Servizio civile universale, ecco i progetti Asl a cui aderire

L’attività è rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni e durerà un anno. Sono un centinaio i posti disponibili nel territorio della Sud Est per l’esperienza del servizio civile universale: 44 su Arezzo, 35 su Siena e 23 su Grosseto. I giovani, di età compresa tra i 18 e 28 anni (e 364 giorni), possono presentare domanda entro le ore 14 del prossimo 10 ottobre esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione della domanda sulla piattaforma DOL, occorre essere riconosciuto dal sistema (tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale; Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede). È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede. I progetti di servizio civile durano 12 mesi, per 25 ore alla settimana e prevedono un compenso di 439,50 euro al mese. Il termine per la presentazione delle domande è il 10 ottobre 2019. Ecco l’elenco dei progetti predisposti dalla Sud Est in ogni provincia: PROVINCIA DI AREZZO: – Colmare il vuoto dell’attesa: accoglienza consapevole nel Servizio di Endoscopia dell’Ospedale San Donato (4 posti sede Arezzo); – Imparo di nuovo a parlare, leggere e scrivere: il volontario in Neuroriabilitazione all’ospedale San Donato (4 posti sede di Arezzo); – La comunità che riabilita: il Servizio Civile nella Unità Funzionale Salute Mentale Valdichiana (4 posti sede di Cortona); – Migliore accoglienza e informazione nella U.O. Riabilitazione Funzionale: gli operatori volontari a disposizione nelle zone Casentino e Valtiberina (2 posti sede Bibbiena, 2 posti sede Sansepolcro); – Orientiamoci: io per te e te per me: il Servizio Civile nel multisetting e nel Nucleo Oncologico dell’Ospedale di Bibbiena (4 posti sede Bibbiena); – Ortogeriatria: U.O. Ortopedia all’ospedale San Donato, punti di incontro tra aspettative giovanili e bilanci di vita dell’anziano (4 posti sede di Arezzo); – SerD di Arezzo: il Servizio Civile per un percorso di contrasto alle dipendenze ed alla marginalità sociale (4 posti sede di Arezzo); – Una buona accoglienza: per favorire il percorso del cittadino nei servizi territoriali della Zona Distretto Valdarno (3 posti sede di San Giovanni Valdarno, 2 posti sede di Montevarchi, 1 posto sede di Terranuova Bracciolini); – Il volontariato incontra il cittadino: attività di front office nel presidio ospedaliero Valdarno (8 posti sede di Montevarchi); PROVINCIA DI SIENA: – Archivio e-Archivi: il Servizio Civile per la dematerializzazione (2 posti per la sede Siena, 2 posti per la sede di Montepulciano); – Insieme: la promozione dei Servizi Sociali nell’area provinciale di Siena (2 posti sede Abbadia San Salvatore, 2 posti sede Poggibonsi, 1 posto sede Chiusi, 1 posto sede Montepulciano, 1 posto sede Siena, 1 posto sede Sinalunga); – Posso aiutarti? il Servizio Civile nei distretti socio sanitari della Zona Alta Val d’Elsa (5 posti alla sede di Colle Val d’Elsa, 4 posti alla sede di Poggibonsi); – Tutti i nodi vengono al pettine: i volontari del Servizio Civile all’interno del presidio ospedaliero di Campostaggia (12 posti sede di Poggibonsi); PROVINCIA DI GROSSETO: – Accesso facilitato: il Servizio Civile nel Distretto socio sanitario delle Colline Metallifere (4 posti per la sede di Follonica); – Con-tatto: il Servizio Civile incontra il Sociale nell’area provinciale di Grosseto (2 posti sede Castel del Piano, 2 posti sede Follonica, 2 posti sede Orbetello, 1 posto sede Grosseto); – Ognuno per la sua strada: ti accompagno io: il Servizio Civile all’Ospedale Misericordia di Grosseto (10 posti sede Grosseto). PROGETTO COMUNE ALLE TRE PROVINCE: -Catalogazione/Numerazione/Etichettatura: locali presenti negli edifici dell’AUSL Toscana Sud Est (2 posti per la sede di Grosseto, 2 posti per Montevarchi, 2 posti per Siena); Per il dettaglio dei progetti vai alla pagina: Servizio Civile Per ulteriori informazioni: telefonare a Roberto Testi, 0577 536068 o scrivere a roberto.testi@uslsudest.toscana.it.
Lecce, congresso il 21 settembre sulle “Lesioni cutanee croniche vascolari”. Video intervista al dott. Luciano Allegretti

C’è grande attesa, alla ripresa della stagione congressuale 2019, per l’evento voluto dal dott. Luciano Allegretti, organizzato da AV Eventi e Formazione
Lesioni cutanee croniche vascolari. Il 21 Settembre, a Lecce, il congresso voluto dal dott. Luciano Allegretti

Di Salvo Falcone Il raggiungimento del benessere del paziente affetto da lesioni cutanee croniche vascolari è possibile con un imprescindibile ragionamento multi-specialistico
Una didattica digitalizzata. Tra innovazione e ricerca per le fragilità e le solitudini del consumatore malato del gioco

Virgilio Paola Daniela, Pedagogista, PhD student at University of Cordoba, Faculty of Legal and Social Science
Le informazioni enterocettive

Dott. Massimo Agnoletti – Psicologo, Dottore di ricerca Esperto di Stress, Psicologia Positiva e Epigenetica Formatore/consulente aziendale
Conoscenze relative alla responsabilità professionale dell’infermiere

Gianfranco Verna – Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche Master di I° livello in area critica ad indirizzo emergenza sanitaria
Lesioni complesse agli arti inferiori nel giovane sportivo: case report Trattamento chirurgico, recupero funzionale, riatletizzazione

Dott. Roberto Urso Dirigente Medico U.O. di Ortopedia e Traumatologia Ospedale Maggiore, Bologna
Ritardo del medico reperibile. Legittimo il licenziamento

Avv. Angelo Russo Avvocato Cassazionista, Diritto Civile, Diritto Amministrativo, Diritto Sanitario, Catania
Il partner ha un “effetto” analgesico

Studio individua una maggiore tolleranza al dolore – Avere il partner può avere un effetto analgesico. Non un amico qualsiasi, ma proprio il compagno di vita. Secondo uno studio dell’Università delle Isole Baleari e dell’Umit, l’Università di scienze della salute di Hall in Tirol, in Austria, avere un sostegno sociale (anche senza un contatto verbale o fisico nel particolare momento in cui si sperimenta la sofferenza) può comunque ridurre la percezione del dolore. I ricercatori hanno valutato la sensibilità al dolore da pressione di 48 coppie, con ciascun partecipante che è stato testato sia da solo sia in presenza del proprio partner. Gli studiosi spagnoli e austriaci hanno poi somministrato loro un questionario per cercare di capire quale fosse stata la loro percezione del dolore. In presenza dei loro partner, uomini e donne hanno mostrato soglie di tolleranza del dolore più elevate. L’empatia del partner è stata positivamente associata alla tolleranza al dolore ed è stata inversamente associata alla stessa esperienza dolorosa. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Scandinavian Journal of Pain.
Dopo 31 anni di coma, muore a 54 anni. Fu coinvolto in incidente

Era in coma dalla primavera del 1988 dopo un incidente stradale ed è morto venerdì scorso dopo 31 anni in stato vegetativo. Ignazio Okamoto, madre bresciana e padre messicano ma di origini giapponesi, aveva 22 anni quando la notte della festa del papà del 1988 rimase gravemente ferito in un incidente stradale. È morto due giorni fa all’età di 54 anni. Con altri quattro amici il giovane era a bordo di un’auto che uscì di strada lungo la A22 del Brennero. Uno dei ragazzi morì mentre Okamoto, soprannominato Cito, finì in coma dal quale non si è mai più ripreso. “Mio marito ha lasciato il lavoro e per 31 anni ha seguito in casa mostro figlio”, ha spiegato la madre al Giornale di Brescia che ha raccontato la vicenda. “Per 31 anni – ha aggiunto la donna – ci siamo isolati dal mondo”. “In Italia sono centinaia, anzi migliaia le famiglie che assistono disabili gravi. Negli ultimi 30 anni il tasso di sopravvivenza in fase acuta è aumentato, ma la comunità non si fa carico di chi, soprattutto pazienti giovani, sopravvive in stato vegetativo. E’ piuttosto un sottobosco di familiari-eroi, spesso isolati tra le mura domestiche, ad assicurare l’assistenza delle cronicità più gravi che sono ormai una normalità da gestire. Non un accanimento terapeutico”. Lo ha detto all’ANSA Rita Formisano, direttore dell’Unità post-coma e Neuroabilitazione della Fondazione Santa Lucia di Roma e socia fondatrice dell’associazione “Arco 92”, dopo la morte nel bresciano di Ignazio Okamoto, soprannominato Cito, da 31 anni in stato vegetativo.