Convenzione Asl3 e GdF di Genova per uno Sportello Prenotazioni Cup

Dal 5 luglio è attivo presso l’Infermeria del Comando Regionale Liguria della Guardia di Finanza – nella Caserma “San Giorgio” di Genova – un punto di prenotazione CUP Web dedicato ai militari del Corpo. Asl 3 e Guardia di Finanza hanno infatti siglato una convenzione triennale per la gestione del servizio tramite il quale poter accedere all’offerta sanitaria messa a disposizione dal CUP regionale. L’attività di prenotazione (senza funzioni di cassa) sarà svolta da personale del Reparto Tecnico Logistico e Amministrativo Liguria, nell’ambito del quale viene gestito il Polo sanitario della Guardia di Finanza di Genova (piazza Cavour 1). Il personale debitamente formato sugli aspetti tecnici da ASL3 – in collaborazione con Liguria Digitale – verrà supportato all’occorrenza dal personale sanitario afferente al Polo, che fornisce prestazioni specialistiche per il Corpo. L’iniziativa è stata presentata questa mattina presso la Sala Trasparenza del Palazzo della Regione Liguria, alla presenza della vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria, Sonia Viale, del Comandante Regionale Liguria della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Francesco Mattana, e del Direttore Generale ASL 3, Luigi Carlo Bottaro. “Grazie a questa convenzione – afferma l’assessore Sonia Viale – Asl3 mette a disposizione dei militari della Guardia di Finanza un servizio analogo a quello già attivato presso gli studi dei medici di medicina generale, grazie all’accordo stipulato con Regione Liguria. Sono dunque soddisfatta di questa collaborazione”. Il Generale di Brigata Francesco Mattana, ha sottolineato come “l’accordo, ideato in un contesto di sinergie tra la Guardia di Finanza e i diversi Enti del territorio, si inserisca nel quadro delle iniziative per favorire le migliori condizioni lavorative del personale in forza ai Reparti liguri e per agevolare l’accesso al servizio sanitario da parte dei militari del Corpo, in servizio ed in congedo, nonché dei rispettivi familiari”. “Questa iniziativa – spiega Luigi Carlo Bottaro, Direttore Generale di ASL3 – va a consolidare gli ottimi rapporti già esistenti tra Regione Liguria e Guardia di Finanza e si inserisce nell’ottica della condivisione e facilitazione di accesso alla rete, rappresentando un elemento “apripista” per eventuali collaborazioni future anche con altri soggetti. Si tratta di una formula – aggiunge Bottaro – che indirettamente contribuisce ad alleggerire le attività svolte presso gli sportelli territoriali”.
Reumatologia con 10 nuove UO. In Sicilia è svolta epocale
La branca è stata finalmente inserita nella nuova bozza della Rete Ospedaliera Siciliana. Tutto il territorio sarà capillarmente coperto con 10 Unità Operative. Soddisfatti SIR, CReI e Associazioni dei malati: “Preoccupazioni e proposte sono state raccolte”. La Reumatologia siciliana verso una importante svolta a vantaggio dei pazienti e dei professionisti sanitari. Nella nuova bozza della Rete Ospedaliera, la specialistica, infatti, viene rivalutata per essere inserita in un percorso strutturato con la istituzione di 10 Unità Operative. Nella sostanza tutto il territorio siciliano viene coperto con una rinnovata rete di assistenza. Soddisfazione per questo significativo passo in avanti viene espressa dai delegati siciliani della Società Italiana di Reumatologia (SIR), del Collegio dei Reumatologi Italiani (CReI) e dalle Associazione di malati reumatici. Un plauso particolare è rivolto all’Assessore Regionale alla Salute, Ruggero Razza, che rendendosi conto del vulnus assistenziale che si era creato nella Reumatologia siciliana, ha voluto fortemente l’inserimento di questa branca nella nuova Rete Ospedaliera. “Con questo recente riconoscimento – afferma il Consigliere nazionale della SIR e coordinatore della rete reumatologica provinciale dell’Asp di Ragusa Mario Bentivegna – si dà un seguito concreto a quanto previsto dal decreto del novembre 2012 che, primo in Italia, ha fatto nascere la Rete Reumatologica Siciliana. In esso è prevista una assistenza socio-sanitaria secondo livelli di intensità crescente: dalla Medicina Generale, alla Specialistica Ambulatoriale alle Unità Operative Ospedaliere”. Analoga soddisfazione viene espressa dal consigliere nazionale del CReI Aldo Molica Colella secondo cui: “Nella istituzionalizzazione delle 10 Unità Operative di Reumatologia, fondamentale è stato il ruolo svolto in termini di proposizione, interlocuzione e perfezionamento, dalle Società Scientifiche e da tutte le Associazioni dei Malati con i cui delegati abbiamo un proficuo rapporto di interscambio e condivisione. Il grido di allarme sollevato circa la grave situazione dei malati reumatici, costretti spesso ad una emigrazione extraregionale per poter accedere alle cure – ha dichiarato – è stato raccolto dalle Istituzioni Sanitarie Regionali”. Un risultato conseguito, quindi, anche grazie al coinvolgimento dell’Assemblea regionale siciliana. “La VI Commissione Sanità dell’Ars – ha dichiarato Elisabetta Battaglia in qualità di delegata siciliana della SIR – ha ricevuto in audizione i rappresentanti delle società scientifiche e delle associazioni dei malati, ha raccolto le proposte migliorative ed ha apprezzato quanto proposto dalla Giunta di Governo Regionale nella bozza della rete ospedaliera”. Dal punto di vista pratico le Unità Operative di Reumatologia sono state inserite, manca solo un potenziamento dell’assistenza specialistica territoriale: ciò è fondamentale al fine di capillarizzare l’assistenza, migliorare il collegamento con la Medicina Generale e creare un vero filtro assistenziale per non intasare le UO Ospedaliere e farvi accedere solo le patologie ad impegno assistenziale crescente. “La SIR nazionale ed il Crei Nazionale – chiosa Mario Bentivegna – con i loro Presidenti plaudono a questa iniziativa e al progetto assistenziale in corso di realizzazione in Sicilia e, proporranno il “Modello Sicilia”, nelle altre realtà regionali”.
ASL BA, intervento al ‘Di Venere’ con defibrillatore indossabile ‘LifeVest’
Montanaro:“Salute dei pazienti garantita dalla bravura dei medici e da grande umanità” “Presso l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale ‘Di Venere’ di Bari – informa il Commissario Straordinario della ASL Bari Dottor Vito Montanaro – si è proceduto in data 29 giugno 2018 a dotare una paziente di defibrillatore esterno indossabile ‘Zoll LifeVest’. Siamo particolarmente soddisfatti dell’attività svolta anche perché si tratta del primo caso di questo genere realizzato dalla ASL Bari. Si è reso necessario intervenire sperimentando la modalità innovativa in virtù del quadro clinico particolarmente complesso della paziente. Si tratta infatti di una paziente diventata mamma da pochi mesi, affetta da cardiomiopatia dilatativa severa, con frazione di eiezione particolarmente depressa e con frequenti episodi di tachicardie ventricolari non sostenute. Proprio alcuni mesi dopo il parto è emersa la gravità del quadro clinico che ha richiesto l’urgente ricovero presso il reparto di Cardiologia dell’Ospedale ‘Di Venere’ dove il tempestivo e professionale intervento dell’equipe medica e del comparto ha consentito di ristabilire una condizione ottimale per la salute della paziente”. “Voglio pubblicamente ringraziare – afferma il Dottor Vito Montanaro – il Dottor Enzo Bonfantino che dirige il reparto Cardiologia e tutta la sua equipe, il Direttore Medico Dottor Gigi Lestingi del Presidio Ospedaliero ‘Di Venere’ e della Direttrice del Distretto Socio Sanitario BA 11 Dottoressa Maria Tateo per la loro sensibilità. Perché grazie al loro impegno è stato possibile intervenire in tempi rapidissimi dotando la paziente del dispositivo salvavita indossabile, a 24 ore dalla ricezione della richiesta”. “Esprimo profonda soddisfazione – dichiara il Dottor Vincenzo Bonfantino dell’U.O.C. Cardiologia dell’Ospedale ‘Di Venere’ di Bari – per il risultato ottenuto. Una grande gratificazione, sotto il profilo clinico ma soprattutto umano che manifesto anche a nome dei colleghi medici cardiologi che mi hanno supportato in questa iniziativa. Avere la possibilità di dotare i pazienti ad alto il rischio di morte cardiaca improvvisa, di defibrillatori indossabili, ci consente di garantire loro la necessaria protezione durante la fase di evoluzione della condizione clinica. Il dispositivo è dotato di un trasmettitore che comunica in tempo reale al centro cardiologico le eventuali anomalie del ritmo che si registrano durante la giornata ed è in grado di riconoscere artimie mortali e di trattarle mediante l’erogazione di una o più scariche elettriche che ripristinano il ritmo cardiaco normale. Uno strumento che permette al medico di accertare il rischio aritmico a lungo termine in completa sicurezza utilizzando il percorso clinico più opportuno intervento con sistema di monitoraggio e di intervento a tutela della salute dei pazienti. Una nuova, ed efficace, opportunità terapeutica che si aggiunge alle possibilità di intervento”.
AUSL Modena, Ospedale di Pavullo: lavori in corso
Partito il cantiere delle Sale operatorie, a ottobre il via al nuovo Pronto soccorso: rispettato il cronoprogramma condiviso con gli Enti Locali Un nuovo Day Service oncologico, tecnologicamente avanzato e ampliato negli spazi e, presto, Sale operatorie ristrutturate e un nuovo Pronto soccorso, in risposta ai bisogni di assistenza della Comunità del Frignano. Questa mattina all’Ospedale di Pavullo l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi e il direttore generale dell’Azienda USL di Modena, Massimo Annicchiarico, insieme al presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria Gian Carlo Muzzarelli, al Sindaco Luciano Biolchini e agli altri Sindaci dell’Unione dei Comuni del Frignano, hanno fatto visita ai nuovi spazi e ai due grandi cantieri che consentiranno un importante potenziamento dell’assistenza sanitaria a vantaggio dei cittadini di tutto l’Appennino. Nuove sale operatorie Il primo è già in partenza, nel pieno rispetto del cronoprogramma del piano di potenziamento dell’Ospedale condiviso con gli Enti Locali: è stato infatti aggiudicato alla ditta Tecno Engineering srl di Torino il cantiere delle sale operatorie, un investimento di 1milione 800mila euro (1.400.000 finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e 400.000 da fondi Ausl) ed-nederland.com. Si tratta di una ristrutturazione totale del comparto operatorio sulla base di un layout completamente rinnovato e adeguato alle esigenze sanitarie oltre che al rispetto dei requisiti sulle dotazioni, con spazi più funzionali (comprese le aree di servizio per gli operatori) e nuovi impianti. L’intervento sarà realizzato in due diverse fasi di lavoro per non interrompere mai completamente l’attività (rimarranno sempre disponibili due sale operatorie, ermeticamente isolate dal cantiere, per l’esecuzione delle attività ordinarie ed urgenti), al fine di mantenere gli ottimi risultati raggiunti con il progetto di potenziamento della chirurgia che ha permesso, già nei primi otto mesi, di aumentare il volume di interventi e ridurre i tempi d’attesa per tutte le classi di priorità. La superficie complessivamente interessata ai lavori è di 748mq; la durata prevista dei lavori è di 410 giorni (più 30 per i collaudi finali); l’avvio a luglio 2018. Nuovo pronto soccorso Inizieranno invece a ottobre i lavori al nuovo Pronto soccorso. Il progetto esecutivo è terminato (giugno 2018) e la gara per l’assegnazione è in fase di redazione, secondo il cronoprogramma prestabilito. L’intervento complessivo, del valore di 2 milioni 800 mila euro (più 400 mila euro aggiuntivi per arredi e attrezzature), comprende la trasformazione completa del PS con nuovi percorsi, nuovi spazi e adeguamento alle normative su sicurezza ed impianti: razionalizzando e riorganizzando i diversi ambienti sarà possibile migliorare i percorsi d’accesso e presa in carico-gestione degli utenti, e promuovere, nelle nuove aree di cura, percorsi clinico assistenziali innovativi. Un ampliamento che dagli attuali 300mq porterà a una superficie di 895mq; la durata dei lavori, compresi i collaudi finali, sarà di 16 mesi. Day Service oncologico e ambulatori cardiologici I lavori sull’intera ala ovest al livello 5 (secondo piano), svolti tra il 2016 e il 2017, nell’ambito di un più ampio progetto di adeguamento di diverse parti dell’Ospedale alle norme di prevenzione incendi, hanno portato alla ristrutturazione di tutti gli ambienti. Rientra nel progetto il trasferimento del Day Service oncologico-internistico con 8 nuove postazioni per l’assistenza. Nell’area si trovano anche gli 8 ambulatori che assicurano, in particolare, le prestazioni specialistiche cardiologiche, internistiche, geriatriche, gastroenterologiche e di diagnostica ecografica e vascolare Eco-Doppler. Qui è attivo il nuovo ecografo, frutto di varie donazioni della Comunità del Frignano all’ospedale. Gli spazi sono stati rinnovati sia nelle finiture sia nelle dotazioni impiantistiche, sulla base di un layout organico e funzionale alle esigenze sanitarie di pazienti ed operatori. La superficie interessata dai lavori è di circa 500mq, per un investimento pari a 250mila euro. La ristrutturazione di quest’area è stata realizzata anche grazie al contributo della Comunità (tante sono state le donazioni che nell’ultimo biennio sono state indirizzate al Day Service da privati cittadini, aziende e associazioni) a conferma del riconoscimento dell’attività svolta in ospedale e della sinergia con il territorio. “Grazie agli investimenti sulla struttura ed alla innovazione organizzativa che ha consentito l’utilizzo intensivo dei blocchi operatori, l’Ospedale di Pavullo si propone oggi come una delle realtà più moderne nella rete ospedaliera della Provincia di Modena – sottolinea il Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena Massimo Annicchiarico – Oggi grazie anche ai nuovi spazi ed alle tecnologie donate all’ospedale siamo davvero in grado da un lato di rispondere sul territorio alla grande maggioranza dei bisogni ed al contempo di rendere l’Ospedale un polo chirurgico specializzato negli interventi a maggiore domanda realizzabili con tecniche mini-invasive”. “Quando parliamo di una sanità capace di ascoltare e di rispondere ai bisogni dei cittadini – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi – intendiamo proprio questo: ospedali nuovi o rinnovati, strutture e tecnologie all’avanguardia, aree di cura confortevoli per pazienti e operatori, percorsi clinico assistenziali innovativi. Ovvero quello che, una volta conclusi tutti i lavori, sarà capace di rappresentare l’ospedale di Pavullo, uno dei fiori all’occhiello della sanità modenese e della nostra regione. E quando, come in questo caso, ai finanziamenti pubblici si uniscono le generose donazioni di cittadini, aziende e associazioni, il risultato è ancora più significativo, perché porta con sé il senso di appartenenza ad una comunità. Siamo consapevoli dell’importanza degli ospedali nelle zone di montagna e ci siamo impegnati per migliorare questa struttura e oggi l’Azienda ha dimostrato che i lavori stanno procedendo puntualmente”.
Uno scooter attrezzato al 118 aretino, a bordo l’infermiere

Mandò:“E’ un progetto sperimentale, interventi qualificati in tempi più brevi” Uno scooter infermieristico di soccorso avanzato in dotazione alla Centrale Operativa del 118 di Arezzo. E’ stato presentato questa mattina alla stampa il nuovo mezzo che verrà utilizzato dall’infermiere che si trova in stand-by alla Centrale perché a disposizione per i trasferimenti. Una risorsa aggiuntiva quindi, al normale setting, con l’obiettivo di incrementare l’operatività di un sanitario nel territorio accorciando i tempi di intervento anche in caso di traffico e, contemporaneamente, con la possibilità di arrivare in quelle zone che per morfologia non sono raggiungibili con il mezzo convenzionale. “E’ un servizio sperimentale che parte oggi – spiega Massimo Mandò, direttore Dipartimento Emergenza Urgenza Asl Toscana sud est – e avrà la durata di tre mesi. Un infermiere salirà in scooter ogni volta che la Centrale Operativa riterrà di inviare un sanitario, ma abbia entrambi i componenti dell’automedica impegnati in maniera disgiunta su due interventi. Oppure quando è necessaria la presenza di un sanitario per la stabilizzazione del paziente e si ritiene che possa arrivare prima lo scooter che l’automedica. Naturalmente, nello stesso momento che viene inviato lo scooter parte anche l’ambulanza”. L’infermiere indosserà un casco integrale dotato di bluetooth con cui sarà in collegamento con la Centrale, mentre lo scooter è dotato di un sistema di navigazione che faciliterà l’arrivo nel luogo dell’evento. “Vogliamo migliorarci ogni giorno – afferma Thomas Tori, infermiere del 118 – Lo facciamo sia in termini di formazione, per essere in grado di gestire qualsiasi evento che ci troviamo davanti, sia con strumenti e tecnologie all’avanguardia che rendono sempre più efficace il soccorso nel territorio. Con lo scooter interverremo in tempi brevissimi, migliorando il servizio per l’utente ed evitando in certi casi l’ospedalizzazione, ad esempio, a quei pazienti che a domicilio hanno bisogno di un intervento minore come rimettere il sondino naso gastrico”. Il mezzo è fornito di tutti i farmaci necessari al soccorso, dei Kit per stabilizzare e intubare il paziente e anche del defibrillatore. “Questa è un’importante opportunità per il nostro Sistema di soccorso e ringrazio il personale infermieristico che si è reso disponibile. Alla fine della sperimentazione potremmo dire quali sono stati i risultati”. Lo scooter sarà operativo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20.
Castelnovo ne’ Monti, campo estivo per ragazzi affetti da Diabete tipo 1
E’ in corso a Castelnovo ne’ Monti un campo estivo residenziale rivolto a bimbi e adolescenti che sono affetti da Diabete di tipo 1. Il campo, che è organizzato dalla Pediatria del Santa Maria Nuova, con un progetto finanziato dalla Regione Emilia – Romagna, ha un’importante valenza educativo-terapeutica. Durante la settimana, infatti, in un contesto divertente, al di fuori di quello consueto e famigliare, si impara a gestire, in maniera serena e in autonomia con la supervisione del team diabetologico, le situazioni quotidiane (e non) nella vita con il diabete. I ragazzi hanno l’occasione di divertirsi con attività ricreative e sportive destinate a favorire l’accettazione e l’integrazione sociale e, al contempo, partecipano a brevi “lezioni” nelle quali si affrontano i temi della corretta alimentazione, dell’autogestione e del “problem solving”. Quest’anno sono 15 i partecipanti all’iniziativa. L’equipe sanitaria che accompagna i bambini, composta da un medico pediatra diabetologo, due infermiere, una dietista e una psicologa esperti nella cura del diabete, si impegna sia per garantire lo svolgimento di tutte le attività ricreative in piena sicurezza sia per fornire educazione terapeutica ai ragazzi. Durante i giorni di campo sono previsti incontri con i medici dell’Endocrinologia e della Diabetologia Pediatrica dell’Arcispedale di Reggio Emilia. Questo particolare campo estivo favorisce l’incremento dell’autostima nell’individuo, il confronto con i coetanei e il superamento della sensazione di isolamento e di diversità. “Crediamo molto in queste proposte – spiega la dottoressa Anna Lasagni – pediatra specialista in Diabete infantile -. Il campo estivo rappresenta un’esperienza unica di crescita, sia per i ragazzi che per il team di cura. Per fine estate stiamo pensando a una due giorni con gli adolescenti al Rifugio Bargetana”.
Gli uomini con testosterone alto sono più propensi ai beni di lusso
Comportamento aggressivo per dimostrare ricchezza e potere Se alcuni uomini scelgono e comprano di più auto sportive o vestiti firmati, la colpa è del testosterone. Più è alto il suo livello, e maggiore è la preferenza per gli oggetti lussuosi e firmati, e i marchi considerati uno status symbol, come una Ferrari o un paio di jeans di uno stilista famoso. Lo dimostra uno studio del California institute of technology, pubblicato sulla rivista Nature Communications. Un risultato che ha senso, se si considera che una delle principali funzioni del testosterone è generare comportamenti con cui si cerca e si protegge il proprio status e prestigio. “Nel regno animale, il testosterone spinge all’aggressività, che serve anche allo status. Molti umani sostituiscono l’aggressione fisica con una sorta di aggressione ‘consumistica’”, spiega Colin Camerer, coordinatore dello studio. Camerer paragona il costo di questo comportamento al costo e il peso che per esempio il pavone maschio affronta per portare e mostrare la sua elaborata coda. “Se non avesse bisogno di attrarre una compagna, per un pavone sarebbe più facile vivere senza quella coda, per scappare più facilmente dai predatori e trovare cibo – continua – I maschi umani probabilmente starebbero meglio senza spendere 300.000 dollari per un’auto, ma comprandola possono dimostrare alla gente che sono sufficientemente ricchi”. Nello studio sono stati osservati 243 volontari maschi tra i 18 e 55 anni, una parte dei quali ha ricevuto una dose di gel con testosterone e altri un placebo. Nel primo esperimento dovevano classificare su una scala da 1 a 10 un marchio di alto prestigio sociale e un altro di minor prestigio ma equivalente qualità, mentre nel secondo dovevano scegliere tra le pubblicità di macchine, occhiali da sole e macchine del caffè, che ne enfatizzavano lussuosità e potere. In entrambi i casi gli uomini con più testosterone sceglievano i beni di lusso. “Tra gli animali i maschi spendono un sacco di tempo ed energia a combattere per stabilire il loro dominio – conclude – Anche noi lo facciamo, ma le nostre armi sono i vestiti, le macchine e le case”.
Mandorle, nocciole e noci sono alleate della fertilità maschile
Mangiarle migliora la qualità del liquido seminale Mandorle, nocciole e noci sono alleate della fertilità maschile. Mangiarle migliora infatti la qualità dello sperma. Lo rileva uno studio presentato al meeting della European Society of Human Reproduction and Embryology a Barcellona. Per lo studio, i ricercatori hanno reclutato 119 uomini di età compresa tra i 18 e i 35 anni, divisi in due gruppi. Un gruppo ha mangiato 60 grammi di mandorle, nocciole e noci aggiungendole giornalmente alla dieta abituale, mentre il secondo gruppo non lo ha fatto. Dopo 14 settimane, coloro che avevano mangiato la frutta secca risultavano aver avuto significativi miglioramenti nel numero di spermatozoi, nella vitalità, motilità e morfologia (forma), tutti associati alla fertilità maschile. Inoltre, è emersa una significativa riduzione dei livelli di frammentazione del DNA spermatico, un parametro strettamente associato alla sterilità negli uomini. I risultati sono apparsi coerenti con il miglioramento dello sperma osservato in altri studi che hanno esaminato diete ricche di omega-3, antiossidanti come la vitamina C ed E, il selenio e lo zinco e i folati. Le noci sono ricche di molti di questi nutrienti. “In letteratura – evidenzia il coautore dello studio Albert Salas-Huetos dell’Università Rovira i Virgili in Spagna- si stanno accumulando le prove che un corretto stile di vita, come ad esempio seguire un modello alimentare sano, potrebbe aiutare il concepimento e, naturalmente, la frutta secca è una componente chiave di una dieta mediterranea sana”.
Concorso ASL di Caserta (Scad. 9 luglio 2018)
5 posti di operatore tecnico informatico, categoria C, a tempo indeterminato Con deliberazione n.918 del 17 luglio 2017, immediatamente esecutiva, e’ stato indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di cinque operatori tecnici informatici, categoria B. Il termine per la presentazione della domanda di partecipazione scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente estratto bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, 4ª Serie speciale; qualora detto giorno sia festivo, il termine e’ prorogato al primo giorno successivo non festivo. Il testo integrale del bando e’ stato pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Campania n.62 del 7 agosto 2017 ed e’ consultabile sul sito dell’Azienda www.aslcaserta.it nella sezione «Concorsi e selezioni». Per ulteriori informazioni rivolgersi all’UOC Gestiorne risorse umane tel. 0815001320/241-0823445473.
Concorso AO «Pugliese-Ciaccio» di Catanzaro (Scad. 8 luglio 2018)
2 posti di dirigente medico, ruolo sanitario, disciplina di anatomia patologica, due posti di dirigente medico, ruolo sanitario, area medica, disciplina di ematologia e tre posti di dirigente medico, ruolo sanitario, disciplina di Oncologia In esecuzione delle deliberazioni del direttore generale n.148/2018 del 18 aprile 2018, n. 141/2018 del 13 aprile 2018 e n.169/2018 del 23 aprile 2018 sono indetti concorsi pubblici, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato presso l’Azienda ospedaliera «Pugliese Ciaccio» di Catanzaro dei seguenti posti: due posti – dirigente medico – disciplina anatomia patologica; due posti – dirigente medico – disciplina ematologia; tre posti – dirigente medico – disciplina oncologia. Il termine per la presentazione delle domande, secondo le modalita’ indicate nel bando, scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami». Qualora detto giorno sia festivo, il termine e’ prorogato al giorno successivo non festivo. I testi integrali dei bandi di concorsi, con l’indicazione dei requisiti e delle modalita’ di partecipazione sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria – n.47 del 7 maggio 2018, parte III e sara’ disponibile integralmente sul sito aziendale www.aocz.it Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio concorsi dell’Azienda ospedaliera «Pugliese Ciaccio» – via Vinicio Cortese n. 25 – 88100 Catanzaro. Telefono (0961/883584-883676) dalle ore 10,00 alle ore 13,00.