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Covid-19, decreto Cura Italia: appello Osservatorio Malattie Rare

malattie rare

La pandemia da COVID-19 non è ancora finita, i soggetti più deboli continuano ad essere a rischio, e per chi ha già una patologia garantirsi assistenza e percorsi di cura è sempre più un percorso ad ostacoli Per questo le Associazioni dei malati rari oggi tornano a farsi sentire chiedendo che vengano approvati gli emendamenti Mandelli, Saccani e Rotondi presentati al Decreto Cura Italia che mirano ad ottenere un ‘potenziamento delle attività di prevenzione collettiva, assistenziali e di ricerca’ attraverso un piano straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità finalizzato a tutelare le situazioni di fragilità. Un ‘piano’ da 1,2 miliardi di euro nel triennio 2020-2022, che troverebbe copertura economica da una rimodulazione del regime fiscale oggi applicato ai prodotti del tabacco riscaldato. Ad oggi, infatti, rispetto a quelli del tabacco tradizionale (sigarette classiche) godono di uno sconto pari al 75%, pur non essendo riconosciuto dagli enti nazionali e internazionali di sanità alcun minor rischio rispetto alle sigarette tradizionali. “In questo momento occorre far quadrato intorno ai soggetti deboli, e i malati rari sono certamente tra questi: deboli perché ora hanno più difficoltà a curarsi, deboli perché più a rischio di complicanze, deboli perché pochi e in questo caos rischiano di rimanere indietro e non avere nemmeno quel minimo di assistenza che si era riuscita a garantire prima. Bisogna fare ogni sforzo possibile per assicurare loro assistenza e continuità terapeutica – spiega Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’Osservatorio Malattie Rare, realtà che da 10 anni dà voce a queste persone – Oggi la salute rappresenta la priorità numero uno e sulla difesa di questa dovrebbero essere convogliati tutti gli sforzi possibili, anche quelli economici. Parliamo chiaro: oggi non c’è spazio per dare ulteriori aiuti al mondo del tabacco”. “Questa emergenza – si legge nell’appello già inviato ai membri della Camera dei Deputati – ha sottolineato la necessità di un rafforzamento delle attività di prevenzione collettiva e potenziamento delle attività assistenziali e di ricerca al fine di tutelare le situazioni di fragilità attraverso politiche di prevenzione primaria, di medicina di iniziativa e di precisione e quindi di cura e assistenza che non hanno risorse sufficienti nel Bilancio dello Stato. Purtroppo questa emergenza colpisce tutti, e oltre ad aggravare la condizione dei fumatori con patologia polmonare acclarata (BPCO), anche noi persone affette da malattie rare, da fibrosi cistica o comunque immunodepressi che, seppur non contagiati, stiamo vivendo una situazione drammatica perché ci siamo visti in molti casi rimandare e sospendere la somministrazione di terapie, di prestazioni sanitarie e assistenziali per non entrare in contatto con il personale medico o con strutture che ospitano anche i pazienti affetti da coronavirus. Vi sono stati diversi tentativi per incrementare l’assistenza domiciliare da parte delle competenti istituzioni, tuttavia in molte Regioni a causa delle scarsità di risorse economiche e di personale la situazione è rimasta invariata, in alcuni casi addirittura peggiorata. Per questi motivi chiediamo che vengano presi in considerazione gli emendamenti che prevedono di destinare alla prevenzione e l’assistenza per pazienti affetti da malattie rare, fibrosi cistica ed immunodepressione, le risorse derivanti dall’aumento dell’accisa sui tabacchi da inalazione senza combustione (c.d. “Tabacco Riscaldato”); sul tema anche lo stesso Governo si era espresso in senso positivo attraverso l’approvazione dell’impegno indicato nell’Ordine del Giorno presentato dai Senatori Binetti e De Poli”. “Ci troviamo in un momento storico tra i più drammatici per il nostro Paese – sottolinea la Sen. Paola Binetti – che si trova a dover affrontare una grave crisi sanitaria, sociale e economica. Tempi difficili richiedono misure straordinarie. A soffrire particolarmente gli effetti del coronavirus, oltre ovviamente ai malati e alle loro famiglie, sono anche tutte le categorie quali malati cronici, bambini con fibrosi cistica, immunodepressi e fumatori con patologia polmonare acclarata (Bpco) per i quali è necessario rafforzare l’assistenza socio-sanitaria e domiciliare. La rapida diffusione del Covid-19 non consente, infatti, di lasciare i malati in strutture dove l’aggregamento aumenta il fattore di rischio. Tutto ciò richiede il reperimento di ulteriori risorse per il finanziamento di piani straordinari triennali da parte delle Regioni”. “Chiediamo a tutte le forze politiche responsabili – concludono le Associazioni di malati rari – all’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare e agli Onorevoli Deputati di aderire a questa nostra richiesta in un momento di unità politica per tutelare la dignità della persona ed il bene comune attraverso l’appoggio alla proposta emendativa indicata, sottolineando l’importanza per noi pazienti di queste risorse: un elemento di garanzia ed equità sociale nell’erogazione delle terapie e dell’assistenza anche in un momento di emergenza come questo”.

Caltagirone. Visita del manager Lanza all’Ospedale “Gravina”

ospedale "Gravina"

Il direttore generale dell’Asp di Catania, dr. Maurizio Lanza, accompagnato dal direttore sanitario, dr. Antonino Rapisarda, ha visitato questa mattina l’Ospedale “Gravina” per incontrare gli operatori impegnati in prima linea in questa emergenza pandemica Erano presenti all0ospedale Gravina i sindaci di Caltagirone e Grammichele, on. avv. Gino Ioppolo e avv. Giuseppe Purpura, il deputato regionale Francesco Cappello e i deputati nazionali Gianluca Rizzo e Eugenio Saitta. Sono intervenuti, inoltre, la dr.ssa Giovanna Pellegrino (direttore medico del Presidio); il dr. Salvatore Bonfante (direttore UOC di Malattie Infettive); il dr. Filippo Fraggetta (direttore a scavalco UOC di Anatomia patologica); i responsabili dei reparti dell’area Covid: dr. Luigi Bizzini (UOC Radiologia); dr.ssa Claudia Ferrigno (UOC di Medicina Intera); dr. Daniele Interlandi (UOC Patologia clinica); dr. Gianfranco Morgana (UOC Anestesia e rianimazione) e dr.ssa Nuccia Prumeri (Pronto Soccorso-MCAU); la dr.ssa Giacoma Di Martino (responsabile UOS Direzione medica dell’Ospedale di Militello). «Voglio esprimere, attraverso i primari, il mio grazie a tutti gli operatori per il lavoro che stanno conducendo con professionalità e grande umanità – ha detto il dr. Lanza -. La struttura ha dato prova di un alto livello organizzativo e di un’ottima capacità di risposta sanitaria». «Oltre alla risposta per l’emergenza Covid – ha aggiunto il dr. Rapisarda – l’Ospedale continua a erogare agli utenti tutti i servizi in urgenza, in particolar modo quelli relativi alle reti tempo dipendenti (ictus, frattura di femore e infarto), assicurando percorsi separati e in sicurezza». Il Presidio Ospedaliero di Caltagirone è stata la prima struttura ad essere operativa nella provincia di Catania, con una dotazione di 50 posti letto per ricoveri Covid e 10 posti letto di Terapia Intensiva, sempre dedicati Covid. «Ci siamo soffermati sulla capacità dei reparti dell’area Covid di fronteggiare questa emergenza – ha dichiarato il sindaco Ioppolo -, e sulle prospettive di rilancio e di potenziamento, così come affermato dal direttore generale, per l’intera struttura che, anche in questo periodo, ha assicurato tutte le prestazioni in via d’urgenza. Il modo migliore per smentire certe irresponsabili voci che qualcuno aveva tentato di diffondere sull’Ospedale che ha dimostrato ancora una volta, come nella sua lunga tradizione, di essere all’altezza di compiti molto impegnativi». Alla data di oggi, sono 36 i pazienti ricoverati presso l’UOC di Malattie Infettive di Caltagirone, di cui 30 per Covid; è, invece, 1 il paziente, positivo al Covid, ricoverato in Terapia intensiva. «Esprimiamo la massima gratitudine agli operatori dell’Ospedale di Caltagirone – affermano i deputati Cappello, Rizzo e Saitta – per il grande contributo che hanno dato a tutta la provincia di Catania. Al vertice aziendale chiediamo di continuare a prestare attenzione a questa struttura anche dopo l’attuale emergenza, con maggiore impegno per quanto riguarda l’impinguamento del personale e il rafforzamento della dotazione tecnologica, sperimentando formule virtuose di integrazione Ospedale-Territorio. Gli chiediamo anche di dedicare sforzi e energie alla medicina del territorio che diviene ora la nuova frontiera per il contenimento di questa epidemia». Parole di ringraziamento per il personale dell’Ospedale anche il sindaco Purpura. «Sono felice – ha detto – che il direttore Lanza sia venuto in visita stamani. La sua presenza rappresenta un’occasione, non solo per esprimere gratitudine, a mio nome e della mia comunità, ma anche per poter affrontare varie tematiche attinenti alla situazione generale. Una di questa, per il ruolo rivestito, è rappresentata dalla gestione dei tamponi per i miei concittadini rientrati da altre regioni e tutt’oggi in quarantena per disposizioni regionali, già oggetto di interesse da parte dell’Asp di Catania».

Coronavirus, dall’Aicc 250 mascherine ai ceramisti di Caltagirone

aicc

Duecentocinquanta mascherine saranno consegnate al Comune di Caltagirone, e da questo distribuite ai ceramisti calatini, dall’Associazione italiana città della ceramica (Aicc), l’organismo che raggruppa 40 centri di antica e radicata vocazione e che si propone di tutelare e valorizzare la ceramica artistica e artigianale italiana. L’ha deciso l’assemblea dell’associazione che, riunitasi stamani in videoconferenza per programmare e mettere a punto le proprie attività, ha visto la partecipazione dell’assessore alle Politiche culturali e della Tradizioni, Antonino Navanzino, in rappresentanza del Comune di Caltagirone e d’intesa col sindaco Gino Ioppolo. Le mascherine, destinate anche ad altri dei Comuni associati, arrivano in dono dalla Cina, con la quale l’Aicc intrattiene da tempo rapporti di collaborazione. “Un gesto di attenzione alla nostra comunità – commenta l’assessore Navanzino -, che dimostra come l’associazione si muova nel segno di un comune sentire e di una piena unità d’intenti”.

COVID-19, nasce a Ragusa “Drop Mask”, la mascherina riutilizzabile all’infinito

Drop Mask

Una mascherina di protezione, anche con visiera, che si compra una volta sola e non si getta perché è riutilizzabile all’infinito. “Drop Mask”, questo il suo nome, ideata a Ragusa e pronta per la produzione dalla fine del prossimo mese di maggio, è frutto del Centro di ricerca e sviluppo e della collaudata capacità evolutiva della Cappello Group – azienda nota per avere creato innovazioni applicate alle energie alternative e al trattamento delle superfici dei metalli – per contribuire alla ripartenza del Paese. Il progetto risolve due problemi dell’emergenza Covid-19: supera, con un unico acquisto, la difficoltà di reperire grandi quantità di mascherine monouso; e riduce l’impatto sull’ambiente non dovendo smaltirle subito dopo l’utilizzo. Due problemi importanti che si aggraveranno nella “fase 2”, quando tutti dovranno avere sempre con sé le mascherine, con maggiori costi a carico delle famiglie. Nel caso di “Drop”, invece, una contenuta spesa una tantum si rivelerà un risparmio quotidiano. Lo spirito dell’iniziativa è anche quello di esorcizzare la paura del contagio trasmesso dalle “gocce” di chi è positivo al virus. Da qui il nome “Drop” (“goccia”, in inglese) e il design del frontale a forma di goccia. Il Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group, con un assemblaggio unico nel suo genere di materiali tecnologici disponibili in Italia, in poche settimane ha creato una mascherina riutilizzabile, resistente e leggera, versatile ed efficace, così come hanno confermato i test scientifici e la ricerca interna condotti sui prototipi di questo dispositivo di protezione “made in Sicily”. Depositato il brevetto europeo, la Cappello Group a tempo record sta organizzando l’ampliamento dell’attività con la realizzazione della linea di produzione, che avvierà a fine maggio in piena sicurezza con 30 unità lavorative dirette e dell’indotto e con una capacità di fornire al mercato alcune migliaia di pezzi al giorno, raddoppiabile a regime così come l’occupazione. Info su www.dropmask.it, mail a info@cappellogroup.it “Drop”, in attesa delle certificazioni e validazioni sanitarie, viene subito immessa sul mercato perché si rivolge prevalentemente alla popolazione, di cui vuole risolvere immediatamente un problema assai sentito. E, a conferma dello spirito soprattutto solidaristico del progetto, i primi esemplari di “Drop”, per un valore commerciale pari a 100mila euro, saranno donati dalla Cappello Group alla Protezione civile regionale della Sicilia, agli ospedali di Ragusa, Vittoria e Modica e al Comando dei Vigili del fuoco della provincia di Ragusa. “Drop” è una maschera in gomma termoplastica anallergica (non stampata in 3D) con un coprifiltro che trattiene un filtro di protezione ad alte prestazioni, intercambiabile: insomma, una stratificazione di materiali termosaldati che offre una maggiore protezione contro le particelle disperse nell’aria. La maschera si usa, si lava, si igienizza e, semplicemente sostituendo il filtro, torna ogni giorno come nuova! Il dispositivo offre ulteriore protezione agli operatori esposti ad alto rischio di contagio, grazie ad una visiera protettiva paraspruzzi aggiuntiva in policarbonato che si innesta con estrema facilità sulla maschera senza sostegno alla testa. “Drop Shield”, questo il nome della versione con la visiera, è un’innovazione sotto ogni punto di vista: offre protezione evitando di caricare il peso sulle tempie degli operatori, come fanno invece le normali visiere in commercio, e assicura un campo visivo ottimale. “Drop” sarà acquistabile anche online attraverso una piattaforma digitale che l’azienda sta approntando in tempi record così da poter fornire capillarmente maschere, filtri ed eventuali accessori. “Quella che stiamo vivendo è una vera tragedia e non potevamo stare a guardare – dice Giorgio Cappello, Ceo della Cappello Group – ma non volevamo nemmeno agire d’impulso, rischiando di vanificare il nostro apporto con una maschera non regolamentata e soprattutto poco sicura. Abbiamo, quindi, individuato le caratteristiche di un prodotto realmente efficace, riutilizzabile, economicamente vantaggioso e a basso impatto sull’ambiente, Abbiamo fatto innovazione utilizzando risorse umane, tecnologie e materie prime disponibili sul territorio nazionale senza dipendere da altre filiere industriali al di fuori dei confini italiani. In sintesi, abbiamo creato un prodotto ‘autoctono’ come forma di espressione imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia della salute pubblica. Questa è la storia di ‘Drop’: 100% made in Italy”. Giuseppe Cappello, presidente di Cappello Group, specifica i passaggi fondamentali: “La nostra maschera è stata pensata, disegnata e prodotta a Ragusa. Da qui siamo in grado di commercializzarla ovunque nel mondo. Da settimane siamo al lavoro e non potevamo che farlo in smartworking. Prima il progetto, la selezione e la scelta delle materie prime, la prototipizzazione, poi la linea di produzione e la fase autorizzativa. Ogni giorno riscontriamo la nascita di maschere con materiali e forme diverse. Molti di questi prodotti sono in commercio senza validazioni tecniche, men che meno scientifiche. Purtroppo c’è parecchia disinformazione sia da parte di chi progetta che di chi acquista. Nessuno di noi era preparato ad affrontare un pericolo tanto grande e insidioso ed è comprensibile la tendenza della gente a proteggersi con ogni mezzo. Noi abbiamo scelto di agire con prudenza e scrupolo, di comprendere e di seguire la strada che riteniamo più giusta. Non possiamo permetterci di approcciare a cuor leggero un tema così importante come la salute pubblica”.

Covid-19, Lice: non provato che il contagio si manifesti inizialmente con crisi epilettiche

lice

Lo conferma LICE: Non c’è nessuna prova scientifica che l’infezione da COVID-19 possa manifestarsi con crisi epilettiche in assenza di altri sintomi  È quanto dichiara la Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE). Dichiarato in merito ad alcune recenti affermazioni riportate dai media secondo cui l’infezione da COVID-19 potrebbe manifestarsi inizialmente anche con crisi epilettiche, in soggetti che non hanno una precedente diagnosi di epilessia e in assenza di febbre e altri sintomi influenzali. Questo secondo la LICE, società scientifica completamente dedicata alla ricerca in ambito epilettologico ed al miglioramento della diagnosi e cura dell’epilessia. Allo stato attuale non vi sono evidenze scientifiche a dimostrazione che l’infezione da COVID-19 si possa manifestare inizialmente con crisi epilettiche, in assenza di altri sintomi. I soggetti che presentano una crisi epilettica d’esordio devono essere valutati e diagnosticati in strutture appropriate. La valutazione deve avere l’obiettivo di inquadrare, dal punto di vista sindromico, le epilessie all’esordio. La valutazione clinica, associata a quella strumentale con elettroencefalogramma (EEG) e neuroimmagini, potrà senz’altro discernere, i soggetti che presentano crisi epilettiche nell’ambito di una diagnosi di epilessia e quelli che presentano crisi epilettiche definite come “sintomatiche acute”, ovvero che possono rappresentare il sintomo di una patologia acuta del sistema nervoso centrale, come encefaliti/encefalopatie o infiammazioni del sistema vascolare cerebrale, che al contrario, potrebbero essere parte dei sintomi da infezione da COVID-19. LICE pertanto non può che smentire quanto affermato sui mass-media, al fine di tranquillizzare la popolazione in generale e soprattutto i genitori di bambini che hanno avuto un esordio di epilessia nel corso della pandemia da COVID-19. Nell’ambito dell’attività di comunicazione della LICE è stato reso pubblico già da diverse settimane un vademecum che rassicura i pazienti con epilessia e che spiega come affrontare l’emergenza da COVID-19, Il vademecum è disponibile e facilmente consultabile sul sito delle Società (www.lice.it).

Benessere emotivo di tutti, Asp Ragusa avvia Equipe Psicologia dell’Emergenza – EPE

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L’ Asp di Ragusa istituisce l’Equipe Psicologia dell’Emergenza – EPE – che si andrà a integrare con l’Unità di Crisi Aziendale. Con questa equipe, composta di 8 psicologi, si completa l’offerta di opportunità e sostegno del benessere emotivo di tutti, dal cittadino all’operatore sanitario. Responsabile dell’Equipe Psicologica dell’Emergenza è  individuato il dott. Antonio Roberto Cascio. I numeri telefonici sono disponibili nel sito aziendale. L’EPE concorre al sistema delle emergenze sanitarie attraverso la progettazione di interventi in ambito psicologico. Questo riguardanti sia la formazione e il supporto per gli operatori del sistema delle emergenze. Ma anche la prevenzione e informazione della popolazione . L’ASP di Ragusa è senz’altro una delle prime Aziende ad avere attivato questo servizio, nel rispetto delle normative esistenti, in grado di rispondere ai bisogni latenti che questa emergenza ha risvegliato.

Covid-19 e scudo penale, Anestesisti SIAARTI chiedono protezione professionale da attacchi illegittimi

siaarti

I 100 delegati regionali della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione, Terapia Intensiva-SIAARTI hanno inviato oggi una lettera aperta a Stefano Bonaccini (Presidente Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome), Antonio Decaro (Presidente Associazione Comuni Italiani – ANCI) e per conoscenza a Roberto Speranza, Ministro della Salute. Per trasmettere agli Amministratori delle Regioni e delle realtà locali “il senso di disagio che gli Anestesisti Rianimatori italiani avvertono. Questo in un momento così difficile tanto della vita nazionale, quanto nostro personale come operatori sanitari in prima linea nella battaglia contro la pandemia”. Il disagio è riferito alle “sempre più forti notizie di iniziative volte a coinvolgere gli operatori sanitari in possibili accertamenti di responsabilità penali e civili sul loro operato verso i pazienti affetti da Covid-19 o sospetti tali”. “Abbiamo offerto e continuiamo a farlo”, sottolineano gli anestesisti e rianimatori, “tutta la nostra professionalità, consci di lavorare spesso al limite, ma ugualmente fermi nell’assumerci le nostre responsabilità per ogni decisione presa in base all’esperienza e alla necessità del momento”. Per questi motivi viene inviata la Lettera aperta SIAARTI “Sappiamo che in Senato è presente una proposta di scudo penale per il personale sanitario” scelta che garantirebbe “una protezione da denunce e richieste di risarcimento, spesso evocate per presunti casi di malasanità, cavalcando ignobilmente l’onda emotiva del momento. Scudo non vuol dire spogliarsi di ogni responsabilità, né invocare una indiscriminata immunità. Piuttosto significa una garanzia da attacchi illegittimi, e la sicurezza di tutele e coperture assicurative per il nostro operato in questa fase di emergenza”. Nella Lettera SIAARTI – dove non si vuole entrare nell’ambito delle polemiche riguardanti l’estensione dello “scudo” ad altre responsabilità gestionali ed amministrative – si chiede “ai Governi delle Regioni e alle Amministrazioni delle Città, di supportare la proposta di scudo per il personale medico di fronte al Governo della nazione perché sia speditamente approvata, dando un tangibile segnale di solidarietà e rispetto verso chi ha messo da settimane la propria vita al servizio del Paese che soffre”.

Covid-19: medici e sanitari proclamano stato di agitazione. “Subito misure per tutelare gli operatori sanitari

COVID-19

Le organizzazioni sindacali ANAAO ASSOMED – CIMO-FESMED – AAROI-EMAC – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – FVM Federazione Veterinari e Medici – CISL MEDICI – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI sostengono in un comunicato di avere rivolto, dall’inizio della pandemia, numerosi appelli al Governo e al Parlamento affinchè fossero accolte le loro istanze, tese innanzitutto alla sicurezza degli operatori. “L’emergenza da COVID-19 in atto nel nostro Paese – scrivono – sta mettendo a dura prova le strutture e gli operatori sanitari che da oltre un mese operano in condizioni precarie esponendosi a rischi sempre più frequenti e il più delle volte a danno della loro stessa salute. Oggi si contano quasi 90 decessi e il bollettino di guerra è destinato ad aumentare”. “Non avendo ad oggi trovato la disponibilità ad una soluzione condivisa, in tempi certi e rapidi, – si legge – ci troviamo costretti, nostro malgrado, a proclamare lo stato di agitazione delle categorie professionali rappresentate senza escludere, in assenza di soluzioni alle questioni sollevate, la proclamazione di una giornata di protesta nazionale da attuarsi in forma “virtuale”, (art.4, c. 3, lettera e) degli Accordi Nazionali), ossia garantendo, con senso di responsabilità, la regolare esecuzione della prestazione lavorativa”. Queste le richieste contenute nel comunicato stampa che riportiamo testualmente. Modificare il disposto di cui agli articoli 16 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 e 34 del Decreto Legge 2 marzo 2020, n. 9 Per garantire il rispetto delle norme previgenti nazionali e Comunitarie sui dispositivi di protezione individuale (DPI), assicurando agli operatori sanitari dispositivi almeno ffp2 per assistenza dei pazienti Covid-19 e ffp3 in corso di procedure invasive. Modificare l’articolo 7 del Decreto Legge 9 marzo 2020, n. 14, che esclude gli operatori sanitari, e dei servizi pubblici essenziali, dall’applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva nell’ipotesi di contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva, prevedendo sospensione della attività ed obbligo di isolamento fiduciario per almeno 72 ore e rientro in servizio solo previa effettuazione di tampone che attesti la negatività al Sars-CoV-2, nonchè controlli diagnostici successivi. Limitare ai soli casi di dolo la responsabilità penale, civile amministrativa ed erariale degli esercenti le professioni sanitarie per eventi avversi verificatisi nel periodo dell’emergenza epidemica Covid-19. Erogare agli operatori impegnati nella emergenza epidemica un riconoscimento premiale pari al raddoppio del valore economico delle indennità di guardia, di reperibilità e del valore orario degli straordinari, ed una specifica indennità di rischio biologico per l’intera durata dell’emergenza epidemica; Aumentare i contratti di formazione post laurea, autorizzando l’ulteriore spesa di 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 130 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, al fine di portare l’offerta formativa dagli attuali 9.000 a 14.000 contratti di formazione specialistica; Assumere specialisti con rapporti di lavoro subordinato, a tempo indeterminato attingendo da graduatorie esistenti o, in loro assenza, determinato, mediante avvisi pubblici con procedure semplificate, aperti anche ai medici specializzandi iscritti al IV e V anno del corso di specializzazione, senza vincoli di assegnazione alle strutture della rete formativa, evitando contratti libero- professionali “usa e getta” e convertendo quelli già sottoscritti in contratti subordinati a tempo determinato.

Concorso per 5 infermieri (veneto) IPAB – ‘VILLA SERENA’

Concorso

Scad. 17 aprile 2020) VILLA SERENA LONIGOConcorso pubblico, per soli esami, per la copertura di cinque posti di infermiere, categoria C, a tempo pieno ed indeterminato. È indetto bando di concorso pubblico, per soli esami, per la copertura di cinque posti a tempo pieno ed indeterminato diinfermiere (categoria C, posizione economica C1).Titolo di studio richiesto: attestato di infermiere o equipollente. Scadenza presentazione domande: ore 12,00 del 17 aprile 2020. Il bando di concorso è disponibile presso Villa Serena Lonigo – via Mura San Daniele n. 15 – 36045 Lonigo (VI) – e nel sito dell’ente: www.villaserenalonigo.it Per informazioni rivolgersi a: ufficio personale, tel. 044.4831331

ASL FROSINONE: Concorso 13 posti terapista della neuro e psicomotricita’ eta’ evolutiva (Scad. 12 aprile 2020)

Selezione pubblica, per soli titoli, per la formulazione di una graduatoria per la copertura di tredici posti di collaboratore professionale sanitario, terapista della neuro e psicomotricita’ eta’ evolutiva, categoria D, a tempo determinato. In esecuzione della deliberazione del direttore generale n. 2205 del 20 dicembre 2019, e’ indetto avviso pubblico, per soli titoli, per la copertura a tempo determinato di tredici posti di collaboratore professionale sanitario (CPS) terapista della neuro e psicomotricita’ eta’ evolutiva, categoria D. Il termine per la presentazione delle domande scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami»; tale termine, qualora venga a scadere di giorno festivo, si intendera’ protratto al primo giorno non festivo immediatamente seguente. Il testo integrale del bando, e’ pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 17 del 27 febbraio 2020. Per eventuali informazioni rivolgersi all’Azienda sanitaria locale di Frosinone, U.O.C. Amministrazione e gestione del personale, via Armando Fabi snc – 03100 Frosinone, tel. 0775/8821, sito internet aziendale www.asl.fr.it