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Redazione, Autore presso Medicalive - Pagina 56 di 174

Medicalive

ASL at “aaa: dall’accoglienza all’ascolto”

Bando 2019 Servizio Civile Volontario

E’ stato approvato, nell’ambito del  Bando 2019  Servizio Civile Volontario,  il  progetto di questa Asl “A.A.A.: dall’ACCOGLIENZA all’ASCOLTO“, che prevede la possibilità di avvio al mondo del lavoro per otto ragazzi che saranno inseriti nell’Azienda con competenze relazionali e di front-office. Nel particolare, le collocazioni saranno così indirizzate: quattro inserimenti presso il Pronto Soccorso, tre presso Accoglienza e Centralino, uno presso L’Ufficio Relazioni con il Pubblico. Chi fosse interessato può richiedere informazioni all’Ufficio Servizio Civile del Comune di Asti contattando il numero 0141/399423 o prendendo visione del bando. Possono fare domanda tutti i giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda (28 anni e 364 giorni). La scadenza per la presentazione delle domande è fissata improrogabilmente alle ore 14:00 del 10 ottobre 2019. Si allega il link del comune presso cui scaricare la modulistica: http://trasparenza.comune.asti.it/archivio16_procedimenti_0_24020_22_1.html

Ospedale di Argenta: dal 16 settembre riprende l’attività ortopedica

Attività ortopedica Ospedale di Argenta

La collaborazione di Azienda USL ed Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara ha permesso di unire le risorse presenti sul territorio provinciale di specialisti ortopedici e anestesisti e riprendere l’attività ortopedica all’Ospedale di Argenta, nonostante le difficoltà crescenti di reclutamento del personale specialista L’impegno preso ad inizio luglio dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il quale aveva assicurato che l’Ortopedia, dopo la pausa estiva, avrebbe regolarmente ripreso la propria attività, è stato mantenuto. Ed è quanto avverrà a partire dal prossimo 16 settembre, con la ripresa dell’attività chirurgica ortopedica per 3 giorni la settimana. Potranno essere operati i pazienti presenti nella lista d’attesa ortopedica di Argenta ma anche provenienti dalla lista dell’Azienda Ospedaliera. I pazienti operati verranno assistiti presso il reparto di ortopedia dello stesso ospedale che per tutti i mesi estivi ha continuato a ricoverare e ricevere pazienti operati presso le altre sedi provinciali, in fase di convalescenza. Questa attività si aggiungerà all’attività ortopedica che è sempre stata svolta e mantenuta ad Argenta: consulenza specialistica per i pazienti che accedevano al pronto soccorso, attività di sala gessi (applicazione/ rimozione gessi, ecc.), continuità assistenziale specialistica per le urgenze differibili, consulenza per i ricoverati negli altri reparti dell’Ospedale, attività ambulatoriale prenotabile a CUP ed in continuità assistenziale per i controlli programmati dagli specialisti stessi. Gli specialisti erano presenti, infatti, per 40 ore a disposizione delle urgenze di pronto soccorso e della sala gessi e per oltre 20 ore per l’attività ambulatoriale. L’organizzazione dell’attività, così come da progettualità AUSL, sarà garantita dal Primario  che opererà su indicazione della Direzione Sanitaria dell’AUSL. L’attività ortopedica di Argenta sarà collegata ed integrata con quella svolta nelle altre 3 sedi provinciali. Resterà in vigore il protocollo interaziendale provinciale che prevede la centralizzazione all’Azienda ospedaliero-Universitaria della traumatologia maggiore.

AOU «policlinico – Vittorio Emanuele» di Catania

policlinico - Vittorio Emanuele» di Catania

Revoca parziale del bando relativo alla stabilizzazione del personale del comparto sanità Avviso (Scad. 22 settembre 2019) Si rende noto che con deliberazione n. 1136 del 2 luglio 2019 esecutiva, è stata modificata parzialmente la deliberazione n.  497 del 20 marzo 2019 ed il relativo bando collegato, pubblicato, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – n.  29 del 12 aprile 2019, revocando esclusivamente la procedura concorsuale riservata per la stabilizzazione di personale del comparto in possesso dei requisiti previsti dall’art. 20, comma 2, del decreto legislativo n.  75/2017 per   una   unità   di   collaboratore   professionale    sanitario, fisioterapista, categoria D.      Il presente avviso di revoca sarà, altresì, pubblicato sul sito internet istituzionale dell’azienda.  Per eventuali   informazioni rivolgersi   al   settore   risorse   umane   dell’azienda    e-mail: a.moschella@ao-ve.it – bongiorno@policlinico.unict.it – santangelo@policlinico.unict.it

Concorso università del Piemonte orientale di Vercelli

Concorso

Scad. 22 settembre 2019 2 posti di ricercatore a tempo determinato e pieno in varie qualifiche, presso il Dipartimento di scienze del farmaco. Si comunica che l’Universita’ del Piemonte  Orientale,  con  d.r. rep. n. 1048/2019 del 22 luglio 2019 ha indetto, ai  sensi  dell’art. 24, comma 3, lettera b) della legge n. 240/2010, le  sotto  descritte procedure selettive per la copertura  di  complessivi  due  posti  di ricercatore a tempo determinato, con regime di impegno a tempo pieno: un posto, Dipartimento (sede) di scienze del farmaco –  Novara, settore concorsuale 05/A1 –  Botanica, settore scientifico-disciplinare BIO/15 – Biologia farmaceutica; un posto, Dipartimento (sede) di scienze del farmaco –  Novara, settore  concorsuale  05/F1 – Biologia applicata, settore scientifico-disciplinare BIO/13 – Biologia applicata. Il bando integrale, con allegato modello di domanda, è consultabile all’albo e sul sito web dell’Ateneo https://www.uniupo.it/alta-formazione-aziende-lavoro/concorsi/. L’avviso di pubblicazione è disponibile sul sito  web  del Ministero  dell’istruzione, dell’università’ e della ricerca al seguente indirizzo http://bandi.miur.it e sul sito web dell’Unione europea http://ec.europa.eu/euraxess. Il termine per la presentazione delle domande, con le modalita’ indicate nel bando, è di trenta giorni  decorrenti  dal  giorno successivo a quello della pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª  Serie speciale «Concorsi ed esami». Il responsabile del procedimento è il dott. Paolo Pasquini, dirigente della divisione risorse. Per ulteriori informazioni contattare il settore risorse umane, reclutamento e concorsi, tel. 0161/261535-587, e-mail concorsi@uniupo.it

Solidarietà, con Fisiopiù a Terlizzi diagnosi gratuite per le persone bisognose

Solidarietà Fisio più

Sulla scorta del “caffè sospeso”, saranno offerte dal Poliambulatorio Fisiopiù ai casi segnalati dalla Caritas Diocesana. Gaetano Minutillo: è il piccolo, ma speriamo significativo contributo offerto dal nostro presidio di salute Prestazioni diagnostiche gratuite per le persone bisognose su segnalazione da parte della Caritas Diocesana, grazie ad un grande slancio di solidarietà, che vede coinvolto il poliambulatorio medico riabilitativo Fisiopiù di Terlizzi. L’iniziativa, molto simile nella realizzazione al noto “caffè sospeso” napoletano, è stata presentata dal fondatore del poliambulatorio Gaetano Minutillo, durante la cerimonia inaugurale del 13 settembre 2019 e alla presenza di don Roberto De Bartolo, sacerdote della Parrocchia Beata Maria Vergine Immacolata e vicario a Terlizzi del Vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Cornacchia. “Sono felice – ha dichiarato il dott. Minutillo nel suo discorso inaugurale del Centro Fisiopiù – di mettere a disposizione dei meno abbienti questa iniziativa, frutto della solidarietà espressa da tanti amici qui presenti che, sulla scorta della tradizione del caffè sospeso, hanno provveduto al pagamento anticipato delle prestazioni diagnostiche, disponibili – su segnalazione della Caritas Diocesana – per coloro che ne avranno bisogno”. Il centro Fisiopiù voluto proprio dal dott. Gaetano Minutillo e inaugurato nella sede di Via De Crescenzio 4 a Terlizzi a cura di ADV Communication e alla presenza, tra gli altri, del direttore sanitario Marilena Stasi, ha avviato altre iniziative in favore della popolazione locale con l’obiettivo di rendere più “raggiungibili” le prestazioni diagnostiche e sanitarie. Al fine di prevenire la scoliosi nel bambino e nell’adolescente – patologia piuttosto frequente – il centro ha avviato per tutto il mese di settembre lo screening gratuito della schiena per i pazienti di età compresa tra i 9 ed i 15 anni. Non solo. La visita fisiatrica dell’adulto potrà essere prenotata in tempi rapidi al solo costo del ticket. ”Certo – ha aggiunto emozionato il dott. Minutillo – si tratta di una goccia in un mare di necessità, ma ritengo che Fisiopiù, che considero un presidio di salute, debba fare fronte anche a queste emergenze”.  

Usl Umbria 1, arriva in Umbria l’infermiere di famiglia, inizia la formazione

Infermiere di famiglia

Sta arrivando in Umbria, accanto al medico, anche l’infermiere di famiglia per la promozione della salute e il self management delle malattie croniche, per l’assistenza a domicilio e la gestione della continuità assistenziale del percorso tra ospedale e territorio. Per formare questa innovativa figura professionale, che avrà un ruolo chiave all’interno di ogni Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT), la USL Umbria 1 è già scesa in campo avviando un primo training formativo in Piemonte, che è stato finanziato dal Promis, Progetto Mattoni Internazionale Salute per le Buone Pratiche, grazie a un progetto curato dalla referente regionale del Promis Manuela Pioppo. L’obiettivo del progetto, è stato detto durante la presentazione che si è svolta a Villa Umbra il 12 settembre, è accelerare quanto più possibile l’attivazione del servizio in via sperimentale in alcuni distretti per poi estenderlo a tutto il territorio. La formazione sul campo, in una delle pochissime realtà italiane dove il servizio è già attivo, è stata fondamentale per ripensare il sistema delle cure, che è chiamato sempre più ad affrontare la vera sfida del futuro, vale a dire la riorganizzazione dei servizi per la salute dei cittadini alla luce dell’aumento della cronicità e della difficile sostenibilità dei sistemi socio-sanitari stessi. In questo senso l’Umbria ha fatto grandi passi in avanti. Con il Piano Regionale della Cronicità e l’istituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nel sistema delle cure primarie si è infatti impegnata ad introdurre e formare delle figure infermieristiche che, in sinergia con i medici di famiglia e le altre professionalità che operano a livello distrettuale, svolgeranno un ruolo fondamentale non soltanto nell’ambito della medicina di iniziativa ma anche in quello dell’assistenza domiciliare e della presa in carico del paziente. In Umbria ci sono 38 Aft, una per ogni 20-30mila abitanti, che garantiscono l’assistenza e le cure primarie nella fascia diurna unitamente ai medici di famiglia e medici della continuità assistenziale, e al loro interno è prevista la presenza di un infermiere cui rivolgersi per medicazioni e altra assistenza sia in loco che a domicilio. L’infermiere di famiglia si rivolge soprattutto ai malati cronici e alle loro famiglie: aiuta i pazienti ad adattarsi alla malattia ed alla disabilità cronica, evitando ricoveri inutili e mantenendo il malato il più possibile in famiglia, garantendo la continuità delle cure alla dimissione ospedaliera e, in generale, educando a stili di vita salutari anche in relazione alla propria patologia.

Mirandola: cure palliative per i cittadini sia in ambulatorio che in ospedale

Ospedale di Mirandola

Cure personalizzate, per accompagnare e dare sollievo a persone affette da patologie in fase avanzata Si amplia e si arricchisce la rete delle cure palliative dell’Azienda USL di Modena: dallo scorso luglio hanno preso il via le attività presso l’Ospedale di Mirandola e dal 5 settembre, sempre a Mirandola, il servizio ambulatoriale è aperto a tutti i cittadini del Distretto. Se l’Ospedale offre consulenza e cura a chi è ricoverato, l’attività dell’ambulatorio si rivolge a persone affette da patologia in fase avanzata che riescono agevolmente ad accedere ai servizi, ed è garantita dal Medico Palliativista insieme all’infermiere dell’Assistenza domiciliare dedicato alle cure palliative, con il supporto degli psicologi e la collaborazione dei Medici di Medicina Generale. In questa sede si elaborano, propongono e condividono soluzioni di cura personalizzate e finalizzate al benessere della persona ammalata e della sua famiglia, in un’ottica di sostegno e accompagnamento in tutte le fasi della malattia. L’ambulatorio, infatti, può anche rappresentare una fase di assistenza intermedia che precede l’attivazione delle cure palliative domiciliari. Il nodo ambulatoriale va ad integrarsi con una efficiente rete delle cure palliative che vede già operativo il nodo ospedaliero e quello dell’assistenza domiciliare, e che si è fortemente strutturata proprio grazie ai Medici di Medicina Generale e agli infermieri dell’Assistenza domiciliare dedicati alle cure palliative. L’équipe dell’ambulatorio potrà effettuare una consulenza o – qualora ne ravvisi la necessità – proporre, in accordo con il medico curante, una presa in carico ambulatoriale. L’ambulatorio cure palliative Situato presso l’ambulatorio di Unità Cure Continue al primo piano dell’Ospedale Santa Maria Bianca (via Antonio Fogazzaro n.6), è aperto il giovedì dalle 14 alle 16 con cadenza quindicinale. Ai Medici di Medicina Generale del Distretto il compito di presentare richiesta al SADI (Servizio di Assistenza Domiciliare): sarà così fissato l’appuntamento che sarà comunicato al cittadino e, contemporaneamente, segnalato all’Unità di valutazione delle cure palliative. Diversi i servizi offerti: consulenza sulla sintomatologia di difficile controllo, soprattutto il dolore, supporto nelle scelte di cura eticamente impegnative in un’ottica di contrasto all’accanimento diagnostico-terapeutico, accompagnamento nel percorso di consapevolezza e convivenza con la fase avanzata della malattia, orientamento rispetto alle risorse attivabili nella rete familiare, sociale e nella rete delle cure palliative e pianificazione anticipata delle cure. Accanto a ciò, la promozione sul territorio di un’adeguata consapevolezza sul ruolo e sull’utilità delle cure palliative e sulla Legge 219/2017 relativa alle DAT (Disposizioni anticipate di trattamento). Cure palliative in Ospedale Il nodo ambulatoriale delle cure palliative si aggiunge a quanto è già previsto per i cittadini che sono ricoverati al Santa Maria Bianca: già da luglio scorso, infatti, è disponibile settimanalmente, in tutte le unità operative internistiche dell’ospedale di Mirandola, la consulenza di cure palliative, che può essere richiesta dai clinici per migliorare la qualità dell’assistenza dei paziente affetti da patologia cronica e invalidante o con prognosi infausta. Nella foto da sinistra: Clara Belloni, Coordinatrice infermieristica, Paolo Vacondio, Responsabile del Programma Cure palliative dell’Azienda USL di Modena, Alberto Greco, Sindaco di Mirandola, Giuseppe Licitra, Direttore dell’Ospedale di Mirandola, Selena De Biaggi, Presidente del Consiglio comunale di Mirandola e Dorothy Borellini, consigliera comunale “L’obiettivo principale è sempre quello di promuovere la migliore qualità di vita possibile per i malati e le loro famiglie, quando non si può guarire e prolungare la vita”, chiarisce Paolo Vacondio, Responsabile del Programma Cure palliative dell’Azienda USL di Modena, che garantisce lo sviluppo della rete su tutta la provincia per assicurare ai pazienti le cure a domicilio, in struttura residenziale e in ospedale. “Anche in questo caso viene proposto dall’équipe multidisciplinare un progetto di assistenza costruito per dare risposta ai di bisogni complessi di natura clinica, comunicativa, psicologica, etica, sociale e spirituale. Il nodo ospedaliero, dunque, completa e rende possibile anche in questo contesto la presa in carico globale del paziente e della sua famiglia, tramite la costruzione di un progetto che dia alla persona pieno diritto di accesso alle cure palliative e, non meno importante, consapevolezza rispetto alle possibilità offerte in questo campo dalla medicina”.

Importanti i temi da affrontare: la sicurezza di terapia, l’uso corretto degli antibiotici e il lavaggio delle mani

Giornata Mondiale della sicurezza del paziente

Ricorre martedì 17 settembre la prima “Giornata Mondiale della sicurezza del paziente”, istituita lo scorso 25 maggio dall’Assemblea Mondiale della Salute dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’obiettivo è garantire, come priorità, cure sicure e appropriate al cittadino e l’adozione di tutti quei provvedimenti che aiutino a ridurre i danni che si possono riscontrare nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie. Gli argomenti cardine della giornata saranno: la sicurezza di terapia, l’uso corretto degli antibiotici e il lavaggio delle mani. Un aspetto, quest’ultimo, tornato di grande rilievo ed attualità come arma di prevenzione fondamentale del batterio New Delhi. La Giornata prevede iniziative di sensibilizzazione e di diffusione delle buone pratiche di prevenzione dei rischi. Si tratta di accorgimenti che valgono sia per gli operatori sanitari che per la cittadinanza. Ad Arezzo martedì prossimo 17 settembre, dalle 9 alle 13, alla Biblioteca dell’ospedale San Donato, viene organizzata una giornata aperta a tutti i cittadini. Qui, i colleghi di Siena, Arezzo e Grosseto discuteranno di sicurezza nell’uso di farmaci, antibiotico-resistenza e lavaggio delle mani, transizione digitale. Nell’occasione la Asl Toscana sud est presenterà alcune esperienze aziendali in materia ed è previsto anche l’intervento di rappresentanti delle associazioni di cittadini. Le iniziative previste in tutta la Toscana sono coordinate dal Centro Gestione Rischio Clinico e sicurezza del paziente, in collaborazione con il settore regionale Qualità dei servizi e reti cliniche, con l’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana e con il Consiglio dei cittadini per la Salute.

Contatti diretti tra Ospedali e Case Residenza Anziani per evitare il passaggio dal Pronto Soccorso in presenza di patologie complesse non urgenti

L’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena e l’Azienda USL insieme per assicurare ai pazienti fragili provenienti dalle Case Residenza per Anziani (CRA) percorsi “protetti” che, in presenza di patologie complesse ma non acute né urgenti, evitino loro, dove possibile, il ricovero. Il percorso, realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Welfare del Comune di Modena, è stato avviato a gennaio 2019, a integrazione di quello già attivo sugli ospedali AUSL della provincia. “L’estensione del progetto a Modena – sottolinea Andrea Spanò, Direttore del Distretto sanitario di Modena – garantisce in città percorsi assistenziali protetti, condivisi e concordati tra il personale medico e infermieristico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e i Medici di Medicina Generale e gli infermieri che operano nelle strutture per anziani, pubbliche e private accreditate. Una sinergia tra ospedale e territorio che va a vantaggio del paziente”. “Tra gli impegni prioritari – aggiunge il responsabile del progetto per AUSL Modena, Luca Gelati – c’è il miglioramento della comunicazione tra operatori del territorio e dell’ospedale per umanizzare i percorsi dei pazienti anziani ospiti delle CRA”. Sono due le figure di coordinamento per il Distretto di Modena, Antonia Morritti e Maria Squillante dell’Area Fragili distrettuale. In base al percorso, al Policlinico di Modena e all’Ospedale di Baggiovara è identificato un referente all’interno del Dipartimento di medicina Interna Generale, d’Urgenza e Post Acuzie che si interfaccia col medico della struttura per valutare i singoli casi.    “L’obiettivo del progetto – spiega il prof. Antonello Pietrangelo, Direttore del Dipartimento di medicina Interna Generale, d’Urgenza e Post Acuzie – è evitare, attraverso il contatto diretto tra medico della struttura e medico internista ospedaliero, che pazienti anziani e fragili con patologie internistiche complesse siano inviati al Pronto Soccorso del Policlinico e di Baggiovara per problemi che non hanno il carattere dell’urgenza e che possono essere risolti attraverso un confronto tra medici della CRA e dell’AOU o l’esecuzione di indagini diagnostiche e percorsi costruiti ad hoc. Stiamo quindi parlando di pazienti che necessitano per lo più di un approfondimento clinico, di indagini diagnostiche o procedure terapeutiche non urgenti ma differibili, mentre per le urgenze il percorso corretto resta quello di contattare il 118”.             Le strutture coinvolte nel progetto sono la Medicina Interna del Policlinico (diretta dal prof. Antonello Pietrangelo) e, all’Ospedale Civile, la Medicina Interna Gastroenterologica (diretta dal dottor Marco Pradelli), la Medicina Interna Metabolica (diretta dal prof. Pietro Andreone), la Geriatria (diretta dal prof. Marco Bortolotti). Il progetto si avvale anche della collaborazione di tutte le altre strutture di medicina dell’AOU di Modena. “Stiamo parlando – aggiunge il prof. Pietrangelo, coordinatore del progetto per l’AOU – per lo più di sospetta traumatologia minore, problematiche infettivologhe, neurologiche, gastroenterologiche o cardiovascolari non urgenti. Abbiamo previsto che per i pazienti con problematiche traumatologiche, neurologiche, vascolari ci si rivolga ad internisti dell’Ospedale Civile, ed in caso di quadri infettivologici o pneumologici a internisti del Policlinico. In tutti gli altri casi la chiamata potrà essere rivolta indifferentemente a una delle due sedi”. “Per garantire risposte sanitarie sempre più a misura dei bisogni dei cittadini, oltre che efficaci e di qualità soprattutto nei confronti di una fascia fragile e in forte aumento come quella della popolazione anziana – afferma l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Modena, Roberta Pinelli – l’integrazione tra azienda sanitaria e ospedaliera e tra i professionisti che vi lavorano, si rivela ancora una volta fondamentale, così come il coinvolgimento di chi si occupa quotidianamente dell’assistenza alle persone anziane. Per questo occorre continuare a migliorare e a interrogarsi su come innovare i servizi interessando a vari livelli tutti i soggetti del territorio coinvolti e le stesse famiglie degli utenti”. Il percorso prevede che il medico della struttura contatti il referente di uno dei due ospedali, in base al suo sospetto diagnostico. Insieme, decidono se monitorare il paziente in struttura, organizzare “pacchetti diagnostici” dedicati e, in caso sia necessario, programmare un ricovero. Nei primi sei mesi dall’attivazione del progetto, l’AOU di Modena ha ricevuto 18 chiamate. Di queste, solo 2 hanno necessitato un ricovero. Per le altre sono stati effettuati interventi diagnostici in ospedale e trattamenti in struttura con la terapia concordata tra l’internista ospedaliero e il medico, a tutto vantaggio del benessere dei pazienti stessi.

ASL Vercelli: A Santhià e Gattinara 2 nuovi mammografi

ASL Vercelli: A Santhià e Gattinara 2 nuovi mammografi

Immagini in alta risoluzione e meno radiazioni per le donne che si sottopongono all’esame Sono già in funzione a Gattinara e Santhià i nuovi mammografi per le attività di screening per la prevenzione del tumore del seno e per la mammografia clinica grazie ai medici e ai tecnici che lavorano in queste sedi. Si tratta di due strumentazioni di ultima generazione che hanno come caratteristica essenziale quella di disporre di un sistema avanzato di controllo della dose di radiazione; un aspetto di certo importante nell’ottica dell’impatto complessivo sulla salute. Il primo mammografo è entrato in funzione martedì 20 agosto a Gattinara, mentre dal 22 agosto è attivo anche quello presente all’interno della casa della salute di Santhià. Anche le immagini – grazie ai software di queste nuove apparecchiature – hanno una qualità molto elevata e consentono una precisione sempre più accurata sul fronte diagnostico. Tra gli accorgimenti ulteriori di questi due mammografi anche la presenza di luci colorate che puntano a rendere l’ambiente più confortevole per la paziente con l’obiettivo di infondere una maggiore serenità e tranquillità durante lo svolgimento dell’esame. Un impegno organizzativo notevole, quello che l’Asl di Vercelli ha messo in campo nelle scorse settimane sfruttando il periodo meno intenso di agosto per gli spostamenti, per evitare quanto più possibili disagi, o rallentamenti e consentire una ripresa delle attività a pieno regime.Ricordiamo che lo Screening Mammografico è rivolto alle donne nella fascia di età 50-69 anni, ogni 2 anni su invito; nella fascia 70-75 ogni 2 anni su adesione spontanea e tra i 45-49 ogni anno su adesione spontanea in seguito a lettera informativa. Preziosa la sinergia con la Fondazione Edo ed Elvo Tempia che supporta l’Asl di Vercelli nelle attività di screening con risorse umane dedicate come i tecnici di radiologia medica. Le mammografie vengono effettuate presso i Servizi di Radiologia dislocati nelle quattro sedi dell’’ASL VC: Vercelli, Ospedale Sant’Andrea, C.so M. Abbiate nr 21, 1° piano percorso A, azzurro; Borgosesia, Ospedale SS Pietro e Paolo, Via A.F. Ilorini Mo nr. 20 – 1° piano percorso A; Santhià, presso PSP/Casa della Salute, C.so G. Matteotti nr. 24 e a Gattinara, presso PSP/Casa della Salute, C.so Vercelli nr. 159.