Al via l’attività nel Pronto soccorso temporaneo

Ospedale di Pavullo: verso il nuovo PS Arredi e materiali trasferiti nei locali accanto all’ingresso principale. L’avvio delle attività consentirà l’inizio dei lavori del nuovo Ps Si sono concluse le opere necessarie per allestire il Pronto soccorso temporaneo dell’Ospedale di Pavullo, propedeutico alla realizzazione del nuovo Ps. Da lunedì 8 luglio ha avuto inizio il trasferimento di materiali e attrezzature dall’attuale sede ai locali del Ps temporaneo; le operazioni si concluderanno con il trasloco degli arredi e, infine, degli ambulatori, con l’obiettivo di avviare le attività il 16 di luglio. Il Pronto soccorso temporaneo, collocato sul lato est dell’ingresso principale, potrà contare su spazi riqualificati, dotati di maggiore comfort. L’accesso dei mezzi di emergenza-urgenza avverrà da via Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, che diventa a senso unico per garantire la sicurezza delle attività degli operatori del soccorso e dell’accesso dell’utenza dall’ingresso principale. Con l’avvio delle attività cliniche nei locali appena rinnovati, sarà possibile iniziare i lavori di realizzazione del nuovo Pronto soccorso dell’Ospedale di Pavullo, strutturalmente e tecnologicamente avanzato e ampliato rispetto alla sede oggi in funzione. I due interventi si innestano nell’ambito di una più ampia riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza dell’Ospedale di Pavullo. L’investimento complessivo, del valore di 2 milioni e 800mila euro (più 400mila euro aggiuntivi per arredi e attrezzature), comprende la creazione di un nuovo PS con nuovi percorsi, nuovi spazi e l’adeguamento alle normative su sicurezza ed impianti: razionalizzando e riorganizzando i diversi ambienti sarà possibile migliorare i percorsi d’accesso e presa in carico-gestione degli utenti, e promuovere, nelle nuove aree di cura, percorsi clinico-assistenziali innovativi.
Taglio cesareo, i papà possono stare in sala operatoria

Alla Gruccia prende sempre più piede questa opportunità. Molto apprezzata anche la vasca nativa MONTEVARCHI – Un babbo che assiste al parto gemellare della moglie con taglio cesareo. E’ quanto accaduto nei giorni scorsi all’ospedale di Montevarchi, dove da alcuni mesi è possibile, appunto, che il babbo sia presente in sala operatoria per stare accanto alla moglie. Una opportunità in più offerta dal presidio valdarnese e che trova numerosi consensi, tanto che su 18 casi, solo 1 ha rifiutato di restare in sala. “In sala operatoria può essere presente il babbo o comunque una persona di fiducia indicata dalla donna che deve partorire – spiega Luca Tafi, direttore della Pediatria – Non è un’opportunità così scontata perché gli spazi e i margini di manovra devono essere ben assegnati e organizzati. La presenza del babbo non deve essere di intralcio agli operatori. Anche questa iniziativa rientra tra quelle che stiamo portando avanti in favore dell’umanizzazione delle cure, per rendere l’ospedale sempre più ‘friendly’, anche e soprattutto per donne e bambini”. Durante l’intervento, il babbo, o la persona di fiducia scelta dalla partoriente rimane alla testa della mamma e non vede nulla di quello che accade dietro l’apposito telo. Un presenza importante, che può dare tranquillità alle donne e regalare emozioni ai futuri babbi. L’ospedale della Gruccia è particolarmente impegnato sul fronte della nascita “fisiologica”. Proprio su questa linea si pone anche l’utilizzo della vasca nativa. Quella nuova, inaugurata lo scorso marzo, ha già registrato 24 parti su 104, quindi il 23%.
La Breast Unit dell’Azienda USL ottiene la certificazione EUSOMA. Solo 20 in Italia le strutture che rispondono agli alti standard europei

Un riconoscimento del massimo organismo scientifico europeo attribuito dopo severe valutazioni qualifica ulteriormente l’attività della Breast Unit del Ramazzini di Carpi È giunta nei giorni scorsi la notizia del riconoscimento, alla Breast Unit dell’Azienda USL di Modena con sede all’Ospedale Ramazzini di Carpi, della certificazione dell’European Society of Breast Cancer Specialists (EUSOMA), il più alto organismo scientifico europeo che si occupa del tumore al seno. Un’analisi stringente dell’attività della struttura diretta dalla dottoressa Maria Grazia Lazzaretti, durata ben due giorni e che ha riguardato l’organizzazione, la casistica e le competenze dei professionisti, alla presenza di un team di valutatori altamente specializzati provenienti da tutta Europa. Il risultato positivo inserisce ora la Breast Unit dell’Azienda USL tra le 20 strutture in Italia in possesso della certificazione EUSOMA. Un riconoscimento molto importante – seguito passo dopo passo per un periodo di 2 anni dalla dottoressa Katia Cagossi come Clinical director – che certifica l’esistenza dei requisiti essenziali relativi all’adozione di precise linee guida per la diagnosi e il trattamento del tumore al seno a tutti gli stadi e per la riabilitazione psicofisica della paziente, assicurando l’appropriatezza dei percorsi diagnostici, terapeutici, chirurgici, a partire dalle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche. I criteri severamente valutati sono molteplici: dal numero di casi trattati ogni anno alla garanzia della presenza di un team multidisciplinare specializzato nella patologia mammaria che discute collegialmente i casi, dalla tempestività della diagnosi alla condivisione delle scelte terapeutiche con la paziente per una partecipazione informata al percorso di cura. La visita della Commissione a Carpi si è svolta a gennaio: due giornate intense, di verifica scrupolosa e dettagliata di dati, strutture, procedure e modalità operative coinvolte nel percorso senologico. La Breast Unit dell’Azienda USL di Modena garantisce l’assistenza sulla Provincia di Modena, insistendo particolarmente sull’area Nord. L’accesso al percorso multidisciplinare avviene secondo quattro modalità: da screening (programma provinciale di AUSL Modena); da mammografia clinica (Radiologia di Carpi, Mirandola, Ambulatori privati accreditati dell’area Nord); da Consultorio; con invio al percorso da parte del Medico di medicina generale tramite il contatto diretto con un membro del team. I casi vengono ridiscussi ed eventualmente rivalutati dalla Radiologia di Carpi, di cui per la parte senologica è referente dottoressa Meri Leporati, che si occupa di eseguire anche gli accertamenti diagnostici ritenuti necessari. Non è la donna a dover contattare i diversi professionisti: tutto avviene all’interno del Centro di senologia, in strutture integrate dal punto di vista funzionale. Il Core team multidisciplinare vede la presenza di Radiologo, Patologo, Chirurgo, Radioterapista, Oncologo; l’Extended team accoglie altre figure cliniche quali Medico nucleare, Chirurgo plastico, Fisiatra, Genetista, Psico-oncologo, Ginecologo con esperienza in preservazione della fertilità, Palliativista; ancora, un Data manager e un Nutrizionista a completare il percorso, e tutto il personale infermieristico e di sala operatoria, per un’assistenza globale dove la connessione fra le varie fasi è guidata dal Case Manager secondo una logica di personalizzazione dell’intero iter. Prevenzione e screening, approfondimento diagnostico, terapia, follow up e riabilitazione: nella Breast Unit l’assistenza è costruita intorno alla donna, che viene presa per mano per affrontare il carcinoma mammario attraverso un approccio che offre le maggiori chances di guarigione. La visita della Commissione Sotto la lente sono finiti i protocolli e le diverse figure professionali che intervengono nei casi di tumore al seno: dell’attività di ciascuno è stata verificata l’aderenza a precisi standard, al fine di misurare con l’utilizzo di una serie di indicatori la qualità dall’assistenza. Ad esempio, l’utilizzo di un database per la raccolta dei dati e il controllo di qualità con un data manager dedicato e sempre a disposizione, l’organizzazione di audit periodici di valutazione e la collaborazione a progetti di ricerca favorendo la partecipazione delle pazienti. Ancora, la Breast Unit deve assicurare la presa in carico delle donne ad alto rischio genetico/familiare e promuovere la prevenzione primaria per ridurre i fattori di rischio del tumore al seno, con attività di educazione sui corretti stili di vita. È stato verificato anche il livello di coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Dopo le verifiche formali sui documenti, un momento interattivo condotto in inglese ha consentito ai valutatori di verificare sul campo la presa in carico, la presenza di professionisti dedicati al trattamento della neoplasia mammaria e le modalità di svolgimento dell’incontro multidiscliplinare di discussione dei casi. Le raccomandazioni sui requisiti che dovrebbe avere un Centro di Senologia (“The requirements of a specialist Breast Unit”) sono stati pubblicati nel 2000 dalla European Society of Breast Cancer Specialists (Eusoma). Ripresi anche dal Parlamento Europeo (Risoluzione sul Cancro al Seno nell’Unione Europea 2002/2279 INI del 5/06/2003), sono stati poi condivisi anche in Italia dalla Conferenza Stato-Regioni. L’elenco di questi standard è stato stabilito sulla base di una lunga esperienza condivisa a livello europeo e viene riaggiornato periodicamente. L’iter di certificazione ha una validità di tre anni, dopo i quali può essere rinnovato. I dati All’interno della Breast Unit si eseguono ogni anno dai 250 ai 350 interventi di Chirurgia oncologica. Nel 2018 sono stati effettuati 250 interventi per neoplasia maligna, con un aumento di attività del 45% rispetto al 2017, quando erano 173. In particolare tra questi sono aumentati (+50%) gli interventi programmati, passati da 157 a 235, eseguiti al 98% nei tempi previsti per la classe di priorità (entro 30 giorni). In quasi 10 anni di attività sono state prese in carico e curate circa 3000 donne con tumore al seno, il 70% delle quali provenienti dai Distretti di Carpi e Mirandola. In provincia di Modena, nell’ultimo biennio di riferimento per lo screening (2016-2017), ha aderito allo screening per il tumore alla mammella il 73% delle invitate (circa 91mila donne tra i 45 e i 74 anni); sono state richiamate per approfondimenti 3512 donne (3,8%) su tutto il territorio provinciale. A questo link è possibile rivedere il video proiettato all’inizio della conferenza stampa, realizzato in occasione del riconoscimento della Breast Unit di Carpi all’interno della Rete dei Centri di senologia dell’Emilia-Romagna (DGR 345/2018). LE DICHIARAZIONI Obiettivo raggiunto su qualità e appropriatezza dell’assistenza alle donne con patologia oncologica mammaria. Un riconoscimento dell’impegno di questi anni che non verrà meno “Non posso che esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto che ha richiesto un notevole impegno per
La Psichiatria aretina ha il nuovo direttore

Importante incarico per Michele Travi. La delibera è stata firmata due giorni fa da D’Urso AREZZO – E’ Michele Travi il nuovo direttore della UOC (Unità Operativa Complessa) di Psichiatria per la provincia di Arezzo. La delibera di conferimento dell’incarico è stata firmata nei giorni scorsi dal direttore generale della Asl Toscana sud est Antonio D’Urso. Travi è infatti risultato primo tra gli idonei nella selezione effettuata da Estar. Si ricompone così un altro tassello in merito alle nomine dei direttori. Negli ultimi mesi sono stati nominati Ciro Sommella per la Ginecologia, Paolo Conti per la Nefrologia e Marco De Prizio per la Chirurgia. “Sono consapevole dell’importanza di questa nomina e ben determinato a mantenere e migliorare il Servizio di Salute Mentale di Arezzo, che ha una tradizione di innovazione e attenzione ai problemi della salute mentale –spiega Travi – Mi è chiaro che dobbiamo operare dei cambiamenti in una società in continua evoluzione e con bisogni nuovi e diversi. Sono alla guida di una equipe che si è formata ed è cresciuta negli anni, con cui poter affrontare le nuove sfide. Ringrazio la Direzione Aziendale per la fiducia e per l’opportunità di far crescere il Servizio Pubblico in un campo così delicato ma fondamentale per la salute dei nostri concittadini”. Travi, classe 1956, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Brescia, si è specializzato in Psichiatria all’Università di Firenze.Nel 1989 ha iniziato a lavorare nella ex Usl 8 e dal luglio 2018 è responsabile dell’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti per la Zona Arezzo/Casentino/Valtiberina. Ha svolto anche attività didattica nelle scuole di formazione per il personale sanitario ed ha numerose pubblicazioni scientifiche. Con l’occasione l’Azienda, oltre ad augurare un proficuo lavoro a Travi, ringrazia il precedente direttore, Giampiero Cesari, per l’importante contributo dato nei suoi tanti anni di servizio.
AO dei colli – Napoli

Concorso (Scad. 14 luglio 2019) 8 posti di collaboratore, amministrativo professionale, categoria D, a tempo indeterminato. Si rende noto che, in esecuzione della deliberazione n.170 del 21 marzo 2019, è stato indetto, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 220/2001 recante la disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del SSN, concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento con rapporto di lavoro a tempo indeterminato di otto unità di personale di comparto con profilo professionale di collaboratore, amministrativo professionale, categoria D. Le domande di ammissione all’espletamento della succitata procedura concorsuale, unitamente alla documentazione ad essa allegata, dovranno pervenire all’attenzione del commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera specialistica «Ospedali dei Colli» – via L. Bianchi snc, cap. 80131 Napoli, solo ed esclusivamente, pena l’esclusione, tramite procedura telematica, presente nel sito https://ospedalideicolli.iscrizioneconcorsi.it secondo le modalità indicate nel bando integrale relativo al concorso de quo pubblicato nel B.U.R.C. n. 24 del 6 maggio 2019. La procedura informatica per la presentazione delle domande sarà attiva a partire dal giorno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del presente avviso e verrà automaticamente disattivata alle ore 24,00 del trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – con la precisazione che, qualora tale giorno di scadenza sia festivo, il termine sarà prorogato al primo giorno immediatamente successivo non festivo. Il termine di cui sopra e’ perentorio. Saranno esclusi dal concorso i candidati le cui domande non siano state inviate secondo le modalità innanzi indicate. Si ribadisce altresì che i testi integrali dei bandi relativi alle suddette procedure, disciplinanti i requisiti generali e specifici di ammissione nonché le modalità ed i termini di partecipazione, sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n risorse utili.24 del 6 maggio 2019. Per ulteriori informazioni i candidati potranno rivolgersi all’ufficio procedure concorsuali presso il servizio gestione risorse umane dell’Azienda ospedaliera dei Colli – via L.Bianchi – 80131 Napoli – anche telefonicamente alle utenze 081.7062813 e 081.7062805 nei giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00.
AO di rilievo nazionale «santobono-pausilipon» di napoli

Concorso (Scad. 14 luglio 2019) 40 posti di operatore socio sanitario, categoria BS. In esecuzione della deliberazione n. 174 del 9 aprile 2019 e’ stato indetto il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, in osservanza delle norme previste dal decreto del Presidente della Repubblica n.220/2001, per la copertura di quaranta posti di operatore socio sanitario, categoria BS. Il termine fissato per la presentazione della domanda e dei documenti scade il trentesimo giorno successivo a quello della data di pubblicazione del presente estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami». Qualora detto giorno sia festivo il termine e’ prorogato al primo giorno successivo non festivo. Il testo integrale del bando, con l’indicazione dei requisiti e della modalita’ di partecipazione all’avviso in questione, e’ pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 26 del 13 maggio 2019 e verra’ pubblicato sul sito web aziendale www.santobonopausilipon.it nella sezione «bandi di concorso». Per ulteriori informazioni relative al bando gli interessati potranno rivolgersi alla U.O.C. Gestione risorse umane dell’A.O. Santobono – Pausilipon (tel. 081 2205303 – 5276 – 5281).
Concorso AOU OSPEDALI RIUNITI DI FOGGIA

4 posti di dirigente medico, disciplina di neurochirurgia, a tempo indeterminato (Scad. 14 luglio 2019) Si rende noto che in esecuzione della deliberazione del direttore generale n. 247 del 9 maggio 2019, e’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura, a tempo indeterminato, di quattro posti di dirigente medico nella disciplina di neurochirurgia. Il testo integrale del bando, con l’indicazione dei requisiti e delle modalità’ di partecipazione alla pubblica selezione, e’ pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 52 del 16 maggio 2019. Le domande di partecipazione devono essere inviate entro e non oltre il termine perentorio di giorni trenta, decorrenti dal giorno successivo a quello della pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami». Qualora il termine di scadenza dovesse coincidere con un giorno festivo, lo stesso e’ prorogato al primo giorno successivo non festivo. Per ulteriori informazioni gli interessati potranno rivolgersi all’Area per le politiche del personale – U.O. concorsi ed assunzioni dell’Azienda ospedaliero universitaria «Ospedali Riuniti», viale Pinto – 71100 Foggia – dalle ore 11,30 alle ore 13,30. Responsabile del procedimento sig. Luigi Granieri, assistente amministrativo, tel. 0881/733705 – 732400 fax 0881/732390.
Terapia nella riacutizzazione della BPCO, intervista al dott. Tolisano

Quali sono le terapie contro la riacutizzazione della BPCO? Ne abbiamo parlato con il dott. Angelo Tolisano, Pneumologo presso U.O. di Pneumologia Territoriale dell’ASP di Cosenza
Il primo giorno in Azienda non si dimentica

Il benvenuto del direttore generale Antonio D’Urso ai neoassunti “Ogni nuovo arrivato è il benvenuto. Il primo giorno di un nuovo lavoro non si dimentica. L’accoglienza dei propri collaboratori che muovono i primi passi in un ambiente di lavoro sconosciuto è un momento importante, che richiede cura, attenzione, rispetto per le persone che faranno parte della tua squadra”. È con queste parole che il direttore generale dell’Ausl Toscana sud est Antonio D’Urso ha accolto il 10 luglio, nei locali del centro direzionale di Siena, tre nuovi dipendenti durante la firma del loro contratto a tempo indeterminato. “E’ fondamentale incontrare le persone che lavoreranno insieme a te nel raggiungimento dei medesimi obiettivi. E’ un passaggio importante che dà sostanza alla qualità della relazione e valorizza i rapporti umani – ha aggiunto il direttore generale D’Urso, alla guida di un’Azienda di circa 12 mila dipendenti, convenzionati compresi, distribuiti su tre territori provinciali -. I nostri operatori sono persone con le quali dobbiamo condividere progettualità, onestà intellettuale e voglia di fare”. Oggi, dunque, a inaugurare questa nuova modalità di accoglienza dei neoassunti, che puntualmente si ripeterà ogni mese, sono stati due giovani tecnici di radiologia Elisa Consumi che andrà a lavorare nell’ospedale “San Donato” di Arezzo e Lorenzo Billi, al primo impiego stabile a Massa Marittima. Fabrizia Casamatta, proveniente dal Comune di Grosseto prenderà servizio, invece, come coadiutore amministrativo. Insieme ad altri 5 tecnici di radiologia (4 assegnati ad Arezzo e 1 a Grosseto) e 3 tecnici di laboratorio (a Grosseto), prenderanno servizio stabilmente il 16 luglio prossimo. Durante l’incontro, che ha preceduto la firma dei rispettivi contratti alla presenza del direttore del dipartimento delle Risorse umane Dario Rosini, il direttore generale ha illustrato la storia dell’Azienda e la sua organizzazione ed espresso vicinanza ai nuovi collaboratori augurando loro un proficuo percorso di crescita personale e realizzazione nel lavoro.
La Usl sud est ha una “Medicina di Laboratorio” di qualità

La certificazione ottenuta coinvolge tutti i 12 laboratori dell’Azienda. Il plauso del direttore generale. Laboratori di Qualità in tutta la Asl Toscana sud est. Nei giorni scorsi, tutti i 12 Laboratori hanno ottenuto la certificazione di Qualità per la ISO 9001-2015. Il percorso di certificazione è volontario, il rilascio del certificato non conclude l’iter di valutazione ma, nel caso dell’Area Funzionale di Medicina di Laboratorio, rappresenta l’inizio di un percorso che ha, come obiettivo, la soddisfazione del paziente nei percorsi clinici, assicurandone il controllo e la qualità. “In questo modo il Laboratorio – spiega il direttore Agostino Ognibene – mette in atto una gestione che tende al miglioramento continuo, con prestazioni innovative e sempre più efficaci, per garantire un’elevata qualità di cura. Attraverso questa certificazione, perseguiremo gli obiettivi prefissati nelle politiche per la qualità, mediante la realizzazione di un menù di prestazioni aggiornato e adeguato alla domanda; il mantenimento della qualità analitica; tempi di risposta congrui con le necessità cliniche; l’organizzazione interna efficiente che massimizzi il rapporto qualità/costo; formazione e aggiornamento continuo degli operatori; utilizzo di una strumentazione costantemente adeguata ai volumi di attività e ai processi tecnologici, adottando i più elevati livelli di automazione e di informatizzazione; il monitoraggio continuo del processo attraverso opportuni indicatori e iniziative di formazione del personale; la partecipazione a verifiche esterne nazionali ed internazionali; l’attività didattica nell’ambito dei Corsi di Laurea e Specializzazione dell’Università degli Studi di Siena”. Tutti i professionisti dei laboratori hanno partecipato con entusiasmo a questa sfida, definendo un modello organizzativo innovativo che prevede una condivisione in rete delle procedure, uniformi per tutta l’Area Vasta. In una realtà complessa come quella della Sud Est, e un servizio altrettanto complesso come quello del Laboratorio, questo modello permetterà la continuità organizzativa del Sistema Gestione Qualità e quindi una crescita uniforme e continua del servizio al paziente. “Questi risultati si raggiungono grazie all’impegno e all’elevata professionalità di tutti gli operatori che sono stati capaci di valorizzare il lavoro d’equípe in una organizzazione efficiente ed efficace – sottolinea il direttore generale Antonio D’Urso – A loro va il nostro ringraziamento. Il percorso intrapreso è culturale, ancor prima che organizzativo. E come tutti i processi culturali avrà ancora bisogno di tempo, ma l’ottenimento della Certificazione dà al team quella maggior consapevolezza sulle proprie potenzialità utile ad alimentare, sempre di più, la spinta al miglioramento continuo che è alla base della Qualità”.