Catania, il 22 aprile si celebra la “Giornata nazionale per la salute della donna”
Ha preso il via nell’Azienda ospedaliera Cannizzaro, la serie di attività previste nell’ambito della terza edizione dell’(H)Open Week promossa da ONDA (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) per la prevenzione e la cura delle principali malattie femminili. Servizi gratuiti sono in programma da oggi e per tutta la settimana, in occasione della Giornata nazionale della Salute della Donna che si celebra il 22 aprile. Sono 50 le visite prenotate in Senologia, che saranno effettuate oggi e venerdì, e oltre 70 le consulenze con interventi di educazione nutrizionale in Dietologia, programmate per oggi, mercoledì e venerdì; in entrambe le Unità Operative le prestazioni sono state prenotate secondo le modalità comunicate in tempo utile. È invece a ingresso libero lo sportello di ascolto “La tutela della salute nell’adolescente: dai disturbi alimentari alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale”, attivato per ragazze di età tra 11 e 16 anni dall’Unità Operativa di Pediatria martedì, giovedì e sabato, dalle 9 alle 12 (nel reparto al piano 3 dell’edificio F3). Infine, in occasione dell’(H)Open Week, il Centro di Procreazione medicalmente assistita dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, in collaborazione con l’Ufficio Stampa e Comunicazione Istituzionale, ha realizzato un video informativo sulla salute riproduttiva, pubblicato sull’home page del sito aziendale www.aocannizzaro.it. Sul sito www.bollinirosa.it è possibile consultare il programma delle iniziative. SCARICA IL VIDEO
Celiachia, dall’ASP Ragusa la formazione degli operatori
L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, al fine di consentire una normale vita sociale ai soggetti allergici, comprese le persone celiache, anche fuori casa, organizza corsi di formazione per fornire agli operatori della ristorazione pubblica e collettiva corrette informazioni sulla dieta corretta, variegata ed equilibrata. Grazie al SIAN aziendale – Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – in collaborazione con l’istituto Galileo Ferraris di Ragusa e l’AIC – Associazione Italiana Celiachia -, per il 2018 sono stati programmati 3 corsi “gratuiti”, di formazione ed aggiornamento professionale della durata di 6 ore, con una parte teorica e una parte pratica. I corsi si terranno il 27 aprile, 8 maggio e 24 maggio p.v. dalle ore 10:30 alle ore 17.00 presso l’Istituto Galileo Ferraris in Via Tommaseo 5 – Ragusa. Obiettivo dei corsi è fornire agli OSA gli elementi conoscitivi essenziali della patologia e dei rischi per i celiaci connessi ad una alimentazione contenente glutine; gli elementi per gestire il controllo dei rischi con una corretta applicazione dei principi dell’autocontrollo secondo la logica dell’HACCP; la sensibilizzazione verso la scoperta di una gastronomia costituita da piatti semplici e sani; la valorizzazione dei cibi non processati, la comprensione della loro etichettatura, l’abbandono del cosiddetto cibo spazzatura e la riscoperta della tradizione del “fare da e per sé” piatti semplici e genuini, utilizzando le tante materie prime naturalmente “prive di glutine”. Gli operatori della ristorazione collettiva (mense scolastiche, ospedaliere, aziendali, ecc.), della ristorazione pubblica (ristoranti, pizzerie, bar, bed & breakfast, alberghi, grande distribuzione ecc.) del settore artigianale (gastronomie, gelaterie, laboratori artigianali, panifici, macellerie, ecc.) e gli studenti del IV e V anno degli Istituti alberghieri che fossero interessati a partecipare alle edizioni sopra indicate, possono inoltrare la domanda allegata, debitamente compilata, all’indirizzo e-mail: marinella.ricci@asp.rg.it e corsisian@libero.it.
Emofilia: “Precarietà nell’assistenza. Ripartiamo dall’accordo Stato-Regioni”
L’appello di FedEmo in occasione della XIV Giornata Mondiale “Precarietà nell’assistenza. Ri-partiamo dall’accordo Stato-Regioni”: questo l’appello lanciato dalla Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) in occasione dell’incontro “d’ACCORDO con MEC. Trattamenti omogeni, rilanciamo il dialogo” che si è svolto oggi a Roma per celebrare la XIV Giornata Mondiale dell’Emofilia. Obiettivo dell’evento quello di portare all’attenzione delle Istituzioni la mancata attuazione, a 5 anni dalla sua firma, dell’accordo per l’assistenza sanitaria ai pazienti affetti da Malattie Emorragiche Congenite (MEC). “In Italia sono oltre 11.000 le persone affette da Malattie Emorragiche Congenite – ha dichiarato l’Avv. Cristina Cassone, Presidente FedEmo –. Tra loro, poco più di 5.000 quelle con Emofilia A o B. Ad oggi siamo purtroppo costretti a registrare un’inerzia sostanziale da parte delle Istituzioni locali che non hanno dato seguito pratico a quanto contenuto nel documento. Questo è causa di un livello disomogeneo di assistenza interregionale che comporta non solo significativi costi socio-sanitari, ma anche forti disagi nella vita personale e lavorativa di pazienti e famiglie”. Poche, infatti, le Regioni che al di là di un recepimento dell’Accordo hanno dato qualche seguito concreto al documento, tra cui Piemonte, Liguria, Lazio ed Emilia Romagna. “Conoscere l’emofilia – ha proseguito la Senatrice Paola Binetti – significa conoscere i diritti dei pazienti e garantire loro non solo le migliori cure possibili, sulla base di un aggiornamento scientifico accurato; significa anche intervenire con politiche sociali che facilitino un loro inserimento professionale adeguato alle loro capacità e competenze”. Attraverso l’accordo MEC, raggiunto su istanza presentata da FedEmo, il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano si erano impegnati a definire il percorso assistenziale per le persone affette da MEC, al fine di garantire loro qualità, sicurezza ed efficienza nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria (LEA) in riferimento alla formulazione della diagnosi, al processo di cura, alla gestione delle emergenze emorragiche, alla prevenzione e al trattamento delle complicanze dirette ed indirette della patologia. “L’impegno assunto con l’Accordo Stato-Regioni del 13 marzo 2013 – ha aggiunto la Senatrice Elena Fattori – non può e non deve essere disatteso. Definire un percorso assistenziale di qualità per le persone affette da MEC è un dovere al quale nessuna Regione può sottrarsi. Mi auguro che tutte le regioni rispettino l’impegno preso”. Ad emergere nell’accordo MEC la necessità di assicurare la presa in carico del paziente con MEC in tutto il territorio nazionale, riducendo differenze ed iniquità di accesso alla diagnosi, alle cure e ai trattamenti ottimali in base alle evidenze scientifiche, tenendo conto degli indirizzi per la definizione di percorsi regionali o interregionali di assistenza per le persone affette da MEC. Garantire tutto ciò, attuando quanto di fatto è contenuto nell’accordo, oltre ad una ottimale presa in carico del paziente condurrebbe a una sicura razionalizzazione e a un più efficace controllo dei costi. “I traguardi terapeutici raggiunti – ha affermato la Dott.ssa Elena Santagostino, Presidente Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE), Responsabile Unità Emofilia, Centro Angelo Bianchi Bonomi, IRCCS Fondazione Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – hanno portato l’aspettativa di vita del paziente con emofilia ad essere paragonabile a quella della popolazione generale. Pertanto, oggi con l’invecchiamento della popolazione emofilica dobbiamo far fronte alla gestione degli esiti cronici legati alla coagulopatia persistente (artropatia degenerativa e rischio emorragico pluridistrettuale), oltre che alla comparsa di comorbidità tipiche dell’età avanzata quali le malattie cardiovascolari, tumorali e metaboliche che hanno un importante impatto sulla gestione clinica globale. Per potere rispondere a questi bisogni, in continua evoluzione, i Centri per la cura dell’emofilia devono avvalersi di specifiche competenze cliniche specialistiche ed organizzarsi per rispondere in maniera efficace ed efficiente a tali sfide”. “L’emofilia – ha concluso l’Avv. Cassone – attualmente, grazie alle opzioni terapeutiche disponibili, è sostanzialmente comparabile ad una condizione di cronicità con risorse, cure e professionalità dedicate. Cercheremo di sviluppare questo tema per immaginare come potrebbe configurarsi in futuro il sistema emofilia nel nostro Paese. La Giornata Mondiale dell’Emofilia è un momento importante per dare voce ai bisogni insoddisfatti dei nostri pazienti, ma vuole essere anche un momento costruttivo, di confronto e di reale collaborazione con le Istituzioni affinché la qualità di vita delle persone con Malattie Emorragiche Congenite possa migliorare in maniera concreta”.
Autismo, a Roma il metodo della consultazione partecipata
Nel mese della consapevolezza dell’autismo, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) promuove il 21 aprile a Roma un seminario di studio, con interventi di eminenti studiosi del campo, per presentare il libro “Emersioni dall’area autistica. Consultazione partecipata e dieci casi clinici precoci” a cura di Marco Macciò e Maurizio Zani (Magi edizioni). L’incontro si svolgerà nella sede della Scuola di specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO, in Corso d’Italia 38 A, dalle 14.30 alle 18.30. La partecipazione è libera e non è richiesta la prenotazione. I dieci casi clinici presentati nel libro mostrano l’efficacia della terapia psicoanalitica che utilizza il metodo della consultazione partecipata ideato dalla psicoanalista Dina Vallino per la cura dei bambini che hanno ricevuto diagnosi di rischio o di disturbo dello spettro autistico. “Il libro – si legge nell’introduzione – si rivolge ai genitori e a tutti coloro che, impegnati in istituzioni pubbliche o nel privato, si occupano della cura di bambini che hanno ricevuto diagnosi di rischio o di disturbo dello spettro autistico. In particolare intende rendere conto dell’efficacia di una pratica terapeutica a base psicoanalitica totalmente modificata attraverso la valorizzazione del metodo della consultazione partecipata, definito teoricamente ed elaborato metodologicamente da Dina Vallino: un metodo che ha ottenuto risultati incoraggianti , pur svolgendosi in tempo breve o relativamente breve e in modo non intensivo. Una delle sue caratteristiche principali consiste nel coinvolgimento dei genitori nella attività di cura review. Tale caratteristica risulta oggi condivisa da alcuni approcci terapeutici (ABA, Metodo DIR, Metodo Denver), tuttavia si declina nel nostro approccio in modo originale: si tratta di una psicoterapia di orientamento psicoanalitico in cui la relazione affettiva tra bambino e ge nitori occupa la scena nel qui e ora della seduta”. Il metodo si configura come “uno strumento operativo potente – scrivono gli autori – dal momento che l’effetto positivo della singola seduta risulta potenziato dal nuovo comportamento affettivo/interattivo intrapreso dai genitori nella vita quotidiana tra una seduta e l’altra. La nostra proposta di cura coinvolge i genitori a partire dall’ipotesi secondo cui si siano verificati fraintendimenti nella relazione famigliare”. Rispetto al Progetto Tartaruga dell’IdO, il primo modello evolutivo a mediazione corporea per i disturbi dello spettro autistico nell’infanzia, “che lavora sulla dimensione affettiva e investe da molteplici angolature anche la dimensione della corporeità del bambino – concludono – l’intervento proposto in questo volume focalizza esclusivamente il momento della psicoterapia”. Saranno presenti al seminario Marco Macciò, filosofo, cultore della psicoanalisi e presidente dell’associazione Dina Vallino, che parlerà dei ‘Primi risultati nella cura del disturbo dello spettro autistico con la consultazione partecipata’; Cinzia Chiappini, psicoterapeuta dell’età evolutiva a indirizzo psicodinamico, che si centrerà su ‘Un’esperienza d’avvio e consolidamento della comunicazione emotiva con un bambino particolarmente difficile’; Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’IdO, farà una ‘Analisi del contesto e integrazione tra neuropsichiatria e psicoterapia’. Sarà, inoltre, presente Maria Pia Corbò, psicoanalista del Centro di psicoanalisi romano. Magda Di Renzo, psicologa, psicoterapeuta e responsabile del servizio di terapia dell’IdO, modererà l’incontro.
Catania, provette prelievi inviate con la posta pneumatica
Si basa su un’idea del passato il nuovo sistema di trasferimento delle provette ematiche del Garibaldi-Centro di Catania. E’ la “Posta pneumatica”, inventata in Egitto addirittura nel I secolo avanti Cristo da Erone di Alessandria. Si tratta di un meccanismo attraverso il quale era possibile inviare oggetti da un luogo ad un altro in tempi brevissimi e con limitati sprechi di energia. Da qualche giorno, infatti, nell’ospedale di piazza Santa Maria di Gesù l’antico metodo è stato riadattato alle moderne esigenze di trasferimento del materiale ematico dal Dipartimento di Emergenza verso il laboratorio analisi, riducendo sensibilmente le distanze e abbattendo le annose problematiche di refertazione. Peraltro, vantaggi scaturiscono anche per la qualità dell’assistenza stessa, in quanto il personale che in precedenza era impiegato a fare da corriere, oggi può dedicarsi esclusivamente ad un ruolo molto più vicino alle esigenze dei pazienti. “Non è una rivoluzione – ha detto Giorgio Santonocito, Commissario dell’Arnas Garibaldi – ma della dimostrazione che, a volte, si possono ottenere grandi risultati con creatività e piccoli investimenti”. Vantaggioso anche sotto il profilo del costo, la posta pneumatica permette di inviare oggetti attraverso tubi d’aria pressurizzata. L’infermiere ripone la provetta all’interno di una piccola camera che, una volta piena, viene sigillata. Attraverso una specifica tastiera, poi, il tutto viene inviato al destinatario che sarà avvisato del “pacco” in arrivo in pochi secondi da un segnale acustico e da un lampeggiante. “Si può dire – continua il manager – che la fase di sperimentazione sta andando davvero a profitto, tanto che stiamo pensando di estendere l’idea anche in altri reparti”.
SIPPS: tre nuovi documenti scientifici 2018 per i pediatri italiani
Alimentazione, oculistica e ginecologia pediatrica: si concentrano su queste tre macro aree i nuovi documenti scientifici 2018 sui quali sta lavorando la SIPPS.
Asp Ragusa, si lavora all’apertura del nuovo ospedale
Un’attività continua e senza sosta quella che viene svolta dalla Direzione Strategica e dall’Ufficio Tecnico aziendale finalizzata all’apertura del Giovanni Paolo II. Tutto procede, come già annunciato, in diverse occasioni, dal Commissario dell’Azienda, dr. Salvatore Lucio Ficarra, secondo la tabella di marcia che lo stesso si è data, sin dal suo insediamento, come “priorità”. In questa fase così delicata per il futuro di questa importante struttura sanitaria sarebbe auspicabile, serio e opportuno oltre che utile, che la Politica, nella sua accezione più alta, evitasse di fare speculazioni che non aiutano di certo a rendere il clima sereno e soprattutto creare nella comunità un sentimento di sfiducia nei confronti dell’Asp. L’ospedale aprirà quando si avrà la certezza che ai pazienti sarà garantita la totale sicurezza, quindi se qualche “azione” doveva essere portata avanti andava fatta a tempo debito.
L’ASP di Trapani ancora una volta sconfitta in Tribunale
Riconosciute le giuste rivendicazioni dei medici penitenziari La Direzione Generale condannata alle spese: però pagano i contribuenti siciliani. La questione è stata sollevata dal Commissario Straordinario Dott. De Nicola e dal Direttore Sanitario Dott. Ernadez dell’ASP di Trapani, che avevano messo in dubbio la piena vigenza della legge 740/1970 e s.m.i. e posto limitazioni all’attività dei medici penitenziari in servizio al carcere di Trapani. Questa organizzazione sindacale, mossa a sostegno dei medici, aveva formalmente invitato gli amministratori a recedere da dette errate posizioni, adducendo norme e giurisprudenza. L’allora Direzione Commissariale, sorda ad ogni invito, ha proseguito nell’azione che ha poi condotto al giudizio. Alla fine la Giustizia ha trionfato; i diritti dei medici sono stati riconosciuti: infatti con sei sentenze consecutive dal 2016 al 2018 (l’ultima delle quali del mese di febbraio 2018) i Giudici del Lavoro hanno riconosciuto le ragioni dei medici penitenziari, le stesse invocate da questo sindacato, ed hanno condannato l’ASP di Trapani. Quindi dopo Agrigento, anche a Trapani soccombe sotto il peso della Giustizia, riconoscendo il diritto al lavoro al personale che per anni ha operato garantendo la salute ai detenuti. A dire il vero in questa inutile battaglia l’ASP di Trapani è stata sostenuta dell’ex Assessore Gucciardi e dal suo staff tecnico, cui erano stati rivolti inviti a rivedere talune posizioni ed orientare diversamente l’azione politico/organizzativa. Questa Segreteria era direttamente intervenuta in incontri presso l’Assessorato Regionale alla Salute, dovendo, però, prendere le distanze dalle scelte operate dagli uffici regionali, che si muovevano verso soluzioni non funzionali e contro gli operatori. Intanto i medici hanno subito un danno incalcolabile in questi anni e per la qual cosa dovranno essere risarciti. Purtroppo di ciò non pagherà né l’ex Commissario, né l’ex Assessore né i sui tecnici esperti, ma i contribuenti siciliani. L’avvisaglia è chiara: intanto tutti i giudici hanno condannato l’ASP di Trapani alle spese di giudizio; il resto poi si vedrà. Come in precedenza rilevato, l’auspicio è che il nuovo Governo Regionale ed il nuovo Assessore, dotandosi di adeguato staff di esperti conoscitori della materia, possano procedere a rivedere il modello organizzativo dell’assistenza sanitaria nelle carceri (anche ispirandosi ad esperienze da anni maturate in altre regioni come in Toscana, Veneto, ecc); possano valutare la rimodulazione dell’Osservatorio Regionale, che poco ha lavorato sulla materia; possano trovare soluzioni che non disperdano il patrimonio di esperienze e conoscenze del personale già presente negli istituti siciliani al momento del transito, esperto e formato da anni di attività professionale specifica. L’invito è rivolto anche al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria affinché accetti di condividere modelli organizzativi, confrontandosi con gli operatori sanitari degli Istituti Penitenziari.
ASP Ragusa, si apre il Pronto Soccorso di Modica
Oramai è tutto pronto per l’imminente apertura del nuovo pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica, a dare la notizia è il Commissario dr. Salvatore Lucio Ficarra. I lavori necessari per adeguare il progetto alle indicazioni dei Vigili del Fuoco, indicate nel corso del sopralluogo preventivo, sono stati effettuati nei tempi fissati per la realizzazione. In data 10 aprile 2018 si è proceduto al sopralluogo da parte dei funzionari dei Vigili del Fuoco per la verifica degli adempimenti relativi alla Scia – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – con esito positivo. In mattinata sono stati consegnati al VI° Settore –Urbanistica – gli atti relativi alla Segnalazione Certificata per l’Agibilità, ora si aspetta solo il perfezionamento di alcuni semplici aspetti burocratici e il Pronto Soccorso sarà consegnato alla comunità. La data di inaugurazione sarà concordata con l’Assessore regionale alla Salute, avv. Ruggero Razza, che aveva già preannunciato, durante la sua ultima visita a Modica in occasione dell’inaugurazione delle cucine del P.O. modicana, il gradimento di condividere un momento così importane come quello dell’apertura del nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore.
ASP Siracusa, stabilizzazioni: 85 dirigenti medici firmano e passano di ruolo
Con la lettura solenne della formula del giuramento di fedeltà alla Repubblica e la firma dei contratti individuali di lavoro, 85 dirigenti medici delle varie discipline sono assunti da stamane a tempo indeterminato dall’Asp di Siracusa a conclusione del primo step del processo di stabilizzazione avviato in applicazione della riforma Madìa. Si tratta di anestesisti, igienisti, broncopneumologi, medici d’urgenza, neonatologi, oncologi, patologi clinici, pediatri, urologi, cardiologi, ortopedici, radiologi, gastroenterologi, internisti, neurologi, neuropsichiatri infantili, psichiatri, chirurghi generali, farmacologi, medici trasfusionali, veterinari. Seguirà il secondo step di stabilizzazione del personale a tempo determinato in possesso dei requisiti dell’Area della dirigenza sanitaria non medica e del Comparto. Una cerimonia emozionante e affollatissima, per il personale, precario anche da decenni, amici, familiari, dirigenti e personale dell’Azienda, che si è svolta nella sala conferenze dell’Ordine dei Medici di Siracusa, presieduta dal commissario Salvatore Brugaletta, con il direttore sanitario Anselmo Madeddu il direttore amministrativo Giuseppe Di Bella, il direttore delle Risorse Umane Eugenio Bonanno e il suo staff al completo. Il commissario Salvatore Brugaletta ha esordito ringraziando l’assessore regionale della Salute Ruggero Razza “che si è fatto carico sin dal primo giorno del suo insediamento, nel garantire una migliore assistenza sanitaria ai cittadini, – ha detto – di individuare come prioritaria la stabilità del personale, dopo anni di blocco concorsuale, consentendo, grazie ai suoi indirizzi e al prezioso supporto delle Direzioni generali dell’Assessorato e dei loro uffici, di applicare la legge Madia per il superamento del precariato e di raggiungere il traguardo di oggi che dà certezza di lavoro, stabilità e serenità a tanti professionisti che, pur in condizione di precariato, si impegnano da anni con dedizione e senso di appartenenza nell’interesse supremo di soddisfare i bisogni sanitari dei pazienti”. Parole di elogio il commissario ha espresso anche nei confronti delle Direzioni sanitaria e amministrativa dell’Azienda dirette da Anselmo Madeddu e Giuseppe Di Bella, nonché dell’Unità operativa Gestione Risorse umane diretta da Eugenio Bonanno e a tutto il personale che ha attivamente collaborato: “E’ stato messo in campo un prezioso lavoro di squadra, frutto di condivisione interna e con l’Assessorato – ha detto – con un impegno incessante per il raggiungimento di un unico obiettivo comune”. Al personale stabilizzato, infine, auguri di buon lavoro con una raccomandazione in particolare: “Entrando a pieno titolo nella famiglia della Pubblica amministrazione, vi chiedo di continuare nell’esercizio della vostra professione con il massimo impegno e con il senso di appartenenza che avete già dimostrato”. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal direttore sanitario Anselmo Madeddu che ha rivolto il suo saluto anche nella funzione di presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa: “Oggi è una grande festa per l’Asp di Siracusa – ha detto Madeddu – e il merito è di tutti, perché completiamo la prima parte di un iter che dà stabilità al personale e ciò vuol dire rilanciare entusiasmo e senso di appartenenza”. Madeddu ha ricordato i tanti provvedimenti messi in campo nell’ultimo triennio dall’istituzione della Radioterapia, alla Pet/tac, che hanno consentito di ridurre notevolmente la mobilità passiva, alla stabilizzazione degli ex lsu, oltre 170 unità, unica in Sicilia a stabilizzare l’intero bacino, ai 620 incarichi dirigenziali, per citare gli ultimi provvedimenti in ordine di tempo, annunciando a breve l’istituzione di nuovi ed importanti servizi. Madeddu ha quindi ripercorso l’iter delle stabilizzazioni di oggi partendo dalla rimodulazione dell’atto aziendale, alla definizione della nuova dotazione organica, alle modifiche del Piano triennale del fabbisogno per giungere al complesso percorso per l’applicazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 20 della legge 75 del 2017 e stabilizzare tutto il personale che ne ha diritto. Anche il direttore amministrativo Giuseppe Di Bella nel suo intervento ha espresso auguri di buon lavoro al personale stabilizzato: “Dietro le carte – ha detto – ci sono le persone che vanno considerate ed incentivate nell’entusiasmo per realizzare al meglio la sanità siracusana. Voi rappresentate il futuro della sanità siracusa ed è su voi e sulla vostra capacità umana e professionale che puntiamo”. Carico di partecipazione emotiva è stato, infine, l’intervento del direttore delle Risorse Umane Eugenio Bonanno: “Siamo arrivati alla firma del contratto di assunzione – ha detto – e vi riteniamo tutti professionisti all’altezza e qualificati. Per noi siete un investimento, – ha aggiunto – vogliamo che questa azienda cresca, non abbassate mai la guardia su quello che deve essere il vostro primo intendimento, e cioè l’aggiornamento continuo per un servizio di qualità, umanizzando l’assistenza, per soddisfare al meglio le richieste dei pazienti nelle cui vesti dovete sempre innanzitutto porvi”.