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Medico di medicina generale sempre più “polispecialista”. Intervista al dott. Calabrese

Un evento come preziosa occasione per ampliare ed aggiornare il bagaglio professionale del medico di famiglia, che costituisce a tutti gli effetti un ‘’Polispecialista’’ ed un punto di riferimento per il paziente. Di questo avviso il dott. Carlo Calabrese in qualità di vice presidente dell’Accademia del Sapere Medico “Artemisia”. Il Medico di Assistenza Primaria è il responsabile della cura globale della persona, rappresenta l’accesso del cittadino al Sistema Sanitario Nazionale e ha il compito di coordinare sotto la sua responsabilità l’intera vita sanitaria e psicologica dei suoi pazienti. In Italia, nell’ambito delle sue funzioni, il Medico di Assistenza Primaria è un pubblico ufficiale e riveste il ruolo di medico curante, ovvero il medico che ha il compito di concordare con il paziente una strategia diagnostico-terapeutica complessiva. L’intervista realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone è stata registrata in occasione del 4° Congresso dell’Accademia del Sapere Medico Artemisia, svoltosi a Catania con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e la responsabilità scientifica del dott. Marcello Scifo, presidente del sodalizio, approfondendo le tematiche relative al medico di famiglia e di medicina generale. [divide]Vedi tutte le interviste nello speciale video Artemisia

Oncologia dermatologica, intervista al dott. Giuseppe Spadola

Nella cura delle malattie dermatologiche oncologiche qual è il miglior approccio terapeutico/chirurgico da seguire? Ne abbiamo parlato con il dott. Giuseppe Spadola, dirigente medico presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.  Numerose malattie dermatologiche possono colpire la pelle, che è l’organo più esteso del nostro corpo ed è formata da tre strati: l’epidermide (strato superficiale), il derma (strato intermedio) e il tessuto sottocutaneo (strato profondo). L’epidermide, a sua volta, è formata da diversi tipi di cellule: i melanociti, che hanno il compito di produrre la melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari, e i cheratinociti, più numerosi. I cheratinociti presenti nello strato più esterno dell’epidermide sono chiamati cellule squamose e se si trasformano in un tumore, prendono il nome di carcinoma spinocellulare. I cheratinociti dello strato più profondo sono invece detti cellule basali e possono dare origine ai carcinomi basocellulari. Entrambi sono tumori cutanei non melanomatosi, cioè tumori della pelle diversi dai melanomi, che invece originano dai melanociti. Sono stati identificati come fattori di rischio anche il contatto con l’arsenico e l’esposizione a radiazioni ionizzanti, alcune anomalie genetiche e un’insufficienza del sistema immunitario dovuta a precedenti terapie, a trapianti oppure all’AIDS. Inoltre il fumo e alcuni trattamenti per la psoriasi possono aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma spinocellulare (soprattutto a livello delle labbra nei fumatori). Avere la pelle molto chiara, un’età avanzata ed essere uomini sono inclusi tra i cosiddetti fattori di rischio non modificabili, sui quali cioè non è possibile intervenire. L’intervista al dott. Giuseppe Spadola è stata realizzata dal direttore di Medicalive Magazine Salvo Falcone durante lo svolgimento del 1° Congresso delle Giornate Dermatologiche Iblee svolto il 24 e 25 Settembre a Scicli, in Sicilia, con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e su iniziativa del dott. Gianpiero Castelli, responsabile UOS Dermatologia e Venereologia dell’Ospedale “Rizza” di Siracusa e responsabile del centro prescrittore dei farmaci biologici per le malattie della pelle

Tiroide e fertilità, intervista alla dott.ssa Emilia Martedì

Tra la patologia tiroidea (cd. tiroide) e la fertilità esiste un rapporto di dipendenza. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Emilia Martedì, Direttore sanitario del Centro Antidiabete AID presso il Centro diagnostico San Ciro di Portici, a margine del corso di formazione “La tiroide nelle mani del medico di famiglia” tenuto a Polignano a Mare con la responsabilità scientifica del dott. Agostino Specchio, medico di medicina generale e endocrinologo, e l’organizzazione di AV Eventi e Formazione. Con la dott.ssa Emilia Martedì, nella video intervista, abbiamo affrontato anche la diagnosi della patologia tiroidea subacuta e delle possibilità di cura della stessa. La tiroidite subacuta è una malattia infiammatoria acuta della tiroide, probabilmente causata da un virus. I sintomi comprendono la febbre e il dolore in corrispondenza della tiroide. L’ipertiroidismo iniziale è frequente, talvolta seguito da un periodo transitorio di ipotiroidismo. La diagnosi si basa sulla clinica e sui test funzionali, anche se la malattia si risolve nel corso di alcuni mesi: è occasionalmente recidiva e può causare un ipotiroidismo permanente qualora la distruzione follicolare sia molto vasta. In proposito – è stato detto nel corso dell’evento formativo – è di fondamentale importanza la dotazione dell’ecografo nello studio del medico di medicina generale: uno strumento di imaging che conferisce un valore aggiunto incommensurabile al suo pensiero diagnostico e, ad esempio, permettere in pochi minuti di fare corretta diagnosi di una tiroidite subacuta se la clinica ne impone il dubbio. Rivedi qui tutte le video interviste realizzate al corso di formazione scientifica dal titolo “La tiroide nelle mani del medico di famiglia”

Un successo il Congresso regionale del CReI Sicilia. Intervista al dott. Aldo Molica Colella

5° congresso regionale CReI Sicilia - Aldo Molica Colella - AV Eventi e Formazione

Un vero e proprio successo il Congresso CReI Sicilia svoltosi il 23 e 24 ottobre 2020 al Capo Peloro Hotel di Messina su iniziativa del dott. Aldo Molica Colella e con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione. Una versione speciale dettata dai protocolli anti Covid, ma caratterizzata da relazioni puntuali svolte da eccellenti relatori collegati in video conferenza da tutta Italia.  Tanti  i temi  trattati nel corso del congresso che abbiamo sintetizzato nell’intervista in diretta realizzata dal direttore di Medicalive Salvo Falcone al dott. Aldo Molica Colella, responsabile unità operativa di reumatologia dell’Ospedale Papardo di Messina e responsabile editoriale del CREI. Una prestigiosa e qualificata occasione per favorire un confronto tra reumatologi per potere evidenziare le problematiche che affliggono i pazienti. Tra gli appelli lanciati, il rilancio e il potenziamento dei servizi di telemedicina.    Congresso CReI Sicilia: Intervista al dott. Aldo Molica Colella   LIVE 1 LIVE 2   LIVE 3      

Ipotiroidismo e formulazione liquida della levotiroxina, intervista al dott. Roberto Moretti

Quali vantaggi garantisce oggi la formulazione liquida della levotiroxina nella terapia dell’Ipotiroidismo? Ne abbiamo parlato con il dott. Roberto Moretti, Medico di medicina Generale ed endocrinologo, a margine del corso di formazione “La tiroide nelle mani del medico di famiglia” tenuto a Polignano a Mare con la responsabilità scientifica del dott. Agostino Specchio, medico di medicina generale e endocrinologo, e l’organizzazione di AV Eventi e Formazione. L’ipotiroidismo è una sindrome dovuta ad una insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello dei vari tessuti; più spesso ciò avviene quando la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni. Ciò determina uno squilibrio in tutto l’organismo. L’ipotiroidismo influenza le reazioni chimiche che avvengono in tutto il corpo determinando un rallentamento dei processi metabolici. Si tratta di una condizione che, nella sua fase precoce, raramente causa sintomi evidenti; qualora si protragga nel tempo, può però portare a seri problemi di salute. Il trattamento standard per questa patologia consiste nella somministrazione (per via orale) dell’ormone tiroideo L-tiroxina per compensare lo squilibrio. In genere si inizia con basse dosi dell’ormone, da aumentare poi progressivamente. Poiché nella maggioranza dei casi è necessario proseguire la terapia per tutta la vita, si rendono necessari periodici controlli per verificare l’adeguatezza della terapia. Alcuni alimenti e farmaci possono inibire l’assorbimento della L-tiroxina. In caso di assunzione di integratori alimentari di ferro, colestiramina, calcio o idrossido di alluminio, o nel caso il paziente mantenga una dieta ricca di soia, dovrebbe parlarne con lo specialista. Con il dott. Moretti, nella video intervista, abbiamo approfondito anche quali sono gli attuali 3 scenari terapeutici/chirurgici per il trattamento dell’Ipotiroidismo. Rivedi qui tutte le video interviste realizzate al corso di formazione scientifica dal titolo “La tiroide nelle mani del medico di famiglia”

Tiroide e apparato osseo, intervista alla dott.ssa Marina Moscatelli

Della patologia tiroidea, e di come le alterazioni funzionali della tiroide possano alterare l’apparato osseo, ne abbiamo parlato con la dott.ssa Marina Moscatelli, specialista in Medicina Interna, a margine del corso di formazione “La tiroide nelle mani del medico di famiglia” tenuto a Polignano a Mare con la responsabilità scientifica del dott. Agostino Specchio, medico di medicina generale e endocrinologo, e l’organizzazione di AV Eventi e Formazione. La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo che produce tre ormoni importanti per l’organismo: la triiodotironina (T3), la tiroxina (T4) e la calcitonina. Dai primi due ormoni dipende il metabolismo basale, ovvero l’energia minima necessaria all’organismo per svolgere le sue funzioni vitali; la calcitonina, invece, regola la concentrazione di calcio nel sangue. Ipertiroidismo e ipotiroidismo sono le due più comuni patologie tiroidee, la prima legata nella maggior parte dei casi a un’eccessiva produzione ormonale da parte della tiroide, la seconda a un’inefficienza della ghiandola. A seconda della patologia tiroidea di cui si soffre, la sintomatologia può essere vaga o insorgere in modo tardivo come nel caso dei noduli tiroidei. Fra i più comuni sintomi vi sono aumento o perdita di peso, dolore alla gola e difficoltà a deglutire, ingrossamento della tiroide, stanchezza, irritabilità, depressione, insonnia, difficoltà a concentrarsi o deficit della memoria, aumento della frequenza cardiaca, alti livelli di colesterolo nel sangue, alterazioni del ciclo mestruale, intolleranza al calore o al freddo, stipsi, pelle secca, unghie e capelli fragili. Durante l’infanzia possono esserci problemi di accrescimento e sviluppo e, nei casi più gravi, un ritardo mentale. Con la dott.ssa Moscatelli, nella video intervista, abbiamo approfondito anche come gli ormoni della patologia tiroidea agiscano sul sistema cardiovascolare. Rivedi qui tutte le video interviste realizzate al corso di formazione scientifica dal titolo “La tiroide nelle mani del medico di famiglia”

Medico di famiglia protagonista nella cura della patologia tiroidea, intervista al dott. Specchio

La tiroide nelle mani del medico di famiglia, questo il titolo del corso di formazione tenuto a Polignano a Mare con la responsabilità scientifica del dott. Agostino Specchio, medico di medicina generale e endocrinologo,  e l’organizzazione di AV Eventi e Formazione. “La patologia tiroidea (tiroide) – afferma il dott. Specchio – è di comune riscontro nella pratica clinica ambulatoriale e spesso, dopo che il paziente ha avuto un primo contatto con lo specialista, specie per l’ipotiroidismo e le tireopatie autoimmuni, il paziente potrebbe essere tranquillamente seguito dal proprio medico curante, sia nel follow up di quelle tiroiditi autoimmuni in cui è ancora preservata una adeguata secrezione ormonale ed in cui il paziente è eutiroideo, sia in quelle condizioni in cui si è giunti ad una condizione di ipotiroidismo. Si tratta di addestrare il Medico di medicina generale, alla corretta gestione della terapia sostitutiva. Un po’ diverso è il trattamento dell’ipertiroidismo per cui necessita una più attenta conoscenza della problematica ma in cui resta fondamentale il ruolo del MMG nel seguire il paziente nel lungo periodo che di solito è previsto per queste terapie, per verificarne l’eventuale comparsa di complicanze o di effetti collaterali della terapia in corso. Molto diffusa è, tra l’altro, l’utilizzo della metodica ecografica nell’ambulatorio del medico di famiglia, strumento che se utilizzato in modalità “office”, ossia quando il paziente viene in ambulatorio lamentando una problematica, riesce spessissimo a dirimere i dubbi diagnostici in tempo reale e a permettere di indirizzare correttamente il paziente nel seguire il più idoneo iter diagnostico. Questa metodica è il gold standard nella diagnostica tiroidea, essendo, la ripetibilità, lo scarso costo, l’assenza di controindicazioni, e la chiarezza dell’imaging, superiore a quello di ogni altro mezzo diagnostico strumentale. Il MMG che lo possiede nel proprio ambulatorio – prosegue il responsabile scientifico – potrà dare un valore aggiunto incommensurabile al suo pensiero diagnostico e, ad esempio, permettere in pochi minuti di fare corretta diagnosi di una tiroidite subacuta se la clinica ne impone il dubbio”. Rivedi qui tutte le video interviste realizzate al corso di formazione scientifica dal titolo “La tiroide nelle mani del medico di famiglia”

Frattura del polso. È sempre chirurgica?

Le fratture di polso vengono spesso sottostimate nella loro gravità, lasciando un grave gap funzionale nel caso di una mal guarigione. Si è dimostrato che nelle frattura scomposte e a più alta complessità, una chirurgia immediata, con mezzi di sintesi adeguati, porta ad una migliore guarigione e ad una più rapida ripresa delle proprie attività sociali e lavorative. La prolungata immobilizzazione in apparecchio gessato porta a guarigione, ma allungando sensibilmente i tempi di recupero funzionale. Riportiamo un caso clinico di giovane sportiva con frattura complessa di polso con elevate esigenze di ripresa funzionale dell’arto leso. Autore  Dott. Roberto Urso Dirigente Medico U.O. di Ortopedia e Traumatologia Ospedale Maggiore, Bologna   L’articolazione del polso è una struttura complessa, formata da radio e ulna prossimalmente e dalla filiera del carpo distalmente. É frequente sentir parlare delle fratture del polso, della frattura di Colles, di Goyrand, delle fratture composte e scomposte, articolari e comminute, ma la domanda che spesso ci si pone  è se sarebbe guarita meglio con l’intervento chirurgico. Questa articolazione, tanto importante per la nostra vita di relazione, è sottostimata nell’ambito della traumatologia. In occasione di gravi politraumi, con molti distretti anatomici interessati, si dia (giustamente) priorità alla riparazione in urgenza dei grandi segmenti, quali femore, tibia, omero, bacino e rachide, dando al polso traumatizzato solo una temporanea immobilizzazione, per poi trattarlo in seconda istanza. Se non adeguatamente trattata, la frattura che ha compromesso l’integrità del polso, non solo rappresenterà una limitazione all’articolazione stessa ma sarà causa di una ritardata ripresa funzionale di eventuali traumi agli arti inferiori poiché l’uso di stampelle e girelli sarà difficoltoso.   Citiamo la classificazione di Frykman (fig.1) delle fratture di polso, (La frattura di Colles – Medicalive Magazine – Maggio 2017), dove la frattura di Colles è la più comune della epifisi distale del radio con associato il distacco della stiloide ulnare. Seguono le fratture comminute, articolari, composte e scomposte. Più gravi, dal punto di vista del rischio di infezione secondaria, le fratture esposte, determinate da trauma estremamente violento. L’incidenza di questa lesione, sempre molto elevata, colpisce ogni fascia di età, dai 18-20 anni in poi, ma con incidenza nettamente superiore nella popolazione anziana, perché più esposta al trauma a causa dell’instabilità deambulatoria e alla più elevata fragilità del tessuto osseo (la percentuale è maggiore nelle donne). La decisione di intervenire chirurgicamente fa parte della preparazione e competenza professionale del chirurgo senza dimenticare che, secondo le odierne linee guida, l’orientamento è prevalentemente chirurgico per un più rapido ritorno all’attività lavorativa. Case report. Giovane donna, grave politrauma in attività sportiva. Al danno generale si associa anche frattura gravemente scomposta del polso sinistro. (fig.2) Intervento in urgenza per effettuare stabilizzazione di altri segmenti. Il polso viene valutato a fine seduta. Le condizioni generali permettono ulteriore tempo chirurgico e si decide di operare con chirurgia aperta per ricomporre la frattura comminuta. (fig.3) L’intervento, eseguito con via di accesso chirurgica volare al polso, è un intervento di riduzione della frattura e osteosintesi con placca e viti a stabilità angolare. Questo tipo di operazione permette, se la stabilità dei frammenti è ottimale, di non proporre alcuna immobilizzazione nel post chirurgico, permettendo al paziente di iniziare la mobilizzazione attiva graduale dal giorno successivo l’intervento. Alla dimissione il paziente viene inviato al terapista occupazionale che si occuperà della riabilitazione del segmento interessato. Le immagini della figura 4 si evidenziano gli ottimi risultati raggiunti attraverso una chirurgia applicata da medici esperti e una attenta rieducazione post chirurgica. Conclusione: la frattura del polso è una patologia invalidante che se non trattata nel modo adeguato, comporta un alto rischio di problematiche future. La chirurgia aperta con esatta riduzione e stabilizzazione attraverso mezzi di sintesi a basso profilo (in lega di titanio e nickel free) è oggi, l’opzione più valida per una “restitutio ad integrum” completa e veloce.  

L’ipotesi della connessione tra la prospettiva temporale bilanciata, la regolazione emotiva e la resilienza

, accL ‘ipotesi proposta in questo articolo, riguarda la connessione tra la Prospettiva Temporale Bilanciata, la Regolazione Emotiva e la Resilienza, tutti elementi che influenzano i nostri stati e comportamenti.  La Prospettiva Temporale Bilanciata è un concetto specifico della Prospettiva Temporale, un settore innovativo della psicologia scientifica che studia la modalità con cui ognuno di noi si rapporta al proprio tempo psicologico. La Regolazione Emotiva è la capacità psicologica di modulare il proprio stato mentale in risposta ad una data situazione o ad un fattore di stress. La Resilienza è il processo psicofisico e il risultato dell’adattamento ad esperienze di vita difficili o impegnative. Tutti e tre questi concetti sono misurabili, rispettivamente tramite questionario ZTPI, questionario DERS e indice RMMSD della HRV. La nostra ipotesi propone che le specifiche configurazioni della Prospettiva Temporale chiamate Prospettiva Temporale Bilanciata corrispondano a uno specifico alto valore di Regolazione Emotiva e di Resilienza psicofisica. Molti studi in letteratura convergono con questa ipotesi, anche se nessuno finora ha verificato empiricamente l’ipotesi. Lo scopo , dunque, è quello di esplorare, in una visione integrata bio-psico-sociale, la possibilità di una solida correlazione riguardante la deviazione dalla Prospettiva Temporale Bilanciata, della Regolazione Emotiva e della Resilienza confrontando gli strumenti metodologici già disponibili. Autori Dott. Massimo Angoletti Psicologo, Dottore di ricerca. Esperto di Stress, Psicologia Positiva e Epigenetica. Formatore/consulente aziendale, Presidente PLP-Psicologi Liberi Professionisti-Veneto, Direttore del Centro di Benessere Psicologico, Favaro Veneto (VE)   Dott. Philip Zimbardo Professore emerito all’Università di Stanford. Fondatore del settore della psicologia scientifica chiamato Prospettiva Temporale.   Per comprendere la connessione e quindi l’ipotesi che proponiamo, presentiamo ciascuno dei tre concetti principali coinvolti, rispettivamente la Prospettiva Temporale Bilanciata, la Regolazione Emotiva e la Resilienza. L’approccio psicologico chiamato Prospettiva Temporale (dall’inglese Time Perspective, TP) studia la relazione psicologica che ognuno di noi ha nei confronti delle dimensioni temporali vissute nel presente, relative agli eventi passati e alle aspettative che abbiamo del nostro futuro (Stolarski, Fieulaine, & Van Beek, 2014; Zimbardo&Boyd, 2008). Ognuno pensa alle esperienze passate, presenti e future, ma ognuno ha una configurazione particolare relativa a “quanto spesso” e “come” investiamo psicologicamente le energie attorno a queste specifiche dimensioni temporali. Zimbardo, dopo decenni di ricerca scientifica, ha sviluppato un questionario specifico, lo ZTPI (Zimbardo Time Perspective Inventory), per misurare il caratteristico rapporto che ognuno di noi ha nei confronti del tempo nella propria vita personale (questo rapporto è anche chiamato Profilo Temporale). Ogni Profilo Temporale è definito dalla particolare configurazione di sei dimensioni temporali che si sono rivelate significative nel riconoscere gli specifici stili cognitivo-emotivi e motivazionali legati alla nostra personale costruzione del tempo. Due dimensioni temporali sono legati alle nostre esperienze passate negative e positive (chiamate rispettivamente “Passato Negativo” e “Passato Positivo”), due riguardano il nostro presente (il ” Presente Fatalistico” legato a quanto ci sentiamo protagonisti o meno degli eventi significativi che viviamo, e il “Presente Edonistico” che misura la frequenza delle esperienze piacevoli che esperiamo e la dimensione temporale del “Futuro”, l’insieme delle aspettative sui progetti e sugli obiettivi che perseguiamo. Esiste una configurazione ottimale, denominata Prospettiva Temporale Bilanciata (Balanced Time Perspective, BTP) costituita da una particolare combinazione di dimensioni temporali corrispondenti ad un benessere psicologico positivo (alta soddisfazione per la vita, emozioni positive, autodeterminazione, gratitudine e basso livello di emozioni negative) a cui, per la natura integrata psico-neuro-endocrino-immunologica del nostro organismo, corrisponde a sua volta una sana modalità di attivazione del sistema dello Stress. La deviazione dalla Balanced Time Perspective (DBTP) può essere misurata elaborando il questionario ZTPI (Zimbardo Time Perspective Inventory) e molteplici ricerche (Stolarski, Zajenkowski, Jankowski&Szymaniak, 2020) mostrano che è correlata a una varietà di problemi psicofisici, come l’ansia , paura, depressione, disturbi dell’umore e altri disturbi con dinamiche complesse che riguardano aspetti mentali, neurali, ormonali ed immunitari che coinvolgono il meccanismo dello Stress. Il BTP (Prospettiva Temporale Bilanciata) rappresenta uno stato di benessere psicologico caratterizzato da stabilità emotiva con una percezione piuttosto elevata di controllo sugli eventi della vita unita a un equilibrato rapporto tra esperienze edonistiche ed eudemoniche (come esperienze di Flow, attività ludiche, ecc.), alle nostre esperienze significative ed agli obiettivi complessi che perseguiamo a lungo termine. Sappiamo ormai che le emozioni positive derivanti da questo insieme di esperienze caratteristiche il BTP apportano un beneficio sia a livello cellulare che fisiologico che epigenetico al nostro intero organismo (Agnoletti&Zimbardo, 2020a; Agnoletti&Zimbardo, 2020b; Fredrickson et al., 2013).   Il secondo concetto della nostra ipotesi è la Regolazione Emotiva (Emotional Regulation, ER). La ER è la capacità di esercitare il controllo sul proprio stato emotivo; negli ultimi decenni, l’ER è diventato un argomento sempre più studiato in molte discipline della psicologia per le sue numerose implicazioni. La Regolazione Emotiva può essere misurata da uno strumento affidabile come la Scala della Difficoltà nella Regolazione delle Emozioni” (“Difficulties in Emotion Regulation Scale” DERS) dove i punteggi più alti suggeriscono maggiori difficoltà con la regolazione delle emozioni (Gratz&Roemer, 2004; Hallion, Steinman, Tolin e Diefenbach, 2018). L’ER può indurre a ripensare spesso a una situazione difficile per ridurre la rabbia o l’ansia, nascondere segni visibili di tristezza o paura o concentrarsi sui motivi per sentirsi felici o calmi (McRae&Gross, 2020). L’ER è un fattore che modera l’associazione tra disagio cronico e rischio di malattie cardiovascolari, il che significa che se si contrastano positivamente le emozioni negative, si ripristina efficacemente un equilibrio psicologico positivo con implicazioni fisiologiche anche nelle dinamiche cardiovascolari (Roy, Riley e Sinha 2018). Una buona ER indebolisce i pericolosi effetti negativi fisiologici sul nostro corpo (causati dal disagio cronico). Un punteggio basso di ER è correlato a problemi cardiovascolari elevati. La regolazione delle emozioni è quindi la capacità di modificare la propria reazione psicofisica a un evento negativo o stressante e gli studi hanno dimostrato che trattasi di un’abilità che si può apprendere (Gurland, 2019; Hill &Updegraff, 2012).   Il terzo fattore della nostra ipotesi è la Resilienza. Essa è un concetto psicofisico che, accanto alla prospettiva temporale, coinvolge sia aspetti psicologici che biomedici. La Resilienza è definita dalle scienze biomediche come la capacità dell’organismo di gestire lo Stress

Medicina di genere, in Sicilia Ordine dei Medici avviano gruppo di lavoro

Gli Ordini dei medici di Sicilia istituiscono un gruppo di lavoro permanente sulla medicina di Genere per promuovere un nuovo approccio di medicina che, tenendo conto delle differenze di sesso, garantisca una reale appropriatezza nella prevenzione, la diagnosi e la cura delle persone. “Non si tratta di una specialità ‘femminile’ – sottolineano i nove presidenti Omceo – ma di un approccio corretto di medicina sempre più personalizzata, a misura di uomo e di donna. Un orientamento che dovrebbe essere insegnato e praticato da tutti i professionisti, soprattutto dai giovani medici”. “Le differenze biologiche, ambientali e socio-culturali legate al genere sono determinanti sull’evoluzione delle malattie – proseguono i presidenti – eppure il più delle volte sono trascurate. Anche il Covid ci ha insegnato che è necessario sopperire ad una ‘insufficienza’ della scienza medica concentrata ancora su evidenze che arrivano da studi condotti solo su una popolazione maschile”. “Il team di studio – spiegano – svilupperà un piano formativo e informativo indirizzato all’interdisciplinarietà e all’approfondimento delle variabili legate al genere per mobilitare i medici del territorio verso una coscienza culturale di una medicina su misura. L’obiettivo è costruire una rete di specialisti che acquisiscano competenza sui processi fisiopatologici che intervengono rispetto al sesso, fino all’applicazione clinica”. Il progetto è già partito con un questionario che gli Ordini hanno inviato agli iscritti per valutare il grado di consapevolezza sul tema. Il gruppo di lavoro è coordinato dal consigliere dell’Omceo Silvia Radosti, medico di medicina generale. Fanno parte del team: i nove presidenti degli Omceo di Sicilia; Giuseppina Campisi, direttore del Dipartimento di Chirurgia oncologica del policlinico P. Giaccone di Palermo); Carolina Vicari, dirigente medico dell’Arnas Civico di Palermo; Antonia Matina, dirigente medico del policlinico P. Giaccone; Giuseppina Dino, dirigente medico Inail;  Mirella Milioto, dermatologa pediatra.