Concorso ASL V.C.O. DI OMEGNA

Scad. 21 marzo 2019 Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di quattro posti di dirigente medico di ortopedia traumatologia. In esecuzione della deliberazione del direttore generale n. 7 del 2 gennaio 2019 e’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di quattro posti di dirigente medico di ortopedia traumatologia. Il termine per la presentazione delle domande, da inviare tramite procedura on-line, scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami». Il testo integrale del bando, con indicazione dei requisiti e delle modalita’ di partecipazione ai concorsi, e’ pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 3 del 17 gennaio 2019 e sara’ pubblicato sul sito www.aslvco.it sezione concorsi e avvisi/selezioni.
Scoliosi, a Ragusa fatto il punto su prevenzione, diagnosi e trattamento

Come prevenire, diagnosticare e trattare la scoliosi. Se ne è discusso a Ragusa nel corso di due giornate specifiche volute dal dott. Pietro Di Falco
Ipertensione e rischio cardiovascolare, nasce l’Unità Operativa guidata da Salvatore Lenti

Ad Arezzo è già prevista la riapertura del Centro per l’ipertensione. Riorganizzazione e sviluppo anche nel resto dell’Azienda. AREZZO – All’interno del Dipartimento di Medicina Interna e Specialistiche della Asl Toscana sud est, è stata attivata la UOSD (Unità Operativa Semplice Dipartimentale) “Ipertensione arteriosa, dislipidemie e rischio cardiovascolare”. Il responsabile è Salvatore Lenti. Pur avendo sede ad Arezzo, il lavoro dell’Unità avrà valenza aziendale e andrà a rispondere ad un bisogno forte, rappresentato dalla gestione del rischio cardiovascolare. Uno dei compiti più importanti della UOSD, come spiegato da Massimo Alessandri (direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Specialistiche) “sarà di fare una ricognizione degli ambulatori dell’Azienda dedicati a questa problematica, favorendone l’apertura laddove ce ne sia bisogno. Una riorganizzazione, quindi, per dare risposte efficaci a patologie diffuse, sotto il coordinamento di Lenti che assumerà questo incarico dal 16 marzo”. “Sono fiducioso di questa nuova sfida, perché potrò mettere a disposizione la mia formazione professionale, la competenza e conoscenza acquisite in questo specifico ambito – commenta Lenti – Si potrà riattivare a breve il Centro ipertensione all’ospedale di Arezzo, già riconosciuto come centro di eccellenza nazionale dalla Società Italiana dell’ipertensione arteriosa. Contemporaneamente si continuerà a fare ricerca clinica con la collaborazione infermieristica, per migliorare la cultura scientifica dei percorsi di assistenza e cura a beneficio dei pazienti”. La nuova U.O.S.D. rientra nella governance della Asl Toscana sud est come centro di servizi di rete integrata e strutturata tra ospedale e territorio. Prevede la presa in carico di pazienti con patologie croniche internistiche, come l’ipertensione arteriosa e le dislipidemie, attraverso un approccio globale del rischio cardiovascolare. La rete con la Medicina Generale e con gli specialisti di tutta l’Azienda, compresi i farmacisti, permetterà di monitorare l’appropriatezza e l’efficacia degli interventi di diagnosi, cura e prevenzione. L’assistenza vedrà come centrale la figura dell’infermiere per attuare precisi percorsi di Day Service e di educazione sanitaria, passando dalla medicina di attesa a quella di iniziativa. La U.O.S.D permetterà la presa in carico del paziente, non ricorrendo all’ ospedalizzazione ma assicurando un adeguato e approfondito screening diagnostico e l’appropriatezza di un percorso di cura e di prevenzione del rischio.
ESENZIONE DAL TICKET PER REDDITO, PROROGA SINO AL 31 MARZO 2019

La Regione ha prorogato al 31 marzo 2019 la validità delle attestazioni di esenzione per reddito, già rilasciate dalle Aziende sanitarie locali. Le categorie che usufruiscono dell’esenzione sono: cittadini con meno di 6 o più di 65 anni, con reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro, (codice E01); cittadini titolari o a carico di altro soggetto titolare, di assegno (ex pensione) sociale, (codice E03); cittadini titolari o a carico di altro soggetto titolare, di pensione al minimo, con più di 60 anni e reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro, incrementato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico, (codice E04); residenti in Piemonte compresi tra i 6 e i 65 anni di età- codice (E05)- compartecipazione alla spesa farmaceutica. I cittadini in possesso del certificato di esenzione con il codice E02,disoccupati e lavoratori in mobilità, dovranno recarsi alla propria Azienda sanitaria locale di riferimento per l’eventuale rinnovo del certificato. Considerata l’estrema variabilità della condizione, la proroga non è automatica. Come per gli anni passati, l’assessorato regionale alla Sanità ricorda che il cittadino, le cui condizioni di reddito non determinano più il diritto all’esenzione dal ticket, deve comunicare all’Asl di riferimento la modifica, per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. La delibera di Giunta ribadisce l’esclusione dagli elenchi dei soggetti esenti per i cittadini che, in base ai controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate (attraverso le funzionalità operative del sistema Tessera Sanitaria) sulle dichiarazioni rese sino al 31.12.2016, sono stati oggetto di verifica negativa, ossia risulta che hanno attestato il falso rispetto alle loro condizioni di reddito. Nei loro confronti l’ASL provvederà a rendere nota, anche contestualmente alle azioni di recupero dell’indebito, la cancellazione dagli elenchi degli esenti. Gli stessi soggetti, qualora ritengano di essere – attualmente – in possesso dei requisiti di reddito per l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria, potranno presentare una nuova auto-certificazione che ne attesti il diritto
Prevenire e curare l’obesità infantile: l’Ausl attiva il Percorso per il bambino obeso

Tre livelli di assistenza e un team multidisciplinare per assistere e accompagnare i ragazzi e le loro famiglie. Maranello, Modena e Carpi sedi provinciali del percorso con gli specialisti Nella nostra provincia circa un terzo dei bambini di 8-9 anni è in condizione di sovrappeso od obesità e si stima che, nell’intera fascia di età 1-14 anni, siano oltre 15.500 i soggetti in sovrappeso (un livello meno grave di eccesso di peso) e quasi 6.000 gli obesi. Da molti anni sono attivi percorsi mirati alla prevenzione dell’obesità infantile, ma fino ad oggi mancava una organizzazione strutturata in grado di assistere ed accompagnare bambini e ragazzi già interessati da un eccesso di peso. A questo scopo l’Azienda USL di Modena ha dato vita al Percorso per il bambino obeso: completata e potenziata l’offerta sul territorio, strutturata su tre differenti livelli. “Il primo – chiarisce Alberto Tripodi, Direttore del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Azienda USL di Modena e responsabile del Percorso – è incentrato sul ruolo del Pediatra di libera scelta (PLS), che ha il compito di monitorare lo stato nutrizionale del bambino in crescita, cogliere fattori di rischio per una possibile insorgenza di obesità, fare un’attività di counselling motivazionale per i bimbi già in sovrappeso od obesi. Il secondo livello, a cui il Pediatra fa riferimento nei casi di un suo insuccesso terapeutico, è rappresentato da un team multidisciplinare (dietista, psicologo, medico dello sport), che affianca il bambino e la famiglia per un periodo prolungato, svolgendo una specifica attività di supporto motivazionale al cambiamento delle abitudini alimentari e motorie”. L’obiettivo, da raggiungere attraverso un’azione coordinata di più professionisti, è stimolare e facilitare il cambiamento dei comportamenti del bambino (e più in generale dell’intera famiglia), stimolando il suo protagonismo consapevole, proponendo soluzioni pratiche, individuando e cercando di eliminare eventuali barriere. Il team opera su tutta la provincia, su tre sedi, a Maranello (Ambulatorio p.zza Amendola 7), Modena (Servizio di Medicina dello Sport – v.le dello Sport 29), Carpi (Servizio Medicina dello Sport – via Nuova Ponente 24/M), per le rispettive aree, sud, centro e nord. Il terzo livello è rappresentato dai reparti di Pediatria di riferimento (Ospedale di Sassuolo, Policlinico di Modena e Ospedale di Carpi). Qui sono inviati dal PLS i bambini e ragazzi in condizioni di sovrappeso e obesità quando è necessario un approfondimento clinico-diagnostico al fine di individuare eventuali complicanze o forme di obesità secondaria. Per casi particolarmente complessi, infine, il riferimento sull’intera provincia è il reparto di Pediatria del Policlinico di Modena. “È fondamentale prevenire l’eccesso di peso e promuovere sane abitudini alimentari e motorie fin dall’infanzia – conclude Monia Pinelli, psicologa del team multidisciplinare del Percorso del Bambino Obeso -. Sottolineo l’importanza di intervenire il più precocemente possibile, in particolare ancor prima della nascita del bambino (periodo preconcezionale e gestazionale) e successivamente di predisporre interventi preventivi a carattere multifattoriale con la collaborazione di professionisti dedicati e in sinergia con le principali figure educative per il bambino, in particolare famiglia e scuola, e ricercando il contributo attivo di tutta la comunità”.
Osteoporosi: ambulatorio dedicato a Borgosesia

È consolidata da dicembre l’attività dell’ambulatorio per l’osteoporosi dell’ospedale di Borgosesia, a cura della struttura complessa Recupero e Rieducazione Funzionale dell’ASL di Vercelli, diretta dal dott. Giovanni Sguazzini Viscontini Presso il Presidio Ospedaliero “SS. Pietro e Paolo”, il primo e il terzo martedì non festivo di ogni mese, gli specialisti fisiatri sono a disposizione per effettuare visite e controlli per la diagnosi e trattamento delle persone affette da osteoporosi o altre malattie del metabolismo osseo. Prestazioni che si affiancano a quelle già effettuate nella stessa sede dalla struttura semplice di Reumatologia di cui è responsabile la dott.ssa Cristina Pagliolico. Tra i pazienti che accedono all’ambulatorio vi sono coloro che vengono indirizzati dal proprio medico curante, da altri specialisti, chi ha esiti di fratture da fragilità (vertebra, polso, omero e femore), ma anche pazienti con patologie oncologiche (cancro mammella nelle donne o tumore alla prostata negli uomini in terapia ormonale adiuvante). La visita è prenotabile tramite Cup ed è sempre necessario disporre dell’impegnativa per visita fisiatrica per osteoporosi. Obiettivo principale è individuare e trattare i soggetti che più potrebbero incorrere in una frattura da fragilità. Attraverso una valutazione dei valori della densità minerale ossea e dei fattori di rischio clinici, anche con l’utilizzo di algoritmi validati a livello internazionale per la stima del rischio di frattura, viene poi prescritta, se necessaria, una terapia farmacologica appropriata, fornendo al tempo stesso consigli sullo stile dei vita e le abitudini alimentari.
Alimentazione e stili di vita, un incontro sulla salute

L’appuntamento è in programma oggi, 11 marzo ad Arezzo AREZZO – Secondo incontro aperto al pubblico per il ciclo “Ben-essere: incontri per la promozione di stili di vita salutari e consumi consapevoli”, organizzato da Unicoop Firenze (sezione Soci di Arezzo) in collaborazione con la Asl Toscana sud est. L’appuntamento è per oggi, lunedì 11 marzo alle 17,30 nella sala soci del Centro*Arezzo di viale Amendola. Sarà affrontato l’argomento dell’alimentazione, i cibi e l’importanza di saper leggere le etichette dei prodotti. Parteciperanno Patrizia Baldaccini (resp. U.O. Igiene degli alimenti e della nutrizione), Donatella Cortini del Dipartimento della Prevenzione e Promozione della salute e Rosella Rocchi, resp. Ufficio Qualità Unicoop Firenze. L’ingresso è libero.
Terapie contro il dolore cronico, intervista al dott. Amato

Quali sono le nuove terapie per la cura del dolore cronico? Ne abbiamo parlato con il dott. Francesco Amato
Ad Avola (Sr) un centro di ricerca per l’antropologia forense, la paleopatologia e la bioarcheologia

Si inaugura giovedì ad Avola il Fapab Research Center, il centro di ricerca per l’antropologia forense, la paleopatologia e la bioarcheologia. Appuntamento in sala Frateantonio il 7 marzo dalle 18 alle 20 con il direttore e vicedirettore del Fapab, Francesco Galassi ed Elena Varotto, l’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, il deputato regionale Rossana Cannata e il sindaco Luca Cannata. Al termine della conferenza, saranno mostrati i locali del nuovo centro di ricerca in piazza Umberto I al Palazzo Lutri e verrà illustrata la progettualità scientifica e divulgativa del Fapab con particolare attenzione agli aspetti riguardanti la crescita culturale per la città di Avola, la Sicilia sud-orientale e, in più generale, l’importanza di una tale esperienza per tutta l’Isola. Francesco Maria Galassi (nella foto) è professore associato alla Flinders University (Australia), Visiting Academic all’Università di Firenze, medico e paleopatologo, si occupa della storia delle malattie nel passato e della loro evoluzione. È considerato uno dei massimi esperti di paleopatologia al mondo. Tra le sue scoperte principali il primo caso di ictus documentato in paleopatologia in una mummia naturale della metà del ‘700 e il caso più antico di gigantismo nella storia. Ha studiato numerose mummie egizie. È noto anche per il suo studio di cold cases del passato, tra cui spicca riesame della malattia di Giulio Cesare con cui ha smentito la tesi epilettica ed è regolarmente invitato a tenere conferenze e seminari nei più prestigiosi atenei del mondo. Nel 2017 la rivista americana Forbes lo ha incluso nella lista dei 30 scienziati under 30 più influenti in Europa. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e libri, collabora con Lettura-Corriere della Sera e ha partecipato a trasmissioni televisive di grande successo come Superquark. Elena Varotto è ricercatrice bioarcheologa, antropologa Fisica e Forense, membro scientifico del centro di Archeologia Cretese (Dipartimento di Scienze Umanistiche) dell’Università di Catania e ricercatore per la Casa di Cura Santa Lucia (Centro Medico, Siracusa), ha lavorato come docente e assistente di laboratorio alla Scuola Medica dell’Università di Pisa e si è occupata dello studio di centinaia di scheletri antichi e moderni dallo scavo al laboratorio, provenienti dai più diversi contesti storici e geografici. Supervisiona scavi archeologici di contesti cimiteriali insegnando le tecniche di scavo e documentazione delle sepolture. Inoltre, come Consulente tecnico d’ufficio per la Procura della Repubblica in qualità di esperto antropologo forense incaricato, si è occupata del riconoscimento di cadaveri scomparsi e identificazione biologica personale.
22 Marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua. Le raccomandazioni della SIPPS

Il prossimo 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per richiamare l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua corrente e promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche. In occasione della Giornata, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili consigli ai genitori per una corretta idratazione. Per crescere bene, informano gli esperti della SIPPS, ogni bambino ha bisogno di alimentarsi in modo equilibrato e di bere in modo adeguato. Il suo corpo, infatti, è costituito per il 75% di acqua che si distribuisce in diverse percentuali nei vari organi. “L’acqua – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – è elemento essenziale per via delle numerose funzioni che svolge nell’organismo: regola la temperatura corporea, elimina le tossine, aiuta il corpo ad assorbire i nutrienti, trasforma il cibo in energia, trasporta l’ossigeno e i nutrienti alle cellule. Una corretta idratazione garantisce anche un adeguato apporto di sali minerali, disciolti nell’acqua di fonte. Per tutti questi motivi, una corretta alimentazione prevede l’assunzione di acqua tutti i giorni, a qualunque età”. Ma quanta acqua deve assumere un bambino? “La quantità di acqua assunta – aggiunge il Dott. Leo Venturelli, Responsabile comunicazione SIPPS – dipende dall’età del bambino, dalla dieta giornaliera ma anche da fattori esterni come malattie (con la febbre è necessario bere di più, perché il corpo aumenta la traspirazione), l’attività fisica, la temperatura ambientale (ambienti caldi fanno traspirare di più e questo implica la necessità di una maggiore idratazione)”. Di seguito uno schema orientativo dei liquidi complessivi di cui un bambino ha bisogno a seconda della età, come acqua da bere, oltre a quella contenuta negli alimenti: • Dai 4 ai 10 anni: 1100 ml (un litro e 100 ml) • Adolescenti: 1500-2000 ml (un litro e mezzo/due) Quando, invece, bisogna bere? “Ci sono meccanismi che regolano la sete – prosegue il Professor Andrea Vania, Dirigente di I livello e Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria di Sapienza Università di Roma -: il nostro organismo possiede un sistema di autocontrollo della sete che ha la sua centralina nell’ipotalamo, una ghiandola del cervello. Il bambino piccolo però, come la persona anziana, non ha un efficace sistema di autoregolazione, e per questo è importante offrirgli da bere spesso, anche se non lo chiede spontaneamente”. La SIPPS si sofferma, inoltre, sulle spie che aiutano un genitore a capire che il bambino ha necessità di bere: · Mal di testa, nausea, crampi muscolari, sensazione di freddo: manca acqua! · Quantità e qualità delle urine: urine concentrate e giallo scuro significano disidratazione “Queste situazioni – conclude il Presidente Di Mauro – si verificano maggiormente in coincidenza con caldo eccessivo nell’ambiente o durante l’estate, in occasione di un esercizio fisico di un certo impegno e per stati febbrili. Per questo i genitori devono attuare una serie di accorgimenti per invogliare il bambino a bere: dall’uso di bicchieri colorati alla trasformazione del bere in un gioco fino ad insegnare al bambino a servirsi da bere per conto proprio. E per tutti, genitori stessi ed insegnanti, l’impegno di dare il buon esempio bevendo spesso durante la giornata o portando con sé una bottiglia di acqua ogni volta che si esce!”. I pediatri della SIPPS informano su quale sia l’acqua più idonea al bambino. Dall’anno di vita in poi, informa la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, sono indicate le acque minerali o di fonte con un residuo fisso 500-1500 mg/L, che garantiscono un apporto corretto di calcio. Per questo motivo è fondamentale un’attenta lettura delle etichette: permette infatti di conoscere il residuo fisso oltre al contenuto di sodio, potassio, calcio, fluoro, ferro, magnesio e bicarbonato. In etichetta si trovano anche la data di imbottigliamento e di scadenza. Sport e idratazione Particolare attenzione deve infine essere rivolta al bambino quando svolge un’attività fisica, che comporta la perdita di molti liquidi: è necessario incentivarlo a bere prima, durante e dopo. Non servono sali minerali e drink zuccherati: la semplice acqua, a temperatura ambiente, ed una alimentazione sana, ricca in frutta e verdura, è sufficiente alla idratazione di un “giovane atleta”.