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Medicina d’avanguardia, a Siracusa il focus sulla chirurgia protesica robotizzata

Anche in Sicilia la robotica entra in sala operatoria per aiutare con maggiore precisione nelle cure mediche dei pazienti e per assistere e supportare le equipe. La città di Siracusa ha fatto da apripista in Sicilia. Già nei mesi scorsi il reparto di chirurgia ortopedica, guidato dal dott. Emanuele Lombardo all’interno dell’istituto ortopedico Villa Salus, ha infatti avviato l’utilizzo, per la prima volta nell’isola, del modernissimo robot di ultima generazione “Omnibotics”, prodotto da Corin, nell’ambito della chirurgia interventistica al ginocchio. Una rivoluzione che ha reso ancora più d’eccellenza il reparto, tra i più importanti a livello regionale sia per numeri di interventi che per il qualificato team medico che vi opera. In questi primi mesi di utilizzo è stata già raccolta un’interessante casistica analizzata all’interno del focus dal titolo ““Chirurgia protesica robotizzata – presente e futuro”. Prima alla sala conferenze dell’hotel Parco delle Fontane e poi in live surgery dalle sale operatorie di Villa Salus, il dott. Lombardo ha illustrato i benefici clinici dell’utilizzo della chirurgia robotica nell’artoprotesi del ginocchio e nel flusso di lavoro robotico per la protesi totale del ginocchio. “Il robot di ultimissima generazione – spiega il dott. Lombardo – permette da un lato un netto miglioramento della tecnica chirurgica e dall’altro il perfetto bilanciamento cinematico della protesi al ginocchio. Passi in avanti importanti che si traducono per i pazienti in numerosi effetti positivi durante la riabilitazione post-operatoria. Grazie all’importante investimento economico della proprietà, con l’utilizzo del robot continuiamo ad offrire un servizio di altissima qualità per quanto riguarda la chirurgia protesica, tra l’altro sempre in primo piano all’interno di Villa Salus. Il robot segue le varie fasi dell’intervento creando un’interconnessione tra le mani di chi opera e i sensori applicati al ginocchio, permettendo un perfetto allineamento e riducendo anche in futuro la necessità delle revisioni. Risultati positivi che presto andremo a replicare anche negli interventi di spalla e anca”. Una giornata intensa ma che ha mostrato come anche in Sicilia la medicina d’avanguardia è già una realtà affermata.

Malattie autoinfiammatorie, intervista alla dott.ssa Patrizia Barone

Malattie autoinfiammatorie - Patrizia Barone

Il 6° Focus Reumatologico svolto a Ragusa su iniziativa del dott. Mario Bentivegna, consigliere nazionale della SIR e responsabile della rete reumatologica dell’ASP e con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione ha permesso di fare un approfondimento sulle malattie autoinfiammatorie. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Patrizia Barone, del Centro di riferimento regionale “Malattie rare e reumatologiche del bambino” e vertice della UOC Broncopneumologia Pediatrica all’AOU “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania. L’intervista è stata realizzata da Salvo Falcone. Comitato scientifico del Congresso formato dai dott.ri Galfo e Tropea.

Reumatologia, al via nuove unità dipartimentali. Intervista alla presidente ASIMAR Perinetto

Con il conferimento dell’incarico da parte del commissario dell’ASP di Trapani dott. Paolo Zappalà al Dott. Carmelo Debilio come Responsabile della U.O.S.D. “Reumatologia Trapani” da espletare nell’ambito del Dipartimento di Medicina, la reumatologia trapanese è adesso pronta all’auspicata svolta. Una notizia importante e particolarmente attesa dai pazienti rappresentati dall’ASIMAR di cui è presidente Teresa Perinetto e che abbiamo intervistato a Palermo nell’ambito dell’evento dal tema “Diagnosi e trattamento precoce con i farmaci biologici. Personalizzazione della terapia”. La partecipata conferenza si è  svolta nella sede dell’Ordine dei Medici proprio su iniziativa dell’ASIMAR, Associazione Siciliana Malati Reumatici. Il convegno, al quale si è registrata una notevole partecipazione di pubblico, è stato organizzato da AV Eventi e Formazione con il supporto non condizionante di Fresenius Kabi.

Proposte di collaborazione istituzionale tra SIAARTI ed il Ministero della Salute

Il professor Antonino Giarratano presidente della (SIAARTI) Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva – con una lettera inviata all’On. Roberto Speranza –  ha delineato un quadro appropriato e sintetico di “Proposte di collaborazione istituzionale tra la Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva ed il Ministero della Salute” a seguito del proficuo incontro tenuto nei giorni scorsi tra Ministro e Presidenza della Società scientifica degli Anestesisti-Rianimatori e che ha visto il Ministro condividere e promuovere la relazione. Conscia della lunga e concreta collaborazione con le Agenzie e le Istituzioni, si intende così avviare una stagione di forte, continuo e puntuale dialogo con il dicastero che governa la sanità nel nostro Paese, proprio nel momento in un’autorevole progettualità politica si appresta a porre le basi per un rinnovamento del SSN in termini di qualità della sanità e prontezza di risposte. Nella missiva riassuntiva dell’incontro il professor Giarratano ha ricordato che il contributo – una realtà scientifica accreditata secondo la Legge Gelli-Bianco, che conta ad oggi 9.470 iscritti presenti in oltre 717 strutture ospedaliere e territoriali – può offrire un percorso di riprogettazione e rinnovamento del DM.70/2015, “fornendo supporto, negli ambiti disciplinari di competenza, all’elaborazione di adeguati percorsi clinico-diagnostico-terapeutici in ospedale e sul territorio, attraverso l’individuazione di criteri basati su linee guida e buone pratiche cliniche”. Questo può avvenire anche “suggerendo un adeguamento degli standard organizzativi del sistema delle reti sia clinico-diagnostico specialistiche che tempo-dipendenti”. Ed inoltre, ha scritto il presidente, SIAARTI può “supportare attraverso elevati livelli di evidenze cliniche e scientifiche quella necessaria interazione tra Ospedale (ex DM n.70/2015) e Territorio (futuro “DM n.71”) che ha rivelato tutte le sue criticità nel corso della pandemia COVID-19”. Nella lettera al Ministro Speranza, con particolare riferimento alla Missione 6 del PNRR, è stato suggerito ha suggerito di poter offrire un contributo rilevante nella “elaborazione integrata di Buone Pratiche Cliniche per la costruzione di reti di prossimità volte a garantire assistenza sanitaria certificata e contribuire alla definizione di documenti di Buona Pratica Clinica e PDTA, in modo integrato e condiviso tra sistema territoriale e sistema ospedaliero”. Sempre nell’ambito del PNRR gli anestesisti-rianimatori possono “fornire supporto tecnico-scientifico affinché l’aggiornamento tecnologico e digitale si rifletta in un reale sviluppo delle dotazioni tecnologiche e delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario e dell’efficienza del parco tecnologico delle strutture ospedaliere”. In ultimo è stato comunicato che è già in fase avanzata di realizzazione, grazie alla forza della rappresentanza dei suoi numeri e in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Sistema di monitoraggio di rete delle Terapie Intensive e dei Blocchi Operatori, ambiti che in fase pandemica hanno mostrato diverse criticità Il Presidente Antonino Giarratano ha confermato pertanto con questa lettera al Ministro Speranza “la disponibilità a partecipare proattivamente ai Tavoli di Lavoro che il Ministero vorrà istituire per la pianificazione e la realizzazione di una reale riforma del Sistema Sanitario Nazionale”. Una missiva di aperta, franca e concreta collaborazione che si traduce da subito, nella posizione di disponibilità al coinvolgimento che il presidente SIAARTI offre chiaramente anche al Sottosegretario Pierpaolo Sileri in forza della sua delega finalizzata alla costituzione del Tavolo tecnico ministeriale per l’approfondimento delle tematiche relative alla programmazione, alla ricerca e alla formazione nell’ambito della disciplina medica di anestesia e rianimazione. .

A-HEAD, Arte al servizio della mente per superare la pandemia

Dopo più di un anno di pandemia la psiche di tutti noi risulta profondamente provata. Sono aumentati di molto i disturbi delle mente, gravi e più o meno gravi. In aumento anche l’uso di sostanze tra gli adolescenti e l’istinto al suicidio, come purtroppo dimostrano alcuni fatti di cronaca, anche tra i più piccoli nella fascia pre-adolescenziale. L’isolamento dalla vita sociale, o comunque una vita sociale più che dimezzata, è una grave perdita non solo per gli adulti ma soprattutto per tutti i ragazzi e ragazze, e per tutti i bambini. Obbligati a rimanere chiusi in casa o dovendo ridurre di molto i propri contatti sociali, costretti ad inventare nuove forme dell’esistenza, obbligati a condividere spazi a volte scomodi e ristretti in famiglia, le persone si trovano alle prese con una forte ‘emergenza emotiva’ a causa di un virus persistente e subdolo che non sembra permettere facili e veloci vie di fuga. È il caso di dire che la battaglia purtroppo non è ancora terminata, e questa esistenza nuova di reclusione involontaria e di contatti sociali limitati è il carico più difficile da sopportare. L’impatto psicologico della crisi è pesante non solo sul fronte sanitario ma anche per le conseguenze economiche della pandemia, a causa delle quali milioni di persone si ritrovano senza lavoro o con un’attività depotenziata e martoriata. In agguato l’apatia o l’inerzia. “Il ritiro dalla vita e nel peggiore dei casi l’inerzia psichica è il pericolo maggiore, più forte della paura di morire”, afferma la psichiatra Stefania Calapai, presidente dell’Associazione Angelo Azzurro Onlus e direttrice del progetto A-HEAD. Il progetto A-HEAD, nasce nel 2017 dalla collaborazione tra Angelo Azzurro Onlus ed artisti e dj di respiro internazionale. Il progetto sostiene in maniera attiva l’Arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori, che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Nell’ottica del progetto A-HEAD l’Arte rappresenta un mezzo privilegiato per meglio interpretare le complesse strutture della mente, sviluppando un percorso ermeneutico e conoscitivo dei disturbi mentali attraverso l’Arte. Tra gli artisti che partecipano al progetto vi sono anche artisti emergenti o in qualche modo indipendenti che avvalorano A-HEAD rendendo il progetto ancor più originale. Data la propria natura benefica, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative. La lotta allo Stigma della Malattia mentale attraverso l’Arte è la missione di A-HEAD. “L’Arte ci ha aiutato a parlare di malattia mentale in un modo diverso e ci ha permesso di raggiungere più persone di diversa cultura ed estrazione sociale”, spiega la dottoressa Calapai. L’interesse verso il progetto A-HEAD è cresciuto notevolmente anche se si tratta di un percorso arduo. “Se all’inizio c’era qualche forma di prevenzione ora credo che sia quasi sparita. La lotta allo Stigma, relativa alla malattia mentale, è lunga e sicuramente ha ancora bisogno di tanto lavoro ma sono certa che andrà avanti”, afferma la direttrice Stefania Calapai. Convegni, campagne di informazione, mostre d’Arte a sostegno del progetto A-HEAD hanno dato e continuano a dare risultati molto soddisfacenti. “Solo attraverso la conoscenza, la cultura, si può combattere la stigmatizzazione in ogni forma”, sottolinea Calapai. “Il nostro è un progetto in crescita e speriamo di avere sempre più interesse sia da parte del mondo dell’Arte sia dalla gente comune”. A proposito di diffusione della cultura la Onlus romana ha avviato un’esperienza editoriale con Angelo Azzurro Edizioni guidata dal dottor Giuseppe Capparelli: “Una linea editoriale specializzata in pubblicazioni letterarie che si occupa dell’approfondimento di tematiche sociali connesse al teatro, alla letteratura, alla poesia e molto altro”, spiega Capparelli. La collana A-Head Edizioni si occuperà invece di produzioni legate all’Arte ed è coordinata dal dottor Piero Gagliardi, curatore e coordinatore delle mostre d’Arte dei vari artisti che aderiscono al progetto A-HEAD. “Dopo ormai cinque anni di lavoro sinergico e di stima reciproca la comunione d’intenti è rimasta immutata”, afferma il dottore Piero Gagliardi, orgoglioso di essere il curatore dell’intero progetto A-HEAD il cui obiettivo fondamentale è “promuovere l’Arte contemporanea e combattere lo Stigma della malattia mentale”, ribadisce Gagliardi. Da qualche mese ha aderito al progetto A-HEAD anche l’architetto Roberta Melasecca, art manager e curator di Interno 14 next, un “progetto di mecenatismo interdisciplinare diffuso che ha l’obiettivo di collegare vari operatori dell’Arte”. Nato nel 2013 nel cuore del quartiere Esquilino a Roma, partendo dall’architettura in pochi anni Interno 24 ha aperto le porte ad artisti emergenti e non, ospitando mostre ed eventi d’Arte, con l’obiettivo di far dialogare varie discipline artistiche e connettere vari operatori dell’Arte (curatori, artisti, galleristi, studiosi), superando i confini metropolitani e “per inserirsi in un meccanismo più europeo e internazionale”. Da qui la collaborazione con il progetto A-HEAD, con cui Interno 14 next condivide diversi orizzonti. Tra le collaborazioni internazionali vi è inoltre la dottoressa Veronica Arredondo del Messico, che con la sua opera di ricercatrice e di divulgatrice scientifica, attraverso vari organi di stampa, mira a diffondere i principi del progetto A-HEAD nel suo Paese: “Stiamo cercando di allargare il dibattito all’interno del mondo della cultura per parlare di certi temi cari anche ad A-HEAD, come poter aiutare persone in difficoltà attraverso l’Arte”, afferma la dottoressa Arredondo. Effetti psicologici della crisi provocata dal Covid-19 La pandemia da Covid-19 ha provocato in tutto il mondo delle conseguenze sulla salute mentale così gravi da spingere anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad affermare che la tutela della Salute Mentale è una priorità. Incertezza, preoccupazione, paura sono solo alcuni dei sentimenti generati dalla crisi provocata dal Coronavirus. Una crisi profonda che si è insinuata nella psiche di molte persone. Diversi disturbi mentali che sono venuti a galla in questo periodo “sono legati all’incertezza e alla paura dell’ignoto”, afferma la dottoressa Stefania Calapai. Rinunciare alle proprie abitudini, alla propria libertà, ai propri obiettivi non è semplice, ma è necessario ‘adattarsi’ per non allargare il contagio. In questa seconda

Nutraceutici e dislipidemia, intervista alla dott. Concetta Persano

Nutraceutici e dislipidemia, qual è il miglior razionale di utilizzo? Con il termine dislipidemia si intende una serie di alterazioni della quantità di lipidi (grassi) nel sangue, in particolare trigliceridi e colesterolo. Le dislipidemie sono uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. I lipidi circolano nel sangue legati ad alcune proteine di trasporto con cui formano le lipoproteine. Le cause che portano all’insorgenza delle dislipidemie derivano dalla somma di alcune predisposizioni genetiche (per esempio malattie come l’ipercolesterolemia familiare) e fattori di rischio. Tra questi, i principali sono: stili di vita non appropriati: alimentazione a base di cibi raffinati e grassi idrogenati e scarsa attività fisica che provocano insulino-resistenza, obesità e diabete, utilizzo di farmaci estro-progestinici, abuso di alcol, malattie renali e epatiche. Il sintomo principale dei soggetti affetti dalle dislipidemie è l’aumentata predisposizione a sviluppare placche aterosclerotiche, a causa del grande quantitativo di lipidi in circolo che possono depositarsi sulle pareti arteriose. Talvolta possono essere presenti accumuli di colesterolo nei tessuti palpebrali e cutanei (i cosiddetti xantelasmi palpebrali e xantomi cutanei). Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Concetta Persano, medico di medicina generale a Catania. L’intervista realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone, è stata registrata in occasione del 4° Congresso dell’Accademia del Sapere Medico Artemisia, svoltosi a Catania con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e la responsabilità scientifica del dott. Marcello Scifo, presidente del sodalizio. [divide]Vedi tutte le interviste nello speciale video Artemisia

Il ruolo del medico generale durante la pandemia da Covid-19, intervista alla dott.ssa Corinna Miceli

La gestione dei pazienti durante la pandemia ha portato ad una ulteriore evoluzione del ruolo, fondamentale, del medico di medicina generale che ha fronteggiato direttamente patologie di interesse specialistico svolgendo nel contempo incombenze certificative ed informatiche normalmente appannaggio delle strutture sanitarie pubbliche. L’emergenza ha certamente messo sotto stress il ruolo e l’attività del medico di base, ma nello stesso tempo ha contribuito a incrementare la sua valenza professionale mettendo in risalto la sua capacità di fornire informazioni corrette sulla salute. Mai come in questo periodo il medico ha la necessità di semplificare quanto più possibile la sua attività in modo da dedicarsi con più tempo e più attenzione alle problematiche dei suoi pazienti. In questa situazione spiccano i vantaggi di dotarsi di un nuovo software come CGM STUDIO: con la sua architettura completamente in cloud e la sua interfaccia semplice e intuitiva che consente di avere a disposizione tutti i dati dei propri pazienti da qualsiasi postazione dotata di un accesso internet, ad esempio nella struttura della Asl dove il medico si reca per vaccinare i propri pazienti. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Corinna Miceli, medico di medicina generale a Catania, grazie all’intervista realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone, che è stata registrata in occasione del 4° Congresso dell’Accademia del Sapere Medico Artemisia, svoltosi a Catania con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e la responsabilità scientifica del dott. Marcello Scifo, presidente del sodalizio. [divide]Vedi tutte le interviste nello speciale video Artemisia

Vitamina D e Covid 19, intervista al dott. Nino Rizzo

Vitamina D e Covid 19: l’azione immunostimolante del colecalciferolo. Il Colecalciferolo, comunemente definito vitamina D3, è uno steroide derivato dal deidrocolesterolo in seguito all’esposizione a radiazioni ultraviolette, precursore della forma biologicamente attiva della vitamina D nota come calcitriolo. Questo steroide, opportunamente legato in circolo a specifiche proteine plasmatiche, raggiunge il fegato per una prima idrossilazione e successivamente il rene, dove viene convertito in 1, 25 diidrossi colecalciferolo, quindi reso funzionalmente attivo. La vitamina così idrossilata può agire su vari tessuti attraverso specifici recettori nucleari regolando finemente il metabolismo calcio-fosforo e più precisamente incrementando il riassorbimento renale e l’assorbimento intestinale di questi elementi. La Vitamina D3 (colecalciferolo) si può trovare principalmente negli alimenti di origine animale come pesce grasso come il salmone,uova,fegato,frattaglie,carni rosse. La Vitamina D3 (colecalciferolo) si può trovare anche in alcune forme di vegetali quali i Licheni. La funzione principale della vitamina D risiede nel favorire l’assorbimento del calcio e del fosforo nell’intestino, oltre che nel riassorbimento del calcio a livello dei reni. Quando si manifesta uno squilibrio con il calcio possono insorgere rachitismo nei bambini, dolori alle ossa e dolori articolari negli adulti; vera e propria fragilità ossea a causa dell’ipomineralizzazione del tessuto (Osteoporosi). La condizione catalizza il rischio di fratture e di inarcamento delle ossa lunghe. Inoltre la Vitamina D ha diverse altre funzioni nel nostro organismo soprattutto sul tono dell’umore in quanto collabora nella produzione di serotonina, e diverse altre funzioni stimolanti le difese immunitarie. Facilita l’assorbimento di calcio nell’apparato digerente e ne regola le funzioni nel corpo. Ne abbiamo parlato con il dott. Nino Rizzo, medico di medicina generale a Catania. L’intervista realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone, è stata registrata in occasione del 4° Congresso dell’Accademia del Sapere Medico Artemisia, svoltosi a Catania con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e la responsabilità scientifica del dott. Marcello Scifo, presidente del sodalizio. [divide]Vedi tutte le interviste nello speciale video Artemisia

Artemisia celebra il Congresso della “ripartenza”. Intervista al dott. Scifo

Il Congresso “Artemisia” dell’Accademia del Sapere Medico ha evidenziato contenuti qualificati e grande partecipazione di pubblico che hanno caratterizzato lo svolgimento a Catania della quarta edizione del congresso. L’evento che ha portato la firma del dott. Marcello Scifo, in qualità di responsabile scientifico, è stato organizzato da AV Eventi e Formazione. Il congresso Artemisia ha approfondito il ruolo della Medicina generale territoriale in funzione della pandemia in atto e ha offerto momenti di confronto scientifici anche su altri temi grazie alle sessioni Cardiometabolica, Uro-Ginecologica e Nutraceutica. Focus anche su temi riconducibili alla specialistica della Pneumologia. Il rapporto intimistico che il Medico di Famiglia intrattiene con i suoi pazienti di entrambi i sessi fa si che il trattamento delle patologie uro-ginecologiche sia un punto cardine fondamentale della sua attività professionale. Per completare l’excursus di questo 4° Congresso Artemisia è stata discussa l’importanza delle varie terapie per le dislipidemie con utilizzo dell’ezetimibe da solo o in associazione con le statine, nonchè le possibili alternative nutraceutiche nei pazienti intolleranti. Questo evento ha rappresentato quindi, una preziosa occasione per ampliare e aggiornare il bagaglio professionale del medico di famiglia, che costituisce a tutti gli effetti un ”polispecialista”, punto di riferimento per il paziente. Il congresso Artemisia inoltre ha messo nella condizione di avere un quadro complessivo degli schemi terapeutici utilizzati per paziente con infezione da Coronavirus fino alle patologie cardio-metaboliche e respiratorie più diffuse tra la popolazione. Ancora una volta la puntuale e precisa integrazione con le figure specialistiche di riferimento permette di ottenere il ”Gold Standard” nella gestione del paziente. In apertura di lavori sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell’Ordine dei Medici di Catania, prof. La Mantia e l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza. Il corso ha dato un quadro completo degli schemi terapeutici utilizzati per paziente con infezione da Coronavirus, fino alle patologie cardio-metaboliche e respiratorie più diffuse tra la popolazione. Ancora una volta la puntuale e precisa integrazione con le figure specialistiche di riferimento permette di ottenere il ‘’Gold Standard’’ nella gestione del paziente. Il rapporto intimistico che il Medico di Famiglia intrattiene con i suoi pazienti di entrambi i sessi consente il trattamento delle patologie uro-ginecologiche sia un punto cardine fondamentale della sua attività professionale. [divide]Vedi tutte le interviste nello speciale video Artemisia

Atrofia vulvo-vaginale, intervista al dott. Francesco Puglisi

L’atrofia vulvo-vaginale è una problematica ginecologica che entra a pieno titolo nella gestione da parte del Medico di medicina generale. L’atrofia vulvo-vaginale è una condizione cronica che tende a peggiorare nel tempo. Si caratterizza per l’assottigliamento della mucosa vaginale, con conseguente riduzione della vascolarizzazione, dell’elasticità e del grado di idratazione. Inoltre, si contraddistingue per un aumento del pH vaginale associato ad una riduzione dei lactobacilli, batteri buoni che proteggono la flora delle mucose vaginali. Ne abbiamo parlato con il dott. Francesco Puglisi, Medico di Medicina generale e Responsabile dello Studio Specialistico “Gyneco” di Catania. Nonostante l’ampia diffusione, questa patologia è ancora oggi sottostimata e parlarne è fonte di imbarazzo per migliaia di donne. Diversi i percorsi di cura al Policlinico di Milano: fra questi un trattamento senza farmaci basato sulla radiofrequenza. Ha un’incidenza altissima, colpisce in Italia una donna su due dopo la menopausa e provoca sintomi come secchezza vaginale, prurito e dolore ai rapporti sessuali. E’ l’atrofia vulvo-vaginale (AVV), patologia che ha un forte impatto negativo sulla qualità di vita della donna. Una malattia che, nonostante l’ampia diffusione, è ancora oggi decisamente sottostimata: il coinvolgimento delle parti intime provoca spesso disagio e vergogna nelle donne, che tendono quindi a trascurare questa malattia, con inevitabili conseguenze sia di salute che sulla vita di coppia. I percorsi terapeutici per la sua cura sono diversi: dai lubrificanti vaginali alla terapia estrogenica locale, sino ad un nuovo trattamento senza farmaci basato su uno strumento a radiofrequenza utilizzato proprio al Policlinico di Milano. L’intervista realizzata dal direttore di Medicalive Magazine, Salvo Falcone, è stata registrata in occasione del 4° Congresso dell’Accademia del Sapere Medico Artemisia, svoltosi a Catania con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e la responsabilità scientifica del dott. Marcello Scifo, presidente del sodalizio. [divide]Vedi tutte le interviste nello speciale video Artemisia