un altro, in parto gemellare, al fine di assicurare un rapido trasferimento della puerpera per il parto presso altra struttura attrezzata con Unità di Terapia Intensiva Prenatale (UTIN)”. Sulla base della CTU disposta ed espletata in sede di giudizio di appello, la Corte di secondo grado ha ritenuto non addebitabile “la sintomatologia dolorosa lamentata dalla M. al momento del ricovero… ad una minaccia di parto pre-termine, ma, piuttosto al distacco intempestivo di placenta, non diagnosticato e trattato con tocolitici, mentre sarebbe stato urgente il taglio cesareo, per scongiurare danni al feto”; ha per converso “accertato il nesso di causalità materiale tra la condotta omissiva colposa dei sanitari del (…) – consistita nel non praticare il parto cesareo all’insorgere della sofferenza fetale connessa alla crisi di bradicardia, che i predetti non hanno neppure diagnosticato – ed il danno, essendosi la suddetta condotta posta come antecedente idoneo a generarlo, in base al criterio di probabilità relativa del più probabile che non”. Il Giudice di appello ha, per altro verso, riformato la sentenza del Tribunale nella parte in cui ha ritenuto nel caso non rilevante anche il “distress respiratorio da deficit di surfattante – e, quindi la esistenza di un fattore naturale non imputabile idoneo a generare l’evento dannoso”, pervenendo ad assegnare a quest’ultimo un’incidenza “in misura preponderante sul danno”, nella misura di due terzi. Ha, pertanto, rideterminato l’ammontare a titolo di risarcimento dei danni liquidato in favore della minore M., calcolandolo sulla base delle Tabelle di Milano, aggiornate al 2014, con aumento del 15% dell’individuato punto tabellare d’invalidità a titolo di personalizzazione e successiva riduzione di due terzi. LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE La Suprema Corte assume che è stato accertato che la M., “non riuscendo ad avere figli, dopo un primo nato nel 1980 a seguito di gravidanza naturale a termine e dopo una successiva interruzione volontaria della seconda gravidanza, si è rivolta al Dott. Ci. Ca., che l’ha sottoposta ad inseminazione artificiale omologa intraperitoneale, dalla quale è derivata la gravidanza gemellare per cui è causa. La M. era, ed è, affetta da talassemia minor, che ne determina l’anemia. In occasione dell’ultimo controllo presso il suo studio professionale la sera del 7 settembre 1993, il Dott. Ci. … dopo l’esame dei feti, uno corrispondente alla trentesima settimana e l’altro alla trentunesima, mentre la gravidanza era giunta alla trentaduesima settimana e stante la riscontrata differenza di peso tra gli stessi, uno dei quali di kg 1,50 e l’altro di kg. 1,00… le consigliò di sottoporsi ad un esame specialistico di flussimetria doppler”. Risulta, altresì, accertato che “il giorno successivo la M. , intorno alle 12,00, ha cominciato ad accusare forti dolori addominali, con contrazioni uterine ad intervalli regolari, delle quali ha riferito telefonicamente, alle 12,30, al predetto Dott. Ci. Questi le ha consigliato di recarsi presso il più vicino ospedale. Di qui la scelta di andare all’ospedale (omissis), dove è giunta alle ore 14,00 circa e dove è stata visitata dal Dott. F. , che ha riscontrato che il cerchiaggio era ben posizionato, prescrivendo un tracciato cardiotocografico, e terapia farmacologica cortisonica e tocolitica. Il Dott. F. ha cessato il turno alle 14.30 circa. La terapia è stata proseguita dalla Dott. C. , giunta in servizio nel turno successivo a quello del Dott. F. La predetta ha, inoltre, sottoposto la M. a tracciato cardiotocografico (con apparecchio non di ultima generazione e, quindi, non in grado di verificare contemporaneamente due feti), dalle ore 15,23 alle ore 15,58 e, inoltre, prescritto alla paziente assoluto riposo a letto. Intorno alle ore 19,00, in presenza di forti e dolorose contrazioni uterine, il primario, Dott. R., nel frattempo sopraggiunto, ha eseguito un esame ecografico, in sala operatoria, praticandole, dopo circa novanta minuti, il taglio cesareo, da cui è nata, alla ore 20,30 circa, la piccola M., nonché un secondo feto morto. Risulta, altresì, che subito dopo la nascita M. ha subito una crisi di ipossia prolungata, superata a seguito di intervento di rianimazione, con massaggio cardiaco, ossigenoterapia e cortisone. La neonata è stata trasferita in autoambulanza… all’ospedale Aiuto Materno di (…), Divisione di neonatologia e terapia intensiva. Ivi è giunta poco dopo le ore 2.00 del giorno (…). Durante il viaggio ha subito altre due crisi di ipossia, di cui una con arresto cardiaco, risolto con massaggio cardiaco e stimolazione. Dal contenuto della cartella clinica redatta dai medici della divisione di neonatologia e terapia intensiva dell’ospedale Aiuto Materno di (…) si evince che la causa della grave encefalopatia della minore è stata individuata nelle crisi ipossiche subite dopo la nascita, a loro volta causate da deficit da surfactante, o malattia da distress (o delle membrane ialine)”. Ciò premesso la Suprema Corte chiarisce che la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale dei danni patiti dal paziente: a) per fatto proprio, ex art. 1218 c.c., ove tali danni siano dipesi dall’inadeguatezza della struttura; b) per fatto altrui, ex art. 1228 c.c., ove siano dipesi dalla colpa dei sanitari di cui essa si avvale. La responsabilità contrattuale della casa di cura non
Riabilitazione in Fibromialgia, più esercizio attivo. Intervista alla dott.ssa Leo

Avere la Fibromialgia non vuol dire necessariamente essere depressi. Depressione e fibromialgia rappresentano un rapporto, spesso inesistente, al quale si giunge con una punta di eccessiva sintesi
Endoscopia potenziata all’Ospedale di Mirandola: via agli esami in sedazione profonda

Conclusi gli interventi di adeguamento impiantistico, il Servizio di endoscopia digestiva ritorna alla piena operatività: indagini più sicure e meno impattanti per i cittadini Dal 17 aprile, con la conclusione dei lavori di adeguamento tecnico, a Mirandola è possibile eseguire leindagini endoscopiche – con particolare riferimento a gastroscopie e colonscopie – anche con la tecnica della sedazione profonda. Si sono conclusi infatti in quella data gli interventi sugli impianti e le infrastrutture che consentono al Servizio di endoscopia digestiva e bronchiale dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola di potenziare la propria attività a servizio dei cittadini del Distretto. La tecnica di sedazione profonda consente il contenimento dei disagi correlati all’esame e dà la possibilità a tutti i pazienti (in assenza di controindicazioni) di effettuare leindagini endoscopiche in piena sicurezza e senza dolore, grazie anche alla sorveglianza post esame “dedicata” da parte del personale infermieristico assegnato alla cosiddetta “recovery room”, la sala attrezzata per il monitoraggio del paziente dopo l’esame endoscopico. La sedazione, oltre ad essere una procedura sicura, rende più agevole l’eventuale esecuzione di prestazioni di endoscopia interventiva, come la rimozione di piccoli polipi. Nel corso degli ultimi anni, l’attività del Servizio di Endoscopia Digestiva di Mirandola diretto dal dottor Mauro Manno ha registrato un sostanziale e progressivo incremento: dalle circa 1.700 indagini endoscopiche eseguite nel 2012 si è arrivati alle 2.250 del 2018, di cui circa 250 colonscopie di screening nell’ambito del programma regionale di prevenzione dei tumori del colon retto. Il servizio è rivolto ai cittadini del territorio così come ai pazienti ricoverati ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 15 e il giovedì pomeriggio per le sedute dedicate allo screening. Le prenotazioni avvengono tramite Punto unico di prenotazione e assistenza di base (CUP), mentre per lo screening dei tumori del colon retto la prenotazione è a cura del servizio di endoscopia, in accordo con il Centro di screening provinciale. La nuova sede è raggiungibile dall’ingresso 2, seguendo le indicazioni per l’Area Diurna Polispecialistica al primo piano.
Centro ISI ASL Vercelli: Continuità dell’assistenza con il supporto di altre aziende sanitarie

Asl Vercelli a lavoro per ripristinare le attività In relazione alle informazioni diffuse in queste ore sul centro ISI (Centro Informazione salute immigrati) come Asl Vercelli precisiamo il ruolo e le competenze attribuite a tale realtà che nasce per garantire ai cittadini extracomounitari senza permesso di soggiorno (ovvero stranieri temporaneamente presenti) l’assistenza sanitaria di base. Rassicuriamo, inoltre, la popolazione che non vi sono rischi di contagio; le prestazioni rese all’interno dei centri ISI sono quelle che di solito sono garantite dal medico di medicina generale: visite ambulatoriali, prescrizioni di medicine ed esami diagnostici, consegna di materiale protesico. Inoltre per qualsiasi urgenza gli stranieri interessati possono come sempre rivolgersi ai nostri punti di pronto soccorso. Come Asl Vercelli siamo consapevoli dell’importanza e del ruolo fondamentale svolto da tale centro verso una categoria estremamente debole di persone. La sospensione delle attività è momentanea ed è nostro impegno favorirne al più presto la riapertura. In passato abbiamo sempre collaborato in rete con gli altri centri ISI del quadrante, fornendo loro il nostro supporto nei momenti di necessità in cui vi è stata carenza di personale. Nella circostanza attuale – dovuta a carenze di personale medico distrettuale – abbiamo chiesto la collaborazione dei centri ISI delle Asl di Biella, Torino 4, Novara e Alessandria. In questo modo, in attesa di ripristinare le attività, i cittadini extracomunitari avranno comunque un punto di riferimento a cui rivolgersi per avere assistenza
Reumatologia: a Messina il 26 e 27 Aprile il 4° congresso regionale del CReI Sicilia

I reumatologi siciliani tornano a riunirsi a Messina attraverso il 4° Congresso regionale “CReI Sicilia 2019”. Con la responsabilità scientifica del dott. Aldo Molica Colella e l’organizzazione di AV Eventi e Formazione, la due giorni congressuale si preannuncia come un grande evento scientifico fatto di novità e conferme. Appuntamento il 26 aprile, con inizio alle 14.00, e il 27 aprile, con inizio alle 8.00, nell’aula multimediale dell’ospedale Papardo di Messina. Resta saldo l’obiettivo primario che prevede un aggiornamento sui problemi della pratica clinica quotidiana del reumatologo, ma si spazierà anche sulle novità terapeutiche con l’impiego delle small molecules e si discuterà delle interazioni – ormai imprescindibili – tra oncologia e alcune malattie reumatiche. Il Congresso vedrà coinvolti attivamente, oltre allo specialista reumatologo, le altre figure impegnate quotidianamente nella cura delle malattie reumatiche. Il corso sarà articolato in varie sessioni: saranno affrontati argomenti ad ampio spettro quali farmaci biologici, biosimilari, LES, sclerodermia, dolore, fibromialgia, artrite reumatoide, spondiloartriti, osteoporosi, artrosi ed artropatie microcristalline. Saranno presenti anche i pazienti, con uno spazio loro dedicato per discutere delle problematiche che si sviluppano su un piano prettamente pratico. Una sessione sarà dedicata all’integrazione Ospedale-Territorio, con il coinvolgimento dei medici di Medicina Generale, dei pediatri e degli specialisti ambulatoriali. Grazie al confronto emerso nel corso dello svolgimento delle precedenti edizioni, il Congresso CReI, ha contributo in modo sostanziale ad orientare scelte che hanno migliorato l’offerta sanitaria in favore dei pazienti. Il 4° Congresso CReI Sicilia si preannuncia già come una efficace occasione di confronto con le altre figure specialistiche e saranno affrontati anche temi riguardanti il futuro della Reumatologia in Sicilia ed in Italia.
Infertilità maschile e ipertrofia prostatica benigna, cura con nutraceutica. Intervista al dott. Giammusso

L’efficacia terapeutica dei nutraceutici e della medicina complementare nelle patologie urologiche. Ne abbiamo parlato con il prof. Bruno Giammusso
Concorso per 70 posti di collaboratore professionale sanitario infermiere, categoria D, a tempo indeterminato Azienda Zero di Padova

(Scad. 2 maggio 2019) Rendo noto che e’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per collaboratore professionale sanitario infermiere, categoria D. Il concorso viene svolto da Azienda Zero unitariamente, ai soli fini procedurali, ma con riferimento alle singole Aziende sanitarie interessate, di seguito indicate: Ulss n. 3 Serenissima: venti posti; Ulss n. 4 Veneto Orientale: cinque posti; Ulss n. 9 Scaligera: dieci posti; Azienda ospedaliera di Padova: diciassette posti; Istituto Oncologico Veneto: diciotto posti. Il termine di presentazione delle domande, che dovranno essere prodotte esclusivamente tramite procedura telematica, scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami». Il testo integrale del bando, con l’indicazione dei requisiti e delle modalita’ di partecipazione al concorso e’ pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto – sezione concorsi del 15 marzo 2019. E’ possibile avere copia del bando consultando il sito www.azero.veneto.it alla sezione «Amministrazione Trasparente – Bandi di concorso». Per ulteriori informazioni telefoniche rivolgersi alla U.O.C. Gestione risorse umane – ufficio programmazione delle risorse e procedure selettive di Azienda Zero, tel. 049/877.8312-8311-8314 il lunedi’ ed il giovedi’ dalle ore 10,00 alle ore 12,00.