A Lanusei la Giornata della Trasparenza
Lanusei, 2018 – Si è svolto ieri mattina a Lanusei, nell’Hotel Selene, dopo aver toccato tutte le aree socio sanitarie dell’ATS Sardegna, l’ottavo e ultimo appuntamento della giornata dedicata alla prevenzione della corruzione e alla trasparenza. All’evento, introdotto dal Direttore dell’ASSL di Lanusei, Andrea Marras e dal Responsabile Prevenzione Corruzione e Trasparenza dell’ATS Sardegna, Paola Raspitzu, ha partecipato un folto pubblico, rappresentato da circa un centinaio di persone, fra direttori di struttura complessa ospedalieri, direttori dei distretti e personale del comparto. Gli esperti del Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità (Rissc), Lorenzo Segato e Nicola Capello, hanno presentato il progetto “Curiamo la corruzione”, promosso dall’organizzazione non governativa Transparency Internation Italia, in partnership con Censis, Ispe (Istituto per la promozione dell’etica in sanità) e Rissc. Tra i partner c’è anche ATS Sardegna, che ha aderito introducendo nel sito web aziendale (alla sezione Amministrazione trasparente) il sistema per il whistleblowing (segnalazioni di episodi o pratiche illegali). L’Azienda per la Tutela della Salute della Sardegna, inoltre, grazie alla collaborazione di Transparency Internation Italia, ha anche varato il progetto “Diamante”, illustrato da Lorenzo Segato, che è mirato a costruire all’interno dell’Azienda delle strategie preventive rispetto al rischio di infiltrazioni illegali attraverso una specifica formazione dei propri dipendenti.
Mano traumatica, la nutraceutica contro il dolore cronico. Intervista al dott. Guizzardi

Qual è la migliore gestione farmacologica e nutraceutica del dolore neuropatico cronico nel caso della mano traumatica? Ne abbiamo parlato con il dott. Stefano Guizzardi, Consigliere dell’Ordine dei Farmacisti di Bologna.
AREZZO – Donne e uomini, la salute è anche un fatto di genere
Si ammalano in modo diverso, rispondono alle terapie in modo diverso. All’Ordine dei medici è in programma un incontro formativo per specialisti e medici di famiglia AREZZO – Uomini e donne hanno un differente rischio di contrarre molte malattie e anche una diversa risposta a molte terapie. Da pochi anni la Medicina di genere, scienza medica che attraversa tutte le discipline mediche, prende in considerazione queste diversità per curare ogni individuo in modo appropriato. E’ infatti scientificamente ed eticamente scorretto trasferire sulla donna i dati ottenuti sull’uomo. Si tratta di un vero e proprio errore metodologico che ancora purtroppo persiste nella ricerca scientifica. E’ questo il tema dell’incontro che si svolgerà domani, venerdì 7 dicembre all’Ordine dei medici di Arezzo, dove si confronteranno medici specialisti e medici di famiglia. “La Salute di genere – spiega Lucia Lenzi, referente Salute e medicina di genere per Arezzo della Asl Toscana sud est – è ormai un’esigenza del Servizio Sanitario e occorre pensare alla riorganizzazione dei servizi affinché tengano conto delle differenze di genere, non solo sotto l’aspetto anatomo-fisiologico, ma anche delle differenze biologico-funzionali, psicologiche, sociali e culturali, per una maggiore appropriatezza e personalizzazione della cura. La Medicina di genere non deve essere una specialità a se stante, ma un’integrazione trasversale di specialità e competenze mediche”. La Asl Toscana sud est già da alcuni anni ha recepito le linee d’indirizzo di OMS, Ministero della salute e Regione Toscana e sta predisponendo corsi di formazione per i medici e percorsi di cura differenziati. Il concetto di “Salute e medicina di genere” nasce dagli studi scientifici nei quali le differenze tra i sessi, in termine di salute, sono legate alle peculiarità derivanti dalla caratterizzazione biologica dell’individuo. Per troppo tempo infatti le malattie, la loro prevenzione e terapia sono state studiate prevalentemente su casistiche di un solo sesso, quello maschile, sottovalutando non solo le peculiarità biologico-ormonali e anatomiche ma anche quelle socio-culturali proprie delle donne. Differenze rilevanti sono ormai note in cardiologia, farmacologia, immunologia,oncologia e nelle malattie respiratorie croniche. E’ diversa anche la risposta nell’accettazione di sottoporsi agli screening e diverso è il rapporto con il fumo, l’alcol e l’alimentazione che incidono pesantemente nei determinanti di salute. “Ad esempio, le malattie cardiovascolari – conclude Lenzi – sono la prima causa di morte nella donna rispetto all’uomo (132000 donne rispetto a 109.550 uomini); il 55% delle persone colpite da ictus sono donne, l’Alzheimer colpisce il 17,2% delle donne e il 9,1% degli uomini. Si ritiene che entro il 2020 l’ostruzione bronchiale cronica moderata-severa raggiungerà un incremento di prevalenza pari al 50% negli uomini e al 130% nelle donne a causa dell’abitudine tabagica tra i soggetti di sesso femminile. Ecco perché la nostra Azienda ha introdotto la Medicina di genere alle altre specialistiche, come ulteriore passo verso la salute dei cittadini”.
Attivo a Oristano l’ambulatorio infermieristico
Gestito dal Servizio delle professioni sanitarie della Ats-Assl Oristano, l’ambulatorio infermieristico rappresenta una “cerniera” tra ospedale e territorio, in quanto consente ai pazienti in dimissione dall’ospedale di avere un punto di riferimento in cui proseguire le terapie prescritte, ma è anche un luogo in cui possono trovare una risposta assistenziale le persone affette da patologie cronico-degenerative, che hanno bisogno di un costante monitoraggio e di figure qualificate che che li accompagnino in una corretta gestione della malattia. Il nuovo servizio opererà in stretta collaborazione con i medici di famiglia, gli specialisti e, nel caso di pazienti in dimissione, con quelli ospedalieri. La quasi totalità delle prestazioni, ad eccezione della rilevazione dei parametri vitali, avverrà infatti su prescrizione medica. L’ambulatorio infermieristico è aperto nei giorni di lunedì (ore 13-14), martedì (ore 15-17), mercoledì (ore 8-13) e giovedì (ore 15-17). L’accesso è diretto (senza necessità di prenotazione) se ci si sottopone a prelievi di sangue capillare per il controllo della glicemia, rilevazione dei parametri vitali, iniezioni, fasciature, medicazioni di ustioni e trattamenti di lesioni, cateteri vescicali, consulenze su come gestire la terapia prescritta. Nel caso in cui ci si debba sottoporre a irrigazioni, medicamenti respiratori, gestione delle stomie, introduzione di agocannula, emoglucotest, gestione dei cateteri, rimozione dei punti di sutura, terapie educazionali per persone diabetiche, con lesioni o stomie occorrerà invece prenotare, rivolgendosi allo stesso ambulatorio il venerdì dalle ore 8 alle 10 o chiamando il numero 0783.317510 dal lunedì al giovedì dalle ore 12 alle 13 tutaj. Quello di Oristano entra a far parte di una rete sempre più ampia di ambulatori analoghi attivati dalla Assl oristanese: un progetto pilota avviato non a caso in una provincia, come la nostra, in cui l’alto indice di vecchiaia è associato a un aumento dei pazienti con malattie cronico-degenerative, che necessitano di un’assistenza costante, anche se non di complessità tale da richiedere il ricovero ospedaliero: una domanda sanitaria “a bassa intensità” a cui gli ambulatori infermieristici possono dare una risposta appropriata, rapida e capillare
“Io l ho fatto e tu?”, anche nella ASL di Latina la campagna di prevenzione per l’Hiv testing
“La HIV testing week e l’Aperitest di Sabato scorso, hanno coinvolto moltissime persone, studenti, ragazzi, ma anche adulti. Esperti infettivologi e virologi hanno lanciato pillole di prevenzione inframmezzate da musica e arte. Sono stati effettuati moltissimi test, aumentando del 600% quello che si fa in una settimana. Università, ASL, Ospedale, Comune, associazioni hanno collaborato per un unico obiettivo. Oggi conoscere il proprio stato HIV significa proteggere la propria vita e quella delle persone a cui si vuole bene. Infatti, le attuali terapie antivirali non solo sono in grado di bloccare il decorso della malattia evitando la fase più grave e mortale, ma sono in grado di rendere la persona non contagiosa, evitando le nuove infezioni. Quindi, fare il test rappresenta una valida forma di prevenzione della malattia conclamata e anche della diffusione dell’infezione alla popolazione” dichiara Miriam Lichtner, Direttore della Uoc Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. “Nel corso della manifestazione – prosegue la professoressa Lichtner – sono stati presentati i dati nazionali e locali che vedono una quota di 3443 nuovi casi di HIV nel 2017, con 690 nuovi casi di AIDS. Il Lazio è la regione a più alta incidenza (7.5/100.000). La trasmissione avviene nell’85% dei casi per via sessuale. A Latina il numero annuale non accenna a ridursi con un dato allarmante che riguarda l’alta percentuale di diagnosi tardive, già in fase avanzata di malattia (57% delle nuove diagnosi). L’età più colpita è quella dei giovani adulti, anche se infezioni hanno colpito anche soggetti over 60. Si evince una scarsa efficacia della prevenzione e una bassissima percezione del rischio. Tutto ciò esorta ad attuare al livello locale quanto enunciato dal nuovo piano nazionale AIDS 2017 (PNAIDS), emanato recentemente dal Ministero della Salute: bisogna effettuare una combinazione di interventi di prevenzione efficaci che devono essere diffusi e conosciuti. Affinchè la Giornata Mondiale non resti un evento episodico, a Latina viene lanciata la campagna “Io l’ho fatto, tu?” Si ricorda che è possibile effettuare il test TUTTO L’ANNO GRATUITAMENTE, in modo anonimo, senza impegnativa e prenotazione dal LUN-VEN ore 8,00-14,00.
Potenziata l’assistenza integrativa, accordo con farmacie pubbliche e private
L’intesa riguarda 75 mila assistiti nelle tre province per una spesa annua di 18 milioni SIENA – Il 6 dicembre, è stato firmato a Siena l’aggiornamento dell’accordo aziendale sull’assistenza integrativa tra l’Azienda USL Toscana Sudest e le organizzazioni sindacali delle farmacie pubbliche e di quelle private delle province di Arezzo, Grosseto e Siena. L’accordo riguarda l’assistenza a circa 75.000 assistiti, per lo più “fragili” affetti da patologie croniche, per una spesa annua di 18 milioni di euro. Le novità: si amplia la gamma di cateteri distribuibili nelle tre province e, dal 1 febbraio 2019, anche i 18.000 pazienti fragili della provincia di Grosseto potranno ritirare prodotti, ausili e dispositivi medici per la loro patologia, sia nelle farmacie comunali che in quelle private. Un importante passo in avanti: la Asl Toscana sud est si appresta ad essere la prima Azienda in Toscana in cui l’erogazione di questi presidi risulti omogenea in tutto il territorio aziendale. Sarà così garantita da tutte le farmacie la distribuzione di materiale per i seguenti livelli di assistenza: Ausili per l’autocontrollo del diabete Prodotti dietetici per insufficienza renale Medicazioni tradizionali per ulcere da decubito Prodotti dietetici per celiachia Prodotti dietetici per Nutrizione Artificiale Domiciliare Cateteri vescicali e ausili per incontinenza urinaria Latti per infanzia Prodotti dietetici, integratori alimentari, ausili e dispositivi medici per malattie rare Dispositivi medici per pazienti in ADI Prodotti dietetici, integratori alimentari, ausili e dispositivi medici per interventi straordinari Ausili e dispositivi medici per stomie Ausili e dispositivi medici per Para e Tetraplegici. “Siamo giunti ad un punto importante del nostro lavoro di omogeneizzazione dei territori – spiega Fabio Lena, direttore Dipartimento del farmaco della Asl Toscana sud est – Si tratta di una grande opportunità per i cittadini delle tre province che potranno usufruire di un elevato, completo e omogeneo livello di assistenza integrativa. Potranno ritirare prodotti e ausili in tutto il territorio della nostra Asl con maggiore comodità. Ora che tutto è uniformato, possiamo lavorare ad un sistema che consenta di sbrigare in farmacia anche i rinnovi di queste assistenze, così che il cittadino possa trovare nella sua farmacia questo ulteriore servizio. Sarà il prossimo step”
Fiorano, isolato il batterio del meningococco in un minore asintomatico
Riscontro occasionale del batterio, ma nessuna meningite in atto: attivata ugualmente in via di massima precauzione la profilassi antibiotica sui contatti del minore Un caso di positività al meningococco in un minore che frequenta un istituto scolastico del comune di Fiorano è stato segnalato la scorsa settimana alla Pediatria di Comunità e al Servizio di Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Modena. Si tratta di un riscontro occasionale del batterio, isolato in un soggetto asintomatico (vale a dire che non presenta sintomi di infezione da meningococco), nell’ambito di analisi cliniche di controllo. Trattandosi di un batterio che può causare patologie invasive gravi (sepsi e meningiti), secondo i protocolli aziendali e in via di massima precauzione, l’Azienda USL ha pianificato l’offerta di profilassi antibiotica alla famiglia, a minori e adulti della scuola e ai partecipanti a un corso sportivo considerati tra i contatti stretti del minore. Ieri pomeriggio gli operatori della Pediatria di Comunità e dell’Igiene pubblica hanno incontrato le famiglie dell’istituto scolastico per offrire tutte le informazioni e, contestualmente, la profilassi antibiotica gratuita (una compressa per gli adulti e trattamento con sciroppo per i bambini). Si tratta di un intervento tempestivo e di grande efficacia che consente di interrompere la potenziale catena di trasmissione dell’agente infettivo. Servirà una decina di giorni perché l’esito degli esami di laboratorio chiarisca il sierotipo del meningococco. Cos’è il meningococco La Neisseria Meningitidis o Meningococco è un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso; il 5-10% dei soggetti possono essere portatori asintomatici del batterio nel naso-faringe. Esistono tipi diversi (sierotipi) contraddistinti con le lettere dell’alfabeto e i più frequenti sono l’A, B, C, Y, W135. La trasmissione avviene da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola di persone portatrici sane o malate. In alcuni casi il meningococco raggiunge il sangue e, attraverso questo, altri organi, causando malattie invasive, in particolare la meningite (infiammazione grave delle membrane che avvolgono il cervello) o la sepsi (infezione diffusa nel sangue).
Assistenza a casa per il paziente ematologico. Entra nel vivo il progetto frutto della sinergia ASL VC e VercelliAIL “Carolina Banfo” onlus
Un progetto che punta a coniugare l’esigenza di un’ assistenza specializzata con la possibilità di essere a casa e poter ricevere una cura personalizzata. È questo il valore aggiunto del progetto di assistenza domiciliare “protetta” per il paziente ematologico attuato dall’Asl di Vercelli e VercelliAIL “Carolina Banfo” ONLUS grazie a una convenzione sottoscritta. Rivolto al momento a pazienti residenti nell’ambito territoriale vercellese, il progetto è realizzato con il supporto clinico di un internista/ematologo dedicato, essenziale per la specializzazione del percorso di cura e sostenuto da AIL. Un progetto integrato, quello messo in campo, che vede anche il coinvolgimento del medico di medicina generale che può proporre l’assistenza domiciliare integrata per il proprio assistito ematologico, garantendo il coordinamento clinico del paziente al domicilio. Rientrano tra coloro che possono beneficiare del servizio: pazienti non autosufficienti affetti da patologie ematologiche croniche (sindromi mielodisplastiche, malattie mieloproliferative e linfoproliferative croniche, piastrinopenie ed anemie, coagulopatie); i pazienti ematologici in dimissione protetta, sottoposti in precedenza a trattamenti specifici antitumorali chemioterapici che necessitano di un monitoraggio delle terapie, oppure di trattamenti che non richiedono il ricovero in ospedale; i pazienti affetti da neoplasie ematologiche destinate a progredire verso una fase di malattia definita terminale o avanzata, con un peggioramento dei sintomi che si riflette sulla qualità della vita dei malati e dei loro familiari, o nella fase di malattia prima che vi sia indicazione al ricovero in Hospice. Un percorso di cura che diventa anche un percorso di attenzione alla fragilità. I malati ematologici sono obbligati a lunghi periodi di cura che accrescono notevolmente il senso di disagio e di solitudine. L’evoluzione delle cure domiciliari ha permesso e permette di anticipare le dimissioni di pazienti che hanno eseguito una chemioterapia intensiva, facendo così trascorrere a casa, in un ambiente familiare, il periodo più critico del rischio di infezioni ed emorragie o per proseguire le terapie iniziate nel reparto di degenza.
Duplice riconoscimento alla chirurgia vascolare del San Giovanni di Dio. A Napoli consegnato un prestigioso premio
In Cina dove la sanità è a carico dei pazienti, Torregalli diventa un modello di riferimento Duplice riconoscimento in Italia e all’estero per la chirurgia vascolare dell’ospedale San Giovanni di Dio. Il primo arriva dalla Cina da cui il dottor Nicola Troisi, è tornato dopo una decina di giorni con un report sul modello assistenziale cinese e su come la specialistica della chirurgia vascolare dell’Azienda Ausl Toscana centro, rappresenti un modello d’interesse per i medici cinesi. “E’ stata la seconda volta che ho eseguito interventi chirurgici nelle sale operatorie degli ospedali cinesi. I medici apprendono le nostre capacità tecniche ma anche i nostri modelli organizzativi e li applicano”. Grazie al progetto di collaborazione con il Ministero della Salute della Repubblica Popolare Cinese, curato dalla Ausl Toscana centro e, in particolare, per la parte delle relazioni internazionali dal dottor Manuele Bellonzi, il rapporto tra la nostra chirurgia vascolare e il mondo della chirurgia vascolare cinese è diventato negli anni sempre più proficuo. ”In Cina – spiega nel suo Report Troisi – i farmaci e ogni tipo di device sono a completo carico dei pazienti ai quali viene garantito solo il vitto e l’alloggio nelle strutture sanitarie. La loro difficoltà di base è la mancanza della medicina del territorio, non hanno medico di base, per cui qualsiasi problema di salute viene risolto dal Pronto Soccorso. Ogni reparto vive di ciò che gli manda il Pronto Soccorso. Qui vi arrivano spessissimo quando è troppo tardi. Non esiste intensità di cura, ogni chirurgia vascolare ha il suo reparto con i propri infermieri e i propri posti letto. Viaggiano su numeri che noi non riusciremmo a sostenere”. Per questa Cina per cui una città di 2,5 milioni di abitanti è una città di provincia, la chirurgia vascolare del San Giovanni d Dio, ……………è un modello d’interesse da cui imparare. Il secondo riconoscimento arriva, invece, da Napoli dove nei giorni scorsi è risultato vincitore come miglior lavoro nell’ambito del trattamento endovascolare del piede diabetico – in questo Torregalli vero e proprio fiore all’occhiello dell’Azienda- “Stent grafting nelle ostruzioni aorto-iliache” del dotttor Renzo Lombardi. Il premio è stato consegnato dalla Società Italiana di chirurgia vascolare ed Endovascolare (Sicve) durante del XVII Congresso Nazionale Sicve che si è tenuto a Napoli. Il prestigioso premio dal titolo “Vascular Performance Award 2018” va a tutta l’equipe della Chirurgia Vascolare del Nuovo San Giovanni di Dio. Il riconoscimento arriva quando ormai da molti anni la Chirurgia Vascolare del Nuovo San Giovanni di Dio diretta da Stefano Michelagnoli, si distingue non solo come centro all’avanguardia per numero di interventi e complessità dei casi trattati nell’ambito di tutta la chirurgia vascolare ma anche per la produzione scientifica pubblicata in Letteratura o presentata a periodici convegni nazionali e internazionali.
Inaugurazione UDI Presidio Sanitaro Isola del Liri
Lunedì 3 dicembre presso il Presidio Sanitario Sarà inaugurata oggi 3 dicembre 2018, alle ore 9,00, presso il Presidio Sanitario di Isola del Liri la nuova Unità di Degenza Infermieristica del Distretto sanitario C. Si tratta di un nuovo servizio a disposizione dei cittadini nel bacino territoriale di Sora ed Isola del Liri. Voluto dalla Direzione Strategica aziendale, con la fattiva collaborazione dei Medici di Medicina Generale la nuova struttura va ad affiancare ed implementare le prestazioni territoriali già previste nel Distretto Sanitario C nello stesso plesso ove è ubicato l’Hospice – “Case delle Farfalle”, anch’esso di recente oggetto di potenziamento con un nuovo Responsabile Sanitario e l’ampliamento dell’attività. La Unità di Degenza Infermieristica (UDI) dispone di n.10 posti letto distribuiti due per stanza, ciascuna dotata di servizi. La nuova struttura garantisce assistenza sulle 24 ore, per sette giorni su sette, e fornisce prestazioni ad elevata attività assistenziale e bassa intensità clinica a pazienti, senza limiti di età, con patologie tali da non poter essere seguiti adeguatamente in Assistenza Domiciliare Integrata; pazienti dimissibili dall’Ospedale per acuti ma non adeguatamente assistibili a domicilio per la complessità clinico-assistenziale; pazienti che per la particolare situazione socio-sanitaria necessitano di un percorso diagnostico, terapeutico e di monitoraggio difficilmente gestibile a domicilio. Alla cerimonia inaugurale che, come detto ci sarà lunedì prossimo alle ore 9,00, parteciperanno Autorità regionali, comunali e religiose. È particolarmente gradita la presenza di Codeste Illustri Redazioni che, come sempre, potranno dare il giusto risalto ad una iniziativa particolarmente importante per le esigenze del territorio.