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Redazione, Autore presso Medicalive - Pagina 77 di 174

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Catania, Laurea honoris causa a Guido Rasi, direttore dell’Agenzia Europea dei Medicinali

Laurea honoris causa in Biotecnologie mediche a Guido Rasi, direttore generale dell’Agenzia Europea dei Medicinali

Giovedì 11 aprile alle 16, nell’aula magna del Palazzo centrale, l’Università di Catania conferirà la laurea magistrale Honoris Causa in “Biotecnologie Mediche” al direttore generale dell’Agenzia Europea dei Medicinali Guido Rasi, già docente di Microbiologia all’Università di Roma “Tor Vergata”.   Dopo gli indirizzi di saluto del rettore Francesco Basile, la lettura della motivazione da parte del prof. Filippo Drago (direttore del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche) e della laudatio da parte del presidente del corso di laurea in Biotecnologie mediche Michele Purrello, il prof. Rasi terrà la sua lectio doctoralis dal titolo “Dallo speziale all’uomo geneticamente modificato: il passato e il futuro della regolamentazione dei medicinali nell’Unione Europea”.   Prima di essere nominato direttore dell’EMA, il prof. Rasi ha lavorato all’Istituto di Medicina sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 1999 ha insegnato e svolto ricerca all’Università della California, Berkeley. Nel 2005 è stato nominato direttore della ricerca all’Istituto di Neurobiologia e Medicina molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Nel 2008 è diventato professore ordinario di microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata.

Broncopneumopatia cronica ostruttiva BPCO: approda a Nuoro la sperimentazione del nuovo dispositivo che prevede le crisi

Broncopneumopatia cronica

Saranno arruolati entro la prossima settimana i primi pazienti del Distretto Socio Sanitario di Nuoro selezionati per sperimentare il rivoluzionario dispositivo nato in Sardegna, che consente di tenere sotto controllo l’insidiosa Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). BPCOmedia srl e l’Azienda per la Tutela della Salute della Sardegna/ASSL Cagliari, Lanusei e Nuoro – che, a sua volta, ha individuato i Distretti Socio Sanitari dell’Ogliastra (Tortolì), Cagliari (Area vasta) e Nuoro – hanno avviato un protocollo sperimentale che interessa 500 pazienti, oltre a Medici di Medicina Generale e Medici Pneumologi. La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva BPCO: una sigla che, ai più, risulta incomprensibile. Eppure si tratta di una malattia molto diffusa. Ne soffrono più di due milioni e mezzo di italiani ed è la quarta causa di morte al mondo, e – entro il 2020 – l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la classificherà come terza causa. La BPCO è una patologia progressiva, solo parzialmente o per nulla reversibile, che colpisce l’apparato respiratorio con un’ostruzione delle vie aeree, spesso associata a uno stato di infiammazione cronica del tessuto polmonare. A lungo termine, produce un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, provocando una riduzione consistente della capacità respiratoria e del contenuto di ossigeno nel sangue. Tale ridotta ossigenazione ha riflessi sugli altri organi influendo in modo significativo sulla qualità di vita, con sintomi come affanno e stanchezza. Il dispositivo in sperimentazione, brevettato dalla startup BPCOmedia srl, spin off dell’Università Campus Biomedico di Roma, capitanata da Giuseppe Capasso, basato sull’uso combinato di un comunissimo smartphone e di un pulsossimetro (un piccolo strumento che si applica ad un dito della mano e che rileva calcolare quanto ossigeno è presente nel sangue) per evidenziare una eventuale riacutizzazione della malattia. I pazienti, semplicemente effettuando tre misurazioni al giorno con il pulsossimetro, potranno leggere direttamente sullo smartphone o sul tablet il proprio stato di salute. Le risposte saranno personalizzate in base alle caratteristiche fisiologiche di ogni persona e potranno indicare uno stato di salute normale oppure inviare allarmi per casi di desaturazione, di tachicardia, di Ufficio Stampa ASSL Nuoro/Lanusei Dott. Gianluca Corsi Tel. 0784 240756 Cell. 3458980223 e.mail: ufficiostampa.nu@atssardegna.it. ufficiostampa.lanusei@atssardegna.it peggioramento delle funzioni respiratorie o di missing data, ricordando al paziente se due o più misurazioni non sono state eseguite. La genesi del brevetto Il nuovo dispositivo parla anche sardo, visto che tutto è partito da uno studio di ricerca condotto in collaborazione con il Policlinico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Laboratorio di Sistemi di Elaborazione e BioInformatica (CoSBi) della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria della medesima università e la ASSL (Area Socio Sanitaria Locale) di Lanusei. L’indagine ha consentito di sviluppare un algoritmo che, attraverso i dati registrati dal pulsiossimetro, su migliaia di rilevazioni, ha evidenziato l’insorgere di eventuali riacutizzazioni o di situazioni critiche, assicurando un’accuratezza del 98,4%, anche meglio rispetto a quanto fatto in modo naturale dai medici. Nel 2016 la ricerca è stata presentata alla IEEE-EMBS International Conference on Biomedical and Health Informatics (BHI) di Las Vegas (On the Remote Detection of COPD-Related Worrisome Events”–BHI 2016), conquistando la copertina della rivista Ieee Journal of Biomedical and Health Informatics, (vol. 21, N° 2, marzo 2017). Recentemente il sistema di autocontrollo si è aggiudicato la menzione speciale all’edizione 2018 di UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione pensato da UniCredit per le startup, dove BPCOmedia srl è stata premiata tra oltre 600 startup, di cui 76 iscritte nella categoria Life Science. «Questa tecnologia innovativa – conferma con soddisfazione Grazia Cattina, Direttore dell’ASSL di Nuoro – supporta un concreto percorso di “Medicina di iniziativa”, quale modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che, anche a Nuoro, stiamo lavorando affinché sia sempre più utilizzato».

H-Open week, visite gratuite dall’11 al 18 aprile 2019 per le donne negli ospedali “bollini rosa” della provincia di Chieti

open week

Porte aperte alle donne per una settimana negli ospedali della provincia di Chieti per la Giornata nazionale della salute della donna che si celebra lunedì 22 aprile 2019. Si tratta di un’iniziativa, giunta alla IV edizione, promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e che coinvolge gli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle patologie femminili premiati con l’attribuzione dei Bollini rosa. Nell’occasione alla popolazione femminile sono riservati incontri informativi, visite e consulti gratuiti nell’ambito di diverse aree specialistiche come diabetologia, dietologia e nutrizione, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, dermatologia, neurologia, oncologia, reumatologia, senologia. «Anche quest’anno i nostri ospedali partecipano a un evento che offre un’opportunità di salute alle donne – sottolinea Vincenzo Orsatti, direttore generale facente funzione della Asl Lanciano Vasto Chieti –. Com’è noto, la nostra Azienda si è connotata negli ultimi anni proprio per i percorsi dedicati alle patologie femminili e i servizi strutturati per realizzarne una efficace presa in carico, che ci hanno fatto meritare l’attribuzione dei “Bollini rosa”. Cogliamo, perciò, anche questa occasione per essere ancora più vicini alle donne». L’iniziativa, promossa in collaborazione con Federfarma, ha ottenuto il patrocinio di 22 società scientifiche. I servizi offerti sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione. Di seguito l’elenco dei servizi offerti negli ospedali della provincia di Chieti.   ELENCO INIZIATIVE OPEN WEEK 2019 in provincia di Chieti   11 aprile 2019 Ortona ospedale “Bernabeo” ore 11:00 – 13:00 Consulenze per l’infertilità Ambulatori del Centro di procreazione medicalmente assistita – 3° piano   Ortona ospedale “Bernabeo” ore 9:00 – 12:00 Servizio di informazione, accoglienza e consulenza legale e psicologica Sportello antiviolenza – 4° piano Servizio offerto anche telefonicamente contattando il numero 389.6534878   Ortona ospedale “Bernabeo” ore 15:30 – 18:45 Ecografia mammella riservato a donne di età compresa tra 30 e 40 anni che non abbiano mai effettuato esami strumentali sulla mammella. UODS Diagnostica senologica – 1° piano Obbligo di prenotazione chiamando il numero 085.9172385 dalle ore 11:00 alle ore 13:00   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 10:00 – 12:00 Glicemia al capillare, peso, BMI, pressione arteriosa, somministrazione questionario sul rischio di diabete. Servizio di diabetologia – modulo 19 – 2° piano   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 15:00 – 17:00 Consulenza per valutazione familiarità neoplastica Ambulatorio di oncologia ospedale di Lanciano Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0872.706287 dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 15:30   Vasto ospedale “S.Pio” ore 15:00 – 17:00 Consulenza per valutazione familiarità neoplastica Ambulatorio di oncologia ospedale di Vasto Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0872.706287 dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 15:30   Consultorio familiare di Casoli ore 16:00 – 18:00 Incontro aperto alla popolazione “Promozione della salute della donna nelle varie fasi della vita” Sala riunioni del distretto sanitario di Casoli   Consultorio familiare di Casoli ore 9:00 – 12:00 Visite ginecologiche complete di ecografia pelvica Consultorio familiare di Casoli Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0872.989308 nei giorni 03/04 e 10/04 dalle ore 9:00 alle ore 12:00   Chieti ospedale “SS. Annunziata” ore 14:00 – 19:00 Visite o ecografie ginecologiche Ambulatorio di ginecologia – 6° livello – stanza 630 Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0871.357317 dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:00   12 aprile 2019 Ortona ospedale “Bernabeo” ore 11:00 – 13:00 Consulenze per l’infertilità Ambulatori del Centro di procreazione medicalmente assistita – 3° piano   Ortona ospedale “Bernabeo” ore 15:00 – 17:00 Incontro aperto alla popolazione “Rischio oncologico e prevenzione. Il valore della diagnosi precoce.” Sala conferenze P.O. Ortona (piano terra)   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 10:00 – 12:00 Glicemia al capillare, peso, BMI, pressione arteriosa, somministrazione questionario sul rischio di diabete e distribuzione materiale informativo Servizio di diabetologia – modulo 19 – 2° piano   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 9:00 – 13:00 Consulenza ginecologica UOC ostetricia e ginecologia presso ambulatorio ginecologico Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0872706310 dalle ore 15:00 alle ore 17:30   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 9:00 – 12:00 Info point e distribuzione di materiale informativo Informazioni e counselling da parte della professionista ostetrica Poliambulatorio   13 aprile 2019 Lanciano ospedale “Renzetti” ore 15:00 – 16:00 Incontro aperto alla popolazione “Gravidanza e sclerosi multipla” Aula multimediale – Ospedale Lanciano   15 aprile 2019 Chieti ospedale “SS. Annunziata” mattina ore 9:00 – 13:00 pomeriggio ore 14:00 – 16:00 Consulenze reumatologiche o ultrasonografia al calcagno per screening osteoporosi Ambulatorio di reumatologia Ospedale Chieti – 11° livello corpo B-C stanza 52 Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0871.358081 nei giorni 25/03 – 01/04 – 08/04 dalle ore 8:00 alle ore 10:00   Chieti ospedale “SS. Annunziata” ore 8:00 – 14:00 Consulenza nutrizionale Centro obesità – 5° livello – stanza 502 – Ospedale Chieti Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0871.358976 di lunedì o mercoledì dalle ore 14:30 alle ore 16:30   Chieti ospedale “SS. Annunziata” ore 9:00 – 13:00 Test psicometrici per valutazione degli aspetti psicologici e cognitivi nelle donne con sclerosi multipla Centro sclerosi multipla – 8° livello corpo E Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0871.358525 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 9:00 – 12:00 Info point e distribuzione di materiale informativo Informazioni e counselling da parte della professionista ostetrica Poliambulatorio   Lanciano ospedale “Renzetti” ore 10:00 – 12:00 Glicemia al capillare, peso, BMI, pressione arteriosa, somministrazione questionario sul rischio di diabete e distribuzione materiale informativo. Servizio di diabetologia – modulo 19 – 2° piano   Ortona ospedale “Bernabeo” ore 11:00 – 13:00 Consulenze per l’infertilità Ambulatori del Centro di procreazione medicalmente assistita – 3° piano   Ortona ospedale “Bernabeo” ore 9:00 – 12:00 Servizio di informazione, accoglienza e consulenza legale e psicologica Sportello antiviolenza – 4° piano Servizio offerto anche telefonicamente contattando il numero 3896534878   Ortona ospedale “Bernabeo” ore 9:00 – 12:00 Visite dermatologiche Ambulatorio clinica dermatologica – 2° piano Obbligo di prenotazione chiamando il numero 0859172421 dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 13:00   Consultorio familiare di Lanciano ore 10:30

Medicina Sportiva: Iniziate le visite nei centri convenzionati con l’ASL Vercelli

Medicina Sportiva

Sono iniziate nei giorni scorsi le visite degli atleti fino ai 18 anni nei centri in cui l’Asl di Vercelli ha sottoscritto le convenzioni per la medicina sportiva. I centri interessati sono: l’Istituto SALUS s.r.l. di Cigliano (Corso Vercelli 50), la Società SALUS Vercelli s.r.l di Via Durandi 12 a Vercelli, la DUERRE DENTAL s.r.l di via Torino 1 a Roasio. 24 gli atleti prenotati presso la SALUS di Vercelli, 25 a Roasio di cui 7 già visitati. A Cigliano ci sono state 6 prenotazioni, ma ci sono ancora diversi posti liberi. Grazie agli accordi stipulati con queste strutture private gli sportivi che rientrano nell’età prevista possono recarsi nei centri indicati ed eseguire la visita sempre in regime di servizio sanitario nazionale e dunque gratuitamente

L’infermiere tutor rivoluziona la presa in carico del paziente

Infermiere tutor

Si tratta di un nuovo modello organizzativo che va verso una maggiore personalizzazione delle cure   Per tutta la durata del ricovero in ospedale, il paziente potrà contare su un infermiere di riferimento, che ha la responsabilità assistenziale del paziente stesso. Si tratta di un nuovo modello organizzativo che la Asl Toscana sud est sta portando avanti ed è la prima Azienda a farlo in Toscana su scala così ampia. “Il modello di presa in carico infermieristica si ispira alla modalità ‘Primary Nursing’ dove, durante la degenza viene assegnato un infermiere tutor, responsabile dell’accertamento infermieristico, della pianificazione delle attività e della misurazione degli esiti di assistenza – spiega il direttore del Dipartimento delle Professioni Infermieristiche e Ostetriche, Lorenzo Baragatti – Si genera cosi una forte relazione infermiere-assistito che, evidenze alla mano, migliora l’aderenza della persona alle cure, facilita i processi educativi ed assicura la personalizzazione delle attività”. Il progetto è in fase più avanzata nel Grossetano, in partenza all’ospedale di Abbadia San Salvatore, già in atto a Sansepolcro e Montevarchi, in rampa di lancio in quello di Arezzo e negli ospedali senesi. L’obiettivo, in prospettiva, è di estendere il modello a tutti i 13 presidi della Sud Est, alle aree territoriali (ModiCA, hospice, ospedale comunità ecc) e a tutti i reparti. Intanto si parte con quelli che prevedono degenze più lunghe, cioè le aree mediche. Si va verso una nuova gestione e pianificazione delle azioni in corsia, di una maggiore condivisione tra infermiere e familiari dei pazienti, anche attraverso le lavagne che saranno installate nei corridoi e in cui i familiari troveranno il nome della figura di riferimento. Negli ultimi anni si è infatti sviluppata la necessità di organizzare l’assistenza infermieristica secondo modelli integrati e multiprofessionali, personalizzando il percorso dei singoli pazienti. Deve quindi crescere l’attenzione alla relazione empatica tra paziente ed infermiere, con l’assistito che diventa protagonista del processo di cura grazie ad una sistematica attività di comunicazione e confronto. Un cambio epocale per la figura dell’infermiere, che vede aprirsi profili sempre più qualificati. “Questa è la migliore modalità di assistenza ad oggi riconosciuta dalla comunità professionale e genera soddisfazione sia nell’assistito che nel personale di assistenza – conclude Baragatti – E’ un progetto ambizioso che prende inizio dopo un anno di confronto con il personale interessato, che ha da subito dimostrato entusiasmo e volontà di migliorare le attività quotidiane. Dopo il periodo di formazione è stato adottato un manuale aziendale di presa in carico, che rappresenta il faro a cui far riferimento, per poi adattarlo ad ogni singola realtà senza snaturarne principi e contenuti base”.

Campagna Buon Compleanno in salute – iniziativa per le donne che nel 2019 compiono 70 anni

70 anni

Prosegue l’iniziativa speciale Asl3 – avviata nel mese di febbraio – dedicata alle donne che nel 2019 compiono 50, 60 e 70 anni.   Per tutto il mese di aprile sono aperte le prenotazioni telefoniche per le visite che si svolgeranno a maggio per le donne che nell’anno in corso compiono 70 anni. A loro Asl3 offre *consulenze gratuite personalizzate sul cuore. Per accedere al servizio è necessaria la prenotazione al numero 010 849 7237 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12. Non è necessaria la richiesta del medico curante. Le consulenze, che si svolgeranno nel mese di maggio presso il Palazzo della Salute di Fiumara, sono a cura dei professionisti del Dipartimento di Cardiologia di Asl3.   La campagna “Buon Compleanno in salute” pone in primo piano il benessere della donna su specifici temi: alimentazione e metabolismo per le donne che compiono 50 anni nel 2019 (con prenotazione già effettuate a febbraio e consulenze che si sono svolte a marzo), malattie reumatiche e osteoporosi per chi ne compie 60 (con prenotazioni già effettuate a marzo e consulenze che si svolgono ad aprile) ed infine la salute del cuore per i 70 anni (con prenotazione ad aprile e consulenze che si svolgeranno a maggio). Inoltre a tutte le donne che aderiranno all’iniziativa verrà offerta una lezione gratuita all’aperto sulla tecnica della camminata nordica.   COMPI 70 ANNI NEL 2019? Per tutto il mese di aprile le donne che compiono 70 anni nel 2019 avranno la possibilità di prenotare una consulenza gratuita personalizzata con gli specialisti ASL3 del cuore.   Come prenotare? Contattando dal 1° aprile 2019 (fino al 30) il numero telefonico 010 849 7237 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Non è necessaria l’impegnativa del medico di famiglia.   Quando e dove si svolgeranno le consulenze? Le consulenze si svolgeranno al sabato nel mese di maggio presso il Palazzo della Salute di Fiumara (Via Operai, 80 – primo piano)   Quali sono gli specialisti e come è organizzata la consulenza? Gli specialisti a disposizione delle donne sono i professionisti del Reparto di Cardiologia di Asl3, diretta dal dott. Stefano Domenicucci, che esporranno in dettaglio i problemi legati alla presenza della fibrillazione atriale ed effettueranno indagini per identificare i soggetti con aritmia asintomatica. Dopo un incontro di gruppo preliminare con gli specialisti, tutte le partecipanti riceveranno una scheda da compilare per l’inquadramento specifico sul tema (storia di malattia cardiovascolare, fattori di rischio, ecc..) utile, in caso di positività dell’indagine, a impostare un corretto percorso diagnostico-terapeutico. Successivamente un infermiere professionale sottoporrà ogni partecipante a un test di screening basato sulla ricerca di possibili anomalie del ritmo cardiaco. Per le donne che presenteranno un disturbo del ritmo verrà attivata una presa in carico che prevede l’esecuzione di un elettrocardiogramma completo per confermare la presenza dell’aritmia e una visita specialistica cardiologica per impostare il più appropriato percorso diagnostico-terapeutico e consigliare adeguate azioni di prevenzione.   Perché è importante occuparsi della salute del cuore a 70 anni? Negli ultimi decenni la fibrillazione atriale è diventata nei Paesi a più alto sviluppo economico uno tra i più importanti problemi di salute pubblica: questa aritmia cardiaca, infatti, rappresenta in Italia la causa del 1.5% di tutti gli accessi ai Pronto Soccorso e del 3.3% di tutti i ricoveri ospedalieri. La fibrillazione atriale, inoltre, si associa a una significativa riduzione della qualità della vita e soprattutto nelle donne ad un aumentato rischio sia di ictus sia di scompenso cardiaco. Purtroppo in uno su cinque dei soggetti colpiti questa aritmia decorre in modo del tutto asintomatico, rendendoli a rischio di ictus e/o di scompenso cardiaco senza ricevere adeguata terapia di prevenzione.   L’iniziativa di Asl3 vuole sensibilizzare la popolazione su questo importante problema medico e sociale, proponendosi di identificare precocemente quella parte di popolazione che, a propria insaputa, è affetta da aritmia ed è a rischio di ictus e/o scompenso cardiaco.   Quanto dura il percorso? Un’ora circa.   Link al comunicato stampa realizzato in occasione dell’avvio della campagna: http://www.asl3.liguria.it/azienda/area-stampa/item/2242-al-via-la-campagna-di-prevenzione-asl3-%E2%80%9Cin-rosa%E2%80%9D-buon-compleanno-in-salute.html

Un treno di speranza per la piccola Emily

Speranza per la piccola Emily

Consegnato assegno alla Pediatria di Arezzo. Una storia di amicizia e di solidarietà tra colleghi ferrovieri   Un treno carico di speranza e solidarietà. E’ proprio il caso di dire così, di fronte ad una raccolta fondi organizzata dai colleghi ferrovieri di Monia Gragnoli, aretina e mamma di Emily, 3 anni. La piccola ha una malattia molto rara e i colleghi di Monia le hanno voluto fare una sorpresa: hanno raccolto fondi, per l’esattezza 2540 euro e li hanno donati alla famiglia. Questa, a sua volta, ha deciso di consegnare i soldi al reparto di Pediatria di Arezzo, che segue con cura e amore la piccola Emily. Ecco i contorni di una bella storia aretina che questa mattina ha visto la consegna di un mega assegno al direttore della Pediatria del San Donato, Marco Martini, alla presenza del direttore dell’ospedale Massimo Gialli, del responsabile “Malattie Rare” per la Asl Toscana sud est Adriano Turchi, del pediatra di libera scelta Lido Nappini e del rappresentante del CRAL Luciano Caporali. Il gruppo dei colleghi è composto da Francesco Roverelli, Simona Sacchini, Adamo Burali, Francesco Munao, Lucio Marchetti, Ada Burgio, Milena Giannullo e Vanina Venturini. “Vorrei sottolineare subito il bellissimo e spontaneo gesto dei colleghi di Monia – ha detto Martini – perché si sono fatti carico di Emily e della sua famiglia in modo eccezionale. La bambina ha un malattia molto rara, Opsoclono mioclono atassia ideopatica, una sindrome neurologica autoimmune. Se ne registra un caso ogni 5 milioni, pochissimi in Italia. Grazie a questa donazione potremo allestire nel modo migliore la stanza di semi-intensiva pediatrica, evitando così alcuni trasferimenti”. “Ci è sembrata una cosa naturale raccogliere questi soldi per Emily – ha dichiarato Francesco Roverelli – In 400, tra colleghi e amici, hanno risposto con una donazione e siamo così arrivati ad una cifra importante. La decisione dei genitori di Emily di devolvere i fondi alla Pediatria di Arezzo è per noi la cosa migliore”. “Io, mio marito Claudio ed Emily ringraziamo di cuore questo gruppo di colleghi, che sono anche amici, per un gesto che ci ha spiazzato – ha detto Monia Gragnoli – Avere vicino persone che ti aiutano è fondamentale per noi. Questi soldi andrebbero devoluti alla ricerca, che però in Italia non c’è. Così abbiamo deciso di consegnarli alla Pediatria dell’ospedale di Arezzo. Di fronte a questa donazione, non possiamo che ringraziare tutti voi che ci state vicini. I nostri angeli sono il pediatra Lido Nappini e Marco Martini che, al di là dell’immensa disponibilità umana e cultura medica, è stato il nostro “braccio operativo” con gli ospedali di Siena e il Gaslini di Genova, ed è stato il primo a capire che poteva trattarsi proprio di questa malattia. Ci ha messo a disposizione l’intero reparto. La diagnosi, per noi, è stata un macigno ma oggi viviamo con più serenità. Purtroppo in Italia non si parla mai di questa patologia, non c’è ricerca e noi poche famiglie che la dobbiamo affrontare ci sentiamo sole. Per fortuna, chi ci vuole bene ce lo dimostra con queste iniziative”.

Una Rete per frenare la progressione delle malattie renali

malattie renali

E’ stata istituita a livello aziendale sotto il coordinamento di Carlo Mura. Ecco di cosa si tratta Una collaborazione più stretta tra i medici dell’Ospedale e quelli del Territorio, coinvolgendo in primis i medici di famiglia, per ritardare il più possibile l’ingresso in dialisi dei pazienti con insufficienza renale cronica avanzata, migliorandone così la qualità della vita.   Con questo obiettivo, all’interno del Dipartimento “Medicina Interna e Specialistiche” della Asl Toscana sud est, è stata istituita la Rete “Rapporti con il territorio per il controllo della progressione della malattia renale cronica”. Il coordinatore è Carlo Mura, Direttore della UOSD Nefrologia e Dialisi del Valdarno.   “Lo scopo della Rete è di far sì che questo processo di attenzione nei confronti dei malati cronici trovi un’omogeneità e una standardizzazione che siano garanzia di una presa in cura più efficace del paziente – dichiara Massimo Alessandri, direttore del Dipartimento “Medicina interna e Specialistiche” – La Rete professionale ha anche il compito di armonizzare il rapporto tra l’Area Omogenea di Nefrologia e le strutture territoriali”.   “La malattia renale è stata inserita nel modello toscano di cura delle malattie croniche, quelle che gli epidemiologi registrano attualmente come le più invalidanti e ad altissimo rischio di mortalità per la popolazione generale – spiega Carlo Mura – Nella ASL Toscana sud est, riferendosi alle percentuali italiane, su 840 mila abitanti risultano circa 50.000 persone con malattia renale cronica di varia entità. Di questi, circa 1300 sono a rischio di dialisi/trapianto, 500 sono già in terapia dialitica e quasi altrettanti i trapiantati. Si tratta di numeri allarmanti che svelano le caratteristiche della malattia renale: silenziosa, progressiva e spesso associata a diabete e cardiopatia”. Nel corso degli ultimi anni il Ministero della Salute e la Società di Nefrologia hanno emanato alcuni documenti in cui si sottolinea la necessità di azioni che arginino la progressione verso gli stadi terminali della malattia renale. Un percorso in questa direzione è cominciato nel 2011 nella zona Valdarno e ha mostrato buoni risultati. Il progetto si è basato su una collaborazione stretta con la Medicina Generale. Nel tempo i pazienti seguiti più da vicino e in sinergia con il medico di Medicina Generale (in base alla “Sanità di iniziativa”, cioè attraverso il richiamo a controlli periodici sull’evoluzione della malattia), hanno rallentato l’evoluzione negativa verso gli stadi finali della malattia renale, come osservato in studi su grande scala, nazionali ed europei. E’ stato quindi indispensabile pensare ad un’organizzazione in Rete Clinica. Le strutture di Nefrologia istituiscono, attraverso lo scambio di informazioni sui pazienti, un’utile connessione con altre strutture collegate al trattamento e alla progressione di questa patologia (Medicina Generale, Nutrizione Clinica, Diabetologia ecc). “Gli obiettivi più urgenti – conclude Mura – sono la costruzione di un legame di collaborazione solido con il Dipartimento della Medicina Generale nei suoi vari livelli e articolazioni con l’obiettivo di riproporre, ovunque ci sia una attività nefrologica ambulatoriale, gli schemi validati dalla comunità scientifica. Contemporaneamente è necessario uniformare attraverso l’Area Omogenea di Nefrologia, e nel rispetto delle individualità legate al territorio e alle singole professionalità, l’attività degli ambulatori per la malattia renale, introdurre o perfezionare la registrazione informatizzata delle visite, creare un archivio condiviso, condividere alcune parti di software con la Medicina Generale”.

Autismo: Il percorso di assistenza integrato dell’ASL di Vercelli

autismo - ASL Vercelli

Più professionisti in spazi differenziati per costruire terapie a misura di bambino Una settimana per accendere i riflettori sul tema dell’autismo. L’Asl di Vercelli, con la struttura di neuropsichiatria infantile, ha aderito al progetto “one week for Angsa” (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), l’iniziativa promossa in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza dell’Autismo del 2 Aprile 2019. Un programma variegato di appuntamenti aperto già il 29 marzo, nell’aula magna dell’ospedale S.Andrea, con un convegno sul modello di presa in carico dell’autismo nell’ASL di Vercelli. Due le équipe che si prendono cura di chi è affetto da autismo: una è attiva nelle aree nord (Gattinara e Varallo) e l’altra (Vercelli e comuni limitrofi) è riferimento per i pazienti dell’area Sud. Complessivamente sono in carico 120 pazienti con autismo, 30 di questi hanno ricevuto nell’ultimo anno un trattamento multidisciplinare a Vercelli. È infatti una squadra multidisciplinare ad intervenire in questi casi perché l’intento, a lungo termine, è quello di favorire l’adattamento del soggetto al suo ambiente, le relazioni sociali, la comunicazione. Importante è il trattamento precoce, in genere entro i 3 anni di vita, con un intervento multimodale e multidisciplinare secondo gli orientamenti della psicologia e della pedagogia agendo su tre fronti: correggere comportamenti disadattivi; facilitare un processo di crescita per creare le condizioni migliori per adattarsi all’ambiente in cui si vive ogni giorno; controllare gli impulsi e le emozioni. A Vercelli è stato allestito uno spazio, con caratteristiche specifiche, per l’intervento psicoeducativo. Qui operano la Terapista Occupazionale o l’Educatore specificamente formato. Si tratta di una stanza apparentemente spoglia – in realtà priva di stimoli che potrebbero distrarre il paziente – che viene arricchita di volta in volta con gli oggetti o con gli strumenti utili in quel momento (un gioco, la simulazione di un pasto, il riconoscimento di figure iconiche, il lavoro con comunicatore). Questa stanza è dotata di specchio bidirezionale, utilizzato per consentire ai genitori, in casi selezionati, di osservare il lavoro delle terapiste durante la seduta per poi riprodurre alcune azioni anche a casa. I genitori hanno a disposizione anche uno spazio di parent training e il team dell’ASL Vc svolge anche un’attività di supporto per gli insegnanti. Altro tassello che fa parte della terapia integrata è quello neuropsicomotorio: obiettivo in questo caso è quello di migliorare la qualità del gesto a 360 gradi per migliorare il gioco e la capacità di interazione. A ciò si affianca ancora l’intervento della logopedista che spesso utilizza strumenti diversi per facilitare il dialogo: immagini, segni, programmi installati su tablet che stimolano l’intenzionalità comunicativa, la richiesta dell’oggetto e, quando possibile , l’espressione degli stati d’animo. La Neuropsichiatria Infantile dell’ASL Vercelli ha in carico 2368 pazienti da 0 a 17 anni affetti da diverse patologie, non solo l’autismo. Nel 2018 hanno ricevuto una prima visita di neuropsichiatria infantile 908 pazienti: 331 per difficoltà di apprendimento, 106 per disturbi del linguaggio, 225 per sintomatologia neurologica , 152 per sintomi psichiatrici e 94 per altri motivi di invio.