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Redazione, Autore presso Medicalive - Pagina 52 di 174

Medicalive

Azienda Usa si appronta a chiedere l’autorizzazione alla FDA per il primo farmaco che frena l’Alzheimer

Farmaco dell'Alzheimer

L’azienda Americana Biogen chiederà alla FDA (organo regolatorio Usa sui farmaci) l’autorizzazione per il farmaco sperimentale ‘Aducanumab’, un anticorpo specifico contro la proteina tossica ‘beta-amiloide”, da sempre principale indiziata nella demenza di Alzheimer. L’azienda presenterà a breve alla FDA i documenti per chiedere l’autorizzazione all’uso del farmaco, per la quale ci vorranno 1-2 anni; e potrebbe affacciarsi anche verso le autorità regolatorie europee. Michele Vendruscolo, del dipartimento di chimica dell’Università di Cambridge ed esperto del settore, ha dichiarato che se approvato dalla FDA, sarà il primo farmaco capace di curare l’Alzheimer . “Altrettanto importante è il fatto che Aducanumab dimostra che intervenire sull’aggregazione del peptide beta-amiloide è un approccio terapeutico efficace – continua l’esperto. Questa dimostrazione aprirà la strada per lo sviluppo di altri composti ancora più potenti per l’Alzheimer e per altre malattie neurodegenerative, inclusi Parkinson e sclerosi laterale amiotrofica”.

6° Focus Reumatologico. A Ragusa il 15 e 16 Novembre 2019 un grande evento formativo. Bentivegna: “Dobbiamo favorire la workability del paziente reumatico”

6° Focus Reumatologico - Dott. Mario Bentivegna

“Tra diagnosi precoce e prevenzione della cronicità alla luce delle terapia innovative” è il titolo del  6° Focus Reumatologico in programma nell’Hotel Poggio del Sole di Ragusa il 15 e 16 Novembre su iniziativa del dott. Mario Bentivegna, consigliere nazionale della SIR e responsabile della rete reumatologica dell’ASP. Suddiviso in 7 sessioni e organizzato da AV Eventi e Formazione, l’obiettivo dell’evento formativo, particolarmente atteso, è quello di informare la medicina territoriale sulle nuove strategie diagnostico e terapeutiche; di formare una nuova coscienza socio-sanitaria sulle opportunità di cogliere le malattie in una fase precoce ed individuare un percorso virtuoso in cui inserire il paziente; di sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di attivare una rete assistenziale che vede il ruolo del MMG centrale nelle gestione del paziente con patologie osteoarticolari e autoimmunitari. Si tende ad un coinvolgimento massimo che parta dal reumatologo come specialista principale per gli aspetti medico-assistenziali, al chirurgo ortopedico e al riabilitatore. I temi centrali su cui si svilupperanno le varie sessioni sono di grande attualità e il Focus, come è nella sua qualificata tradizione, punta a offrire upgrade e spunti di riflessione e confronto sulla diagnosi precoce per riconoscere le patologie nel loro nascere e, grazie alle armi farmacologiche in possesso, aggredirle in modo da limitare il danno irreversibile. “Tema centrale – ha dichiarato il dott. Bentivegna – anche la prevenzione della cronicità, in quanto tale condizione provoca un danno, non solo al paziente nella sua sfera sanitaria, ma anche in quella relazionale sia in campo familiare che sociale. Ma gestione delle risorse – avverte – è fondamentale. I farmaci biologici hanno reso possibile un vero approccio patogenetico alle malattie autoimmunitarie, rallentando, se non bloccando, la progressione delle malattie e migliorando, sia in termini di qualità che di quantità, la vita dei pazienti.  L’alto costo di questi farmaci, purtroppo, ha provocato un forte condizionamento nel loro uso per la scarsità delle risorse economiche disponibili. L’immissione sul mercato di farmaci come i biosimilari o le piccole molecole, a costo sicuramente calmierato rispetto agli originator, apre nuovi spazi e maggiori opportunità di utilizzo”. Passaggio fondamentale nell’uso delle risorse è quello della valutazione anche i costi sociali legati all’assistenza complessiva e alla perdita delle giornate di lavoro. “Bisogna allargare la prospettiva, studiare l’impatto complessivo delle cure, puntare sulla diagnosi precoce che può ridurre – nel tempo – l’impatto negativo degli effetti della malattia – prosegue Bentivegna –  producendo un impatto positivo sulla workability. Gli argomenti trattati, oggi più che mai, necessitano di un giusto approfondimento sia da un punto di vista diagnostico che terapeutico. Il miglioramento delle indagini bio-strumentali, le terapie innovative, le linee guida da seguire per la appropriatezza prescrittiva, il monitoraggio della patologia e altro ancora, spingono a ricercare, in modo sempre più frequente, momenti di approfondimento e dibattito per patologie, come quelle reumatologiche, ad alta incidenza sulla popolazione e – conclude Bentivegna – ad alto impatto sulla qualità di vita dei pazienti”.

Odontoiatria sociale e d’iniziativa: un altro progetto per sostenere le fasce più disagiate della popolazione

Odontoiatria sociale e d’iniziativa: un altro progetto per sostenere le fasce più disagiate

E’ stata scelta la Asl Toscana sud est come azienda sanitaria capofila per il Centro Italia di un progetto per finanziare protesi dentarie gratuite alle fasce più fragili della popolazione. Ancora un successo per la Rete Odontoiatria sociale dell’Ausl Toscana sud est dopo il finanziAmento CCM di “Sorridiamo alla Salute” per la promozione e la prevenzione delle patologie croniche. L’Azienda ha, infatti, stipulato un accordo con INMP ente che, in collaborazione col Ministero della Salute, conduce diversi progetti di medicina sociale in campo odontoiatrico, grazie al quale è a disposizione della Rete aziendale di Odontoiatria, diretta dalla dottoressa Alessandra Romagnoli, un fondo di 70.000 euro per venire incontro ai cittadini che versano in condizioni di impoverimento e che presentano patologie odontoiatriche tali da richiedere l’inserimento di una protesi dentaria e relativi controlli successivi. Il progetto, che prevede un anno di sperimentazione, è già partito nelle province di Grosseto e Arezzo ed è dedicato all’assistenza di persone che per vari motivi (fallimenti di attività, lutti inaspettati, ecc.) si ritrovano in uno stato di povertà improvvisa che li costringe a far fronte a difficoltà economiche, spesso molto serie. Nell’ambito del progetto infatti, oltre a offrire un servizio gratuito, l’Odontoiatria della Sud est sta effettuando un una mappatura dei bisogni di salute orale, monitorando la casistica trattata, per far emergere episodi di vulnerabilità economica e povertà emergente, “Stiamo realizzando un ulteriore passo avanti verso l’Odontoiatria di iniziativa a sostegno delle fasce deboli della popolazione che stiamo portando avanti insieme alle altre iniziative aziendali di odontoiatria sociale in favore di anziani, bambini, disabili. Un impegno a procedere su questa strada che va a sommarsi alle esenzioni già previste per alcune prestazioni odontoiatriche per le persone con ISEE fino a 8000 euro, residenti in Toscana. Grazie a questo fondo infatti possiamo aiutare anche pazienti con ISEE inferiore ai 10.000 euro e fuori Regione. – spiega Romagnoli – Ringrazio della collaborazione il responsabile delle attività cliniche dell’INMP, il professore Luigi Baggi e auspico che dopo il periodo sperimentale il progetto entri a regime”. Nello specifico di Arezzo, ruolo fondamentale è stato svolto dal Distretto. In stretta collaborazione con l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune capoluogo, ha predisposto un percorso per individuare le persone con i requisiti previsti dal progetto, consentendogli l’accesso al servizio. I casi sono affidati a Sergio Mura, odontoiatra agli ambulatori di Via Guadagnoli. Il progetto si annuncia di forte impatto per le famiglie in difficoltà e segna una importante sinergia interistituzionale a sostegno delle fasce fragili.

ROSSETO – Smettere di fumare: parte il nuovo corso antifumo della Asl Toscana sud est

Smettere di fumare: parte il nuovo corso antifumo della Asl Toscana sud est

Riparte mercoledì 16 ottobre il corso antifumo gratuito, organizzato come ogni anno dal Serd – Servizio Dipendenze della Asl Toscana sud est, di Grosseto, diretto dal dottor Fabio Falorni. Il corso “Liberi dal fumo e stili di vita sani” si svolgerà nella sede del Servizio Dipendenze di via Don Minzoni 9, dalle 18.15 alle 19.45, per dieci incontri, a partite dal 16 ottobre. Per iscriversi basta telefonare ai numeri 0564 483741 oppure 0564 483718, o inviare una email all’indirizzo: paolacarmela.valenziano@uslsudest.toscana.it. L’iniziativa ha l’obiettivo di aiutare chi ha deciso di smettere di fumare a mettere in pratica questa scelta, anche grazie al sostegno del gruppo “Liberi dal fumo”. Al corso può iscriversi sia chi ha deciso di smettere di fumare ma anche chi non ha ancora deciso e cerca una motivazione per farlo e il senso di condivisione di un’esperienza può essere realmente utile a tal fine. La tecnica di disassuefazione si basa su un approccio cognitivo-comportamentale che unisce le tecniche psicologiche al mutuo-aiuto tra i componenti del gruppo ed è impostato sugli stili di vita che promuovono salute e benessere della persona, raccomandati anche dall’OMS – Organizzazione Mondiale Salute:  niente fumo, né alcol, attività fisica (meglio se all’aperto), consumare 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere. Alla luce di questo infatti il SerD si avvale anche della collaborazione dell’Educazione alla Salute, diretta dal dottor Claudio Pagliara. Il programma prevede inoltre esercizi di rilassamento e di respirazione, percorso dei 5 sensi al Parco della Maremma e attività fisica all’aperto nel verde con la collaborazione della UISP. Nel gruppo “Liberi dal fumo” si pone quindi attenzione anche all’ambiente, dato che dalla sua salvaguardia dipende la salute delle persone. “Il gruppo è un percorso di crescita insieme, di scambio di esperienza, di arricchimento e di supporto. – afferma Paola Valenziano, sociologa Asl che coordina i corsi –  Il gruppo è il luogo dove può aumentare la motivazione. La decisione di dire stop al fumo è qualcosa di straordinario perché porta a un vero e proprio cambiamento di vita. Tra il 2018 e il primo corso del 2019 hanno partecipato 27 persone (12 femmine e 15 maschi), di cui 11 hanno smesso di fumare a fine corso, corrispondente al 40%”.

Dal 19 al 26 ottobre torna Màt: una settimana di eventi per la salute mentale

Màt salute mentale - 19/26 Ottobre

Per la nona edizione un cartellone ricco di appuntamenti in tutta la provincia Ha un cartellone di 84 eventi in tutta la provincia la nona edizione di Màt, settimana dedicata alla Salute mentale, promossa dall’Azienda USL di Modena e organizzata da Arci Modena con il prezioso supporto di associazioni ed enti del territorio. Nei comuni di Modena, Carpi, Vignola, Castelfranco Emilia, Mirandola, Sassuolo, Pavullo Finale Emilia e San Felice, conferenze con relatori di altissimo livello si alterneranno a rappresentazioni teatrali, dj set, mostre e tanti altri eventi per coinvolgere un pubblico più ampio possibile. Incontri, dunque, ma anche spettacoli, musica, dibattiti, sport, arte, teatro e cinema per raccontare il mondo sfaccettato della malattia mentale e quello altrettanto eterogeneo e multicolore di chi si prende cura della salute mentale. Un modo per superare stigma e pregiudizi grazie al coinvolgimento di più soggetti, dalle amministrazioni locali all’azienda sanitaria, ma anche il terzo settore, mondo dell’imprenditoria e singoli privati. “Non ci sono distinzioni tra utenti, familiari ed operatori, ma solo persone in cammino. Non ci sono etichette, solo volti e voci che vogliono ritrovare il diritto a una cittadinanza attiva e al benessere, in un percorso condiviso e consapevole”, recita così lo slogan del Màt Pride – Marcia per l’inclusione, contro tutti i pregiudizi, l’atteso evento che apre ufficialmente la settimana. L’appuntamento è a Modena in Largo di Porta Bologna, alle 15.30 di sabato 19 ottobre con arrivo a La Tenda, dove si chiuderà la marcia con i saluti istituzionali. Durante la parata sarà presente la Banda Cittadina “A. Ferri” ed il gruppo di percussionisti “Mattabanda”. Nella foto: da sinistra. Alessia Casoli (Presidente associazione Idee in circolo), Clotilde Arcaleni (Presidente associazione Insieme a Noi), Fabrizio Starace (Direttore Dipartimento Salute Mentale Azienda USL di Modena), Antonio Brambilla (Direttore Generale Azienda USL di Modena), Roberta Pinelli (Assessora alle Politiche sociali del Comune di Modena), Gerardo Bisaccia (vicepresidente Arci Modena)  La logica di Màt è dare voce alle iniziative di lotta allo stigma “a kilometro zero”, le più efficaci perché profondamente radicate nella storia, nelle abitudini, nel sentimento collettivo delle persone del nostro territorio. La Settimana della Salute Mentale di Modena si struttura con questa convinzione, coinvolgendo nella sua costruzione annuale persone con esperienza vissuta di disagio psichico, familiari, cittadini, il mondo dell’associazionismo, della cooperazione, del volontariato, e naturalmente le istituzioni sanitarie e sociali che da questa partecipazione traggono indicazioni per il continuo adeguamento ai bisogni che cambiano. Il programma completo su www.matmodena.it; aggiornamenti quotidiani anche sui social (Instagram e Facebook Mat Modena). I dati della Salute mentale adulti: aumenta l’inclusione sociale I punti di accesso alla rete dei servizi per la salute mentale sono il Centro di Salute Mentale (CSM) per l’assistenza alle persone maggiorenni, il Centro di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (CNPIA) dedicato ai minori, i Servizi per le Dipendenze Patologiche (SDP) ed i Centri di Psicologia Clinica presenti in ogni distretto sanitario dell’Azienda USL. Il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL comprende inoltre i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) per il ricovero ospedaliero e si avvale della collaborazione con enti del privato sociale ed imprenditoriale che gestiscono strutture ospedaliere, residenziali e semiresidenziali sia sanitarie che socio-sanitarie. I punti fondamentali su cui si incardinano le azioni socio-sanitarie sono quelli dell’inclusione sociale e della partecipazione di utenti e familiari, secondo il modello della recovery (recupero e guarigione possibile. Sul territorio modenese sono presenti 8 Centri di Salute Mentale (CSM), uno per ogni distretto sanitario e due a Modena città; 6 Centri Diurni accreditati, 2 per ogni area, e 1 day hospital territoriale a Carpi. Nel 2018 il 2% della popolazione residente è stato trattato presso i CSM (11.939 soggetti). Circa lo 0,4% della popolazione (2.344 soggetti) era al primo contatto nella vita con i servizi. Gli interventi domiciliari rappresentano l’8,9% degli interventi erogati mentre i trattamenti socio-riabilitativi rappresentano il 12,2% dei trattamenti erogati; entrambi i valori si mantengono stabili rispetto all’anno precedente. Importanti anche le attività di promozione dell’inclusione sociale: gli inserimenti lavorativi attivi sono stati 349, con 11 assunzioni (3,1% di tutti gli inserimenti). Tra le attività, il progetto Social Point nel 2018 ha coinvolto 298 utenti, il 21,1% in più rispetto all’anno precedente, di cui 102 nuovi utenti, e più di un centinaio di associazioni culturali. Erano inoltre attivi sul territorio 17 gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA) e altri gruppi psicoeducativi nei CSM e nell’associazionismo.

Servizio civile universale: prorogata al 17 ottobre la data di scadenza per la domanda

Servizio civile universale - 102 posti disponibili

Tutti i progetti della Sud Est rivolti a giovani tra i 18 e i 28 anni È stata prorogata al 17 ottobre la data di scadenza per presentare la domanda di partecipare al bando del Servizio Civile Universale. Sono 102 i posti disponibili nella Sud Est messi a disposizione di giovani che volessero cimentarsi nell’esperienza del servizio civile universale: 44 su Arezzo, 35 su Siena e 23 su Grosseto. I giovani, di età compresa tra i 18 e 28 anni (e 364 giorni), possono dunque presentare domanda entro le ore 14 del prossimo 17 ottobre esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione della domanda sulla piattaforma DOL, occorre essere riconosciuto dal sistema (tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale; sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede). È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto e un’unica sede. I progetti di servizio civile durano 12 mesi, per 25 ore alla settimana e prevedono un compenso di 439,50 euro al mese. Di seguito l’elenco dei progetti predisposti dalla Sud Est in ogni provincia: PROVINCIA DI AREZZO: Colmare il vuoto dell’attesa: accoglienza consapevole nel Servizio di Endoscopia dell’ospedale San Donato (4 posti sede Arezzo); Imparo di nuovo a parlare, leggere e scrivere: il volontario in Neuroriabilitazione all’ospedale San Donato (4 posti sede di Arezzo); La comunità che riabilita: il Servizio Civile nell’Unità Funzionale Salute Mentale Valdichiana (4 posti sede di Cortona); Migliore accoglienza e informazione nella U.O. Riabilitazione Funzionale: gli operatori volontari a disposizione nelle zone Casentino e Valtiberina (2 posti sede Bibbiena, 2 posti sede Sansepolcro); Orientiamoci: io per te e te per me: il Servizio Civile nel multisetting e nel Nucleo Oncologico dell’ospedale di Bibbiena (4 posti sede Bibbiena); Ortogeriatria: U.O. Ortopedia all’ospedale San Donato, punti di incontro tra aspettative giovanili e bilanci di vita dell’anziano (4 posti sede di Arezzo); SerD di Arezzo: il Servizio Civile per un percorso di contrasto alle dipendenze ed alla marginalità sociale (4 posti sede di Arezzo); Una buona accoglienza: per favorire il percorso del cittadino nei servizi territoriali della Zona Distretto Valdarno (3 posti sede di San Giovanni Valdarno, 2 posti sede di Montevarchi, 1 posto sede di Terranuova Bracciolini); Il volontariato incontra il cittadino: attività di front office nel presidio ospedaliero Valdarno (8 posti sede di Montevarchi); PROVINCIA DI SIENA: Archivio e-Archivi: il Servizio Civile per la dematerializzazione (2 posti per la sede Siena, 2 posti per la sede di Montepulciano); Insieme: la promozione dei Servizi Sociali nell’area provinciale di Siena (2 posti sede Abbadia San Salvatore, 2 posti sede Poggibonsi, 1 posto sede Chiusi, 1 posto sede Montepulciano, 1 posto sede Siena, 1 posto sede Sinalunga); Posso aiutarti? il Servizio Civile nei distretti socio sanitari della Zona Alta Val d’Elsa (5 posti alla sede di Colle Val d’Elsa, 4 posti alla sede di Poggibonsi); Tutti i nodi vengono al pettine: i volontari del Servizio Civile all’interno del presidio ospedaliero di Campostaggia (12 posti sede di Poggibonsi); PROVINCIA DI GROSSETO: Accesso facilitato: il Servizio Civile nel Distretto socio sanitario delle Colline Metallifere (4 posti per la sede di Follonica); Con-tatto: il Servizio Civile incontra il Sociale nell’area provinciale di Grosseto (2 posti sede Castel del Piano, 2 posti sede Follonica, 2 posti sede Orbetello, 1 posto sede Grosseto); Ognuno per la sua strada: ti accompagno io: il Servizio Civile all’Ospedale Misericordia di Grosseto (10 posti sede Grosseto). PROGETTO COMUNE ALLE TRE PROVINCE: Catalogazione/Numerazione/Etichettatura: locali presenti negli edifici dell’Ausl Toscana sud est (2 posti per la sede di Grosseto, 2 posti per Montevarchi, 2 posti per Siena); Per informazioni: telefonare a Roberto Testi, 0577 536068 o scrivere a roberto.testi@uslsudest.toscana.it. Oppure visitare la pagina Servizio Civile.

I commercianti di Castelnovo di Sotto a sostegno del MIRE, Maternità Infanzia Reggio Emilia.

Mire Reggio Emilia

Grazie alla tradizionale cena estiva di solidarietà e di raccolta fondi che si svolge ogni anno con il patrocinio del Comune a fianco dei portici, di fronte alla chiesa di Sant’Andrea e ad altre donazioni di commercianti, piccoli esercenti e cittadini di Castelnovo di Sotto, quest’anno sono stati raccolti e donati a Curare Onlus 6mila 500 euro. A questa edizione dell’iniziativa erano presenti 400 persone. L’assegno virtuale é stato consegnato giovedì pomeriggio in Pediatria, al Santa Maria Nuova, alla presidente di Curare Onlus, Deanna Ferretti, alla presenza della dottoressa Maria Chiara Rompianesi in rappresentanza della Direzione Medica dell’ospedale, dei commercianti riuniti nell’associazione Botteghe della Rocca, del sindaco di Castelnovo di Sotto Francesco Monica e dell’assessore alla Cultura Cristina De Palmi. Il Mire sorgerà nell’area ospedaliera, accanto al Core – Centro Oncologico ed Ematologico di Reggio Emilia e ospiterà le attività del Dipartimento Ostetrico Ginecologico e Pediatrico del Santa Maria Nuova completando l’offerta assistenziale del più grande ospedale della provincia. Oltre a raggruppare i servizi fondamentali del Materno infantile, il nuovo edificio offrirà sempre maggiori garanzie per la salute e la sicurezza dei pazienti e degli operatori, in ambienti con standard elevati di comfort alberghiero. “Ogni anno i commercianti di Castelnovo di Sotto, riuniti nell’associazione “Botteghe della Rocca”, – spiega – Donatella Ruspaggiari, presidente della compagine – organizza eventi con il patrocinio del Comune, fra cui la cena estiva, il cui ricavato va in beneficenza. Abbiamo pensato al MIRE, perché crediamo molto in questo progetto, che sarà un fiore all’occhiello per la Sanità reggiana”. “Fa piacere – ha detto il sindaco Monica – vedere un’associazione e tante persone collaborare per un fine benefico di questo livello. La struttura che nascerà sarà di grande utilità per tutta la provincia e non solo, perché rappresenterà un’eccellenza a livello regionale e nazionale”. Deanna Ferretti ha ringraziato di cuore per la donazione: “Sono sette anni che lavoriamo e ci impegniamo per questo progetto che sarà a vantaggio di tutta la comunità e ora a breve vedremo la prima pietra. Grazie, ogni volta siamo commossi dalla generosità delle persone che ci sostengono e spronano a continuare”. L’elenco di chi ha contribuito: Speroni spa; Landini spa; Cermedical srl; Tecfrigo spa; Confcommercio; Idrostar sas; Linea ceramica snc; Latteria La Grande; Cantarelli e Melloni; Emilpneus; Studio Venti; Studio Mattioli; i negozi delle Botteghe della Rocca e tanti singoli cittadini.