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Redazione, Autore presso Medicalive - Pagina 144 di 174

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Nuoro, sarà dedicata alla longevità la nona edizione di Magie d’Inverno

La Sardegna ha l’invidiabile primato mondiale della longevità, ospitando le comunità che vivono più a lungo al mondo. Se ne parlerà a novembre a Magie d’Inverno, manifestazione che negli anni s’è conquistata il ruolo di ambasciatrice dell’isola in Italia e all’estero La nona edizione di Magie d’Inverno, l’ormai classica manifestazione, in programma da venerdì 9 a domenica 11 novembre a Nuoro presso il Museo Etnografico Sardo, sarà quest’anno dedicata alla longevità, tema imprescindibile parlando della Sardegna, perché è l’isola in cui ci sono le comunità più longeve al mondo. Magie d’Inverno, pur incentrata sul mondo del prestigio e dell’eleganza, è anche una delle principali ambasciatrici della cultura e delle tradizioni sarde in Italia e all’estero, favorisce un’importante ricaduta nella domanda dei prodotti locali e valorizza il meglio dell’imprenditoria sarda fungendo da punto di riferimento culturale. È parso dunque naturale dedicare a questo magnifico primato sardo la pole position fra i temi in discussione nell’ambito dei convegni collaterali all’area espositiva. La longevità in Sardegna Ne ha parlato lo scorso novembre il quotidiano americano USA Today in un lungo articolo in cui si dice che la Sardegna è una delle cinque “Zone Blu” del pianeta (così sono chiamate le aree i cui abitanti superano i 90 anni d’età). Le altre quattro sono Okinawa (Giappone), Nicoya (Costa Rica), Icaria (Grecia) e la comunità avventista del Settimo Giorno a Loma Linda (California). Secondo i ricercatori, le cause di questa caratteristica dei sardi sono molteplici. In primo luogo la genetica. I longevi sardi sono imparentati con altri longevi. Il villaggio di Seulo per esempio, ad alcuni chilometri da Esterzili sul fianco di una montagna, ha avuto venti centenari negli ultimi due decenni e possiede un trend di longevità certificato di lungo corso, sin dall’Ottocento, il che ne fa il villaggio in cui la gente vive di più in tutto il mondo. Non è ancora chiaro per quale motivo quest’area, così isolata, possegga il gene della longevità, ma i genetisti stanno studiando la cosa. Altra caratteristica incredibile di Seulo: gli uomini vivono tanto quanto le donne. È l’unico posto sulla terra in cui ciò accade. Dei venti centenari degli scorsi due decenni, 11 erano uomini. La seconda causa della longevità può essere – ma è ancora oggetto di ricerca – la qualità della flora intestinale. L’ipotesi è che abbia a che fare con la tipologia di cibo (la Sardegna, lontana dalla penisola, ha effettivamente sviluppato una tradizione enogastronomica tutta sua).

Livorno, avviato il percorso più naturale di accompagnamento al parto

Sono state circa 50, in poco meno di un anno di attività, le donne in “dolce attesa” seguite dell’ambulatorio della gravidanza fisiologica, il servizio gestito dalle ostetriche dei consultori livornesi che offre un percorso al parto quanto “più naturale e meno sanitario” possibile. 

“Questa esperienza – racconta Rosa Maranto, responsabile dell’area consultoriale della USL Toscana nord ovest – cerca di riportare la gravidanza al suo percorso più naturale mantenendo invariato il grado di sicurezza offerto. Ogni donna vive la gravidanza in modo personale e portando le sue specificità. Il servizio ci permette di aggiungere una offerta ulteriore alle gestanti offrendo a chi non presenti fattori rischio di intraprendere un percorso quanto più naturale possibile riconducendo il parto ad un evento fisiologico”. “L’apertura dell’ambulatorio – ripercorre Chiara Pini, direttore del dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche – rappresenta un obiettivo che la nostra Azienda si è prefissata e che intendiamo portare su tutto il territorio. Livorno, in questo caso, è stato tra i capofila di questa esperienza partita in punta di piedi, ma che già in un anno ha potuto consolidarsi grazie al lavoro ed entusiasmo dimostrato dalle nostre ostetriche e anche alla fiducia che sono riuscite ad infondere nelle mamme livornesi”. Una disponibilità confermata anche dalla direttrice delle professioni ostetriche, Marta Lupetti, e dalla responsabile aziendale alla assistenza alla gravidanza fisiologica, Cinzia Luzi, che hanno sottolineato la grande disponibilità e sensibilità alla sfida trovata nel personale livornese che si è dimostrato in grado di stimolare le donne a tirare fuori quelle capacità al parto che per loro natura possiedono. “Lo scopo del servizio – spiegano – è di garantire un’assistenza che permetta alla donna di vivere l’esperienza con consapevolezza, compiendo scelte informate e basate sui propri bisogni e sui propri valori. Il tutto ovviamente assicurando sempre il massimo grado di attenzione sulla salute della mamma e del bambino” infofurmanner.de. “A Livorno – dice Marzia Chellini, responsabile delle ostetriche dell’area territoriale – l’esperienza è partita nel distretto di Salviano grazie ad Alessandra Panattoni e Michela Marconi, per poi proseguire al consultorio di Livorno Centro con Loredana Lessi e Roberta Gagliardi grazie al coordinamento di Isabella Iori e a giugno arriverà anche a Fiorentina. Il nostro scopo è raggiungere tutti i consultori compresi quelli del comune di Collesalvetti”. COME FUNZIONA. Al momento della consegna del libretto di gravidanza viene fatta una prima valutazione assieme alla donna interessata per capire se esistono o meno profili di rischio che possano far escludere un percorso fisiologico: ad oggi le maglie della selezione sono molto strette proprio per garantire il massimo grado di sicurezza. Alla prima visita con il ginecologo si deciderà quindi se poter considerare la gravidanza a “basso rischio” e quindi fisiologica, indirizzando a un percorso più naturale con il supporto della ostetrica oppure ci siano fattori di rischio e quindi sia preferibile un approccio più sanitario garantito oltre che dalla ostetrica anche dal ginecologo. In qualsiasi momento della gravidanza se emergono fattori di rischio (sanitario, sociale, psicologico) il medico può essere reinserito nel percorso garantendo sempre la ricerca del migliore esito. Il percorso accompagnerà la donna fino al momento del parto per riprenderla successivamente assieme al bambino. La donna sarà presa in carico completamente dall’ostetrica che raccomanderà un numero orientativo di sette incontri pianificati tenendo conto dell’epoca gestazionale e della effettuazione degli esami previsti dal libretto regionale.

Oristano, incontro sulla partoanalgesia non farmacologica

Lunedì 7 maggio alle ore 10 al Consultorio familiare di Oristano un appuntamento informativo rivolto alle donne in gravidanza Lunedì 7 maggio al Consultorio familiare di Oristano (via Carducci, 41) alle ore 10, all’interno dello “Spazio mamme”, si parlerà di analgesia non farmacologica durante il travaglio e il parto. L’incontro, rivolto alle donne in gravidanza, sarà tenuto dalla responsabile dei servizi consultoriali del distretto di Oristano Maria Antonietta Grimaldi e dalle ostetriche del Consultorio. All’appuntamento – pensato per le gestanti che per motivi di salute non possono optare per la partoanagesia farmacologica – parteciperanno alcune neo-mamme che racconteranno come hanno affrontato il travaglio e il parto adottando metodi non farmacologici per la riduzione del dolore.

Il Pot di Morbegno secondo polo di Medicina dello Sport di Asst ValtLario

Al servizio della popolazione di Bassa Valtellina, Valchiavenna e Medio Alto Lario l’ultradecennale esperienza e organizzazione clinica dello staff del Morelli di Sondalo Si consolida, in Bassa Valtellina, il servizio di Medicina dello Sport di Asst ValtLario. Il servizio, già esistente da tempo a Sondalo, era stato esteso poco più di un anno fa al Pot di Morbegno, con un’offerta di tre ore settimanali. Ora l’attività raddoppia, andando ad interessare l’intera giornata del giovedì, con allestimento del servizio presso l’ambulatorio del Pot di Morbegno, diretto dal dottor Giulio Rossi, responsabile della Medicina dello Sport dell’ospedale Morelli di Sondalo. Ad affiancare il dottor Rossi sarà lo staff di Medicina dello Sport di Morbegno. Le visite e gli esami saranno effettuati presso l’ambulatorio di Morbegno, attrezzato di tutto punto, dove verranno effettuate non solo le certificazioni per l’attività agonistica, richieste da singoli atleti e squadre, ma anche le consulenze medico-sportive nel loro complesso, comprensive di prestazioni specialistiche di cardiologia dello sport, di traumatologia dello sport e di riabilitazione. Un auspicio che ha già, peraltro, solide basi, considerato che il primo anno di attività sperimentale su Morbegno ha incontrato il gradimento e l’adesione della popolazione sportiva del posto. Di qui la volontà di estendere, ulteriormente, la copertura del servizio qualificato di Medicina dello Sport di Asst ValtLario in Bassa Valtellina e territori limitrofi, aumentando significativamente le visite e le prestazioni settimanali. Tutte le persone interessate ad accedere al servizio, quindi, da domani, potranno prenotarsi presso il Cup (800.216.128) e le casse aziendali.

5 maggio, Giornata mondiale dell’igiene delle mani

L’AUSL di Modena aderisce alla campagna dell’OMS, promuovendola con materiali e operatori dedicati Ogni anno, il 5 maggio, l’Organizzazione mondiale della sanità celebra la giornata mondiale dell’igiene delle mani con lo slogan “SAVE LIVES: Clean Your Hands”. Quest’anno con il messaggio “IT’S IN YOUR HANDS – PREVENT SEPSIS IN HEALTH CARE” si evidenzia come l’igiene delle mani sia fondamentale per la prevenzione della sepsi correlata all’assistenza sanitaria. L’igiene delle mani è una delle misure più efficaci per proteggere dal rischio di contrarre un’infezione correlata all’assistenza, un rischio che interessa ogni anno milioni di persone in tutto il mondo con un impatto importante in termini di sofferenza, morbosità e mortalità. Ogni operatore sanitario ha la responsabilità professionale e il dovere etico-deontologico di lavarsi correttamente le mani ogni volta che è necessario nella sua attività di lavoro, ma l’igiene delle mani è il gesto più semplice che tutti – assistiti, parenti, visitatori e caregiver – possiamo effettuare per rendere più sicuri i contesti assistenziali. L’Azienda USL di Modena aderisce alla Giornata diffondendo materiali informativi che invitano a lavarsi le mani e a ricordare a tutti di farlo. Le mattine del 4 e 7 maggio, nelle aree di ingresso degli ospedali di Carpi, Mirandola, Pavullo e Vignola, saranno presenti operatori formati nella gestione del rischio infettivo che inviteranno tutti ad effettuare l’igiene delle mani con il gel alcolico, mostrando come utilizzarlo.
”L’iniziativa – spiega Teresa Pesi, Direttore della Struttura Complessa di Igiene Ospedaliera e Infezioni Correlate all’Assistenza – si aggiunge alle attività avviate nella nostra Azienda sin dal 2014, con la campagna mani pulite, sane e sicure, per migliorare l’adesione all’igiene delle mani in tutti i contesti assistenziali, verificata attraverso il monitoraggio del consumo di gel alcolico e l’osservazione diretta del personale sanitario”.

Se l’obiettivo assegnato alle Aziende sanitarie dall’Agenzia Sanitaria e Sociale della regione Emilia Romagna è un consumo di almeno 20 litri di prodotti idroalcolici per 1.000 giornate di degenza ordinaria (standard indicato dall’OMS), nel 2017 il consumo medio negli ospedali dell’AUSL di Modena (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) è stato di 17,2 litri per 1.000 giornate di degenza ordinaria, con un grado medio di adesione del 71% (il 10% in più rispetto al 2016) e una notevole variabilità tra le diverse Unità Operative. I dati confermano il trend in aumento registrato negli ultimi anni: “L’obiettivo – conclude Pesi – è arrivare presto a un’adesione del 100%. Questo tema interessa tutti, e tutti hanno un ruolo importante nell’assicurarsi che una buona igiene delle mani venga praticata in tutto l’ospedale”.

Policlinico di Palermo – selezione pubblica DATA MANAGER DI LABORATORIO

Data pubblicazione: 30/04/2018 Scadenza: 26/05/2018 A.O.U. Policlinico Giaccone di Palermo – Selezione pubblica per il conferimento di n. 1 Co. Co. Co magyargenerikus.com., della durata di mesi 12, eventualmente rinnovabile, per DATA MANAGER DI LABORATORIO, pertinente l’azione 9.3 “Formazione sulla valutazione ed identificazione dei soggetti a rischio di sindromi tumorali ereditarie” progetto obiettivo PSN 2013; Responsabile del progetto: Prof. Antonio Russo Scarica il PDF

Reti nazionali, nuovi criteri diagnostici per la malattia di Alzheimer

La creazione di reti nazionali per la gestione dei pazienti affetti da demenza e i nuovi criteri diagnostici per la Malattia di Alzheimer nella fase preclinica sono stati al centro del XIII Convegno Nazionale della SINdem (Associazione Autonoma Aderente alla SIN per le demenze) che si è appena concluso. Nella tre giorni del Convegno che si è svolta nella prestigiosa sede del Palazzo dei Congressi a Firenze, si è discusso dell’importanza della creazione di reti nazionali che consentano la condivisione delle risorse al fine di raggiungere obiettivi comuni nel campo della prevenzione, della diagnosi precoce e della organizzazione dei servizi, ormai riconosciuta come una priorità anche nel nostro Paese. Numerose, inoltre, sono state le comunicazioni dei prestigiosi relatori presenti, che hanno fatto il punto sui marcatori biologici utilizzabili con questa finalità, dagli sviluppi più recenti della tomografia ad emissione di positroni a tecniche tradizionali, come l’elettroencefalogramma, abbinato a sofisticate procedure di analisi quantitativa dei dati. Molto interesse ha destato anche la presentazione di nuovi approcci nella individuazione di precocissime alterazioni delle capacità cognitive mediante l’uso dell’informatica personale: lo smartphone, ad esempio, può consentire di valutare in modo preciso se le abilità di orientarsi durante percorsi abituali presentano un iniziale deterioramento, un possibile sintomo d’allarme per un processo neurodegerativo. “Il quadro generale per quanto riguarda lo sviluppo delle terapie – afferma il Prof. Stefano Cappa, Presidente della SINdem – è caratterizzato da un cauto ottimismo in attesa dei risultati degli studi in corso e dall’attenzione verso nuove strategie che vadano oltre l’esclusiva focalizzazione sul ruolo dell’amiloide. I progressi della ricerca di base sono stati illustrati da comunicazioni che hanno esaminato il ruolo di meccanismi ancora poco esplorati nel campo delle malattie neurodegenerative, come il possibile contributo dell’infiammazione e il ruolo dell’ambiente nella regolazione dell’espressione genetica. Non è mancato l’accento sulla prevenzione – conclude il Prof. Cappa – con comunicazioni che hanno confermato il ruolo dei fattori dietetici e di interventi di tipo nutriceutico nel rallentare l’evoluzione dei deficit cognitivi nella popolazione anziana a rischio”.

Inaugurata nuova Gamma Knife al Cannizzaro di Catania

Migliorano le possibilità di trattare in Sicilia tumori cerebrali e altre patologie non oncologiche. L’Azienda Cannizzaro di Catania ha infatti aggiornato la Gamma Knife in dotazione installando, primo ospedale pubblico in Italia, il più recente modello Icon di Elekta, “gold standard” internazionale presente solo in 50 centri al mondo, compresa una struttura privata convenzionata della Lombardia. La tecnologia Gamma Knife è una forma speciale di radioterapia che utilizza un sistema multisorgente per somministrare raggi gamma con estrema precisione e consente così di colpire, con un’elevata dose di radiazioni, lesioni cerebrali di dimensioni ridotte, tumorali e non, in alternativa in determinati casi all’intervento chirurgico. L’ultima evoluzione è rappresentata dal modello Icon, che permette di utilizzare, oltre al casco di Leksell, anche una maschera termoplastica che rende la terapia meno invasiva, amplia le possibilità di trattamento, grazie al sistema Cone Beam Ct integrato e all’Adaptive Dose Control, e consente di eseguire trattamenti in più sedute. La nuova Gamma Knife dell’ospedale Cannizzaro di Catania è stata inaugurata oggi.