Spondiloartriti e Dolore Lombare – Linee guida per diagnosi e terapia

Cinema senza Barriere®, inaugura “Una storia senza nome” di Andò
Torna Cinema senza Barriere®, la rassegna cinematografica ideata da A.I.A.C.E Milano che consente la visione dei film ai disabili sensoriali (ciechi, ipovedenti e sordi) assieme al normale pubblico. Audiodescrizione e sottotitoli permettono alle persone non vedenti di ricevere maggiori informazioni rispetto ai dialoghi del film. I non udenti potranno cogliere più sfumature grazie alla sottotitolatura integrata con aspetti riguardanti le musiche, i suoni e i rumori. Il progetto, ideato nel 2005 per la direzione di Eva Schwarzwald e Romano Fattorossi, nato grazie alla collaborazione con ENS (Ente Nazionale Sordi Onlus di Milano) e UIC (Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti), ha come scopo quello di riconoscere a tutti il diritto di andare al cinema, non udenti e non vedenti inclusi, quale momento culturale e ludico aperto a tutti. A dare il via alla tredicesima edizione della rassegna sarà la proiezione di Una storia senza nome di Roberto Andò, mercoledì 26 settembre, alle ore 19.30, presso la Sala Rubino dell’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, nell’ambito de le vie del cinema | i film di Venezia a Milano. Dopo Cuori Puri di Roberto de Paolis e Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini, la collaborazione con la manifestazione promossa da AGIS lombarda si rinnova per il secondo anno consecutivo, consentendo la visione di un film de le vie del cinema anche ai disabili sensoriali. Il film di Roberto Andò, presentato Fuori Concorso alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è interpretato da Micaela Ramazzotti, Laura Morante, Renato Carpentieri, Alessandro Gassmann. Cinema senza Barriere® ha ampliato le sue attività nel mondo dell’accessibilità ai film, fornendo ai distributori la possibilità di inserire audiocommento e sottotitoli anche nelle successive uscite DVD dei film che vengono proiettati al cinema. Lo ha fatto per Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, premio alla sceneggiatura al Festival di Cannes 2018, ed ora per la futura versione DVD di Una storia senza nome di Roberto Andò. Un modo per riaffermare l’importanza dell’accessibilità culturale.
Chirurgia della mano e riabilitazione, intervista al dott.ssa Sartini

Nel paziente post-chirurgico, il piano terapeutico riabilitativo si rivela di fondamentale importanza. Medicalive Magazine ne ha parlato con la dott.ssa Silvana Sartini, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione
Siena, lo scompenso cardiaco nella ASL Toscana Sud Est
Lunedì 24 settembre il Convegno alla Certosa di Pontignano Lo scompenso cardiaco colpisce l’1-2% della popolazione italiana, quindi ne sono affette quasi un milione di persone. La prevalenza sale al 10% per le persone tra i 70 e gli 80 anni. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un incremento di questa patologia, in parte dovuto all’invecchiamento della popolazione in parte al miglioramento delle terapie cardiologiche che aumenta la sopravvivenza di pazienti che hanno avuto problematiche acute quali ad esempio l’infarto. Nell’area grossetana vi è stato nei primi sette mesi del 2018 un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Questo l’argomento centrale del convegno “Lo scompenso cardiaco nella ASL Toscana Sud Est: dall’epidemiologia alla rete clinica integrata”, che si terrà lunedì 24 settembre alla Certosa di Pontignano a Siena. Il convegno avviene a conclusione di un percorso avviato dal Dipartimento della Medicina Interna e Specialistiche dell’ASL Toscana Sudest nell’aprile scorso. “Si tratta di un problema socio-sanitario rilevante – spiega il dottor Valerio Verdiani, responsabile scientifico del convegno e direttore della Medicina Interna dell’ospedale di Grosseto – non solo perché la patologia è spesso invalidante e gravata da un’elevata mortalità, ma anche perché è la prima causa medica di ospedalizzazione. In Italia i ricoveri per scompenso cardiaco sono oltre 100.000 all’anno e circa il 20% di questi pazienti si riospedalizza entro 30 giorni dalla dimissione”. Nell’ottica della Medicina di iniziativa, rivolta soprattutto ai malati cronici e sostenuta fortemente dall’Azienda che si sta adoperando, in collaborazione con i medici di medicina generale, affinché venga realizzata sul tutto il territorio, è operativo il percorso di presa in cura dei malati con scompenso cardiaco. Si tratta di un percorso standardizzato dove i pazienti sono inseriti in base alla complessità del quadro clinico, con visite e controlli programmati e dove il medico di famiglia e gli infermieri diventano i garanti, occupandosi in tutte e per tutto della cura; questo viene già fatto anche per i pazienti diabetici, con bronchite cronica, ictus e insufficienza renale. “Durante il convegno – conclude il dottor Massimo Alessandri, direttore del Dipartimento – ci occuperemo della sperimentazione del progetto Reti cliniche con l’obiettivo di omogeneizzare il più possibile i percorsi esistenti per i pazienti affetti da scompenso cardiaco nelle varie realtà della nostra Azienda e di integrarli in una rete raccordata anche con i medici di famiglia. L’internista si sente particolarmente coinvolto in quanto la maggioranza dei ricoveri per scompenso cardiaco avviene in Medicina Interna, ma la gestione complessiva e l’integrazione nella rete clinica avviene grazie ad un processo multidisciplinare e multiprofessionale che coinvolge il cardiologo, il medico di medicina generale, i medici dell’urgenza, l’infermiere. In fondo, il nostro obiettivo è integrare e mettere in campo tutte queste potenzialità per offrire ai cittadini affetti da scompenso cardiaco la migliore cura e gestione possibile”.
Funghi in sicurezza: il servizio di Asl3 a disposizione dei cittadini
In occasione della stagione di raccolta funghi Asl 3 ricorda che i cittadini possono far controllare gli esemplari raccolti (integri) rivolgendosi alle due sedi dell’Ispettorato micologico Asl3. Il servizio è disponibile il lunedì e giovedì dalle 11.30 alle 12.30 in via Archimede 30 A e il lunedì e venerdì dalle 11.30 alle 12.30 nella sede di Fiumara (via Operai 80). Qualora il micologo fosse impegnato per servizio esterno nei giorni e orari indicati, potrà essere contattato il Coordinatore dei micologi al seguente numero: 328 04 74 988 “Raccomandiamo – spiega Fabio Romairone, Coordinatore Tecnici della Prevenzione Nucleo Fiumara Asl3 – il controllo micologico al fine di prevenire intossicazioni da funghi tossici, o peggio, potenzialmente mortali. E’ assolutamente sconsigliato il consumo di funghi di cui non si ha certezza di commestibilità o che sia stata sommariamente garantita da raccoglitori non esperti. I funghi devono comunque provenire da luoghi sani e habitat che non siano nelle vicinanze di discariche, cimiteri, zone industriali. Bisogna diffidare dei metodi empirici di riconoscimento dei funghi ivi compreso la morsicatura di animali che, mai, è caratteristica di commestibilità. L’unica sicurezza – conclude Romairone – è il controllo presso gli esperti micologi che oltre a permettere un consumo sicuro è anche utile per imparare a conoscere le specie”. Sul sito aziendale Asl3, accessibile dall’homepage, è disponibile un approfondimento a cura degli esperti con indicazioni utili e le domande più frequenti sul tema: Funghi in sicurezza: la parola all’esperto.
Mostra fotografica per la settimana dell’allattamento materno
Organizzata dal Dipartimento Iteraziendale materno infantile Asl CN1 e S. Croce e Carlè L’Asl Cn 1, in collaborazione con l’azienda ospedaliera S. Croce e Carle allestirà, dal 1 al 7 ottobre, in occasione della Settimana Mondiale dell’allattamento, una mostra fotografica dal tema” ALLATTAMENTO – BASE DI VITA”. Le fotografie saranno esposte presso le hall degli ospedali di Mondovi e di Savigliano e al Centro salute donna dell’ospedale Santa Croce. I servizi sanitari che si occupano di tutelare la salute dei cittadini hanno come mandato istituzionale la promozione, la protezione e il supporto dell’allattamento materno quale pratica di salute importantissima per il neonato ma anche per la mamma e la società. Asl Cn1, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e U.n.i.c.e.f, persegue con le proprie politiche aziendali tale obiettivo con un fitto lavoro di rete fra servizi e professionisti: consultori famigliari, pediatri di libera scelta, reparti di ostetricia e nido, che sono chiamati a sostenere e supportare tale pratica quale diritto fondamentale del neonato per la sua salute nell’immediato e nella sua vita futura di adulto.
La salute passa dal piatto, l’esperienza degli Istituti Agrari e Alberghieri
Un gruppo di studenti della Sud Est ha partecipato questa mattina al Festival della Salute di Montecatini Sono stati protagonisti al Festival della Salute in corso a Montecatini, portando la loro esperienza relativa al progetto “Istituti alberghieri ed agrari per la salute: i futuri operatori del mangiare buono e sano”. Si tratta di sette istituti scolastici che si trovano nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto: Istituto Vegni di Cortona, Istituto Camaiti di Pieve Santo Stefano, Istituto Artusi di Chianciano, Istituto Lotti di Massa Marittima, Istituto da Verrazzano di Orbetello, Istituto Leopoldo di Lorena di Grosseto e Istituto Ricasoli di Siena. Questa mattina un gruppo di 35 persone, tra insegnanti, studenti e referenti Asl del progetto, sono saliti sul palco del Festival per presentare il lavoro svolto nello scorso anno scolastico e che rientra nel Piano Prevenzione della Regione Toscana. Obiettivo del progetto: la diffusione e condivisione di buone pratiche e ricette salutari non solo all’interno delle singole scuole, ma creando una rete tra istituti anche attraverso gemellaggi, come è successo tra studenti delle scuole della Asl Toscana sud est e della Nord Ovest. Per la Sud Est, il progetto è stato coordinato da Patrizia Baldaccini (direttore UOC Igiene Alimenti e Nutrizione, sede di Arezzo) e da Renzo Paradisi (resp. U.F. Igiene pubblica e nutrizione, zona Valdichiana) con la collaborazione dei colleghi aretini, senesi e grossetani del Dipartimento della Prevenzione, della UO Igiene Alimenti e Nutrizione, del Dipartimento delle Professioni Sanitarie e quello per la Promozione della Salute. “Formando dapprima i professori, ci rivolgiamo ai futuri ristoratori e albergatori, mettendo in atto tutte le pratiche necessarie per predisporre piatti e menù salutari, tenendo di conto che una sana e corretta alimentazione riduce i fattori di rischio per insorgenza delle malattie cronico-degenerative e oncologiche – ha commentato Patrizia Baldaccini – Ringraziamo gli studenti, i dirigenti scolastici e gli insegnanti che hanno aderito al progetto. I ragazzi si sono dimostrati entusiasti ed erano emozionati questa mattina sapendo di dover presentare ad un pubblico importante la loro esperienza. Il progetto proseguirà anche in questo anno scolastico con gli stessi istituti”. “Sono iniziative importanti non solo per il futuro lavoro dei nostri ragazzi ma anche per la loro salute, se pensiamo che a livello nazionale i giovani sovrappeso sono il 30%, mentre il 2% sono obesi – spiega Simona Dei, direttore sanitario Asl Toscana sud est – Insegnare ai futuri ristoratori e albergatori il miglior approccio in cucina, sia per il cibo che per le bevande, significa investire nella salute del futuro”.
Rivoli: una giovane donna ha donato cuore, reni, cure, cornee
Una nuova donazione di organi nei nostri Ospedali è avvenuta nella notte tra il 18 e 19 di settembre scorso. Una giovane donna di 45 anni era ricoverata presso la rianimazione dell’ospedale di Rivoli dal 17 settembre scorso in seguito a emorragia cerebrale. Stante l’irreversibilità della sua condizione, nella mattinata del 18 settembre si è riunita la Commissione prevista dalla legge sui prelievi d’organo, formata da un medico rianimatore, da un medico legale e da un neurologo, che ha dichiarato la morte cerebrale della paziente. E’ stata accertata l’idoneità della donatrice ed i familiari hanno espresso l’assenso al prelievo degli organi dopo la morte cerebrale. Al termine delle attività della commissione hanno avuto inizio le procedure per il prelievo degli organi che si sono svolte nel corso di tutta la notte di ieri. Medici, infermieri ed OSS dell’ASL TO3, in collaborazione con le equipe inviate dal Centro Regionale Trapianti, si sono prodigati nel delicato compito di prelevare cuore, reni, cute e cornee. Il Dr. Flavio Boraso, Direttore Generale dell’ASL TO3, a nome dell’Azienda porge “un sentito ringraziamento ai familiari che con grande generosità hanno deciso di compiere un gesto di solidarietà, ma un riconoscimento speciale va anche a tutto il personale delle equipe di Sala Operatoria e Rianimazione dell’ospedale di Rivoli, che si sono prodigati per portare a termine il prelievo; va anche evidenziata la loro opera perché, con attenzione e delicatezza approcciano i famigliari in un momento drammatico, riuscendo a sensibilizzarli nel donare nuova vita attraverso un immenso atto di amore”. Infine ai familiari va un pensiero di gratitudine e vicinanza da parte degli operatori sanitari impegnati nel diffondere il messaggio della donazione e del trapianto, ben consapevoli dell’alto valore umano e sociale che esso rappresenta. I familiari della Paziente infatti, nel tragico momento della morte della loro cara, hanno avuto il coraggio di compiere un enorme gesto, salvando molteplici vite.
Zanzare e pappataci: la cosa più importante è proteggersi
Fondamentali la protezione individuale e la prevenzione ambientale Un anno particolare, caratterizzato da un’infestazione di zanzare dieci volte superiore alla media stagionale, di fronte alla quale sono state rafforzate su tutto il territorio provinciale le misure di prevenzione (interventi larvicidi e adulticidi), secondo le modalità indicate dalla Regione Emilia Romagna alle Aziende sanitarie e agli Enti locali. Per i cittadini, sulla pagina www.zanzaratigreonline.it/2018 sono raccolte tutte le misure di prevenzione e protezione da mettere in atto, semplici indicazioni per impedire la proliferazione delle zanzare e dei pappataci che, in quanto insetti “vettori”, possono trasmettere malattie virali, a volte gravi. Opuscoli informativi sono disponibili alla pagina dedicata sul sito regionale. Evitare il ristagno d’acqua Eliminarla da sottovasi e giochi per i bambini, garantire il ricircolo nelle piscine e nelle fontane, inserire in vasche e laghetti predatori naturali come pesci rossi o gambusie che aiutano nella lotta biologica alle zanzare. È bene innaffiare orti e giardini senza creare pozzanghere e coprire sempre con zanzariera o svuotare ogni due giorni eventuali bidoni per la raccolta dell’acqua piovana. Effettuare trattamenti larvicidi Quelli consigliati contro la zanzara tigre sono già efficaci anche contro la culex . I prodotti, chimici o microbiologici, sono acquistabili in farmacia o presso le rivendite di prodotti agricoli. È sempre consigliabile rivolgersi a personale specializzato per individuare il formulato più appropriato, evitando il fai-da-te. Opere di disinfestazione con prodotti adulticidi da parte di privati cittadini nelle aree di residenza sono sconsigliate in quanto un utilizzo scorretto può contribuire a creare fenomeni di resistenza delle zanzare agli insetticidi. Proteggersi sempre dalle punture In ambienti chiusi usare zanzariere ed eventualmente insetticidi adatti (leggere sempre attentamente le avvertenze). All’aperto, soprattutto nelle ore serali indossare indumenti di colore chiaro, che coprano quando possibile anche braccia e gambe; evitare profumi, creme e dopobarba che attraggono gli insetti; usare repellenti cutanei (verificare sempre le caratteristiche – principio attivo, concentrazione, precauzioni d’uso ecc. – e l’età minima di utilizzo). Attenzione, le abitudini di culex cambiano nel corso della stagione, e verso la fine dell’estate cominciano a pungere anche al crepuscolo. A disposizione dei cittadini anche il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale: 800 033 033 Le azioni di contrasto, grazie alla sinergia tra Regione, Servizio Sanitario regionale, Comuni e Aziende Sanitarie territoriali, vedono l’integrazione tra più interventi sia ordinari che straordinari, che si affiancano a quelli raccomandati a ciascun cittadino. Da una parte il monitoraggio con trappole entomologiche che registrano la presenza di virus – in particolare il West Nile – nelle zanzare e la loro densità: in provincia di Modena sono stati aggiunti nuovi siti di cattura sia in pianura che in collina. Dall’altra la disinfestazione contro gli insetti adulti nei luoghi in cui vi sono spazi verdi fruibili dai soggetti più a rischio di complicanze in caso di infezione , come ospedali, strutture socioassistenziali, luoghi di aggregazione, specie di persone anziane. I Comuni stanno inoltre attuando interventi straordinari contro gli insetti adulti nel caso in cui siano in programma manifestazioni serali all’aperto che coinvolgano molte persone. Questi si affiancano alla lotta antilarvale attiva da inizio giugno per evitare la proliferazione. Sono state infine intensificate le attività di controllo e sostegno agli interventi effettuati dai privati per una corretta gestione delle aree verdi: curare orto e giardino significa ostacolare la moltiplicazione della zanzara tigre e culex a vantaggio personale e dell’intera comunità.
Febbre del Nilo, aggiornamento sulla situazione epidemiologica nel Nord Sardegna
Il Centro di Referenza Nazionale di Teramo ha confermato la positività sierologica al virus West Nile su quattro cavalli di un allevamento sito nel Comune di Olbia, in località Rudalza. Sono invece in attesa di conferma da parte del Cesme i due casi di positività al virus diagnosticati dai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, riscontrati su un cavallo e su una cornacchia grigia rispettivamente nel Comune di Sassari in località La Crucca e nel Comune di Bonorva in località Mariani. Sebbene non siano stati confermati casi di contagio sulle persone nel territorio del Nord Sardegna, è opportuno che la popolazione adotti tutte le misure idonee per evitare di essere punta dalle zanzare o da altri insetti. Queste le modalità consigliate: all’aperto si possono utilizzare repellenti per insetti attenendosi alle indicazioni fornite nel libretto illustrativo o sulla confezione; le zanzare sono più attive al tramonto e all’alba: in queste ore, indossare indumenti a maniche lunghe e pantaloni o restare a casa; svuotare l’acqua stagnante dai vasi di fiori, secchi, copertoni e barili; cambiare spesso l’acqua delle ciotole per animali in modo che non ristagni; quando non vengono usate mantenere le piscine per bambini vuote o coperte; trattare regolarmente (ogni 15 giorni circa) i tombini e i pozzetti di sgrondo delle acque piovane le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi reperibili presso le farmacie; verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite; coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana. Per i cavalli l’unica misura di prevenzione alla malattia è rappresentata dalla vaccinazione che è a carico del proprietario degli animali. Nessun limite viene, invece, imposto per quanto riguarda la movimentazione in aree endemiche ma è opportuno attuare dei programmi di profilassi vaccinale prima di tali spostamenti, sopratutto verso territori dove è stata recentemente dimostrata la circolazione virale. «Tutti gli allevatori e i colleghi veterinari liberi professionisti devono segnalare ai Servizi veterinari competenti per territorio i casi di sintomatologia nervosa nei cavalli che devono essere notificati e sottoposti ad indagini approfondite per escludere o confermare la WND indipendentemente dall’area geografica dove questi si manifestano – dichiara il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Assl Sassari, Francesco Sgarangella. I sintomi tipici della malattia nei cavalli sono: debolezza arti posteriori, incapacità a mantenere la stazione quadrupedale, paralisi/paresi agli arti, fascicolazioni muscolari, cecità, ptosi del labbro inferiore o paresi/paralisi dei muscoli labiali o facciali, digrignamento dei denti».