Medicalive

Tecnologie avanzate e alta formazione, cresce la Radioterapia di Chieti

Dotazione tecnologica avanzata e formazione costante: queste le carte che si gioca sul tavolo dell’assistenza di qualità la Radioterapia oncologica dell’Ospedale di Chieti, diretta da Domenico Genovesi, che recita un ruolo di primo piano nel trattamento dei tumori. Nel biennio 2016-2017 sono stati infatti eseguiti 300 trattamenti in regime di Radioterapia a intensità modulata volumetrica, che permette di regolare l’intensità della dose radiante terapeutica sul bersaglio tumorale risparmiando i tessuti sani limitrofi. La tecnica è utilizzata prevalentemente nei tumori otorinolaringoiatrici, ginecologici, della prostata e nei casi di necessità di re-irradiazioni su una stessa sede tumorale. Ma nello stesso biennio si è consolidata anche la tecnica della Radioterapia stereotassica, introdotta da qualche anno per centrare le piccole metastasi cerebrali o anche al polmone e fegato. Sessanta i trattamenti eseguiti con tale tecnica, che è in grado di indirizzare elevate dosi di radioterapia in poche sedute e con un’estrema precisione direttamente sul volume tumorale, provocandone la morte cellulare. «Queste tecniche – spiega il professor Genovesi – richiedono rigorosi controlli di qualità e sulla precisione dell’irradiazione del bersaglio tumorale. Per tale motivo abbiamo lavorato intensamente per configurare la metodica della cosiddetta Radioterapia guidata dalle immagini, finalizzata proprio al controllo costante sul lettino di terapia della precisione di questi trattamenti». I risultati, le esperienze, gli studi e i confronti con numerosi Centri di radioterapia nazionali e internazionali su tali metodiche, insieme agli aggiornamenti continui sulle indicazioni cliniche e tecniche nella radioterapia di tutte le patologie tumorali, hanno comportato nell’ultimo biennio e nel primo semestre del 2018 la partecipazione attiva di tutto lo staff della Radioterapia oncologica di Chieti a numerosi congressi di prestigio. In particolare, la radioterapista Luciana Caravatta è stata l’unica Italiana invitata al VI Congresso dei giovani radioterapisti indiani che si è svolto a New Delhi in India, così come operatori dell’unità operativa teatina hanno preso parte ai congressi delle Società italiana ed europea di radioterapia oncologica (AIRO e ESTRO). Al recente Congresso europeo di Barcellona la Radioterapia di Chieti è stata presente con ben 15 contributi scientifici che hanno intensificato il confronto e collaborazioni preziosi con i migliori Centri di radioterapia europei. Il “laboratorio” sullo studio e aggiornamento continuo della clinica e delle tecniche radioterapiche si svolge settimanalmente presso nel reparto di Chieti dove sono continuamente aggiornati i processi, gli sviluppi e le metodiche poi attuate nell’applicazione clinica. Da quest’anno le riunioni settimanali che coinvolgono tutto lo staff (medici, fisici, tecnici e infermieri) sono stati strutturati dall’Ufficio formazione della Asl Lanciano Vasto Chieti in un apposito programma di formazione sul campo per il miglioramento della qualità delle cure oncologiche. La Radioterapia di Chieti dal 2001 è sede della Scuola di specializzazione in radioterapia oncologica. Domenico Genovesi è stato da poco confermato nel Board della Commissione scientifica dell’Associazione italiana di radioterapia oncologica.

Sassari, concluso il corso informativo e divulgativo sulla menopausa

Si è concluso il corso informativo sulla menopausa organizzato dall’Unità Operativa per la Promozione della Salute del Dipartimento di Prevenzione dell’ASSL di Sassari. Gli incontri si sono svolti a Sassari, nella Palazzina “F” di Rizzeddu, ed erano rivolti alle donne di età compresa tra i 45 e i 65 anni con partecipazione gratuita. Il programma del corso era articolato in tre lezioni durante le quali sono state affrontate sei tematiche affidate ad altrettanti esperti: menopausa, terapia sostitutiva e alternative terapeutiche, condotto dalla dottoressa Marcella Fenu; aspetti psicologici della menopausa, affidato alla dottoressa Cristina Pazzona; tabagismo al femminile, illustrato dalla dottoressa Tiziana Marras; apparato cardiocircolatorio e menopausa, commentato dal dottor Antonio Virdis; screening istituzionali nella prevenzione, esposto dalla dottoressa Donatella Moroso; stile di vita nella prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, affrontato dalla dottoressa Marcella Fenu. Al termine del corso è stato distribuito un questionario a tutte le partecipanti, per conoscere il loro gradimento delle lezioni e per capire quali aspetti del programma o della comunicazione possono essere migliorati libido-portugal.com. Dopo la stagione estiva, infatti, l’Unità Operativa per la Promozione della Salute del Dipartimento di Prevenzione dell’ASSL di Sassari riproporrà questo modulo informativo alle donne interessate per approfondire l’argomento menopausa con le tematiche psicofisiche ad essa correlate e per suggerire loro il modo migliore per affrontarle.

Diventare genitori, ciclo di incontri tematici a Castelnovo ne’ Monti

Diventare genitori, un’esperienza straordinaria e complessa che cambia la vita. Per aiutare le famiglie ad affrontarla al meglio l’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia ha organizzato un ciclo di incontri aperti a tutti Ecco i prossimi appuntamenti: Venerdì 1 giugno 2018 ore 20.30 SALA AUDIZIONI CONSERVATORIO, ISTITUTO PERI-MERULO – Via Roma 4, Castelnovo ne’ Monti DIVENTARE PADRE Storia del ruolo paterno. Le dinamiche individuali e di coppia che si attivano con la gravidanza e la genitorialità. Relatori: Alessandro Volta, pediatra e ostetriche del Consultorio Venerdì 15 giugno 2018 ore 20.30 SALA AUDIZIONI CONSERVATORIO, ISTITUTO PERI-MERULO – Via Roma 4, Castelnovo ne’ Monti E’ NATO UN BAMBINO! Dopo il parto: perché è un periodo così faticoso? Cosa serve per sostenerlo? Cosa cambia quando nasce un bambino. Relatore: Piera Bevolo, psicologa Il corso dopo parto Relatori: Ostetriche del Consultorio Quando consultare il pediatra, i controlli e le vaccinazioni del bambino Relatore: Gianluca Marconi, pediatra Il massaggio del neonato Relatori: Infermiere della Pediatria di Comunità Venerdì 29 giugno 2018 ore 20.30 SALA AUDIZIONI CONSERVATORIO, ISTITUTO PERI-MERULO- Via Roma 4, Castelnovo ne’ Monti ALIMENTAZIONE NEL PRIMO ANNO DI VITA DEL BAMBINO: L’allattamento nella storia, il passaggio dal latte alle pappe Relatore: Carlo Boni, pediatra di libera scelta L’importanza dell’allattamento materno e come favorirlo Relatori: Ostetriche del Consultorio Per ulteriori informazioni contattare le ostetriche del consultorio al numero 0522 617337.

4 giugno 2018 la Giornata Mondiale di Ortottica. Iniziativa a Ragusa

Il Centro di Oftalmologia Sociale, responsabile dr.ssa Maria Cecilia Tagnese, Asp di Ragusa partecipa all’iniziativa “Giornata Mondiale di Ortottica – World Orthoptic Day – promossa dall’Associazione d’Ortottica Internazionale I.O.A., lunedì 4 giugno, con uno screening rivolto a tutti coloro che hanno disturbi astenopici e di affaticamento dati dall’uso dei videoterminali, per consigliare gli utenti ad ottenere un confort visivo durante l’applicazione sull’ utilizzo appropriato dei VDT. Una giornata tutta dedicata alla prevenzione, alla sensibilizzazione e all’informazione, per aiutare i cittadini. PER PRENOTAZIONI CHIAMARE: • RAGUSA: 0932/234916 lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9:30 alle 11:00. • MODICA: 0932/448704 martedì 29/05/18 dalle 9:30 alle 11:00. • VITTORIA: 0932/8084212 mercoledì dalle 9:30 alle 11:00. • ISPICA: 0932/446725 lunedì, martedì e mercoledì dalle 9:30 alle 11:00. Il World Orthoptic Day – WOD -, nato alcuni anni orsono per la promozione della professione in tutti gli ambiti nei quali è riconosciuta, vuole essere – attraverso lo sguardo di professionisti, “artisti della riabilitazione” – un trampolino per una migliore comprensione dei “valori” legati al benessere degli occhi. Questa giornata, che si celebra il primo lunedì del mese di giugno in tutto il mondo, riveste a livello internazionale una grande importanza per la professione ed è stata istituita proprio per sottolineare e valorizzare tutto il lavoro che gli ortottisti svolgono per i loro pazienti, per il mondo dell’oftalmologia ed per i sistemi sanitari di cui sono parte attiva. Un’occasione per aumentare la visibilità della professione dell’Ortottista Assistente in Oftalmologia, il professionista che, in possesso di laurea abilitante e su prescrizione del medico, tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed effettua le tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica.

Linfomi, ai pazienti servono nuove terapie e il superpotere di un abbraccio

Un nemico come il linfoma va messo alle strette. Mai abbassare la guardia. Perché in Italia fa registrare 12 mila nuovi casi ogni anno, soprattutto nella forma non Hodgkin (circa 10 mila nuovi casi). Più raro – circa 1200 nuovi casi l’anno – il linfoma di Hodgkin ma anche quello che spaventa di più visto che costituisce il 6-7% dei tumori infantili. Un nemico che va aggredito con tutte le armi a disposizione. E sono diverse. Ma non bastano. «Al Bambin Gesù di Roma – dice Giuseppe Maria Milano, oncologo pediatra del Dipartimento di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma diretto dal prof. Franco Locatelli – partiremo con la sperimentazione dell’immunoterapia con le cosiddette CAR-T cell anche nei linfomi, dopo i promettenti risultati ottenuti nelle leucemie. In estrema sintesi possiamo dire che grazie ad un banale prelievo di sangue del paziente si prendono i linfociti T che, adeguatamente trattati, diventano armi in grado di identificare e distruggere le cellule tumorali. Una volta trattati questi linfociti sono di nuovo immessi nel paziente e inizia la ‘battaglia’ del sistema immunitario contro il cancro». Tutto il possibile, dunque, per mettere alle corde un tumore – anzi un gruppo di tumori perché le forme di linfoma sono molte – che inizia in modo spesso subdolo, silente. Tutto il possibile, anche una festa davanti al Pantheon a Roma, domenica 3 giugno. Per sensibilizzare l’opinione pubblica. «Perché il cancro non è contagioso, l’amore sì» dice Anna Milici presidente di Linfoamici Onlus, un’Associazione al fianco dei pazienti. La sopravvivenza per fortuna grazie alle terapie – dalla chemioterapia, ai farmaci immunoterapici ‘a bersaglio’, ai farmaci molecolari – danno risultati importanti: la sopravvivenza per il linfoma di Hodgkin è dell’80%, per la forma non Hodgkin del 40-60%. Risultati incoraggianti ma non abbastanza. Ecco perché è importante tenere alta l’attenzione su questi tumori, anche sensibilizzando l’opinione pubblica. Spesso si arriva alla diagnosi con 6 mesi di ritardo perché i sintomi sono così aspecifici che si perde tempo. Ma la terapia del linfoma ha bisogno anche di un altro ingrediente: l’entusiasmo, il coraggio, la voglia di combattere. Ecco perché Giuseppe Maria Milano sarà al fianco dell’Associazione Linfoamici Onlus che domenica 3 giugno a partire dalle ore 15 sarà alla Rotonda del Phanteon per una festa di piazza, con musica e balli dal vivo. Perché il linfoma si combatte anche a suon di pizzica e con molti abbracci. «Quando i volontari di Linfoamici arrivano in corsia – dice Giuseppe Maria Milano, medico oncologo pediatra del Dipartimento di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma diretto dal prof.Locatelli – è per tutti noi una grande gioia. Perché rappresentano un valore aggiunto: hanno saputo coniugare l’attività di fundraising con la giusta attenzione per il paziente. Con un linguaggio fresco, alla mano, empatico. Danno un messaggio che è di per sé una ‘terapia’ e cioè il coraggio dell’esempio. ‘Se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anche io’. Ma soprattutto volontari e pazienti parlano la stessa lingua perché hanno vissuto la stessa esperienza. E anche per noi sanitari sono di grande supporto». «Linfoamici è un’Associazione nata da un abbraccio – racconta Anna Milici, presidente Linfoamici Onlus – tra ragazzi guariti e ragazzi ancora lì in prima linea a combattere con la malattia. Tutto è iniziato 12 anni fa, con un gruppo facebook. Era il luogo dove parlare, confrontarci e confortarci. Fino a quando a Marta, 12 anni, e a Giacomo, 17, non venne l’idea di vederci non più in una piazza virtuale ma reale. E così scegliemmo Roma, a metà strada per tutta Italia, la piazza del Pantheon e la prima domenica di giugno. Ci incontrammo e ci stringemmo in un abbraccio senza parole. Da allora sono passati degli anni, abbiamo deciso di dare vita all’Associazione e di incontrarci ogni anno, la prima domenica di giugno, in quella stessa piazza. Da allora, però sono cambiate molte cose. Marta e Giacomo non ci sono più ma il loro entusiasmo non ci ha mai abbandonato. Anzi, è diventato contagioso e negli anni siamo diventati molto di più». Linfoamici è più di un’Associazione di volontari. E’ un gruppo di amici che ha saputo trasformare un evento drammatico in un’occasione. Con la forza che spesso solo la giovane età sa dare. Sono dei supereroi della Società. E non a caso la loro mascotte è proprio ‘Superhugs’ che non ha né armi né superpoteri se non quello degli abbracci. E che i bambini nelle corsie oncologiche amano così tanto. «Quando abbiamo dato vita all’Associazione – aggiunge Anna Milici– abbiamo chiesto a tutti i reparti di cosa avessero bisogno. E così, piano piano, con le nostre forze siamo riusciti a donare tablet per chi è in camera sterile e non può portare nulla con sé o altri beni necessari. Ma soprattutto abbiamo portato la nostra esperienza in corsia, cerchiamo di dare quel confronto e quel conforto che ci è stato così tanto utile quando eravamo malati. Perché noi sappiamo bene come ci si sente. Ma senza lacrime. Ecco perché il linforaduno al Pantheon è all’insegna della festa. Balliamo e cantiamo alla vita. E abbiamo bisogno che tante persone si uniscano a noi. Serve l’energia di tutti, Perché il cancro non è contagioso, l’amore sì». L’appuntamento, aperto a tutti, è quindi per domenica 3 giugno, a Roma, al Pantheon Piazza della Rotonda a partire dalle ore 15. Presentata da Ignazio Eduardo Maria Raso, la festa vede la partecipazione di artisti da tutta Italia. Si inizia con un flash mob (a questo indirizzo il tutorial per arrivare preparati: https://www.linfoamici.it/eventi-news/209-flash-mob-del-3-giugno) e poi hip hop, balli acrobatici, pizzica, musica dal vivo. E così per tutto il pomeriggio. Ad aspettare chiunque vorrà portare un po’ di contagioso entusiasmo ci sarà ovviamente Superhugs, pronto a dare super abbracci. L’evento è patrocinato da AIL – Associazione Italiana contro le leucemie – linfomi e mieloma Onlus; ADMO, Associazione Donatori Midollo Osseo; Regione Lazio; Coni e Roma Capitale.

Isteroscopia, italia leader nel mondo. Arbor Vitae premia alcuni dei più illustri

L’isteroscopia nel mondo “parla” italiano: innovatori nelle strumentazioni, unici nelle metodologie, primi nelle casistiche nella lotta ai fibro-miomi uterini, un fenomeno sociale che coinvolge oggi in Italia più di 3 milioni di donne, una su quattro in età fertile. Un primato all’Italia riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale che Arbor Vitae, associazione no profit di endoscopia ginecologica, ha voluto premiare con una targa celebrativa a molti dei più illustri nomi del settore. L’evento si è svolto, sabato sera ad Avigliano Umbro, nella tenuta dei Ciclamini, in occasione della 40° edizione del Corso residenziale di formazione di isteroscopia promosso da Arbor Vitae, con oltre tremila studenti in ventitré anni di attività. Ivan Mazzon, presidente di Arbor Vitae, passa in rassegna le innovazioni che oggi portano il nome di molti dei ginecologi presenti in sala. Si comincia con la tecnica ad enucleazione con ansa fredda e il trattamento resettoscopico del cancro dell’endometrio che portano il suo nome (tecniche Mazzon), diffusi in molti ospedali italiani e esteri. Si passa poi alla metodica resettoscopica nel trattamento dell’istmocele (istmoplastica) e al progetto di un miniresettore da 5millimetri conosciuto con il nome di un altro pioniere dell’isteroscopia nel mondo, Giampietro Gubbini, fino al 2003 alla clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Bologna, oggi alla Casa di Cura Villa Toniolo: uno strumento per la chirurgia resettoscopica in grado, a differenza di quello da 9 millimetri, di trattare adeguatamente la maggior parte delle patologie endocavitarie a livello ambulatoriale. Il riflettore passa poi su Stefano Bettocchi, professore e coordinatore del servizio di endoscopia ginecologica, presso il Policlinico di Bari per aver trasformato l’isteroscopia che si faceva in modo classico in una tecnica ambulatoriale (office) e senza sedazione; e sull’invenzione di Raffele Ricciardi del Policlinico di Abano Terme (Padova) per l’ideazione di uno strumento, l’istero-endoscopio operativo EHS (Endo Hystero Surgery), una sintesi tra l’isteroscopio operativo e il resettoscopio che ha consentito un maggior rispetto delle strutture anatomiche femminili. “Mazzon è il padre di una generazione di isteroscopisti moderni e la scuola italiana non ha eguali nel mondo”, ha commentato in chiusura Attilio Di Spiezio Sardo, professore associato all’Università Federico II di Napoli e giovane talento dell’isteroscopia italiana, premiato nel 2008 e nel 2015 in America con l’isteroscopio d’oro. “Arbor Vitae ha sempre promosso una chirurgia conservativa e funzionale dell’utero, il ripristino delle sue funzionalità con la correzione del sintomo con l’obiettivo principale di tutelare laddove possibile sempre la fertilità della paziente”, ha aggiunto Paolo Casadio del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

Consulcesi: le tre novità del regolamento Privacy che spaventano i medici

Consulcesi, network legale di riferimento per oltre 100mila medici, ha raccolto i dubbi più frequenti esposti dai camici bianchi e ha stilato un vademecum per fare chiarezza Dubbi, paure, incertezze. Sono questi gli stati d’animo dei medici che devono affrontare l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ue sulla protezione dei dati personali, applicabile dal 25 maggio 2018. Un cambiamento tutt’altro che formale, visto che il nuovo impianto normativo andrà a sostituire in parte il Codice della Privacy, in vigore ormai dal lontano 2004. La norma comunitaria non ha declinato una specifica e separata disciplina per i dati in ambito sanitario, ma vi sono alcuni riferimenti e norme applicabili che devono essere presi in considerazione da tutti coloro che esercitano una professione sanitaria sia in campo pubblico che privato. Consulcesi, network legale di riferimento per oltre 100mila medici, ha raccolto i dubbi più frequenti esposti dai camici bianchi e ha stilato un vademecum per fare chiarezza. Nella Sezione 4 del Regolamento viene definita la figura del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) o anche Data Protection Officer (DPO). Nelle Linee guida sui responsabili della protezione dei dati pubblicate dal Garante il 5/4/17 si raccomanda, in termini di buone prassi, che gli organismi privati incaricati di funzioni pubbliche o che esercitano pubblici poteri nominino un RPD. Pertanto, anche alcune categorie potenzialmente escluse come i medici di base convenzionati con il SSN, in virtù questa raccomandazione del Garante, dovrebbero dotarsi di un RPD. Identificare il soggetto che deve svolgere questo ruolo può non essere facile soprattutto per i privati che diversamente dagli enti pubblici non hanno una struttura che li supporti nell’individuazione. Inoltre, recentemente il Garante ha precisato che questa figura dovrà avere un’approfondita conoscenza della normativa e delle prassi in materia di privacy, nonché delle norme e delle procedure amministrative che caratterizzano lo specifico settore di riferimento Nel Considerando 42 del Regolamento il legislatore europeo ha precisato che per i trattamenti basati sul consenso dell’interessato, il titolare del trattamento dovrebbe essere in grado di dimostrare che l’interessato ha acconsentito al trattamento. In conformità della direttiva 93/13/CEE del Consiglio è opportuno prevedere una dichiarazione di consenso predisposta dal titolare del trattamento in una forma comprensibile e facilmente accessibile, che usi un linguaggio semplice e chiaro e non contenga clausole abusive. Registri delle attività di trattamento: come devono regolarsi i medici? Il Regolamento (art. 30) stabilisce che coloro che effettuano trattamenti di dati considerati a rischio (come nel caso dei medici) tengano un registro delle attività e delle categorie di attività di trattamento svolte. È opportuno precisare che questo registro non deve avere una funzione formale bensì deve essere considerato come parte integrante della corretta gestione dei dati. Il registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e nel caso di uno studio medico conterrà le attività svolte sui dati dei pazienti, l’individuazione di chi ha interagito con i dati, in che data e con quale finalità. Tutti i titolari del trattamento e i responsabili del trattamento devono cooperare con l’autorità di controllo e a mettere, su richiesta, detti registri a disposizione. Il Regolamento ha previsto che sia il titolare del trattamento dei dati stesso a tenere traccia delle attività svolte sui dati e ad elaborare un report. Tuttavia, le linee guida della Commissione Europea sostengono che sarebbe una prassi preferibile affidare questo compito al Responsabile della Protezione dei Dati, ove presente.

Giornata Sclerosi Multipla: la SIN fa il punto sulle opportunità terapeutiche

Buone notizie per la cura della fase iniziale infiammatoria della Sclerosi Multipla, mentre risultano ancora limitate le risorse terapeutiche per la fase progressiva della malattia, sebbene attualmente siano disponibili le prime terapie efficaci nel rallentare l’avanzamento della SM. E’ questa la fotografia delle opportunità terapeutiche per la lotta alla SM della Società Italiana di Neurologia (SIN) in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla appena celebrata. “Negli ultimi anni – afferma il Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente della SIN e Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova – accanto alle terapie tradizionali di prima linea già disponibili da circa un ventennio, sono stati messi a punto numerosi nuovi farmaci molto efficaci anche se presentano effetti collaterali e problemi di sicurezza. Inoltre, si intravedono all’orizzonte interessanti prospettive: da terapie con meccanismi di azione innovativi, alla terapia mirata a colpire i linfociti B, fino alla terapia immunosoppressiva ad ampio spettro già usata nelle malattie ematologiche. Oggi un contributo importante arriva anche dalle associazioni di pazienti che collaborano attivamente ai progetti di ricerca affiancando la comunità scientifica nazionale ed europea”. La sclerosi multipla (SM) è una malattia cronica del sistema nervoso centrale che insorge generalmente tra i 20 e i 40 anni con una maggiore frequenza nelle donne. In Italia interessa più di 100.000 pazienti con un forte impatto sulla loro vita personale e sociale, una disabilità rilevante che spesso compare dopo alcuni anni di storia clinica di malattia e un lungo decorso che si prolunga per tutta la vita. I sintomi più comuni sono perdita di equilibrio, cattiva coordinazione, tremori, disturbi del linguaggio, vista sfocata.

Si celebrano a Caltagirone i 40 anni dalla Legge Basaglia

Dal 4 all’11 giugno si svolgerà a Caltagirone la Settimana della Salute mentale di comunità, a 40 anni dalla Legge Basaglia. L’evento è organizzato dal Modulo DSM di Caltagirone-Palagonia, con il patrocinio dei Comuni di Caltagirone, Catania e Siracusa, e in partnership con Asp di Enna, Asp di Siracusa, Distretto socio-sanitario D22 di Enna e Distretto socio-sanitario D46 di Noto. «La Settimana della salute mentale di comunità – spiega il dr. Raffaele Barone, direttore del Modulo DSM di Caltagirone-Palagonia – vuole essere l’occasione per rilanciare un dibattito sulla salute mentale con cittadini, operatori, utenti, famiglie, amministratori, associazioni culturali e sociali, cooperative sociali e operatori economici. Consapevoli, come ci ha insegnato Basaglia, che idee e azioni non possono essere disgiunte, che dietro al fare deve esserci un pensiero che di continuo si verifica e si aggiusta in un nuovo fare». La salute mentale di comunità indica il livello di benessere relazionale, di sviluppo culturale, i sentimenti di coesione, di appartenenza e di libertà dei suoi membri; rappresenta quindi un fattore di sostegno allo sviluppo del sentimento identitario individuale e al superamento delle crisi esistenziali evolutive. Nei nove giorni in programma autorevoli relatori, rappresentanti istituzionali, operatori e cittadini discuteranno e si confronteranno sulle buone pratiche e sui percorsi di innovazione in psichiatria, alla luce della legge 180/1978 (la cosiddetta Legge Basaglia), che quarant’anni fa scrisse una pagina storica per la psichiatria e per tutto il lavoro sociale e di cura. La Settimana della Salute mentale di comunità si aprirà il 4 giugno presso la sala “Mario Scelba” del Palazzo municipale, con il convegno sul tema “Integrazione socio-sanitaria: legislazione, progettualità, buone prassi e criticità”. Il programma prevede quindi numerosi appuntamenti di studio, culturali, di condivisione e convivialità. «40 anni dopo la Legge Basaglia – conclude il dr. Barone -, ci si interroga su come proseguire quel cammino di innovazioni. Come sviluppare un lavoro sociale fondato sulla partecipazione diretta degli interessati, sul coinvolgimento delle comunità locali, sulla rigenerazione di tessuti sociali, culturali, politici ed economici. Come ripensare ai processi culturali a servizio delle persone portatrici di fragilità e a come leggere il sociale con un’ottica psicoanalitica e attenta alle scoperte delle neuroscienze sociali, e alle nuove tecnologie oggi sempre più interconnesse e come continuare ad affermare i diritti delle persone con fragilità sociale».