Medicalive

8 marzo: Anaao, serve un cambio di rotta anche in sanità

Una impetuosa transizione di genere attraversa la sanità italiana con un impatto non inferiore a quella demografica ed epidemiologica. Oggi la sanità è donna, grazie ad una crescita, numerica e professionale, costante al punto da divenire già maggioranza tra i nuovi medici. Questo fenomeno – commenta il segretario nazionale Anaao Assomed Costantino Troise – tarda però ad entrare nelle proposte strategiche delle organizzazioni, comprese quelle sindacali, fino a rappresentarne una parte essenziale e costitutiva per dare anche una compiuta visione di genere ad esigenze e legittimi interessi di categorie professionali in rapida mutazione. Una visione di genere che occorre assumere nei contratti di lavoro, nelle leggi, nella prassi che non possono rimanere quelle di dieci anni fa, arroccate a vecchi paradigmi, come se la crescita delle donne fosse semplicemente un fenomeno di costume. Spetta a tutti assumere l’impegno di rileggere teoria e prassi delle organizzazioni alla luce della differenza di genere e far sì che cresca la rappresentanza e la partecipazione delle nuove intelligenze professionali. L’ingresso delle donne in medicina non è neutro, ma portatore di domande che obbligano a ragionare su modifiche dell’organizzazione del lavoro positive per tutti, a pensare a nuovi modelli che recuperino i valori professionali ed i tempi di vita, che si prendano cura del nostro lavoro per permetterci di meglio prenderci cura dei cittadini. Il conflitto evidente tra organizzazione del lavoro e sistema di tutele, può risolversi solo con un cambiamento dell’organizzazione, e non con una sconfitta del sistema dei diritti, in un gioco a somma zero che pensa di poter dare un diritto in più a qualcuno soltanto togliendolo ad un altro. Occorre realizzare il cambiamento necessario, sia organizzativo che culturale, in tempi ravvicinati, vincendo le resistenze che caratterizzano ogni gruppo organizzato, sollecitandolo a ripensarsi, ad includere meriti e valorizzare disponibilità, per compiutamente interpretare e rappresentare i cambiamenti e le nuove domande di cui l’altra metà del cielo è portatrice. Altrimenti non sarà mai 8 marzo.

Empoli, l’Hospice sarà operativo entro il 2018

Sarà realizzato nella sede della RSA di Via Volta a Empoli un Centro residenziale di cure palliative, Hospice, che accoglierà 10 pazienti. La delibera della Giunta del Comune di Empoli ha individuato la struttura di via Volta come quella più idonea ad ospitare l’Hospice per rispondere ai bisogni del territorio integrandosi nella rete assistenziale per le cure palliative dell’AUSL Toscana Centro. La nuova struttura sarà operativa entro il 2018. La sede della Residenza Sanitaria dovrà essere sottoposta a necessari interventi di adeguamento per rispondere ai requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie, in particolare a quelli strutturali, organizzativi e tecnologici specifici. I Servizi Sociali dell’AUSL Toscana centro hanno incontrato le famiglie degli ospiti della RSA per informarli sul progetto e sulle modalità attraverso le quali si potrà concordare insieme l’inserimento degli anziani in altre strutture, facilitando il contesto familiare e le abitudini di vita in modo da rendere meno traumatico possibile il passaggio in altro ambiente. Gli spostamenti saranno effettuati gradualmente tenendo conto delle singole situazioni e dei bisogni assistenziali di ciascun ospite. Giovedì 23 novembre, come ulteriore passaggio istituzionale, si è riunita in Municipio la 3a commissione consiliare ‘Scuola, cultura, politiche sociali’, a cui è stato spiegato il progetto e la novità: oltre ai vari consiglieri comunali era presente il sindaco Brenda Barnini insieme a Nedo Mennuti, direttore della rete territoriale AUSL Toscana centro, e a Piero Morino, coordinatore Cure palliative. L’Hospice avrà la disponibilità di 10 posti letto con camere dotate di privacy e comfort, riservate ad un solo paziente, con la possibilità di accogliere un ulteriore letto per il familiare, in modo da garantire il più possibile una vicinanza affettiva. Si tratta di una struttura di accoglienza e ricovero per pazienti che hanno necessità di assistenza intensa quando, per una serie di condizioni cliniche o sociali, non è più possibile la permanenza al domicilio ed il ricovero ospedaliero non è appropriato.

Settimana del cervello 2018: novità sulla neurologia e e-health

“Non c’è muscolo senza cervello” è il tema dell’edizione 2018 della Settimana Mondiale del Cervello, la campagna di sensibilizzazione promossa in Italia dalla Società Italiana di Neurologia (SIN). Dal 12 al 18 marzo saranno numerose le iniziative in programma per informare la popolazione in merito a quelle malattie che possono compromettere il delicato funzionamento del cervello e che colpiscono, solo nel nostro Paese, circa 5 milioni di persone. “Non c’è muscolo senza cervello perché grazie al cervello e al sistema motorio si determina qualunque movimento del nostro corpo – dichiara il Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente SIN e Direttore Clinica Neurologica Università di Genova – L’ordine, infatti, parte dal cervello, viaggia lungo i nervi periferici e poi giunge al muscolo che si contrae e causa il movimento. D’altra parte, se è vero che i nervi e i muscoli dipendono dal cervello, allo stesso tempo si può affermare che i nervi e i muscoli influenzano il cervello e il sistema nervoso, fornendo segnali e sostanze nutritive ai neuroni del midollo spinale e contribuendo, attraverso l’esercizio muscolare e l’allenamento, a inviare segnali positivi di sopravvivenza ai neuroni. Il nostro sistema nervoso centrale e l’apparato neuromuscolare sono, quindi, un tutt’uno che lavora sempre in sinergia, influenzandosi continuamente nel corso del tempo”. E proprio su questa vitale sinergia e, soprattutto, sui problemi che può portare un suo malfunzionamento, la SIN ha voluto porre l’accento quest’anno, celebrando durante la Settimana del Cervello anche la Giornata Nazionale delle Malattie Neuromuscolari, il prossimo il 10 marzo, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su importanti patologie come la distrofia muscolare, l’atrofia muscolare progressiva, la poliomielite progressiva o le gravi neuropatie periferiche quali le forme amiloidosiche. In occasione della conferenza stampa di presentazione, sono stati illustrati gli enormi passi avanti fatti negli ultimi tempi dalla ricerca scientifica in campo diagnostico e terapeutico per la sclerosi multipla e le demenze, cosi come per la fisiologia e la patologia del sonno, per l’ictus cerebrovascolare e per le malattie neuromuscolari. Una sessione è stata, infine, dedicata al mondo del digitale al servizio della neurologia e a come i nuovi media possano essere un valido aiuto alla medicina.

Dalla pupilla informazioni sui tratti della nostra personalità

Il diametro della pupilla rivela i tratti della nostra personalità: è quello che ipotizza una ricerca guidata da Paola Binda, ricercatrice dell’Università di Pisa, condotta insieme a Marco Turi della Fondazione Stella Maris Mediterraneo e al professor David Burr dell’Università di Firenze. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale eLife e dimostra come le fluttuazioni del diametro pupillare durante la visione di un semplice stimolo visivo siano altamente predittive dei tratti di personalità di tipo autistico. In questo primo stadio, la ricerca ha coinvolto un gruppo di giovani adulti i cui tratti autistici si posizionavano nella gamma “sub-clinica”, in assenza, cioè, di un disturbo diagnosticato. Partendo dal presupposto che personalità diverse tendono a percepire la realtà in modo lievemente, ma sistematicamente diverso, lo studio ha dimostrato che il diametro delle nostre pupille tradisce il contenuto della nostra percezione, quello che vediamo e come lo vediamo. La conseguenza, potenzialmente rivoluzionaria, è che affiancando i test di personalità con un parametro obiettivo, che si misura in millimetri, il diametro pupillare potrebbe fornire indicazioni sulla nostra personalità. “C’è crescente interesse nello studio della pupilla da quando noi, insieme ad altri laboratori, abbiamo dimostrato che il diametro pupillare riflette fedelmente cambiamenti del nostro stato di interesse, attivazione o attenzione – commenta Paola Binda – Naturalmente, la pupilla si costringe alla luce e si dilata al buio. Tuttavia, piccole fluttuazioni del diametro accompagnano spostamenti dell’attenzione: ad esempio, le pupille si costringono quando ci focalizziamo su oggetti più luminosi nel nostro campo visivo, e si dilatano se ci focalizziamo su oggetti più scuri”. “Il comportamento delle pupille dei nostri pazienti ci può dunque aprire una finestra sulla loro attenzione e percezione – prosegue Marco Turi – Ogni individuo ha una diversa tendenza a focalizzare la propria attenzione su oggetti diversi; per esempio, c’è chi tende ad avere una visione globale e chi si focalizza sul dettaglio. Queste tendenze si accompagnano in modo sistematico ai tratti di personalità, in particolare lungo lo spettro autistico – che abbraccia sia la popolazione con sviluppo cosiddetto tipico, sia i pazienti con un disturbo diagnosticato”. “Il prossimo passo sarà misurare il comportamento delle pupille durante il nostro test nella popolazione clinica, che dovrebbe mostrare fluttuazioni di pupilla ancora più grandi rispetto ai partecipanti di questo studio – conclude David Burr – L’obiettivo è ambizioso, ma potrebbe avere un grande impatto e aiutare i clinici nel trovare un marcatore efficace e precoce dei disturbi dello spettro autistico”.

Malattie Reumatiche, Ragusa e Modica ospitano ReumaSys, la “Settimana reumatologica Siciliana”

In tema di prevenzione e cura delle malattie reumatiche, all’Asp di Ragusa è stata presentata “Settimana reumatologica Siciliana”, che si terrà dal 10 al 17 marzo. Sono intervenuti il responsabile scientifico, consigliere nazionale della Sir – Società italiana di Reumatologia e coordinatore della Rete Reumatologica Provinciale Mario Bentivegna, il presidente dell’Ordine dei Medici, Rosa Giaquinta, il presidente di Cittadinanzattiva, Marisa Simonelli e il presidente del CCA – Comitato Consultivo Aziendale – Asp Ragusa, Salvatore Criscione. «Sono un appassionato della formazione – ha detto il Commissario Salvatore Lucio Ficarra – perché sono convinto che la formazione e la conoscenza aiutino a razionalizzare le risorse nella sanità. Ecco perché siamo sempre attenti e pronti a condividere manifestazioni come quella che si sta presentando oggi, perché se i cittadini sono informati e consapevoli aiutano a mantenere in equilibrio il sistema sanitario chiedendo prestazioni appropriate». Bentivegna ha rimarcato nel suo intervento che «la Settimana Reumatologica nasce dall’input della SIR, che ha lanciato una campagna di comunicazione su questa patologia chiamata ReumaDays, e coinvolge tutto il mondo della reumatologia: istituzioni, medici, pazienti, associazioni dei malati”. Ed ancora: «L’evento – ha detto Mario Bentivegna – si pone l’obiettivo di informare la medicina territoriale sulle nuove strategie diagnostico-terapeutiche e di formare una nuova coscienza socio-sanitaria sulle opportunità di cogliere le malattie in una fase precoce individuando un percorso virtuoso in cui inserire il paziente». Infine, Bentivegna ha comunicato che l’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, sarà presente, quasi sicuramente all’apertura della Settimana, il 10 marzo presso l’Ordine dei Medici. La presenza dell’Ordine dei Medici e delle Associazioni dei pazienti, con i loro interventi, ha avvalorato e sottolineato che è importante condividere, ognuno per la propria parte, momenti ed occasioni come quella de “La Settimana Reumatologica Siciliana” perché la Rete aiuta a cambiare la cultura di un Territorio. Il programma della Settimana reumatologica Siciliana Sabato 10 marzo, ore 9 – Sala Conferenze Ordine dei Medici di Ragusa: Evento di apertura della Settimana Reumatologica Siciliana, sessioni di discussione dedicate alla “Malattia psoriasica”; Lunedì 12 marzo, dalle 10 alle 18 – Piazza San Giovanni a Ragusa: Campagna nazionale contro le malattie reumatiche #ReumaDays a cura della Sir – Società Italiana di Reumatologia; Martedì 13 marzo, dalle 10 alle 18 – Piazza San Giovanni a Ragusa: Campagna nazionale contro le malattie reumatiche #ReumaDays a cura della Sir – Società Italiana di Reumatologia. Giornata dedicata alle Associazioni dei pazienti, che si incontrano per elaborare un documento comune “criticità attuali e prospettive future” Screening con i reumatologi; Giovedì 15 marzo, dalle 9 alle 13 –  “Malattie reumatiche e nutrizione”, Modica, Auditorium “Pietro Floridia” in collaborazione con: Rotary di Modica e Unitre di Ragusa e Modica; Venerdì 16 marzo, dalle 14:30 alle 18 – Teatro Garibaldi di Modica – V Focus Reumatologico; Sabato 17 marzo, dalle 9 alle 13 –  Teatro Garibaldi di Modica – V Focus Reumatologico. L’organizzazione della Settimana è stata curata da “AV Eventi e Formazione”.

Modena, Usl: “Manifesti e film contro i vaccini sono un pericolo”

Azienda USL di Modena e l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, a nome delle propria comunità di professionisti impegnati nell’assistenza sanitaria contro le malattie infettive, nella promozione e nella pratica vaccinale, oltre che nel proprio ruolo istituzionale, stigmatizzano ogni forma di mistificazione e di propaganda antiscientifica come la campagna antivaccinista apparsa il 19 febbraio 2018 a firma di “Riprendiamoci il pianeta” e la proiezione del film ‘Vaxxed’ – il cui autore è stato radiato dall’Ordine dei Medici britannico. La diffusione di tali contenuti, che fa leva su false informazioni in grado di disorientare immotivatamente i cittadini in un ambito di grande rilevanza per la sanità pubblica, non può che preoccupare fortemente chi si occupa della tutela della salute del singolo bambino e della collettività. Si tratta di contenuti ampiamente dimostrati falsi e artefatti, la cui diffusione rappresenta un pericolo per la salute delle nostre comunità, che Azienda USL e Azienda Ospedaliero Universitaria sono quotidianamente impegnate a contrastare con l’attività informativa svolta quotidianamente dal proprio personale in tutte le sedi e nelle forme che sono loro legittimamente proprie, in collaborazione con le altre Istituzioni. L’applicazione di quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale in tema di prevenzione vaccinale, basata su inoppugnabili evidenze scientifiche e su milioni di vite salvate nel mondo, rappresenta un dovere etico e deontologico per le Aziende sanitarie che hanno nella tutela della salute pubblica il proprio mandato istituzionale, così come la corretta informazione scientifica in tutte le pratiche cliniche. Tale informazione rivolta alle famiglie e alla comunità dai propri professionisti, rischia di essere resa meno efficace nei propri risultati da strumenti e campagne di disinformazione come quella presente nei manifesti e nella pellicola citata, che sono state già ampiamente censurate dal mondo scientifico internazionale, e che auspichiamo non trovino alcuno spazio in grado di amplificarne i messaggi antiscientifici e dannosi per l’intera comunità.

Verbania, convenzione per prestazioni fisioterapiche a domicilio

Con atto deliberativo del 22 febbraio 2018 l’Azienda Sanitaria ha stipulato una convenzione con la Sacra Famiglia Onlus di Verbania per l’erogazione di prestazioni fisioterapiche ambulatoriali domiciliari dal 1° marzo e fino al 31 dicembre 2018. L’iniziativa nasce dalla volontà di sviluppare la presa in carico di pazienti a domicilio, in particolare in dimissione ospedaliera, che necessitano di trattamenti riabilitativi in via sperimentale per i residenti nei Comuni di Verbania, Arizzano, Aurano, Bee, Cambiasca, Caprezzo, Cossogno, Mergozzo, Miazzina, Premeno, San Bernardino Verbano, Vignone, Baveno e Gravellona Toce, privilegiando i pazienti con maggior grado di disabilità. Non è prevista all’interno della convenzione l’effettuazione di prestazioni su prescrizione del medico di base o di altro specialista diverso dallo Specialista in Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’ASL. Il Direttore del Distretto Dott. Bartolomeo Ficili ritiene che questo intervento sia essenziale anche per il trattamento di patologie acute e/o croniche frequentemente causa di disabilità in soggetti, prevalentemente anziani, con difficoltà di accesso alle strutture ambulatoriali, motivo di ricoveri presso strutture riabilitative di primo e secondo livello che sono evitabili con il servizio di fisioterapia domiciliare in sperimentazione. La D.ssa Marina Buttè, Direttore sostituto della SOC Recupero e Riabilitazione Funzionale ha stimato che necessitano di questo tipo di intervento circa 50 pazienti l’anno, con una media di quindici trattamenti per paziente, con un totale presunto di 750 trattamenti, attività non garantibile dal personale dipendente dell’ASL. La D.ssa Nadia Bazzi, Direttrice della Fondazione Sacra Famiglia ONLUS filiale di Verbania consapevole del bisogno che questo territorio ha, mette a disposizione le competenze e le capacità della Fondazione per dare risposte adeguate ed innovative in collaborazione con i servizi, mettendo a frutto l’esperienza e il know out delle proprie figure professionali. Il Direttore Generale si augura che tale sperimentazione possa avere una ricaduta positiva sull’assistenza erogata ai pazienti e che sia possibile in futuro estendere tale opportunità su tutto il territorio dell’ASL.

“Non solo mimose”, dal 5 all’8 Marzo iniziativa a Ragusa

In occasione della Giornata della Donna l’Azienda Sanitaria di Ragusa ha organizzato a partire dal 5 e fino all’8 marzo una serie di attività sanitarie rivolte alla tutela della salute della donna con prestazioni di prevenzione. “I Responsabili delle UU.OO. ospedaliere e del territorio hanno raccolto con entusiasmo l’invito della Direzione Strategica a organizzare, in aggiunta alle normali attività, altre prestazioni per celebrare l’importante Giornata” – ha dichiarato il Commissario, dr. Salvatore Lucio Ficarra. Le iniziative dell’8 marzo rientrano nello spirito che caratterizza l’Asp quello appunto di fare prevenzione. Sono numerosi gli ambulatori e i Consultori che si sono organizzati: dalle visite ginecologiche, ai pap-test, passando anche ai controlli senologici, per l’osteoporosi e anche visite per valutare la presenza di prolassi della vescica e screening per il diabete e l’obesità. Ed ancora visite dermatologiche per la prevenzione dei melanoma e dei tumori della pelle. L’Asp ha anche messo a punto una brochure informativa che verrà consegnata, proprio nella Giornata dell’8 marzo, nei Pronto Soccorso degli ospedali, che contiene informazioni utili per chi è vittima di violenza, non solo donne e rivolta a tutte quelle persone che si trovano in una condizione di vulnerabilità, fragilità e debolezza e i cui segni di violenza non sempre risultano evidenti. Una sintesi del “Codice Rosa”, procedura che ha visto l’Azienda Sanitaria di Ragusa prima in Sicilia nella stesura e nella applicazione. Tra le iniziative anche due giornate formative su “Codice Rosa” – “Violenza fisica e sessuale nei giorni 6 e 7 marzo presso la sala SIMT di Ragusa. Padre Giorgio Occhipinti, Direttore dell’Ufficio della Pastorale della Salute, sempre giorno 8 si recherà nei reparti dei due presidi ospedalieri di Ragusa per benedire le donne ammalate e il personale ospedaliero, offrendo all’ingresso dei presidi ospedalieri: mimose, il fiore simbolo della Giornata, realizzate con palloncini da alcuni Volontari. Il programma delle attività sanitarie dettagliato è pubblicato sul sito dell’Asp: www.asp.rg.it

ASP Ragusa, avviate le procedure di stabilizzazione per 205 posti

L’Asp di Ragusa in conformità con quanto previsto dall’art. 20, commi 1 e 2 del D.lgs. del 25 maggio 2017, n. 75, che ha introdotto disposizioni per il superamento del precariato e la valorizzazione dell’esperienza professionale maturare nelle pubbliche amministrazioni, dopo avere pubblicato sul sito dell’Azienda, il 2 febbraio 2018 e con scadenza l’11/02/2018 l’avviso per la ricognizione del personale in possesso dei requisiti per poter accedere alla stabilizzazione, con delibera n. 379/2018, ha approvato gli avvisi ex art. 20, commi 1 e 2, per l’avvio delle suddette procedure di stabilizzazione. Pertanto, tenuto conto dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione delle figure professionali già presenti nella dotazione organica, ha avviato le procedure di stabilizzazione, ai sensi del comma 1 dell’ art. 20, per un 163 posti afferenti discipline diverse quali: cardiologia, emergenza, gastroenterologia, fisica e riabilitativa, medicina interna, medicina dello sport, nefrologia, pediatria, psichiatria, radioterapia, radiodiagnostica, chirurgia generale e vascolare, ginecologia e ostetricia, ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, anestesia e rianimazione, medicina trasfusionale e nucleare, Farmacia, biologia, fisica, ingegneria. È prevista, anche, la copertura di posti di infermieri, fisioterapisti, ortottista, tecnici audiometristi, ostetriche, tecnici di laboratorio biomedico e di radiologia medica. Ed ancora per n.13 operatori socio sanitari e un assistente sociale. La procedura concorsuale riservata a coloro che rientrano nella fattispecie di cui al comma 2 dell’art. 20 sarà avviata a copertura dei posti in misura non superiore al 50% di quelli disponibili per un numero di 42 riguarda diversi profili: medici, farmacisti, ingegnere, infermieri, assistente sociale, ausiliario socio-sanitario, operatore socio sanitario, tecnici della prevenzione ambienti e luoghi di lavoro, assistente sanitario, operatore tecnico, 15 assistente amministrativo e 10 coadiutore amministrativo e commesso. Le procedure concorsuali, che riguardano il suddetto comma 2, si svolgeranno secondo quanto previsto dalla normativa vigente che disciplina la materia concorsuale per il personale del Servizio Sanitario Nazionale. «La procedura di stabilizzazione tiene conto, naturalmente, della copertura finanziaria prevista per il personale a tempo determinato al 31/12/2017 – ha sottolineato il Commissario, dr. Salvatore Lucio Ficarra – Un atto che dimostra quanto fosse inopportuna e intempestiva la critica recentemente mossa da alcune OO.SS. sulla vicenda della stabilizzazione. Metteremo fine a questa lunga storia di precariato dando così risposte certe affinché queste persone potranno vedere il loro futuro in una prospettiva di concreta serenità».

Oncologia pediatrica, la “Cucina dei Sorrisi” nella casetta di Ibiscus a Catania

A Catania esiste una realtà virtuosa e silenziosa che opera all’interno del reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania; una realtà che prende il nome di “Casa di Accoglienza Ibiscus” animata quotidianamente da puro spirito di solidarietà e da quel sorriso ritrovato di chi crede ancora nel valore della condivisione e dell’assistenza. Una grande “famiglia” che da anni in via Santa Sofia apre le porte all’accoglienza, ospitando gratuitamente le famiglie che arrivano da ogni parte della Sicilia, e si trovano a dover affrontare il lungo periodo di cura dei loro piccoli guerrieri. “E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore” si legge tra i corridoi colorati e pieni di immagini a misura di bambino; quasi un mantra che accompagna ogni giorno l’associazione catanese Lega Ibiscus insieme ai suoi volontari, associati Fiagop (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica Onlus), nelle attività di sostegno per chi deve affrontare la dura battaglia del cancro infantile. Attività che negli ultimi anni ha visto anche la realizzazione di un Laboratorio di citogenetica e biologia molecolare, con acquisto di strumenti e reagenti e presenza costante di personale medico specializzato esterno, per la diagnostica e la ricerca. Un progetto che mette a disposizione delle famiglie confortevoli camere, cucina attrezzata, spazi comuni per lo svago e attività pomeridiane, con l’obiettivo di cercare di rendere quell’ambiente, luogo di calore, affetto e amore per i piccoli pazienti in trattamento. E proprio dal desiderio di migliorare la qualità della vita dei bambini che affrontano la più grande sfida del futuro, che è nata la campagna di crowdfunding dal titolo “La cucina dei sorrisi” sulla piattaforma di raccolta fondi online siciliana Laboriusa. Attraverso il meccanismo di finanziamento “dal basso”, in poco tempo è stato possibile raccogliere i fondi utili per acquistare il nuovo piano cottura da destinare alla cucina della “Casetta” Ibiscus. Un obiettivo raggiunto con successo grazie alla generosità di oltre trenta donatori digitali, che hanno sin da subito colto la forza unica e speciale della campagna e che ieri pomeriggio – mercoledì 28 febbraio – hanno visto ufficialmente la sua realizzazione con la consegna e istallazione del piano nei locali dell’associazione, riempiendo di gioia tutti quei “piccoli eroi” accolti nella ludoteca del centro. Un piccolo traguardo di un grande progetto d’amore portato avanti da Ibiscus e che richiede il supporto continuo dei cittadini. Segno, ancora una volta, della sensibilità e della volontà delle persone di partecipare in modo innovativo alla crescita sostenibile del territorio e alle cause sociali e solidali portate avanti dalle associazioni come Ibiscus. Realtà che ogni giorno si spendono, senza chiedere nulla in cambio.