Riabilitazione infantile, l’approccio Snoezelen attivo al San Donato
Inaugurata una Stanza dedicata ai bambini con gravi disabilità. Il cuore del progetto: un percorso multisensoriale per la stimolazione cognitiva ed emotiva Inaugurata mercoledì 26 ottobre, al San Donato di Arezzo, la Stanza Snoezelen, che si trova accanto alla Cappella dell’ospedale. E’ destinata ai bambini seguiti dal servizio di riabilitazione dello SMIA (Salute Mentale Infanzia Adolescenza) dell’area provinciale di Arezzo: permetterà di migliorare gli aspetti abilitativi/riabilitativi e aumenterà il benessere di molti bambini e delle loro famiglie. In questa stanza, infatti, i piccoli trovano un posto “magico” con luci, suoni, profumi e sapori, per sentirsi parte integrante di un ambiente accogliente e trovare coccole e stimolazioni importanti per la loro crescita emotiva, cognitiva e motoria. L’approccio Snoezelen è nato in Olanda alla fine degli anni ’70 e prevede la realizzazione di attività rilassanti attraverso stimolazioni sensoriali visive, uditive, olfattive e tattili facilitate dal ruolo funzionale del personale che partecipa a tali attività. L’approccio viene realizzato in ambienti forniti di equipaggiamenti speciali, come proiettori e ruote per produrre effetti visivi, luci e sfere di specchi, strumenti per la musica, materassi ad acqua vibranti e cuscini morbidi, tubi a bolle, fasci di fibre ottiche, ecc. In queste stanze, la natura, la quantità, la disposizione e l’intensità della stimolazione possono essere manipolate e tenute sotto controllo. “Dal 2012, con la collaborazione delle colleghe Anna Maria Landini e Federica Pauselli abbiamo usufruito della stanza Snoezelen che si trova all’ASP Fossombroni – spiega Silvana Repetti, responsabile della riabilitazione infantile provincia Arezzo – per sperimentare, all’interno di un progetto di studio, l’efficacia in riabilitazione di questa metodologia sui minori affetti da gravi patologie neurologiche. Lo studio è stato reso possibile grazie alla collaborazione della Asl, nello specifico della U.O. RFT (Riabilitazione Neurologica Infantile e Logopedia Neurologica Infantile); Area Funzionale Neuroscienze – U.O.S. Neurologia Infantile, U.O. Neuropsichiatria Infantile e di altre strutture come l’ASP Vittorio Fossombroni, Istituto Divina Provvidenza Agazzi, Centri Diurni per persone disabili, Falciai, Villa Chiarini, Mosaico (Cooperativa Progetto 5). Il progetto è stato infine approvato dal Comitato Etico della Asl”. “La letteratura scientifica ha dimostrato che la stanza multisensoriale genera benefici nella maggior parte degli utenti che la utilizzano – ha commentato Simona Dei, direttore sanitario Asl Toscana sud est – Nello specifico si sono registrati importanti miglioramenti in tutte le aree prese in considerazione dallo studio: il comportamento, la motivazione, l’attenzione, la comunicazione/relazione, il benessere e rilassamento. Si evidenzia, inoltre, un miglioramento delle competenze cognitivo e motorie in età pediatrica. Inauguriamo con grande soddisfazione la stanza Snoezelen per la riabilitazione dei bambini con gravi disabilità, ringraziando Silvana Repetti e tutti coloro, famiglie comprese, che hanno collaborato per la sua attivazione. La Asl Toscana sud est mantiene il suo impegno nel promuovere novità ed eccellenze grazie ai suoi professionisti”. Sono state proprio le famiglie e gli amici dei bambini seguiti dagli ambulatori di riabilitazione infantile, insieme ad alcune aziende, a donare gli arredi della Stanza, per un valore che si aggira sui 14mila euro. “L’Azienda ha creduto da subito in questo progetto e siamo stati felici di individuare dei locali all’interno del San Donato – ha spiegato il direttore dell’ospedale, Massimo Gialli – Ritengo sia opportuno, anzi necessario, che vengano innalzati i livelli di attenzione nei confronti di cittadini che si trovano a vivere questa pesante condizione fisica e psicologica. Un bambino con problemi di comportamento, comunicazione e relazione estende il disagio a tutta la sfera familiare. Siamo felici di attivare percorsi che possano fornire supporto e aiuto in queste difficili situazioni. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito. Da parte nostra, crediamo molto nel progetto e il personale è entusiasta di dare il via a questa esperienza”. All’inaugurazione erano presenti anche Marcella Biagi e Antonella Lorenzoni, dirigenti del Dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie, della Riabilitazione e della Prevenzione.
Ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone – Intervento ad elevata complessità mai effettuato prima
Da chirurghi maxillo facciale, di chirurgia plastica, otorini. La riorganizzazione prevista dall’Atto aziendale e portata avanti costantemente dal Commissario Straordinario Dott. Luigi Macchitella ha determinato, fra l’altro, la istituzione di un’Area Testa Collo – voluta e pensata per privilegiare il lavoro di gruppo interdisciplinare – che sta permettendo la esecuzione di interventi di elevata complessità mai effettuati in passato. È il caso dell’intervento eseguito di recente a Frosinone, nell’Ospedale “Fabrizio Spaziani”, su una paziente affetta da un tumore che già alcuni anni fa aveva richiesto diverse operazioni, piuttosto invasive, che ne avevano fortemente compromesso il volto. Il gruppo interdisciplinare di oncologia cervico facciale ha visto coinvolte le equipe della Chirurgia Maxillo Facciale ( del Dott. Bruno Pesucci), di Otorinolaringoiatria (guidata dal Dott. Andrea Marzetti) e del chirurgo plastico Dott. Nicola Felici.
Antidoping, Gustavo Savino riconfermato nel Comitato tecnico sanitario del Ministero
Importante riconoscimento per il Direttore della Medicina dello Sport dell’Ausl di Modena Gustavo Savino, Direttore della Medicina dello Sport dell’Azienda USL di Modena, è stato riconfermato all’interno del Comitato tecnico sanitario (Cts) del Ministero della Salute. In particolare, Savino, designato dalla Conferenza Stato‐Regioni, è stato chiamato a dare il proprio contributo per i prossimi tre anni nella Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive. Gustavo Savino Un riconoscimento che premia non solo il professionista ma tutta l’attività di prevenzione, promozione e tutela della salute svolta quotidianamente a Modena, sede del Centro regionale Antidoping. Il Centro promuove attività di formazione e informazione sul tema della salute nella pratica sportiva: ogni anno incontra oltre duemila soggetti, a partire dalle scuole, in cui è possibile fare prevenzione primaria, per arrivare alla consulenza ai professionisti delle società sportive di tutta la Regione, affiancandole anche a livello burocratico. Il materiale informativo e le pubblicazioni del Centro sono reperibili sul sito www.positivoallasalute.it, portale in cui è presente anche un servizio di counselling online su farmaci e salute. Oltre a questa opera di formazione e informazione, il Centro regionale Antidoping svolge controlli di laboratorio su oltre cento atleti, non di carattere sanzionatorio ma a tutela della salute, e un’attività di ricerca, che oggi si concentra sulla valutazione scientifica sugli effetti della criosauna, pratica molto utilizzata dagli atleti per abbattere i tempi di recupero. Cos’è il Comitato tecnico sanitario Il Comitato tecnico sanitario è un organismo collegiale, articolato in più sezioni, che fornisce supporto al Ministero attraverso l’espressione di pareri tecnici di esperti, in ambiti specifici di competenza dell’Amministrazione: oltre al doping, sangue, ricerca, dispositivi medici, pubblicità sanitaria, biotecnologie, lotta all’Aids, terapia del dolore, adeguamento delle strutture sanitarie.
Venerdì 26 ottobre sciopero generale di 24 ore indetto da CUB, SGB, SI COBAS, USI AIT, SLAI COBAS
Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero interessa gli operatori dell’area comparto (infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi) e della dirigenza medica, area sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa. L’Azienda USL di Bologna assicura i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento. In particolare, oltre all’assistenza di base e alle urgenze, negli Ospedali dell’Azienda Usl di Bologna sono garantite le seguenti attività individuate per aree: – Emergenza 118, Centrale Operativa 118, Pronto Soccorso, trasporti sanitari assistiti – Terapie Intensive, Rianimazione e attività di Emodinamica – Salute Mentale, urgenze psichiatriche nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Trattamento Sanitario Obbligatorio, REMS, Cento di Salute Mentale – Dialisi, garantiti i trattamenti di emodialisi in tutti i centri Dialisi Ausl – Ostetricia – Ginecologica e Assistenza Pediatrica (accettazione urgenze ostetrico-ginecologiche, sala travaglio parto, terapia intensiva neonatale, pronto soccorso pediatrico) – Blocchi operatori- Endoscopie, garantite in via prioritaria le prestazioni collegate alle urgenze – emergenze – Diagnostica per immagini, assicurate indagini diagnostiche che presentano un carattere di urgenza. Garantite, inoltre, le indagini correlate a percorsi terapeutici oncologici – Riabilitazione Ospedaliera, Fisioterapia e Logopedia presso Ospedale Maggiore, Fisioterapia presso Corte Roncati e Ospedale Bellaria, Fisioterapia e Terapia Occupazionale presso Casa dei Risvegli – Day Service Ambulatoriale Area Oncologica, assicurati trattamenti chemioterapici – Laboratorio Unico Metropolitano, Anatomia Patologica, Servizio Trasfusionale, Casa del Donatore – ISNB (IRCSS), assicurata l’assistenza sanitaria di base in tutte le aree di degenza ordinaria, l’attività di urgenza dei laboratori di neuro fisiopatologia – Neuroradiologia ISNB, assicurati interventi di diagnostica neuro radiologica nelle urgenze non differibili – Punti prelievo Ospedalieri e Territoriali. Esecuzione prelievi TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie, percorsi nascita – Assistenza Domiciliare, Esecuzione prelievi, TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie. Attività terapeutiche ed urgenze non procrastinabili – Servizi Dipendenze Patologiche (SERT), garantita la continuità assistenziale nella distribuzione di metadone – Sanità Pubblica, garantiti gli interventi e le attività nei casi di urgenza nei servizi di Igiene Pubblica e degli alimenti, Tutela ambienti di lavoro, Veterinario, Funzione Clinico Assistenziale
Arezzo, finto personale Asl telefona ai cittadini
Sono giunte alcune segnalazioni. L’Azienda mette in guardia: “Non siamo noi” La Asl Toscana sud est informa la cittadinanza che nessun dipendente o convenzionato con l’Azienda, in particolare il personale del Centro Oncologico, telefona a casa delle persone in cura per sottoporle ad un questionario. In questi giorni, infatti, sono giunte segnalazioni di casi simili: alcuni individui, dopo aver telefonato, si presentano al domicilio con la scusa di un omaggio. In realtà si tratta di venditori di un’azienda privata che commercia una serie di macchinari e strumenti di vario genere. La Asl, in nessun settore o caso, si muove con queste modalità e mette in guardia i cittadini.
Alla scoperta delle materie scientifiche con il Goethe Institut

Seminario di presentazione Istituto “Marco Polo” – Bari Come scoprire se le materie scientifiche possono rappresentare un’opportunità per il futuro professionale degli studenti pugliesi? Per un mese, a partire da giovedì 25 ottobre, alle 15:00, presso il Liceo Linguistico e Istituto Tecnico Economico Marco Polo, in Viale Bartolo 4, a Bari sarà possibile scoprire e apprendere attraverso 15 esperimenti, dalla bionica all’energia solare, allestiti negli spazi dell’istituto. Esplorare il principio autopulente del fiore di loto, ricostruire un telefonino o generare un arcobaleno con un prisma: gli studenti, a partire dalle terze medie, potranno giocare con le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e scoprire l’applicazione ai settori professionali di leggi fisiche, regole matematiche, principi scientifici. Il parcours GO 4 STEM- Scopri il tuo talento!, prodotto e organizzato dal Goethe-Institut, è stato pensato nell’ambito delle attività per la transizione scuola lavoro. Un percorso suddiviso in 5 tappe, corrispondenti ad altrettante aree tematiche e professionali: IT & elettronica, tecnologie solari, bionica, tecnologie ottiche e conservazione dei beni culturali. In ogni tappa, gli alunni potranno cimentarsi con tre esperimenti con cui spiegare in maniera divertente, fenomeni inerenti la tecnica e le scienze naturali. Un’esperienza pratica con le materie STEM per risvegliare curiosità e stimolare talenti nascosti ma non solo. Proprio per spiegare funzione e metodologia del parcours, giovedì 25 ottobre, presso l’Istituto “Marco Polo”, si svolgerà il seminario informativo rivolto ai docenti delle materie STEM (tecnica, matematica, fisica, biologia, …), di tedesco e ai rappresentanti delle istituzioni scolastiche locali, al quale parteciperà anche Sebastiano Leo, assessore con delega all’Istruzione e alla Formazione della Regione Puglia, che ha attivato da tempo una proficua collaborazione con il Goethe Institut. Di concerto con l’USR Puglia, l’Assessorato all’Istruzione ha attivato da tempo proprio con il Goethe Institut la rete StartNet, per la promozione di attività progettuali per la transizione scuola/lavoro.Il personale specializzato nelle professioni scelte per questo parcours è molto richiesto e ha buone prospettive di occupazione. Secondo uno studio dell’Osservatorio Regionale dei Sistemi di Istruzione e Formazione in Puglia, dal 2010 al 2016 il liceo scientifico ad indirizzo “Scienze Applicate” ha visto un aumento del 127,2 % di studenti nelle prime classi. Negli istituti tecnici, inoltre, è cresciuta in maniera evidente la domanda di indirizzi tecnologici e negli istituti professionali è aumentato il numero di alunni nell’indirizzo ottico, arrivando al 134,8%. A partire dalla mattina del 26 ottobre e per un mese le “stazioni” saranno aperte a tutte le scuole del territorio. Per le modalità di partecipazione www.goethe.de/italia/go4stem
Le patologie traumatiche e degenerative della spalla

Seminario “La Manipolazione Fasciale” di Luigi Stecco

Savigliano: Inaugurata la “Casa Azzurra”
“L’impossibile si può fare.” Renzo Lanfranco, presidente Diapsi Savigliano è comprensibilmente molto soddisfatto per aver concluso, con la collaborazione dell’Asl CN1 e del Comune, un’operazione qualificante e significativa per il servizio che svolge l’associazione nei confronti dei pazienti psichiatrici find out more. La “Casa Azzurra” di via Cavallotta 5 a Savigliano, confiscata dalla Guardia di Finanza ai nomadi, dopo un iter molto lungo e complesso è stata concessa dal Comune in comodato gratuito all’associazione. “Sin dal 1995 – spiega Lanfranco – la Diapsi si apre al territorio e, dopo aver abitato i locali delle ex Orfane e quelli in corso Roma, sostiene l’operazione “Casa Azzurra”, anche con uno sforzo economico proprio e il contributo delle Fondazioni delle Casse di risparmio di Savigliano, Fossano e Saluzzo (Cuneo finanzia invece per 3 anni il progetto giovani, ndr)”. All’inaugurazione, venerdi 19 ottobre, c’è anche il direttore generale dell’Asl CN1, Salvatore Brugaletta: “Qui i cittadini fragili, soprattutto tanti giovani, troveranno una collocazione ideale per il percorso di recupero e reinserimento sociale. Siamo di fronte a un esempio di condivisione del Sociale con la Sanità”. Il sindaco Giulio Ambroggio (ci sono anche l’ex Cussa e la vice sindaco Frossasco) sottolinea l’aspetto solidaristico di Savigliano, “una città viva, che non lascia nessuno per strada. Oggi sono qui a inaugurare una struttura, ma tutta l’operazione è stata portata avanti da coloro che mi hanno preceduto e per questo li ringrazio risorse utili.” Il 2018 coincide anche con i 40 anni della legge Basaglia, che ha decretato la chiusura dei manicomi: “Inaugurare questa struttura – dice l’onorevole Chiara Gribaudo – credo sia il miglior modo di festeggiare i primi 40 anni di una normativa che ha cambiato radicalmente l’approccio con i pazienti psichiatrici.” Di “luogo di inclusione e accoglienza, punta avanzata di una politica regionale che si è impegnata nella revisione della territorialità psichiatrica”, parla il consigliere regionale Paolo Allemano, Il direttore sanitario della CN1, Giuseppe Noto richiama l’attenzione sul tema della territorialità, invitando la politica a impegnarsi sempre di più in questa direzione. Presenti molti medici e operatori del dipartimento di Salute Mentale. Il direttore Francesco Risso: “Il nostro è un dipartimento a gestione diretta, prestiamo particolare attenzione ai giovani, sempre più spesso colpiti da problemi di salute mentale.” Ci sono il direttore della Psichiatria dell’area Nord, Carlo Milordini e la dirigente Laila Melli, che rappresenta un po’ l’anima, per l’Asl, di questo progetto.
Innovativo trattamento delle vene varicose all’ospedale di Abbadia
Termoablazione endovasale con radiofrequenza, è questo il nome della innovativa tecnica per il trattamento delle varici degli arti inferiori che gli specialisti in chirurgia vascolare venosa dell’UOSD Chirurgia Generale dell’Amiata Senese e Grossetana, diretta dal dottor Giampiero Mariottini, hanno da poco introdotto nel presidio ospedaliero di Abbadia San Salvatore. “Si tratta di una procedura mininvasiva di ultima generazione con numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale come dimostrano le ricerche più aggiornate in tema di insufficienza venosa, un problema molto frequente, ma spesso trascurato – spiegano i chirurghi vascolari Filippo De Angelis e Ranieri Caldarone – La termoablazione in radiofrequenza prevede l’inserimento di un micro catetere attraverso una semplice puntura in anestesia locale nella vena safena della gamba, precedentemente mappata con un’analisi di ecocolordoppler. Una volta raggiunta la posizione pianificata, la sonda emette un’onda energetica (radiofrequenza) che provoca la chiusura della vena malata (ablazione) escludendola dalla circolazione. La tecnica è sicura e si avvale di metodiche ripetibili e non invasive. I vantaggi per i pazienti sono molteplici: il trattamento viene condotto in anestesia locale e si può associare a millimetriche incisioni alla coscia e gamba per rimuovere eventuali varici inestetiche. La mancanza di tagli chirurgici significa anche assenza di punti di sutura e di eventuali ematomi. Il paziente può muoversi immediatamente dopo il trattamento e può riprendere le normali attività quotidiane in un paio di giorni, riducendo drasticamente i tempi di recupero rispetto alla tecnica tradizionale di “stripping”, ovvero l’asportazione chirurgica dell’intera vena. Può essere utilizzata su pazienti affetti da insufficienza venosa, senza limite d’età, purché la conformazione anatomica lo consenta. Spetta allo specialista in Chirurgia Vascolare Venosa valutare quali soggetti possono trarre maggior beneficio da questa procedura e per quali, invece, è più opportuno lo stripping tradizionale o altri tipi di trattamento. In generale, la termoablazione in radiofrequenza è una soluzione efficace, per niente intrusiva e dunque auspicabile, adatta anche a quei pazienti che non possono affrontare un intervento chirurgico tradizionale per altri tipi di complicanze correlate. “Con l’introduzione di questa moderna metodica operatoria, la Chirurgia Generale dell’Amiata Senese e Grossetana – dichiara il dottor Mariottini – amplia nettamente la propria offerta terapeutica per il trattamento delle vene varicose degli arti, in linea con gli obiettivi della Sud Est di farne un centro di riferimento di Area Vasta per il trattamento delle varici degli arti, dando agli abitanti della zona Amiata la possibilità di curarsi in prossimità senza doversi recare a molti chilometri di distanza”. “Sperimentare questi nuovi modelli clinici innovativi e tecnologie di ultima generazione, consente di offrire ai cittadini dell’Amiata, e non solo, servizi rapidi, efficaci, mini invasivi, percepiti in pieno nella loro qualità e sicurezza”, conclude Simona Dei, direttore sanitario Asl Toscana sud est.