Programmazione aziendale del SS. Salvatore di San Giovanni in Persiceto

Giovedì 5 luglio alle ore 20.30 nella Sala consiliare del Municipio di Persiceto (corso Italia 70) si terrà un incontro pubblico, dedicato al futuro dell’Ospedale SS. Salvatore nella programmazione aziendale e distrettuale, promosso dall’Unione Terred’acqua in collaborazione con l’ Azienda USL di Bologna. Per l’occasione parteciperanno all’incontro Giuliano Barigazzi, presidente Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna, Emanuele Bassi, presidente Unione Terred’acqua, Chiara Gibertoni, direttore generale Azienda Usl di Bologna, Sergio Venturi, assessore alle Politiche della salute Regione Emilia Romagna. Interverranno inoltre Francesco Andrei, dirigente medico Urologia – Azienda Usl di Bologna, Nicola Binetti, direttore Pronto Soccorso – Emergenza Territoriale, Azienda Usl di Bologna, Gianpaolo Bragagni, direttore Medicina Interna Ospedale SS. Salvatore – Azienda Usl di Bologna, Stefania Dal Rio, responsabile infermieristico Persiceto – Pianura Ovest – Azienda Usl di Bologna, Roberto Lovine, direttore Medicina Riabilitativa Ospedale SS. Salvatore – Azienda Usl di Bologna, Federica Martuzzi, responsabile del Programma Media e Bassa complessità chirurgica – Azienda Usl di Bologna, Marco Miceli, responsabile Radiologia Pianura – Azienda Usl di Bologna, Manlio Nicoletti, direttore Oculistica Azienda Usl di Bologna, Alberto Zanichelli, direttore Distretto di Committenza e Garanzia Pianura Ovest – Azienda Usl di Bologna. Modera l’incontro Lorenzo Pellegatti, Sindaco di San Giovanni in Persiceto. L’incontro sarà trasmesso in streaming sul sito del comune di Persiceto, è possibile seguire la diretta accedendo dall’homepage alla sezione Web Tv – Incontro sull’Ospedale SS. Salvatore.
Attivata la Chirurgia otologica all’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti

Consentirà interventi di qualità per le esigenze del comparto montano e di tutta la provincia E’ iniziata all’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti l’attività di Chirurgia otologica dell’equipe guidata dal dottor Giovanni Bianchin – Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Audiologia e Otochirurgia dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia. La Chirurgia otologica nata per curare le malattie infiammatorie e croniche dell’orecchio, negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo in relazione alle tecniche di correzione della sordità. Grazie all’avvento di presidi tecnici sofisticati quali gli impianti cocleari (cosiddetto orecchio bionico) possono ora essere corrette le sordità profonde da esiti infettivi o traumatici e quelle, ormai molto diffuse, derivanti dal generale invecchiamento della popolazione. “Il futuro – spiega Bianchin – prevede una rapida evoluzione di tecniche e strumenti con un aumento degli interventi di correzione della sordità che si affiancheranno all’uso delle tradizionali protesi acustiche. Questa chirurgia, eseguita con l’ausilio del microscopio operatorio con ingrandimenti fino a dieci – dodici volte, prevede l’utilizzo di strumentazione molto sofisticata, delicata e di alta tecnologia. Le dimensioni di alcune protesi sostitutive della catena degli ossicini dell’orecchio hanno diametri di mezzo millimetro e lunghezze di pochi millimetri in campi operatori di pochi centimetri”. La professionalità richiesta al personale dedito a questa chirurgia è particolarmente elevata in tutti i momenti di assistenza del paziente, dalla preparazione pre -operatoria, alla anestesia, al ricovero post operatorio e l’implementazione di questi interventi necessita pertanto di una struttura assistenziale ben collaudata e affidabile in grado di riconoscere e affrontare eventuali complicanze. Nella nostra Regione, come nel panorama nazionale, queste caratteristiche portano ad avere mediamente solo un punto per provincia in grado di erogare questa chirurgia.
Oristano, salute mentale: ‘Artefice’, l’arte contro i pregiudizi

Venerdì 6 luglio a Oristano musica, poesia e pittura per raccontare il mondo di chi convive con il disagio mentale ‘Artefice’ è il titolo della manifestazione culturale che si terrà venerdì 6 luglio presso la libreria bistrot Librid di Oristano, in piazza Eleonora: una serata per raccontare il mondo di chi convive con il disagio mentale, per mostrare, attraverso la musica, la poesia e la pittura, la ricchezza interiore delle persone con sofferenza psichica e per superare lo stigma e il pregiudizio che spesso le costringono all’isolamento sociale. Già da domani, mercoledì 4 luglio, fino a lunedì 9 al Librid saranno esposte le opere pittoriche, mentre nell’appuntamento di venerdì saranno lette le poesie, raccolte in un’antologia poetica, con l’accompagnamento della chitarra classica. Autori di dipinti, disegni, poesie, brani musicali sono gli utenti del Dipartimento di Salute mentale e dipendenze della Ats-Assl Oristano, guidato dallo psichiatra Gianfranco Pitzalis, dipartimento che ha organizzato l’evento in collaborazione con la cooperativa Ctr ‘Primavera’ di Santa Giusta e con la stessa libreria che ospiterà l’evento. «Il progetto è nato dalla volontà di avvicinare gli utenti dei Centri di salute mentale al complesso e affascinante mondo dell’arte e della poesia e di dare loro gli strumenti per poter rappresentare attraverso l’arte emozioni, sentimenti e desideri – spiega l’educatore del Dipartimento di salute mentale Filippo Bartolomeo, referente dell’iniziativa – Abbiamo scelto di chiamare ‘Artefice’ questa manifestazione perché il messaggio che vogliamo lanciare è che chiunque, anche chi vive un disagio psichico, è artefice del proprio destino e può cercare il riscatto sociale: l’arte è una delle tante forme attraverso cui i nostri pazienti cercano, e trovano, un riscatto». Non è un caso che la manifestazione sia organizzata a quarant’anni dalla legge 180, la cosiddetta “Legge Basaglia”, dal nome dello psichiatra che rivoluzionò e umanizzò l’assistenza alle persone con disagio mentale restituendo ai pazienti la piena dignità di persone e affiancando alla terapia farmacologica nuovi metodi e strumenti di cura. Sul solco di quell’insegnamento si pone l’attività del Dipartimento di Salute mentale di Oristano, che sperimenta forme di terapia diverse – dallo sport all’arte, passando per l’agricoltura sociale – con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e lo sviluppo dell’autonomia di chi è affetto da sofferenza mentale. L’ingresso all’evento è libero e gratuito
Ausl Toscana Sud Est, il progetto Cuore di Maglia conquista i neonati del Misericordia
Tanti piccoli indumenti fatti a mano per prendersi cura ancora di più di mamma e bambino Scarpine lunghe “mezzo pavesino”, cuffiette “come una mela”, copertine, camicini, sacchi nanna, questo è il meraviglioso mondo di Cuore di Maglia, un progetto, promosso dall’omonima associazione onlus, dedicato ai neonati prematuri che ha preso il via anche all’ospedale Misericordia di Grosseto. Tutto ruota intorno al concetto di “care”, letteralmente “prendersi cura”, che indica l’insieme delle premure e delle sollecitudini che si possono offrire al neonato pre-termine per farlo star bene e ridurre gli svantaggi legati al ricovero e all’incubatrice. Insieme al progetto Pelle a pelle, Cuore di Maglia ha invaso con la sua generosità e solidarietà i reparti del Misericordia di Ostetricia e Ginecologia, diretto dal dottor Fabrizio Signore e Patologia Neonatale e Pediatria e Neonatologia, diretti dalla dottoressa Susanna Falorni, con tanti piccoli indumenti colorati e caldi, fatti artigianalmente dalle volontarie della associazione e dati in dono ai piccoli e ai loro genitori. I bambini appena nati e in particolare quelli nati prima del termine dei nove mesi, quando nascono vivono una sorta di escursione termica che può causare dispersione di calore soprattutto delle parti periferiche come testa, piedi e mani. Per evitare sbalzi di temperatura, i piccolini vengono subito vestiti con cappellini, calzini e avvolti in un triangolino di maglia come in una coperta e messi a contatto con la pancia della mamma. Cuore di maglia si integra perfettamente nel progetto Pelle a pelle, già operativo al Misericordia: secondo il protocollo il neonato subito appena venuto alla luce, viene messo sull’addome della mamma a contatto appunto con la sua pelle. Questo favorisce lo stabilirsi di un’interazione naturale madre-figlio, la riduzione di ipotermie e facilita l’avvio dell’allattamento al seno, con la possibilità che il piccolo si attacchi al seno anche nelle prime due ore di vita. Cuore di Maglia nasce nel 2008, quando un gruppo di amiche decide di rendersi utili, soprattutto ai bambini, con i loro lavori. Scarpine piccolissime e cappellini buffi per scaldare i piccoli nati pretermine, copertine, corredini per bambini con famiglie in difficoltà, tutto rigorosamente fatto a mano, con filati pregiati, lana di qualità, cashmere, merinos. “Il personale sanitario insieme ai genitori dei piccoli – dichiara il dottor Signore – apprezzano in modo particolare questi regali che arrivano da Cuore di Maglia, perché rientrano nel protocollo Care: rendere cioè più umana la permanenza in ospedale, sia del piccolino che dei genitori. Le attenzioni ulteriori che l’iniziativa consente portano a una sensazione di normalità e di speranza che hanno effetti positivi sulla mamma e sul neonato”. Cuore di Maglia è presente in 55 ospedali italiani e in 6 Centri di Aiuto alla Vita, dove vengono programmate consegne mensili o semestrali. “Tra i tanti doni di Cuore di Maglia, – conclude la dottoressa Falorni – una delle idee più interessanti è il ‘sacco nanna’. Il neonato, all’interno dell’utero materno è contenuto, coccolato, e ha dei confini ben delimitati che con la nascita prematura vengono a mancare. Il sacco nanna oltre a scaldare, ricrea al piccino i confini della pancia della mamma, lasciata troppo presto, e lo fa sentire al sicuro, ben protetto in una sorta di abbraccio continuo, tutto suo. Molte madri usano il sacco nanna anche durante l’allattamento o per la marsupio-terapia. A volte bastano azioni semplici ma fatte con il cuore per alleggerire una situazione non sempre facile da accettare per i genitori dei piccoli prematuri”.
L’Office diagnostico-terapeutico urologico e ginecologico nello studio del Medico di Medicina Generale

EuroStat e mortalità evitabile: la stampa italiana dimentica la prevenzione primaria
In questi giorni EuroStat ha rilasciato le statistiche relative ai decessi 2015 analizzate secondo i criteri della mortalità evitabile. La stampa nazionale si è soffermata quasi esclusivamente sulla quota di decessi evitabili grazie alle risorse mediche e tecnologiche attualmente disponibili (per l’Italia è quantificata in circa 52.000 decessi l’anno), omettendo che EuroStat nel medesimo studio stima in quasi 90.000 le morti dovute a mancata prevenzione primaria. I due numeri non vanno sommati, come spiega chiaramente EuroStat nella sua pubblicazione, perché parte delle cause di morte sono considerate evitabili in entrambe le statistiche; tuttavia, per l’anno 2015 hanno complessivamente dato luogo – come diffuso a gennaio dal Rapporto MEV(i) – a circa 105.000 morti evitabili prima dei 75 anni di età. Natalia Buzzi, responsabile del centro studi Nebo, curatore del Rapporto MEV(i), sostiene che «è importante dare notizia anche della statistica EuroStat sui morti dovuti a carenza di prevenzione primaria, vale a dire quelli causati da scorretta alimentazione, tabagismo, abuso di alcol: se insistere sui decessi trattabili è di fondamentale importanza per sollecitare il miglior utilizzo delle attuali conoscenze e risorse, è altrettanto vero che dare la massima evidenza anche alla parte di mortalità prevenibile con più attenti stili di vita è determinante per informare e educare i cittadini e renderli più consapevoli di come gestire al meglio la propria salute laddove questa dipende anche e soprattutto da scelte private». L’analisi per l’Italia condotta da MEV(i) è stata armonizzata con quella EuroStat già dal 2016 e misura il fenomeno della mortalità evitabile sul territorio nazionale, per genere, quantificando di quanto si sarebbe potuto abbassare il numero di decessi tramite interventi di prevenzione primaria, di diagnosi precoce e terapia e di altra assistenza sanitaria. I risultati dei Rapporti e degli Speciali MEV(i) sono disponibili su www.mortalitaevitabile.it : così come EuroStat dà conto delle differenze fra i diversi Paesi dell’Unione, MEV(i) evidenzia la difformità di questo importante indicatore fra le province italiane.
Fibromialgia, sfatiamo alcuni luoghi comuni. Intervista al dott. Cassisi

Su questo tema abbiamo intervistato il dott. Gianniantonio Cassisi, specialista in reumatologia Unità Semplice Dipartimentale di Reumatologia – Poliambulatorio Specialistico – ASL 1 Belluno
Avviato con successo in umbria percorso di assistenza riabilitativa gratuita

“In Umbria è stato avviato, con successo, il primo esempio in Italia di assistenza domiciliare riabilitativa gratuita per persone con gravi disabilità, dovute a malattie neurodegenerative, con oltre 470 visite domiciliari e 55 pazienti seguiti settimanalmente su tutto il territorio regionale”: lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, intervenendo stamani, al Centro servizi “Grocco” a Perugia, all’inaugurazione di una nuova automobile donata alla Usl Umbria 1 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, per potenziare il servizio nell’area del perugino. “Il progetto – ha sottolineato Barberini – è stato avviato concretamente nel gennaio 2018, dopo che la Regione ha assegnato 100mila euro ad ognuna delle due Aziende sanitarie regionali per svolgere attività riabilitative respiratorie e motorie a domicilio per pazienti con gravi disabilità, come ad esempio i malati di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Entrambe le Usl hanno realizzato il percorso, assumendo 6 nuove figure professionali dedicate a questo servizio: tre fisioterapisti ciascuna, formati con appositi corsi aziendali e presso il centro clinico ‘Nemo’ dell’ospedale Niguarda di Milano, realtà di avanguardia al livello mondiale nel settore della riabilitazione”. “Da gennaio a giugno – ha proseguito l’assessore – nella Usl Umbria 1 sono state eseguite 180 visite domiciliari, percorsi oltre 7mila chilometri e seguiti 30 pazienti. Nella Usl 2, gli accessi sono stati 290 e 25 le persone prese in carico. Attraverso questo servizio, che funziona molto bene, diamo risposte concrete ed efficaci a persone in situazioni di grande fragilità”. Barberini ha inoltre fatto il punto della situazione sull’assistenza domiciliare in Umbria: “Sono oltre 12mila l’anno le persone non autosufficienti curate dalla sanità regionale, con varie forme di assistenza domiciliare. Vogliamo potenziare questo tipo di attività, investendo di più sulla rete dei servizi territoriali perché convinti che siano necessari per dare risposte più adeguate ai nuovi bisogni di salute dei cittadini”. All’evento sono intervenuti, tra gli altri, anche Andrea Casciari, direttore generale della Usl Umbria 1, Marco Dottorini, responsabile della Riabilitazione respiratoria della Usl Umbria 1, Andrea Zicchieri, presidente dell’associazione onlus ConSLAncio e Fausto Santesusanio, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, realtà sensibile al progetto di assistenza riabilitativa domiciliare per pazienti affetti da grave disabilità neuromotoria, che ha donato alla Usl Umbria 1 una nuova automobile (Fiat Punto) per garantire un numero maggiore di accessi domiciliari e l’ottimizzazione delle risorse sanitarie dedicate. “Questo progetto – ha sottolineato il direttore Casciari – rientra nel piano di potenziamento dell’assistenza domiciliare che la nostra azienda ha messo in atto da tempo e grazie al quale abbiamo raddoppiato gli accessi al domicilio dei pazienti, portandoli a 200mila nel corso del 2017. Il personale coinvolto è in grado di fornire un’assistenza altamente qualificata, grazie ad una specifica formazione sul campo sia all’Azienda ospedaliera Perugia che al Centro Nemo dell’ospedale Niguarda di Milano. Abbiamo già intenzione di potenziare ulteriormente il servizio, che già ci pone all’avanguardia in Italia, fornendo ai nostri fisioterapisti tablet e smartphone utili a monitorare i parametri clinici dei pazienti in telemedicina, direttamente dal loro domicilio”.
Diventano quattro gli “Open day” della Neurologia al San Jacopo

Sono diventati quattro gli appuntamenti per la prevenzione dell’ictus Gli Open Day organizzati dalla Neurologia al San Jacopo di Pistoia oltre alla giornata di domani (sabato 30) si replicheranno nei giorni 2, 10 e 14 luglio per consentire a chi non era riuscito a prenotarsi di eseguire lo studio del rischio vascolare, la misurazione della pressione arteriosa, l’individuazione della fibrillazione atriale, l’ecocolordoppler carotideo e vertebrale e infine valutazione neurologica conclusiva. L’iniziativa è stata realizzata dal direttore della Neurologia Gino Volpi in collaborazione con le Associazioni di Volontariato ALICE e Punto Unico oltre al personale sanitario. Volpi ringrazia le associazioni e la sua èquipe di medici e tecnici di neurofisiopatologia per la straordinaria collaborazione e disponibilità. Complessivamente nelle quattro giornate di Open Day verranno valutate quasi 200 persone.
Grosseto, al Misericordia il primo corso di Chirurgia robotica in Ginecologia
La Scuola internazionale di Chirurgia Robotica di Grosseto, coordinata dal dottor Paolo Pietro Bianchi, responsabile del Dipartimento di Chirurgia della Asl Toscana sud est e direttore della Chirurgia generale di Grosseto, allarga l’ambito dell’insegnamento Si è svolto infatti ieri e oggi il primo Corso di Chirurgia Robotica in Ginecologia, coordinato dal dottor Fabrizio Signore, direttore UO Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Misericordia. All’interno del Corso avanzato di Chirurgia robotica generale, i due giorni sono stati dedicati in parte all’analisi e all’approfondimento teorico delle tecniche mininvasive chirurgiche in ginecologia che sfruttano i vantaggi dell’utilizzo del robot, con illustrazioni di casistiche significative e presentazioni di relatori, professionisti del settore, provenienti da tutta Italia; mentre per l’aspetto pratico, i discenti hanno potuto eseguire simulazioni al robot e assistere in diretta a interventi di chirurgia robotica ginecologica tramite collegamento con la sala operatoria del Misericordia e di altri centri tra cui Pisa e Roma. “La chirurgia robotica e il suo insegnamento sono un’eccellenza della sanità grossetana che oltrepassa i confini nazionali – afferma Bianchi – dopo anni di interventi oggi possiamo attivare corsi di robotica anche in ambito ginecologico che rappresentano un valore aggiunto per la formazione e la professionalità degli specialisti che arrivano qui da vari Paesi per cogliere questa importante opportunità”. “La robotica rappresenta la chirurgia mininvasiva ad alta tecnologia che per la sua caratteristica di elevata precisione e per i vantaggi evidenti che comporta, trova ampio impiego anche in ginecologia. – spiega Signore – In questo settore gli interventi sono notevolmente aumentati negli anni, diventando anche sempre più complessi: se nel 2016 sono stati eseguiti 46 interventi di chirurgia robotica ginecologica, nel 2017 sono addirittura raddoppiati balzando a più di 80; Nei primi sei mesi di questo anno siamo allo stesso modo assistendo a un trend di interventi in continua crescita. In ambito ginecologico si fa ricorso alla robotica per interventi riguardanti patologie oncologiche, endometriosi profonda, interventi complessi di uroginecologia. Si tratta di chirurgia ad alta precisione che consente di ridurre le complicanze e aumentare i vantaggi per le pazienti, tra cui la forte riduzione della perdita di sangue e tempi di recupero post operatori molto più rapidi”.