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Redazione, Autore presso Medicalive - Pagina 17 di 174

Medicalive

Presa in carico Reumatologo-Odontoiatra, intervista alla dott.ssa Maria Grazia Cannarozzo

In un percorso virtuoso e di coinvolgimento, reumatologia e odontoiatria si schierano insieme contro l’osteoporosi e in particolare contro l’osteonecrosi dell’osso della mandibola (ONJ). Il progetto di creare una task force in Sicilia, volta a prevenire e curare questa patologia, è stato lanciato durante lo svolgimento del 7° Congresso CReI – Collegio dei Reumatologi italiani Sicilia svolto a Giardini Naxos il 27 e 28 Maggio 2022 su iniziativa del dott. Aldo Molica Colella, direttore della UO di Reumatologia Ospedali Riuniti “Papardo – Piemonte” di Messina. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maria Grazia Cannarozzo, presidente del Cenacolo Odontostomatologico e componente del comitato scientifico Associazione Italiana Donne Medico. La video intervista è di Salvo Falcone; il congresso è stato organizzato da AV Eventi e Formazione. Vai allo special con tutti i video dell’evento  

Congresso CReI Sicilia, intervista al prof. Sarzi Puttini

L’artrite reumatoide vista attraverso il rapporto infezione, vaccini e terapie immunosoppressive è stato il tema affrontato dal prof. Piercarlo Sarzi Puttini, Direttore UOC Reumatologia AOPU “L. Sacco”, Milano, al Al 7° Congresso CReI Sicilia, svolto a Giardini Naxos. L’evento che ha visto la responsabilità scientifica del dott. Aldo Molica Colella (vertice della UO di Reumatologia Ospedali Riuniti “Papardo – Piemonte”, Messina) è stato organizzato da AV Eventi e Formazione. Vai allo special con tutti i video dell’evento  

Congresso CReI Sicilia, intervista al dott. Molica Colella

Al 7° Congresso CReI Sicilia, svolto a Giardini Naxos, abbiamo intervistato il responsabile scientifico dott. Aldo Molica Colella, vertice della UO di Reumatologia Ospedali Riuniti “Papardo – Piemonte”, Messina. L’evento è stato organizzato da AV Eventi e Formazione. Vai allo special con tutti i video dell’evento  

Afasia dopo l’ictus: la Stimolazione Transcranica Elettrica migliora il recupero della funzione linguistica

 L’utilizzo combinato della stimolazione elettrica transcranica e dei trattamenti neuroriabilitativi migliorano notevolmente il ripristino dell’attività linguistica nei pazienti affetti da afasia post-ictus. A dimostrarlo è lo studio clinico, tutto italiano, condotto dall’Istituto San Celestino di Milano e dal Poliambulatorio Giano di Cesena. I ricercatori per arrivare a queste conclusioni hanno preso in esame un campione di 30 pazienti con Afasia post ictus, il disturbo del linguaggio che sperimenta circa un terzo dei sopravvissuti all’Ictus come conseguenza di danni cerebrali: «Siamo partiti da un campione di 17 uomini e 13 donne, di età compresa tra i 45 e i 60 anni» spiega la dottoressa Federica Peci, psicologa ad indirizzo Neuroscienze cognitive e coordinatrice del gruppo di ricerca. «Il gold-standard del trattamento per il PSA (ndr. afasia post ictus) è un approccio integrato tra logopedia e neuropsicologia che aiuta a ripristinare le funzioni linguistiche e cognitive perse, tuttavia il recupero spesso è lento ed è difficile pensare a un ripristino completo della funzione linguistica e cognitiva- commenta la dottoressa Peci-. Negli ultimi anni numerosi studi internazionali hanno dimostrato che, affiancando alle procedure di riabilitazione standard, stimolazioni elettriche o magnetiche delle aree cerebrali interessate dall’ictus, si ottengono risultati migliori ed in tempi più rapidi. Da qui l’idea di indagare se, e in quale grado, abbinarvi un trattamento di stimolazione transcranica elettrica potesse aumentare l’efficacia della riabilitazione, in termini di capacità di espressione, comprensione del linguaggio, della lettura, della scrittura». «Per procedere con la ricerca abbiamo suddiviso il nostro campione in due gruppi- continua la ricercatrice-: 11 soggetti di controllo hanno effettuato riabilitazione neuropsicologica due volte a settimana; mentre 19 soggetti sperimentali hanno effettuato riabilitazione neuropsicologica due volte a settimana e un ulteriore trattamento di tDCS (stimolazione elettrica transcranica) domiciliare ogni giorno. Il protocollo di riabilitazione è stato seguito per 4 settimane».I pazienti sono stati sottoposti a valutazione neuropsicologica standardizzata che indaga vari domini cognitivi, prima e dopo il periodo di trattamento. Sono state indagate, tre le altre: l’efficienza cognitiva globale (con il MMSE), le funzioni linguistiche nelle sue componenti di produzione (fluenze semantiche e fonemiche), comprensione (Token Test), denominazione orale e comprensione di nomi (Boston Naming Test). Il gruppo di controllo ha effettuato solamente riabilitazione neuropsicologica, mentre il gruppo “tested” ha affiancato alla riabilitazione neuropsicologica un trattamento di stimolazione cerebrale transcranica sui pazienti affetti da afasia. In ciascun gruppo sono stati confrontati i punteggi ottenuti ai test neuropsicologici a pre-trattamento e in un post-trattamento. «Sull’andamento dell’efficienza cognitiva globale il gruppo sperimentale ha ottenuto un incremento del 6,52% tra i punteggi misurati prima e dopo i trattamenti riabilitativi in presenza di stimolazione elettrica transcranica, mentre il gruppo di controllo ha ottenuto un miglioramento solo di 1,42%. È emerso per tutti i domini cognitivi indagati che i risultati migliori sono stati raggiunti dai pazienti sottoposti anche al trattamento di stimolazione elettrica transcranica». Lo studio clinico, dati alla mano, ha dunque dimostrato che abbinando alla riabilitazione neuropsicologica un trattamento di stimolazione elettrica transcranica, si ottengono risultati migliori: «Il lavoro mette in luceancora una volta l’efficacia della stimolazione elettrica transcranica nell’accelerare il recupero della funzione linguistica a seguito di un ictus e apre la strada a nuovi interventi di riabilitazione da intraprendere subito dopo il danno, per minimizzare la disabilità post-ictus. La stimolazione transcranica- conclude la dottoressa Federica Peci- è una tecnica di stimolazione non invasiva e indolore ampiamente utilizzata nella ricerca clinica con risultati promettenti nell’ambito della riabilitazione motoria e cognitiva. La ricerca può offrire un importante contributo in questo ambito».

Ragusa, scelto il progetto vincitore per il completamento dell’ospedale “Giovanni Paolo II”

C’è un progetto vincitore per il completamento dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa. La proposta prima classificata è stata redatta da un raggruppamento composto dalla PROGER SPA e SINCRETICA SRL entrambe di Pescara.    Infatti, in data 04 maggio 2022 la Commissione Giudicatrice ha ultimato i lavori relativi al secondo grado di concorso concludendo le operazioni di valutazione e definendo la relativa graduatoria di merito per il completamento dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.  Dopo la scelta del progetto, giorno 10 maggio la Commissione ha decrittato la documentazione amministrativa dei partecipanti al concorso per eseguire l’abbinamento tra le proposte progettuali e i loro autori che fino ad allora erano sconosciuti. Adesso gli uffici procederanno alla verifica della documentazione amministrativa dei concorrenti al fine di pervenire all’approvazione della graduatoria e alla conseguente aggiudicazione definitiva. Un percorso iniziato nel febbraio 2021 data in cui fu stipulato il protocollo di intesa tra il direttore generale dell’ASP di Ragusa, arch. Angelo Aliquò, il vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, arch. Rino La Mendola e il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della provincia di Ragusa, arch. Salvatore Scollo. «Siamo lieti – afferma il Direttore Generale – del lavoro delle Commissione altamente qualificata supportata dal nostro servizio tecnico, che ha certamente scelto la migliore soluzione progettuale, che sarà realizzata grazie al finanziamento ottenuto dal Governo della Regione e in particolare dall’Assessorato della Salute. Finalmente vediamo la fine di un percorso che porterà Ragusa ad avere un unico presidio ospedaliero con una scelta che certamente farà superare le criticità dell’attuale presidio».

Telemedicina, il punto di vista all’OMCEO Palermo

Tanti dubbi operativi da chiarire, ma i servizi in telemedicina sono visti come una grande opportunità dal 95% dai medici di famiglia (report Fimmg), che vedono nelle risorse del Pnrr la soluzione per gestire in futuro salute e cronicità in modo equo e sostenibile. Ma solo il 30% dei professionisti ne ha usufruito, soprattutto in tempi di covid: un’accelerazione alla medicina del territorio dunque “apparente”, nonostante le televisite abbiano dimostrato, al di là della pandemia, di essere indispensabili non solo per seguire le fragilità più gravi e le cronicità, ma per governare anche le infinite liste d’attesa durante il lockdown. Per gli esperti intervenuti durante i lavori della due giorni “Telemedicina, intelligenza artificiale/E-Health-per il diritto alla salute” che si è svolta a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, se l’obiettivo è garantire il diritto alla salute, i fondi della “missione 6” del Pnrr dovranno garantire: competenza digitale ai sanitari quanto ai cittadini, uguale efficienza in tutte le regioni del Paese, indicatori di qualità dei servizi erogati e inserimento tra i livelli essenziali di assistenza (Lea) e formazione. Ma l’orizzonte sembra essere ancora lontano. “Difficile definire televisite i servizi erogati fino ad oggi da remoto. Nella maggior parte dei casi si è trattato di videochiamate perché la telemedicina deve necessariamente utilizzare dispositivi certificati per trasmettere in modo sicuro informazioni di carattere medico, che devono equiparati, anche in termini di privacy, ai servizi diagnostici e terapeutici erogati dal sistema sanitario. Senza indicatori gestionali standardizzati in tutto il Paese si rischia uno sviluppo disallineato tra le regioni e tra gli stessi territori, allargando la forbice della disuguaglianza nell’accesso alle cure. D’ora in poi, bisogna mirare gli investimenti perché i benefici della telemedicina non sono solo clinici ed economici, già ampiamente dimostrati, ma anche di sostenibilità ambientale e sociale. Basti pensare all’impatto ambientale delle emissioni di gas quando un paziente si sposta da un comune all’altro per curarsi”. Così il presidente Omceo Palermo Toti Amato, consigliere della Fnomceo aprendo ieri i lavori del congresso. Dello stesso avviso anche la senatrice Urania Papatheu, presidente dell’intergruppo parlamentare per l’inclusione parlamentare: “La crisi sanitaria ha alzato l’asticella dell’uso delle tecnologie informatiche dei medici di famiglia dal 10 al 30%. La strada è lunga e il Pnrr è un’opportunità, ma nessuno si salva da solo. Bisogna lavorare insieme per offrire le migliori risposte ai cittadini. Stiamo creando le condizioni di sviluppo, attraverso anche previsioni legislative, che vanno stabilite ascoltando tutti i player coinvolti, tra cui i medici”. La raccolta dei dati sulla salute dei cittadini è stata necessaria per contenere la diffusione del coronavirus. Una condizione eccezionale che ha sottolineato l’importanza della protezione dei dati personali e di piani d’investimento sulla sicurezza informatiche “Il  ‘viaggio’ dei big data deve restare anonimo – come ha rimarcato il dirigente sanitario del Ministero della Salute Ulrico Angeloni – . E’ necessario che l’invio di un dato anonimo ritorni anonimo”. “I dati devono essere accessibili nel massimo della sicurezza”, ha proseguito il presidente della Meccatronica Valley di Termini Imerese Antonello Mineo, presentando ai convegnisti il “Centro competenza big data”. “Un asset tecnologico intelligente – ha spiegato – in grado di sviluppare servizi di big data e analytics a supporto del sistema sanitario in Sicilia e dei cittadini. Il progetto consentirà alle strutture sanitarie di non dovere cambiare software. Installato su qualunque sistema informativo preesistente si adatterà al nuovo modello sanitario, accelerando il passaggio alla interoperabilità completa e alla pubblicazione di nuovi servizi per i cittadini e i sanitari”. “I fondi del Pnrr sono importantissimi per l’assistenza territoriale, che non si fa soltanto attraverso le strutture, ma rispettando la prossimità – ha concluso Giacomo Caudo, presidente dell’Omceo di Messina e coordinatore della commissione telemedicina della Fnomceo -. Bisogna sfatare il mito che la distanza riduca il rapporto medico-paziente, che sotto certi aspetti può al contrario rafforzarsi perché la telemedicina rappresenta un accompagnamento continuo dei sanitari a casa del cittadino. Ma perché tutto questo accada è necessaria la giusta formazione”. Molti gli interventi di esperti nel corso dell’evento. Tra gli altri, il direttore di Futuro e Innovazione della fondazione Enpam Luca Cinquepalmi e il vicepresidente vicario Luigi Galvano, il presidente onorario della Società italiana di telemedicina (Sit) Gianfranco Gensini. E ancora, Placido Bramanti, componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) del Ministero della Salute e Gianluigi Greco, presidente dell’Associazione italiana per l’intelligenza artificiale (AIxIA). La due giorni è stata organizzato dall’Ordine dei medici di Palermo in collaborazione con il Polo Meccatronica Valley di Termini Imerese.

L’anniversario: i primi 50 anni della SINPIA

Promuovere la salute e la salvaguardia del Neurosviluppo secondo SINPIA, quel complesso periodo che fin dal concepimento ai primi 1000 giorni e poi fino alla giovane età adulta, è cruciale nel determinare la buona salute fisica e mentale degli individui, così come lo è nella genesi e nelle possibilità di cura dei disturbi neurologici, psichiatrici e neuropsicologici dell’infanzia e dell’adolescenza. Con questo obiettivo la SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza lancia per l’11 maggio, in occasione dei 50 anni dalla sua fondazione e nell’ambito della Settimana Europea di Sensibilizzazione sulla Salute Mentale 2022, la Giornata Nazionale per la Promozione del Neurosviluppo. Fattori di rischio comuni e componenti genetiche, neurobiologiche e ambientali trasversali ed età specifiche possono infatti interferire con il processo del Neurosviluppo, modificando lo sviluppo del cervello molto precocemente, compromettendo le reti neurali che sottendono alla maturazione delle funzioni adattive, motorie, comunicative, di apprendimento, alle emozioni e al comportamento. Gli effetti di tali modifiche possono essere evidenti fin dai primi anni di vita, comportando l’insorgenza di disturbi come l’autismo, i disturbi di linguaggio e apprendimento, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, l’epilessia. Oppure rendersi evidenti in adolescenza, con disturbi psichiatrici come la schizofrenia e la depressione. “Servono interventi mirati e attenti per la promozione del Neurosviluppo – spiega la Prof.ssa Elisa Fazzi, Presidente della SINPIA e direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia – per incrementare i fattori protettivi e diminuire l’impatto dei fattori di rischio. Interventi direttamente a supporto di un armonico sviluppo emotivo, motorio, linguistico, cognitivo, sociale dalla nascita all’adolescenza, e poi interventi a supporto delle situazioni di vulnerabilità familiare, maggiore attenzione in tutti gli ambienti e nei contesti di vita in cui i bambini ed i ragazzi crescono e molto altro. Serve infine garantire interventi mirati quando sono presenti segni di rischio di disturbi del Neurosviluppo. Sempre più ricerche evidenziano infatti come un positivo Neurosviluppo, dal concepimento alla giovane età adulta, sia fondamentale nel determinare la buona salute fisica e mentale degli individui. Per celebrare la Giornata abbiamo scelto i colori dell’arcobaleno, a rappresentare sia l’incredibile varietà degli aspetti coinvolti nel Neurosviluppo e nei disturbi ad esso connessi, sia la necessità di tutti i bambini di vivere in tempi di pace per poter sviluppare al massimo il proprio potenziale neuropsichico”.   MONUMENTI ILLUMINATI CON I COLORI DELL’ARCOBALENO E UN WEBINAR PUBBLICO E GRATUITO Per celebrare la Giornata, la sera del prossimo 11 maggio molti Comuni e istituzioni italiane illumineranno le proprie sedi o monumenti con i colori dell’arcobaleno, tra cui la sede dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma e la Loggia a Brescia. Sempre in occasione della Giornata del Neurosviluppo i Servizi e le Unità operative di Neuro Psichiatria delle regioni italiane attiveranno iniziative locali per sensibilizzare la popolazione sul tema. Lo stesso giorno di mercoledì 11 maggio a partire dalle 16.30, un webinar (link) gratuito e aperto a tutta la popolazione promosso dalla SINPIA sarà dedicato all’importanza dell’investimento sulla promozione del Neurosviluppo e sulla cura dei disturbi ad esso correlati. Al webinar, a cui seguirà una tavola rotonda dedicata ai 50 anni della SINPIA, interverranno la Prof.ssa Flora Vaccarino dell’Università di Yale (USA), il Prof. Giovanni Cioni (IRCCS Stella Maris, Pisa), il Dott. Nardo Nardocci (IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C. Besta di Milano),  il prof. Filippo Muratori (IRCCS Stella Maris, Pisa), oltre al presidente di SINPIA Prof.ssa Elisa Fazzi (ASST Spedali Civili e Università di Brescia) e ai Past Presidents SINPIA Dott.ssa Antonella Costantino (Policlinico di Milano), il Dott. Franco Nardocci (Università di Modena) e il Prof. Bernardo dalla Bernardina (Università di Verona). Per partecipare al webinar gratuitamente è sufficiente iscriversi qui. Per maggiori informazioni su SINPIA, clicca qui.    IN ITALIA DISTURBI NEUROPSICHICI FINO AL 20% DELLA POPOLAZIONE 0-17 ANNI A causa della Pandemia e del suo impatto sulla salute generale della popolazione, il benessere psichico dei minori è diminuito oltre il 10% a livello mondiale, con il raddoppio dei bambini sotto la soglia del disagio, con un aumento di rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, senso di solitudine e di impotenza, stress, disturbi del sonno oltre che di patologie anche più severe come disturbi del comportamento alimentare ed autolesionismo. In Italia i disturbi neuropsichici dell’età evolutiva colpiscono quasi 2 milioni di bambini e ragazzi, tra il 10 e il 20% della popolazione infantile e adolescenziale tra i 0 e i 17 anni, con manifestazioni molto diverse tra loro per tipologia, decorso e prognosi. La loro incidenza è in ascesa, in meno di dieci anni è raddoppiato il numero di bambini e adolescenti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA). “La prevalenza raddoppiata dei disturbi neuropsichici è certamente espressione di un trend già presente nei 10 anni precedenti – spiega la Dott.ssa Antonella Costantino, Past President della SINPIA e Direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS «Ca’ Granda» Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – la Pandemia ha però mostrato come una diminuzione delle attenzioni collettive ai bisogni neuropsichici di bambini e adolescenti possa avere conseguenze drammatiche sulla loro salute mentale e sul loro sviluppo complessivo, in particolare per coloro che già presentavano  vulnerabilità.  La crescita esponenziale delle richieste a cui stiamo assistendo riguarda tutti i disturbi del neurosviluppo, trasversalmente a tutte le fasce dell’età evolutiva, e non è limitata solo ai disturbi psichiatrici in adolescenza. Va affrontata di conseguenza, con uno sguardo di sistema, ben radicato nelle nuove conoscenze offerte dalle neuroscienze, nella consapevolezza che molto si può e si deve fare per prevenire l’emergere dei disturbi e che per la cura sono necessari modelli clinici e organizzativi in grado di adattarsi rapidamente al cambiamento dei bisogni senza cadere in facili riduzionismi”.   Infine, l’impatto sempre più prepotentemente negativo delle diseguaglianze economiche, sociali, e culturali, a loro volta aggravate da eventi ulteriormente destabilizzanti come pandemie e guerre, insieme all’indifferenza, alla negazione, all’incomprensione, all’ostilità e allo stigma, ha una valenza dirompente nell’incremento dei disturbi neuropsichiatrici. “I problemi conseguenti ai disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono ormai drammatici e tragicamente trascurati, sia in termini di messa in campo di adeguate strategie di prevenzione sia in termini di risorse per la cura – conclude la prof.ssa Elisa Fazzi – Occorrono risorse e risposte di sistema, integrate e coordinate tra educativo, sociale e sanitario, nell’ambito di un cambiamento culturale profondo che apra all’innovazione ed al futuro, perché tutti i bambini e ragazzi con disturbi del Neurosviluppo e le loro famiglie vedano finalmente riconosciuto il

SIAARTI contribuisce alla riflessione sul DM70 e sul suo aggiornamento

Nell’ambito di un processo di consultazioni con le Società Scientifiche accreditate col Ministero della salute e su invito della Direzione generale della programmazione sanitaria diretta dal Dr Andrea Urbani, il Presidente della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), Prof. Antonino Giarratano, ha presentato la proposta di aggiornamento del Decreto Ministeriale 2 aprile 2015, n. 70 (DM70) (“Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”). La proposta riguarda alcuni punti specifici di diretta pertinenza e competenza della Dirigenza medica di Anestesia e Rianimazione: Terapie Intensive e Semintensive/Subintensive; Anestesia; Rete emergenza-urgenza extraospedaliera; Rete Sepsi e shock settico; Rete dei Punti Nascita e Organizzazione della Rete di terapia del Dolore. “Abbiamo voluto contribuire alla riflessione sul DM70 e sul suo aggiornamento mettendo a punto in prima istanza un documento corposo, specifico, puntuale ed analitico”, è il commento del presidente Giarratano al documento presentato al Ministero, “siamo convinti di avere avanzato alcune proposte che partendo dal paziente e seguendo la Buona pratica clinica sono estremamente utili al rinnovamento degli standard qualitativi ospedalieri e di aver così mantenuto fede alla vocazione che abbiamo come società scientifica di contribuire con proposte chiare ed evidence based allo sviluppo del SSN e dei servizi ai cittadini, in linea con quanto il Ministero ci chiedeva”. Concentrandosi sulle terapie Semintensive/Subintensive, SIAARTI ha sottolineato che il DM70 non ha previsto definizioni specifiche, ragione per cui “sarebbe importante che il nuovo DM 70 (bis) intervenga a definire modelli organizzativi basati su percorsi di Buona Pratica Clinica riconosciuti, ciò anche alla luce del potenziamento previsto dai recenti Provvedimenti Legislativi (DL 34/2020 convertito in Legge in data 17.07.2020) e della Tecnologia che, quota parte, ne prevede la trasformazione in Terapia Intensiva da Semi-Intensiva critica)”. “Gli ultimi due anni di emergenza pandemica – scrive SIAARTI – hanno evidenziato la necessità di definire soprattutto nell’Area Semintensiva/Subintensiva modelli organizzativi, competenze, tecnologie e specialità coinvolte, evitando diatribe fondate sulla difesa di categorie o singole discipline”. Per questo SIAARTI propone nel documento presentato una “classificazione dei livelli di intensità di cura, in linea con la Buona pratica clinica esercitata nei nostri migliori ospedali, adeguati per pazienti di differente criticità con relativa denominazione, dotazione di personale medico, infermieristico e di attrezzature e possibilità di step-up verso la Terapia Intensiva”. I livelli proposti sono quattro: 1-alta intensità di cura; 2-terapia semintensiva; 3- terapia semintensiva critica; 4-terapia Intensiva polivalente/generale, postoperatoria, specialistica. Sul tema elettivo dell’anestesia, SIAARTI propone che la specialità dell’anestesia-rianimazione-terapia intensiva e del dolore esca dall’area dei cosiddetti Servizi Ospedalieri: “sarebbe opportuno definire una nuova area ‘medico-chirurgica’ dove poter allocare specialità ad expertise trasversali come l’Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore, la Radiologia Interventistica, la Fisiatria e altre”. SIAARTI giunge ad indicare anche la dotazione organica minima per i servizi di Anestesia: per ospedali di base con Pronto Soccorso con > 15.000 accessi/anno e/o con punti nascita: unità di personale medico di almeno 7 unità oltre al Responsabile di UO. Per le reti emergenza-urgenza, qualunque sia il modello proposto dal DM 70 affinché possano essere garantiti gli stessi standard su tutto il territorio nazionale, SIAARTI ritiene che tutti i modelli organizzativi debbano essere “vincolati e strutturati sulla base di quanto espresso nei documenti di Buona Pratica Clinica e Linee Guida redatte dalle Società Scientifiche accreditate dal Ministero e registrate alla piattaforma SNLG del Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure (CNEC). Infatti, poiché basati su evidenze scientifiche, questi documenti potranno fornire indicazioni su quali specialisti, quali competenze e skills siano necessarie e adeguate ad una corretta gestione dell’Emergenza Extraospedaliera/Territoriale”. In particolare SIAARTI si è soffermato sul modello organizzativo di elisoccorso HEMS, dove “la figura medica deve essere identificata con un medico specialista in Anestesia e Rianimazione e/o con un Medico Specialista in Emergenza Urgenza con comprovata e continuativa pratica nella gestione avanzata delle vie aeree e del paziente critico”. Sulla sepsi e sullo shock settico, prima causa di morte ospedaliera in crescita esponenziale nel mondo e sindrome “tempo-dipendente”, SIAARTI ha chiesto che venga esplicitata la necessità di una rete multidisciplinare specifica con attivazione di centri di coordinamento di area critica, formazione specifica del personale, creazione strutturata dei sepsi team nell’ambito delle strutture del SSR secondo un modello identificativo delle competenze presenti e con l’acquisizione di risorse tecnologiche che permettano il supporto e l’ottimizzazione dei vari organi e delle varie funzioni dell’organismo dei pazienti settici e con l’attivazione di specifici PDTA. Sulla terapia del dolore SIAARTI ha ricordato che nel precedente DM70 la terapia del dolore era solo “citata”, mentre oggi in base a quanto previsto dalla legge n. 38 del 15 marzo 2010 e all’Accordo Stato-Regioni del 27 luglio 2020, che definisce “l’accreditamento delle reti di terapia del dolore”, è opportuno , confermare le competenze della Disciplina che vede oltre 5000 Anestesisti Rianimatori operare sul campo, e avviare le Reti di Terapia del Dolore. Queste Reti “rispondono ai requisiti definiti in termini qualitativi, quantitativi, organizzativi e di personale totalmente dedicato, tali da garantire l’impostazione ed il completamento di percorsi clinici appropriati”. Si configura così un sistema di Hub and Spoke con posti letto specificamente dedicati alla Terapia del Dolore vengono inseriti in area chirurgica e numericamente stabiliti secondo i piani di programmazione regionali, in rapporto ai bacini di utenza. In particolare – sottolinea SIAARTI – “La Disciplina di Terapia del Dolore non è basata su prestazioni singole od occasionali ma sull’offerta ed il completamento di percorsi clinici. Tale Disciplina è parte della Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore. Pertanto, i Centri Hub and Spoke di Terapia del Dolore sono affidati a Specialisti in Anestesia, Rianimazione”. Per quanto riguarda la rete dei punti nascita, SIAARTI ha proposto alcune integrazioni al testo del DM70, tra cui l’aggiunta delle Unità operative di anestesia e rianimazione e guardia attiva di anestesia H24 tra i setting assistenziali ospedalieri previsti all’interno della stessa rete.

Festival della Scienza Medica, alla prima giornata oltre 20 mila spettatori

Si è chiusa con numeri straordinari la prima giornata dell’edizione 2022 del Festival della Scienza Medica, l’appuntamento della città di Bologna con la cultura medico-scientifica giunto alla sua 8a edizione, ideato da Fabio Roversi Monaco con l’obiettivo di rendere accessibili al grande pubblico i temi e le sfide della medicina. La sola mattinata contava già oltre 20 mila spettatori, tra pubblico in presenza e collegamenti in streaming, anche da Francia, Germania, Spagna, UK, USA e Canada. Grande interesse ha suscitato il discorso di inaugurazione di questa edizione del Festival della Scienza Medica del suo ideatore Fabio Roversi Monaco, che ha sottolineato l’importanza del tema di quest’anno, “Educare alla cura: insegnare e apprendere”, così come l’intervento del premio Nobel per la chimica 2012 Brian Kobilka sull’attivazione dei recettori accoppiati alle proteine G e le sfide legate alla scoperta di farmaci proprio per questi recettori. E ancora una riflessione corale su come è cambiato e sta cambiando l’insegnamento della medicina e un interessante tavola rotonda sull’impiego dell’Intelligenza Artificiale in medicina. Tanti i temi all’ordine del giorno, con nomi di rilievo del panorama medico internazionale. La giornata si è conclusa con il concerto organizzato da Farmindustria in collaborazione con Accademia Filarmonica di Bologna Fondazione, che si è tenuto alle 19.30 presso il Conservatorio di Musica “G. B. Martini”.

Reumatologia, a Giardini Naxos il 7° Congresso CReI Sicilia voluto dal dott. Molica Colella

In Sicilia fatto il punto sulla reumatologia, intervista al dott. Aldo Molica Colella

Il 7° Congresso CReI Sicilia si svolgerà a Giardini Naxos il 27 e 28 Maggio 2022 presso l’UnaHotels Naxos Beach su iniziativa del dott. Aldo Molica Colella che ne è il responsabile scientifico e con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione. “ll 7° Congresso regionale CReI Sicilia 2021 – afferma il dott. Aldo Molica Colella, direttore della UOSD di Reumatologia all’Ospedale Papardo di Messina – è un corso di aggiornamento in Reumatologia – branca della medicina che si occupa delle malattie reumatiche, patologie caratterizzate dall’infiammazione di articolazioni, muscoli, ossa e, a volte, altri organi interni (reni, polmoni, vasi sanguigni e cervello) – che ha come obiettivo primario i problemi della vita quotidiana del reumatologo e del malato reumatico Il 7° congresso regionale CReI Sicilia vedrà impegnate, oltre il reumatologo, le altre figure specialistiche coinvolte nella cura delle malattie in reumatologia, compreso il medico di medicina generale. Sarà articolato in varie sessioni, e saranno affrontati argomenti quali l’integrazione ospedale territorio ed il ruolo del medico di medicina generale, il dolore cronico e gli aggiornamenti sul mondo della reumatologia. Ampio spazio – prosegue il responsabile scientifico – sarà dedicato alla sessione sui rapporti della pandemia da COVID-19 con le malattie reumatiche – come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica e le spondiloartriti, il lupus, o la sclerosi sistemica – provando a comprendere come devono comportarsi i pazienti che ne sono affetti. Saranno presenti anche le associazioni dei pazienti, con uno spazio loro dedicato per potere esprimere tutte le loro problematiche. Sarà occasione di confronto tra i reumatologi siciliani e – conclude il dott. Molica Colella – con alcuni rappresentanti del consiglio direttivo nazionale del CReI e saranno affrontati anche temi riguardanti il futuro della reumatologi”.