Il mal di schiena. La prospettiva dell’Ortopedico e la prospettiva del Fisioterapista secondo una visione evidence-based

Dott. Roberto Urso – Dirigente Medico U.O. di Ortopedia e Traumatologia Ospedale Maggiore, Bologna — Dott. Valerio Barbari – Fisioterapista, OMPT – Orthopaedic Manipulative Physical Therapist, Rimini
Gestione Infermieristica delle vie aeree in emergenza-urgenza: maschera laringea o EET?

Gianfranco Verna – Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, Master di I livello in area critica ad indirizzo emergenza sanitaria, Master di II livello in Direzione e Management delle Aziende Sanitarie, Chieti Flavio Di Benedetto – Dottore in Infermieristica. Master di I livello in Infermieristica Clinica in Area Critica e dell’Emergenza, SUEM 118 P.O. Venezia Bibian Zarlenga Dottore in Infermieristica. Master di I livello in Infermieristica Clinica in Area Critica e dell’Emergenza, Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza – Chieti Francesco Verna Studente infermieristica, Chieti Antonio Di Michele Coordinatore f.f. Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza – Chieti
L’epigenetica ridefinisce il concetto di self nelle scienze biomediche e psicologiche

Dott. Massimo Agnoletti – Psicologo, Dottore di ricerca Esperto di Stress, Psicologia Positiva e Epigenetica, Formatore/consulente aziendale, Presidente PLP-Psicologi Liberi Professionisti-Veneto, Direttore del Centro di Benessere Psicologico, Favaro Veneto (VE).
I social networks, il ruolo attivo dei genitori e il malessere psicologico della vittima

Avv. Angelo Russo – Avvocato Cassazionista, Diritto Civile, Diritto Amministrativo, Diritto Sanitario, Catania
LA PRATICA DELL’EBM – pillole di medicina basata sull’evidence per clinici dubbiosi

Imola, delicato intervento per trasferimento di nervo

Trentottenne cade e perde l’uso delle gambe, del tronco e delle mani. Viene sottoposto ad intervento chirurgico con trasferimento di nervo. Un uomo di 38 anni è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico di trasferimento di nervo a causa di un trauma da caduta sul lavoro che, da sette mesi circa, gli aveva causato la perdita della funzione delle gambe, del tronco e delle mani. Obiettivo dell’equipe, intervenuta sul solo arto destro per circa due ore, è quello di ottenere un’apertura e chiusura delle dita utile ed efficace alla ripresa delle funzioni essenziali, che corrispondono alle attività quotidiane. Il trentottenne operato lo scorso dicembre è l’ultimo Paziente che ha beneficiato della lunga collaborazione iniziata nel 2014, prima in Italia, tra la Neurochirurgia dell’Ospedale di Lugo (RA) e il Montecatone Rehabilitation Institute (Imola) in materia di chirurgia funzionale, il cui scopo è correggere o ripristinare una funzione motoria danneggiata o persa dopo un evento lesivo. Da allora sono state trattati 14 Pazienti provenienti da tutta Italia (4 bilateralmente e 2 nella stessa sessione operatoria) e 17 mani. Gli interventi hanno riguardato la trasposizione del nervo per il recupero dell’estensione delle dita, della presa e dell’estensione di gomito. «I primi segni di recupero – spiega Silvia Olivi, Responsabile della UO Degenze Specialistiche del MRI – potranno essere apprezzati tra circa un anno; nel frattempo il Paziente eseguirà un programma di esercizi molto semplici, a casa. Alla comparsa dei primi accenni motori, inizierà la riabilitazione vera e propria”. «La trasposizione nervosa o neurotizzazione, tecnica che in passato era utilizzata nelle sole lesioni nervose periferiche – precisa Carlo Sacco della Unità Operativa semplice di Chirurgia del Sistema Nervoso Periferico Lugo (RA) – consiste nella riparazione di un nervo ricevente non attivo attraverso la connessione a un nervo donatore sano. Il comando volontario attraverso il nervo sano, che dopo l’intervento ha acquisito una nuova funzione, arriva a determinare la ripresa del movimento perduto con il trauma. La chirurgia funzionale tramite trasposizione nervosa va eseguita abbastanza precocemente per impedire al muscolo denervato di incorrere in modifiche strutturali che lo renderebbero meno efficiente». Per Olivi risultano quindi «fondamentali la valutazione clinico-strumentale e le corrette indicazioni, per rispettare il timing dell’intervento e ottimizzare i risultati».
Sarcomi, a Milano doppio appuntamento su ricerca e assistenza

Sarcomi – Gonzato:”Sinergia tra comunità dei pazienti e quella scientifica”. Doppio appuntamento, a Milano, per fare il punto sull’assistenza e la ricerca internazionale sui sarcomi. Dal 31 gennaio al 2 febbraio avrà luogo la Conferenza annuale del Sarcoma Patients EuroNet (Spaen), il network europeo delle organizzazioni di pazienti con sarcomi. Dal 3 al 5 febbraio sarà seguito dal Simposio annuale della Società Europea Oncologia Medica (Esmo), dedicato quest’anno nello specifico proprio a questo tipo di tumori. “La concatenazione dei due eventi, nella stessa sede, non è casuale ma punta a sottolineare la stretta collaborazione che esiste tra la comunità dei pazienti e quella scientifica, partner distinti ma con la medesima finalità: costruire un futuro migliore per chi ha una diagnosi di sarcoma”, dichiara Ornella Gonzato, presidente del Trust Paola Gonzato Rete Sarcoma. I sarcomi sono tumori maligni del tessuto connettivo, relativamente rari ma possono essere classificati in numerosi sottotipi differenti. È quindi fondamentale un corretto inquadramento diagnostico, poiché quando parliamo di sarcomi non siamo di fronte ad un’unica malattia, ma ad un gruppo di tumori anche molto diversi tra di loro. In questi ultimi 10 anni sono stati fatti progressi in diverse aree, dall’organizzazione delle cure, alla ricerca, all’accesso a nuovi trattamenti. Molto, però, rimane ancora da fare. Carenza di finanziamenti “Il processo d’identificazione dei centri specialistici e la piena realizzazione delle Reti nazionali è in fase diversa nei diversi Paesi europei. Altra cosa la rete europea Euracan – spiega Gonzato – dove si sta consolidando. La ricerca continua a soffrire sia per mancanza di finanziamenti pubblici (ricerca di base) che per l’elevato costo e rischio dello sviluppo di nuovi farmaci (ricerca traslazionale) che per le difficoltà organizzative e di metodologia (ricerca clinica), proprie delle patologie rare”. D’altra parte, le nuovissime tecnologie stanno aumentando la conoscenza della biologia di questi tumori, affinandola sempre più su base genetica e molecolare, e sviluppando modelli predittivi. Al Patients EuroNet “Tutto questo – prosegue Gonzato – pone nuove sfide sia nell’accuratezza della diagnosi e della classificazione dei diversi tipi di sarcoma che nel loro trattamento”. L’oncologia di precisione sarà proprio uno dei temi principali della Conferenza del Sarcoma Patients EuroNet. Idem per lo stato della ricerca ed il ruolo che le organizzazioni dei pazienti devono avere. Contributi finanziari, sì, ma anche concorrendo a definirne le priorità”. Saranno poi trattati temi relativi all’organizzazione delle cure e alla qualità di vita dei pazienti. Questo perché, precisa Gonzato, “ricerca e pratica clinica sono strettamente dipendenti tra loro nell’affrontare i tumori rari”. E proprio questo è l’argomento su cui si svilupperà il Simposio dell’Esmo, che vedrà riuniti i migliori ricercatori e clinici internazionali.
Contaminazione da Pfas – Allarme Medici Isde: in Veneto, tra le più gravi emergenze

Emergenza in Veneto: secondo l’ISDE suolo e falde acquifere presentano contaminazione da Pfas. Presidente ISDE: “Le analisi hanno portato solo confusione”. Una delle più gravi emergenze ambientali mai affrontate, che richiede studi epidemiologici e una mappa dei pozzi. Così l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (Isde) ha definito la situazione determinata in Veneto dalla contaminazione da Pfas in una conferenza stampa alla Camera, nella quale ha presentato un “Position paper” con un piano di azioni “per interventi immediati”. I medici dell’Isde hanno rilevato che “in Veneto, nelle province di Vicenza, Padova e Verona con la contaminazione da Pfas, acidi usati nei processi industriali e poi sversati per decenni nel suolo e nelle falde acquifere, è in atto una delle emergenze sanitarie ed ambientali più gravi che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare”. Necessari, hanno proseguito, anche “la mappatura completa dei pozzi privati, una Legge Nazionale che obblighi a dosare le Pfas prima che i fanghi di depurazione siano sparsi sui terreni agricoli come fertilizzanti, studi epidemiologici ben fatti a disposizione della comunità scientifica e che il limite di Pfas nell’acqua sia pari a zero”. L’Isde rileva inoltre che per coloro che non autodenunciano il possesso di pozzi privati, la Regione non prevede alcuna sanzione, le analisi vengono eseguite a spese del proprietario e in caso di sforamento dei limiti regionali non vengono chiusi. Il presidente di Isde Veneto, Vincenzo Cordiano, ha detto che “le analisi degli alimenti della Regione Veneto sono state pubblicate senza indicare il punto in cui sono stati eseguiti i prelievi, creando confusione”. Per questo, ha aggiunto, “sono necessari studi epidemiologici ben fatti, come ribadito dagli stessi consulenti della procura di Vicenza nel processo in corso alla Miteni di Trissino per il decennale sversamento in falda degli scarti di produzione”. Per Cordiano “il piano regionale di controllo sanitario non può essere considerato tale poiché partecipa solo il 60% dei 70.000 invitati ed esclude i soggetti sotto i 10 e sopra i 65 anni, donne in gravidanza e neonati”. In questo modo, ha aggiunto, “si corre il rischio di un enorme spreco di risorse senza la tutela delle fasce più a rischio dei potenziali effetti tossici degli interferenti endocrini”. Per Isde i limiti di 100 ng/l per tutte le Pfas previsti in Europa nell’accordo preliminare sulla direttiva acque “sono altissimi”. Cordiano ha osservato che “basta un solo nanogrammo per litro nell’acqua di Pfoa (acido perfluoroottanoico), una delle molecole più tossiche, per raggiungere nel sangue, nel giro di un paio di anni, concentrazioni potenzialmente tossiche specie per neonati, gravide e anziani”. Seguici sui nostri social: Facebook Instagram Linkedin
LE PATOLOGIE TRAUMATICHE E DEGENERATIVE DELLA SPALLA

IL DOLORE CRONICO NON ONCOLOGICO
