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Coronavirus in Lombardia : sono sei i contagiati. Si consiglia di restare a casa

Corona Virus Lombardia

Assessore al Welfare della Regione Lombardia: ‘250 persone in isolamento‘. Primi contagi di Coronavirus in Lombardia. Primi contagiati in Italia. Sono sei i casi di positività al coronavirus in Lombardia: lo ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “Il paziente ricoverato al Sacco sta bene” e la situazione della moglie del primo ricoverato “è positiva”. “Il messaggio che diamo a chi abita in questi paesi è di rimanere a casa – ha spiegato l’assessore Gallera -. Chiediamo di rimanere al proprio domicilio e a chi è stato in contatto con questi casi di chiamare il 112. La situazione è estremamente nuova, particolare per il nostro paese, invitiamo alla calma”. Ed è risultato negativo al tampone il dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), attualmente isolato all’ospedale Sacco di Milano: lo afferma la Regione Emilia-Romagna in una nota. “Nonostante l’esito negativo che attesta l’assenza di infettività secondo il principio della massima precauzione, sono in corso ulteriori ricerche per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati”. Con il dipendente della ditta piacentina ha cenato il 38enne lodigiano risultato positivo al Covid-19. “Stiamo indagando, sono 3 persone che si sono presentate con quadro clinico di polmonite all’ospedale di Codogno, stiamo cercando di capire se ci sono stati contatti con i primi 3 casi”, ha aggiunto la dottoressa Maria Gramegna, dirigente dell’assessorato al Welfare, che ha parlato di sintomi “importanti di polmonite”. “Ancora non sappiamo da chi si è diffuso il virus, potrebbe non essere da caso zero ma potrebbe anche essere che è guarito. Non abbiamo la certezza di quale sia il caso indice”, ha spiegato l’assessore Gallera. “Abbiamo recuperato il caso indice, tornato dalla Cina il 21 gennaio, ora al Sacco. Ha fatto subito i controlli, sta bene e non ha avuto sintomi, salvo una leggera febbre”, precisa. Come ha precisato anche Maria Gramegna, della direzione generale Welfare, è risultato negativo al test “Il problema che possa essere negativo il caso indice è che a un certo punto il virus viene eliminato, quando la persona guarisce. Il test quindi potrebbe non trovarlo più”. Per questo motivo i suoi campioni sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) a Roma, “per cercare gli anticorpi al virus”. Potrebbe essere, ha aggiunto Gallera, “che non sia lui il caso zero o che sia guarito. Non abbiamo certezza di quale sia il caso zero”. “A oggi abbiamo un numero cospicuo di persone su cui stiamo intervenendo, a oggi circa 250 persone sono in isolamento e a cui faremo il tampone”, ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. “I casi segnalati in Lombardia sono i primi che si sono verificati sul territorio italiano e ci fanno entrare in una fase nuova”: così Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma. “Per la prima volta – precisa – siamo passati da casi di importazione a casi di circolazione locale del virus”. Il sindaco di Codogno, con due diverse ordinanze, ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, “almeno fino a domenica”, di tutti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico” come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi. La misura, ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Severino Giovannini, è  presa in via precauzionale. Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza è in partenza per la Lombardia. Con lui è anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. IL PUNTO IN CONFERENZA STAMPA DELLA REGIONE LOMBARDIA I CONTAGIATI – L’uomo di 38 anni contagiato da coronavirus che è  ricoverato per primo nell’ospedale di Codogno (Lodi) “è in terapia intensiva, sta meglio di ieri sera, sta leggermente migliorando”, ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. L’uomo – che nelle settimane scorse sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina (ora al Sacco di Milano e il cui test è negativo) – si è presentato ieri al Pronto soccorso. E ci sarebbero altri due contagiati: la moglie ed una terza persona che si è presentata spontaneamente in un ospedale con sintomi di polmonite e che avrebbe avuto dei contatti con il 38/enne. Secondo quanto ricostruito dai medici che da giovedì lo hanno in cura, il 38enne è andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone e ha preso parte a tre cene negli ultimi 4 giorni. L’uomo lavora per una multinazionale che ha una sede a Casalpusterlengo. I sanitari stanno inoltre cercando di ricostruire cosa abbia fatto e chi abbia incontrato in questi ultimi giorni la moglie, che da quanto accertato al momento sembrerebbe però aver avuto meno contatti del marito. L’assessore Gallera ha spiegato che “sono stati già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sui medici, gli infermieri e i pazienti dell’ospedale di Codogno dove si è presentato il paziente risultato positivo al Coronavirus. Abbiamo tutti i tamponi pronti. Sono già stati messi tutti in isolamento o chiamati a stare in isolamento al loro domicilio. La moglie, i genitori”. Sono una sessantina le persone che sarebbero entrate in contatto con il 38enne: per loro scatterà la quarantena. Gallera ha anche invitato tutti i “cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali”. L’invito a restare in casa viene fatto anche “a Casalpusterlengo in via assolutamente precauzionale”. “Al momento non c’è motivo di elevare il livello di allarme in Italia al massimo. Il massimo livello è se si contano molti casi autoctoni in varie parti d’Italia, cioè servono focolai plurimi che si accendono contemporaneamente”. Così il presidente della Società Malattie infettive e tropicali, Marcello Tavio, a ‘Coronaviris – Il punto’ dell’ANSA. “A quel punto non vale più il criterio epidemiologico di contatto con una persona che ha avuto o ha il virus o è stata in un paese ad alto rischio, perché chiunque potrebbe avere il virus, ma siamo ancora fuori da questo scenario”. GENOVA Sono

Per il Centro Diabetologico arriva una nuova tecnologia

Centro Diabetologico

Donata all’Azienda USL per il centro diabetologico, dall’Associazione Volontari Diabete Vignola (A.V.Di.Vi), servirà nei percorsi diagnostici È stato inaugurato questa mattina al Centro Diabetologico di Vignola un Biotesiometro da utilizzare per lo screening della neuropatia diabetica. E’ donato dall’Associazione Volontari Diabete Vignola (A.V.Di.Vi). Associazione che opera da vari anni nel Distretto, assicurando una presenza settimanale presso il Centro Diabetologico per fornire informazioni e supporto alle persone affette da diabete. Il nuovo strumento è stato simbolicamente consegnato a pazienti e operatori dalla Direttrice del Distretto Maria Pia Biondi. Insieme alla Presidente A.V.Di.Vi. Rita Serri e ai volontari dell’associazione; presente anche il Sindaco di Vignola, Simone Pelloni. “L’utilizzo dello strumento frutto della generosità dell’Associazione – ha infatti osservato Daniela Piani, diabetologa del Centro – faciliterà il nostro lavoro di diagnosi precoce dei danni ai nervi degli arti inferiori nei pazienti diabetici, difatti consentendoci così di mettere in atto tempestivamente tutte le necessarie misure di prevenzione delle ulcere”. Un campo, quello diabetologico, che ha visto negli ultimi anni la definizione di nuovi percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali – i cosiddetti PDTA – mirati a rendere più efficace la prevenzione, la diagnosi ed il trattamento delle complicanze della malattia diabetica. Ciò in un’ottica multidisicplinare, che prevede l’integrazione di figure specialistiche diverse. Tra tutti i percorsi si segnale quello per il “Piede diabetico” Percorso che grazie al nuovo strumento, punta al riconoscimento precoce di alcuni fattori di rischio della patologia diabetica. Fattori che causano lo sviluppo di lesioni al piede con possibili complicanze anche gravi. “Ringrazio sentitamente la Presidente e tutti i volontari per la donazione ricevuta e per il loro costante impegno verso i pazienti – ha ribadito la Direttrice del Distretto Maria Pia Biondi –. La collaborazione tra l’Azienda USL e l’Associazione per promuovere salute nella comunità è costante, come mostrano le iniziative che ci vedono insieme. Tra esse il sostegno che A.V.Di.Vi. offre al Gruppo di cammino “Camminate tra i ciliegi” di Vignola, un progetto di comunità promosso dall’Azienda USL e dal Comune di Vignola, per sviluppare sani stili di vita”. “Voglio ringraziare, a mia volta – ha detto la Presidente di A.V.Di.Vi. Rita Serri – la compagnia teatrale ‘Anna and the Hospitalist’ per l’attività svolta a sostegno della nostra Associazione, perchè ci ha permesso di donare questo strumento”. Presso il Centro Diabetologico di Vignola operano un medico diabetologo, tre infermieri, una dietista e un podologo che risponde alle esigenze dei Distretti dell’Area Sud.

E’ morto il poeta-guerriero dei social, Max Conteddu

Max Conteddu

Aveva tumore al cervello, 40mila follower piangono la scomparsa di Max Conteddu Il suo testamento lo ha scritto l’8 febbraio su Twitter e Instangram, salutando così i suoi amici virtuali, oltre 40mila in ognuna delle due piattaforme social su cui ha condiviso sin dall’inizio la sua malattia, un tumore al cervello, sempre con il sorriso sulle labbra e molta ironia. “Tenete in tasca un po’ di sole. Ne avrete bisogno quando farà buio nella vostra vita”, aveva scritto nel post che compare anche sulla sua pagina Facebook Massimiliano Conteddu – nickname istintomaximo – il poeta-guerrierio di Siniscola morto a soli 36 anni. Da allora solo un’altra pubblicazione che risale a due giorni dopo: nove cuoricini e uno zero finale, che i follower hanno interpretato come un conto alla rovescia. Max Conteddu è spirato questa mattina alle 8 all’ospedale San Francesco di Nuoro dopo aver lottato strenuamente contro il tumore, diagnosticato nell’agosto 2019. Come ha fatto Nadia Toffa, di cui scriveva: “Chiariamoci una volta per tutte: lei definì il tumore come un dono, perché le aveva fatto aprire gli occhi. Ma io gli occhi li avevo già aperti prima di questo intruso. Non è un dono, è una maledizione. Nadia, resti comunque una guerriera”. Sui social, dove era attivissimo da anni, oltre a raccontare la tragedia personale, dispensava pillole di buon senso e amore, diventando sempre di più una personalità del mondo virtuale. Oggi l’hastag #ciaomax è balzato al primo posto dei trending topic, a chiusura di numerosissimi messaggi di cordoglio. “Oggi tutte le scaramucce di Twitter sono sparite. Nudi, vestiti, belli, brutti….Tutti accomunati da questo dolore che ci pareva impossibile provare sui social”, è la riflessione di uno dei suoi follower. Massimiliano considerava le diverse piattaforme un modo veloce per diffondere le sue battaglie e per conoscere tante persone Era tornato nella sua casa di Siniscola solo di recente, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione a Sassari, città dove aveva lavorato per alcuni anni. Aveva anche fondato l’associazione Kaboom, attraverso la quale organizzava numerose iniziative sugli argomenti che più gli stavano a cuore: la politica al tempo dei social, l’istruzione per i giovani e i temi dello sviluppo legati a Siniscola e al borgo marino di Capo Comino nel quale viveva. Un’attività che condivideva con la fidanza Veronica, che gli è stata accanto fino all’ultimo, e con tanti amici. “Max era un ragazzo solare con tanta voglia di vivere e di fare la propria parte per la comunità – racconta all’ANSA Marco Carta, suo amico e socio di Kaboom – Ha iniziato con il mondo del web per gioco per poi capirne l’importanza per fare emergere le sue opinioni velocemente. L’ho visto l’ultima volta qualche mese fa, era molto provato ed è stato duro reggere il dolore di quella che considero un’ingiustizia: la perdita di una giovane vita, una persona davvero speciale”.

Danno cardiovascolare, uno studio sull’influenza della parodontite

danno cardiovascolare

La parodontite potrebbe influenzare in maniera negativa il rischio precoce di danno cardiovascolare. Infatti, È quanto sostiene una ricerca condotta da un team dell’Università di Catania coordinato dal prof. Gaetano Isola, docente del dipartimento di Chirurgia generale e Specialità medico-chirurgiche diretto dal prof. Alessandro Cappellani e ricercatore dell’Unità operativa di chirurgia orale e parodontologia della Clinica odontoiatrica diretta dal prof. Sebastiano Ferlito dell’Ateneo, afferente al corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria presieduto dalla prof.ssa Rosalia Leonardi, tutti esperti di danno cardiovascolare. Inoltre i risultati dell’indagine sono pubblicati  sulla rivista “Scientific Reports”. Rivista del gruppo “Nature”, nell’articolo dal titolo “Analysis of Endothelin-1 Concentrations in Individuals with Periodontitis”. La ricerca, condotta su pazienti affetti da parodontite e da malattia coronarica,con chiaro danno cardiovascolare, aveva lo scopo di indagare l’influenza della parodontite e della malattia coronarica sui livelli sierici e salivari dell’Endotelina-1, marker di rischio precoce di danno endoteliale. Difatti in questa occasione, e’ evidenziato il ruolo sinergico della parodontite in pazienti affetti da malattia coronarica che comporta un aumentato rischio di danno endoteliale precoce a livello sistemico.

Lavoro, stabilizzati 122 dipendenti ex LSU in Asp Ragusa

asp ragusa

È arrivata, dopo tanti anni, la stabilizzazione per 122 lavoratori ex Lsu in Asp Ragusa. Un sogno che si avvera per queste persone e per le loro famiglie. Non più precarietà ma certezza per l’oggi e per il futuro. La Direzione Aziendale dell’Asp di Ragusa ha accolto, facendole proprie, le disposizioni dell’Assessore della Salute Ruggero Razza e ha proceduto a deliberare la stabilizzazione. «Abbiamo avviato un percorso sinergico e concreto con l’Assessorato alla Salute rivolto alla valorizzazione del patrimonio rappresentato dal personale dipendente a tempo determinato. Scopo unico è quello di dare stabilità e garanzie per il futuro a queste persone» – ha sottolineato il direttore generale, arch. Angelo Aliquò – «e, nei prossimi giorni, provvederemo a completare le stabilizzazioni per altre figure del comparto e dirigenziali»

La Scuola Superiore Sant’Anna ospita Goran Hedenstierna lo scienziato artefice della nascita dei ventilatori meccanici diffusi negli ospedali di tutto il mondo

Goran Hedenstierna

Goran Hedenstierna arriva dalla più antica università della Scandinavia (quella di Uppsala) a una delle migliori giovani università al mondo. Questo secondo le classifiche internazionali. E’ arrivato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per tenere una lezione di medicina. In occasione del secondo incontro del ciclo “Orizzonti in Medicina e Biologia”, in programma lunedì 24 febbraio alle ore 18.00 in aula magna, la Classe di Scienze Sperimentali della Scuola Superiore Sant’Anna accoglie, come docente di medicina per un giorno, Goran Hedenstierna, professore emerito di Fisiologia Clinica dell’Università di Uppsala. La facoltà è la più antica università della Scandinavia. E’ fondata nel 1447 dietro il modello dell’ Università di Bologna. L’Università di Uppsala annovera tra i suoi docenti i fisici Anders Celsius e Anders Jonas Ångström, il medico e botanico Carlo Linneo e alcuni premi Nobel, come Allvar Gullstrand, Nobel per la medicina nel 1911, Theodor Svedberg, Nobel per la chimica nel 1926 e Kai Manne Börje Siegbahn, Nobel per la fisica nel 1981. Goran Hedenstierna è uno dei pionieri della medicina critica traslazionale ed uno dei punti di riferimento internazionale nell’ambito dell’anestesiologia e intensivologia “Senza i suoi studi non avremmo gli efficaci e sicuri ventilatori meccanici. Li stessi che oggi popolano le sale operatorie, le terapie intensive e i pronto soccorso di tutto il mondo. Continua a essere un appassionato ed energico ispiratore di un giovane gruppo di ricerca all’avanguardia. Ha accolto con grande entusiasmo l’invito a conoscere gli allievi ordinari di medicina della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Durante la sua lezione, siedono con i nostri studenti quelli dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore. Insieme a loro i ricercatori, i docenti e i medici di Pisa. L’evento, come nostra tradizione, è aperto a tutti. A coloro che sono interessati ad ascoltare l’esperienza scientifica di un uomo di scienza che quell’orizzonte, a cui tutti i medici anestesisti traslatori tendono, lo continua a disegnare”, commenta Vincenzo Lionetti, professore associato di Anestesiologia e Rianimazione all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatore di “Orizzonti in Medicina e Biologia” nel presentare la lezione di Goran Hedenstierna.

Aborti ripetuti, in Italia il dato più basso internazionale

Aborti ripetuti

Relazione Ministero, nel 2017 sono stati in media il 25,7%. Aborti ripetuti al minimo in Italia. Gli aborti ripetuti in Italia sono in costante diminuzione dagli anni ’90, ben inferiori alle soglie attese e rappresentano il valore più basso registrato a livello internazionale. E’ quanto emerge dall’ultima relazione al Parlamento sull’interruzione volontaria di gravidanza (ivg), depositata nel 2019 dal ministero della Salute. Nel 2017 (ultimo anno di cui si hanno i dati) le donne che hanno avuto una precedente esperienza d’aborto sono state in media il 25,7%. In calo rispetto al 2016 in cui erano state il 26,4%. In particolare il 18,3% ha avuto un’esperienza precedente, il 5,1% due aborti, l’1,4% tre, e lo 0,9% quattro o più interruzioni volontarie (un dato quest’ultimo in calo dal 2015). Complessivamente per le donne italiane il dato è più basso (21,3%) rispetto alle straniere (36%). Per entrambe in diminuzione rispetto all’anno precedente (rispettivamente 22,1% e 37%). A livello regionale, nel 2017, la frequenza più alta di ivg ripetute per le italiane si è avuta nelle regioni del Sud con il 23,4%, mentre se si considerano italiane e straniere è maggiore al Nord in Liguria (32,8%), al Centro in Toscana (29,5%) e al Sud in Puglia (32,0%). Se si fa il confronto con altri Paesi, il valore italiano rimane il più basso a livello internazionale. In Inghilterra e Galles è del 39%, in Olanda del 35,2%, in Spagna del 37,6% mentre in Svezia e Stati Uniti del 43,7%. “L’evoluzione della percentuale di aborti ripetuti che si osserva in Italia – si legge nella relazione – è la più significativa dimostrazione della reale diminuzione nel tempo del rischio di gravidanze indesiderate e del conseguente ricorso all’ivg”. Infatti, se tale rischio fosse rimasto costante, conclude, “avremmo avuto dopo 40 anni dalla legalizzazione una percentuale poco meno che doppia rispetto a quanto osservato. La spiegazione più plausibile è il maggiore e più efficace ricorso a metodi per la procreazione consapevole, alternativi all’aborto, secondo gli auspici della legge”

Infermieri, in ritardo eccessivo su ospedali di comunità

ospedali di comunità

Fnopi, giovedì sul tavolo della Stato-Regioni, cercasi accelerata su ospedali di comunità Dare il via libera all’Intesa per la realizzazione degli ospedali di comunità, piccole strutture dove ricoverare i pazienti meno gravi ma che necessitano di monitoraggi. Questo l’appello che arriva dalla mozione approvata oggi dal consiglio nazionale della Federazione degli ordini delle professioni Infermieristiche (Fnopi). Appello che denuncia il ritardo nella realizzazione di un progetto pensato per alleggerire il carico di lavoro degli ospedali. Previsto dal Patto per la salute 2014-16, fermo per oltre un anno e mezzo, il progetto sugli ospedali di comunità tornerà sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni il 20 febbraio. Prevede strutture sanitarie a bassa intensità di cura, con 15-20 posti letto, gestite da un infermiere e con la responsabilità clinica di un medico. Qui sarà possibile ricoverare malati con patologie non gravi, e già diagnosticate, che devono esser monitorati per alcuni giorni prima delle dimissioni. “Gli ospedali di comunità fanno bene al servizio sanitario e ai cittadini. In alcune regione, come l’Emilia Romagna, – precisa la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli – già esistono e hanno permesso di liberare posti letto negli ospedali per acuti, che sono più costosi da gestire e spesso troppo pochi, soprattutto in alcuni periodi dell’anno”. L’intesa, sottolinea il portavoce Fnopi Tonino Aceti, “era stata esaminata dalle Regioni a luglio scorso. Questo trovando quasi unanime consenso ma è bloccata per motivi politici, non organizzative. Questo fa male al Paese”. La mozione approvata oggi dal consiglio direttivo della Fnopi è  presentata al ministro della Salute Roberto Speranza, e da lui simbolicamente sottoscritta. Tra gli altri punti, il problema della carenza di personale. Inoltre la necessità di una maggior rappresentanza ai tavoli decisionali e di una formazione sempre più qualificata, la definizione di un ruolo diverso ma non subalterno ai medici e l’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia.

Un bambino su quattro soffre di disturbi del sonno. Tra le cause anche l’alimentazione scorretta. Le raccomandazioni della SIPPS

disturbi del sonno

I disturbi del sonno con esordio in età neonatale tendono generalmente a protrarsi anche negli anni successivi Nei bambini e negli adolescenti, gli ormoni che stimolano la crescita vengono rilasciati infatti durante il riposo causando disturbi del sonno. Anche se sembrano distinti, disturbi del sonno e alimentazione sono in realtà due aspetti correlati fra loro: come dormiamo incide su come mangiamo e viceversa, infatti, in molti casi uno stile di vita alimentare sbagliato o alcune malattie dell’apparato digerente, influiscono sul corretto riposo notturno. Per questo motivo la SIPPS – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale –, nell’ambito di Nutripiatto, lo strumento di educazione nutrizionale per bambini da 4 a 12 anni, intende fornire utili raccomandazioni ai genitori affinché comprendano quanto sia importante, per loro e per il loro bambino, un sonno adeguato in termini di quantità e qualità. “Il 35 – 40% dei bambini soffre di problemi di sonno durante la crescita, – sottolinea il Dott. Leo Venturelli, Responsabile Comunicazione SIPPS – la percentuale aumenta nel primo anno di vita per via della richiesta di poppate anche durante la notte. “Sonno e alimentazione sono due situazioni spesso connesse tra loro – ricorda il Dott. Giuseppe di Mauro, Presidente della SIPPS – poiché nell’essere umano il ritmo con cui vengono assunti i pasti, la loro composizione e il loro orario influenzano la qualità del sonno. I Bambini non sfuggono certamente a questa regola. Nei primi mesi di vita, quando l’alimentazione è esclusivamente lattea, il bambino necessita di svegliarsi spesso durante la notte, ma in caso di coliche, i disturbi del sonno possono peggiorare per il fatto che si tende erroneamente a iper alimentare il piccolo, pensando che il pianto dipenda dalla fame”. Alcune utili raccomandazioni e risposte alle più comuni domande riguardo il nesso tra riposo e alimentazione della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale Quanto dovrebbe dormire un bambino e quali sono gli effetti più diffusi dalla mancanza di sonno? I ricercatori che si occupano di sonno ritengono che ci siano molte variazioni legate al singolo individuo, in linea di massima i periodi medi di sonno sono: Fino a 12 mesi: 14-18 ore compresi giorno e notte Da 1 a 5 anni: 12-14 ore distribuite nelle 24 ore Invece da 6 a 10 anni: 10-12 ore al giorno Infine da  11 a 18 anni: 8-10 ore al giorno Secondo recenti studi di esperti in neuropsichiatria infantile, il 28% dei bambini con insufficiente quantità di sonno si addormenta a scuola una volta a settimana; il 22% facendo compiti; il 32% è troppo stanco per fare sport. Qualche consiglio utile per avere una alimentazione corretta e, al contempo, un buon sonno: Evitare sale nelle minestrine  e somministrare il formaggio in quantità ridotte (5-10 gr) e solo in alternativa ad altre fonti di proteine (per evitare eccessive quantità di sale e proteine) dare carne rossa non più di 1-2 volte a settimana: le proteine della carne in eccesso possono provocare sete ed impedire al bambino di dormire perché vuole bere; troppa acqua significa anche aumentare la sua voglia di urinare non esagerare con le verdure passate nella pappa a cena: in alcuni bambini possono provocare meteorismo e coliche addominali e quindi ostacolare il sonno normale “Ci sono alimenti che favoriscono il sonno – prosegue il Dott. Venturelli – mentre altri lo possono compromettere. L’eccesso di proteine nella dieta può provocare sete: il bambino urina di più per eliminare l’urea (prodotto di scarto delle proteine) e di conseguenza ha il sonno disturbato, perché ha molta sete e chiede spesso da bere”. Quali sono gli alimenti che favoriscono il sonno? Tra le sostanze contenute negli alimenti alcune favoriscono il sonno più di altre: Il triptofano, ovvero l’aminoacido precursore della serotonina, l’ormone che favorisce la tranquillità e interviene sui meccanismi che regolano il tono dell’umore. È contenuto in buone quantità nel latte, nello yogurt, nel riso, nell’orzo, nei legumi, nelle mandorle e nei pinoli. Il potassio che è il sale minerale che assicura il benessere del cuore, favorisce la regolarità del battito. È dimostrato che esplica un effetto rilassante e che una sua eventuale carenza può, come conseguenza diretta, compromettere il riposo notturno. È contenuto in buone quantità nelle zucchine, nelle albicocche, nelle banane, nelle carote, nelle prugne, negli spinaci, nel pollo e nello yogurt. Ne sono ricche anche le patate che, oltre al potassio, contengono zuccheri che agevolano l’utilizzo del triptofano. La vitamina B6 è una delle sostanze che più aiutano l’organismo a utilizzare il triptofano. Per questo motivo è consigliabile introdurre nella dieta del piccolo: latte, riso, orzo, patate, carni bianche e banane. Le erbe infine sono molto importanti per conciliare il sonno. Tra queste troviamo la camomilla, il biancospino, la melissa, la passiflora, il tiglio, la valeriana e la verbena. Sono le cosiddette ‘erbe della buonanotte’, con cui preparare infusi e tisane da somministrare a bambini sopra l’anno di vita. Quali sono invece, gli alimenti o le abitudini da evitare? Le proteine contenute nella carne e nel pesce possono avere un effetto eccitante, meglio quindi inserirle nei pasti del mezzogiorno; la sera meglio usare pasta, riso e cereali, con aggiunta di legumi. caffè, tè, cioccolato, broccoli, broccoletti, cime di rapa e tutti i formaggi stagionati sono da evitare dopo le ore 17, perché contengono tiramina, una sostanza che può ostacolare il sonno e causare irrequietezza. Spegnere o evitare che siano a disposizione televisione, computer, tablet, telefoni cellulari nella stanza del bambino Evitare esercizi fisici intensi almeno un’ora prima di coricarsi, perché innalzano la temperatura corporea. Mantenere costante la routine del sonno: l’orario della nanna è molto importante per i più piccoli “Il pediatra è la persona più idonea – conclude il Presidente SIPPS Di Mauro – alla quale i genitori devono rivolgersi quando ci sono problemi di sonno nei loro bimbi. Per poter intervenire tempestivamente con consigli alimentari adeguati, di comportamento e con medicine se necessario”

Psicologia, chi è la mamma di oggi? Evento a Roma della fondazione MITE e IDO

mamma di oggi

Chi è la mamma di oggi? La maternità è certamente una grande opportunità per le donne, una possibilità per evolversi e conoscersi meglio, ma se viene vissuta in solitudine può trasformarsi in un carcere dorato. Ecco perché in Brasile nascono sempre più gruppi di madri, spazi virtuali per sostenere quelle donne che da sole crescono i loro figli, confrontandosi sul loro dovere da mamma  . “Spesso la mamma di oggi dimentica di aver bisogno di essere curata in quanto donna senza doversi sentire in colpa per questo. Le mamme si sentono molto giudicate, anche dalle loro pari. Devono essere madri perfette, lavoratrici indefesse, casalinghe premurose 360 giorni l’anno e h24. Ma come riuscirci?”,chiede Monica Nicola, psicoanalista responsabile del ‘Progetto Tartaruga’ dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) per bambini autistici in Brasile e coordinatrice di un gruppo di studio sulle donne in Brasile. Nicola insieme ad altre tre psicoanaliste aprirà uno spazio di riflessione venerdì 21 febbraio a Roma proprio sulla tematica ‘Essere madri oggi’. L’appuntamento nasce nell’ambito de ‘I venerdì culturali’ della Scuola di Specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva della Fondazione Mite, in collaborazione con l’IdO. L’orario di inizio è per le 21 e oltre la voce di Monica Nicola, che è anche docente nella Scuola di specializzazione della Fondazione Mite, ci saranno quelle di Magda Di Renzo, analista junghiana e direttrice della Scuola di Specializzazione; Anna Moncelli, psicologa e analista del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), Istituto di Roma, con funzioni didattiche e di supervisione; e infine Anna Maria Cosenza, psicoanalista junghianaesperta del tema. La serata si svolgerà nella sede della Scuola di specializzazione in Corso d’Italia 38/A. L’ingresso è libero. Per informazioni scrivere a segr.formazione@ortofonologia.it.