Medicalive

Scuola, gli obblighi per le famiglie per la frequenza

I certificati, le scadenze e i vaccini da fare Una autocertificazione in cui si dichiara l’avvenuta vaccinazione dei propri figli. E’ questa la documentazione che – in base al nuovo emendamento presentato oggi al Milleproroghe – i genitori saranno tenuti a presentare alle scuole, in attesa di fornire la certificazione ufficiale. – I CERTIFICATI: per l’anno scolastico che sta per cominciare, 2018-19, è prorogata la validità dell’autocertificazione da parte delle famiglie. E’ quanto prevede il nuovo emendamento dei relatori sui vaccini al milleproroghe. L’autocertificazione potrà avere ad oggetto anche la prenotazione della vaccinazione presso il centro di riferimento. Resta tuttavia una situazione di confusione, come ribadiscono i presidi i quali sottolineano di essere da parte loro tenuti a rispettare il decreto Lorenzin: ovvero, se non si è in regola non si entra nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Dunque, rilevano, le autocertificazioni, che “in questo momento non varrebbero, a voler chiudere un occhio devono essere strettamente temporanee e rimpiazzate di corsa con gli originali”. – LE SCADENZE: l’autocertificazione sarà valida fino al 10 marzo 2019. Entro quella data le famiglie dovranno infatti presentare “la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie”. Dopo il 10 marzo dunque, se sarà ancora in vigore l’attuale legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica, le famiglie saranno tenute a presentare le certificazioni ufficiali. La mancata presentazione dei certificati ufficiali, in base alla normativa, comporta il divieto di frequenza di materne e nidi per i bambini (da 0 a 6 anni) non in regola. I ragazzi da 6 a 16 anni possono invece accedere comunque a scuola ma in entrambi i casi, se i genitori rifiutano ripetutamente di far vaccinare i figli incorrono in sanzioni pecuniarie fino a 500 euro. – I VACCINI DA FARE: in base alla legge Lorenzin sono dieci. Si tratta di anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Farmaci, in Italia calano le sperimentazioni, -40% in 10 anni

Rapporto Aifa, -15% in un anno,crescono quelli per malattie rare Diminuisce del 15% in un anno e di circa il 40% in 10 anni il numero delle sperimentazioni di medicinali avviate in Italia. Nel 2017 sono state 564, mentre erano 660 nel 2016 e ben 880 nel 2008. E’ quanto emerge dal 17/mo Rapporto Nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), da cui però emerge che nel 2017 “nonostante il calo, la percentuale delle sperimentazioni condotte in Italia rispetto al resto d’Europa resta stabile e pari a circa il 18%” rispetto al 20% dell’anno precedente. La diminuzione, chiariscono gli esperti “potrebbe essere dovuta in parte a una contrazione delle sperimentazioni globali o europee”, che in alcuni casi sono multicentriche e includono anche il nostro Paese. Inoltre il dato potrebbe riflettere “l’uso sempre più diffuso di trial ‘complessi’, che racchiudono in una singola application due o anche più trial, che in passato sarebbero stati presentati come individuali”. Complessivamente, circa la metà delle sperimentazioni condotte in Italia riguarda farmaci contro il cancro. Ma a crescere sono soprattutto i trial per farmaci per la cura di malattie rare, che rappresentano un quarto del totale, il 25,5% (24,8% nel 2016). Anche le sperimentazioni no profit continuano ad aumentare in percentuale, arrivando nel 2017 a quota 26,4%. Nel rapporto, infine, sono presentati i dati relativi alle domande di partecipazione al Bando Aifa per la Ricerca Indipendente, che nel 2017 hanno visto un forte aumento: sono state 428 rispetto alle 343 del 2016.

Alcol e fumo danneggiano le arterie già in età adolescenziale

Anche in basse quantità fanno indurire i vasi sanguigni Alcol e fumo iniziano a produrre i loro danni a livello cardiovascolare anche se si è molto giovani. Le arterie di chi beve e fuma, anche a basse quantità, iniziano a indurirsi già durante l’adolescenza, come ha dimostrato uno studio dell’università di Bristol condotto su adolescenti di 17 anni e pubblicato sullo European Heart Journal. Le arterie che si induriscono sono uno dei fattori che aumenta il rischio di avere problemi al cuore e ai vasi sanguigni, come ictus e infarto, in età adulta. Il dato positivo è che se i ragazzi smettono di fumare o bere, le loro arterie tornano normali. La ricerca è stata condotta sui dati raccolti tra il 2004 e 2008 di 1266 ragazzi, di cui sono state analizzate le abitudini al bere e fumo in diverse età – 13, 15 e 17 anni – cioè la quantità di sigarette fumate e l’età in cui avevano iniziato a bere alcol. Si è così osservato un aumento dell’indurimento delle arterie in chi fumava, anche in basse quantità, e in chi beveva alcol. Ovviamente chi nella sua vita aveva fumato più di 100 sigarette o fatto ‘abbuffate di alcol’ (il cosiddetto binge driking) aveva una maggiore incidenza di arterie indurite, rispetto a chi aveva fumato meno di 20 sigarette o bevuto meno di due alcolici al giorno. “Abbiamo visto che l’abitudine di bere e fumare durante l’adolescenza, anche a bassi livelli rispetto a quelli dell’età adulta – commenta John Deanfield, coordinatore dello studio – é associata ad un indurimento delle arterie e una progressione dell’arteriosclerosi. Se però i ragazzi smettono di fumare e bere durante l’adolescenza, le loro arterie tornano normali. Ciò ci dice che c’è la possibilità di proteggere le arterie già in giovane età”.

Anziani, una scarsa cura dei denti aumenta il rischio di polmonite

Una scarsa cura dei denti aumenta, negli anziani, il rischio di polmonite e malattie respiratorie. Questa la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori dell’Università di Kyushu, che hanno studiato il ruolo del microbiota della lingua, cioè di tutto quell’insieme di microrganismi che vivono “ospiti” del corpo stesso. Secondo quanto emerso, infatti, le persone anziane con meno denti, con una scarsa igiene dentale e un maggior numero di carie, ingeriscono costantemente un maggior numero di microbi disbiotici che possono essere dannosi per la loro salute respiratoria. Prima di questo studio, i ricercatori sapevano che un’aspirazione costante della saliva può portare a polmonite, una delle principali cause di morte tra gli anziani. Gli studiosi, in questo caso, hanno analizzato lo stato dei microrganismi in 506 persone tra 70 e 80 anni e hanno scoperto che la sua composizione era legata alle condizioni dei denti. Un gruppo di batteri che amano coabitare (composto da Prevotella histicola, Veillonella atypica, Streptococcus salivarius e Streptococcus parasanguinis) è stato associato a un aumentato rischio di mortalità dipeso dalla polmonite. Questo gruppo batterico era più predominante negli anziani con meno denti, una maggiore placca e una maggiore quantità di carie. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica mSphere.

Il trucco per far mangiare i figli è separare i cibi

Basta con il pasto indistinto, meglio una panoramica chiara Se vuoi far mangiare tuo figlio hai una scelta: abbandonare il ‘pastone’ indistinto e mettere nel piatto tutti i prodotti in modo chiaro. A fare questa ricerca è stato il Future Consumer Lab del Dipartimento di Scienze alimentari dell’Università di Copenaghen. Gli studiosi hanno chiesto a 100 scolari di due fasce d’età diverse (la prima tra 7 e 8 anni e la seconda tra 12 e 14 anni) di stilare un elenco di preferenze di sei piatti diversi serviti in tre modalità differenti (cibi presentati separatamente senza che si tocchino, cibo tutto mescolato e una via di mezzo tra le due soluzioni) fr-libido.com. Lo studio dimostra che le bimbe (quelle tra i 7 e gli 8 anni) preferivano un piatto con tutti i prodotti separati, mentre i bimbi della stessa età non avevano alcuna preferenza su come era servito il cibo. La ricerca fa notare anche che i bambini tra i 12 e i 14 anni preferiscono che il cibo sia miscelato insieme o servito come un mix di ingredienti separati e misti. Ma perché tutto questo? “Potrebbe essere che” i ragazzi “credano che i diversi ingredienti possano contaminarsi a vicenda. Ma potrebbe anche essere che preferiscano mangiare i diversi elementi in un certo ordine o che una chiara definizione fornisca solo una panoramica migliore”, dice Annemarie Olsen, ricercatrice che ha condotto lo studio e che, sulla base dell’analisi, consiglia di servire cibo separato nel piatto, almeno per quanto riguarda i più piccoli.

Asl Lecce, più interventi sui tumori, tecniche innovative e ad alta complessità

I primi due mesi di attività della nuova Chirurgia Generale del “Vito Fazzi” di Lecce, diretta dal dr. Marcello Spampinato: 195 interventi chirurgici, tra cui 82 per patologie tumorali, in particolare interventi di oncologia pancreatica, e 51 per urgenzeCentonovantacinque interventi chirurgici, comprendenti 82 operazioni per patologie tumorali, tra cui spiccano quelle di oncologia pancreatica, e 51 per urgenze. É il primo bilancio della Chirurgia Generale dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dal 1° luglio a fine agosto, due mesi intensi segnati dall’entrata in servizio del neodirettore, il 44enne Marcello Spampinato, proprio in coincidenza col periodo estivo che, di fatto, non solo non ha subito alcun rallentamento d’attività ma ha registrato un sensibile incremento. Significativi i dati degli interventi oncologici, che rappresentano circa il 43 per cento del totaledelle operazioni eseguite in regime ordinario e d’urgenza. Tra le patologie che necessitano di interventi più complessi risaltano proprio i tumori con coinvolgimento del distretto epato-pancreatico: 22 interventi totali, di cui 18 al pancreas. Un numero che, da solo, pone il “Vito Fazzi” al livello dei centri nazionali ad alto volume d’attività per la chirurgia del pancreas: basti pensare che il target da raggiungere per essere considerati tali oscilla tra i 30 e i 50 interventi annui. Centri specializzati come il San Raffaele di Milano o il Centro Pancreas di Verona, strutture d’eccellenza nazionali rispetto alle quali oggi Lecce rappresenta una validissima alternativa offerta a tantissimi pazienti oncologici. La risposta di un Ospedale pubblico del Sud con le capacità e le competenze professionali e strutturali in grado di limitare i costosi viaggi della speranza in un’area che abbraccia l’intero Salento. Complessità, qualità e innovazione sono gli ingredienti di questo percorso appena iniziato. Oltre alle neoplasie epato-pancreatiche, sono stati operati 30 pazienti con tumori colon-rettali, tutti in laparoscopia e con l’impiego della tecnologia 3D e della fluorescenza mediante il verde d’indocianina – un colorante innocuo usato anche in campo oculistico – iniettato per via endovenosa che, attraverso l’uso di una speciale fotocamera a infrarossi, consente interventi ad alta precisione sugli organi colpiti e ridotte complicanze per il paziente, oltre che tempi di recupero più rapidi. Tutto questo, abbinato all’avvio di un programma di veloce gestione postoperatoria, ha consentito l’abbattimento delle giornate di degenza di oltre il 50 per cento per i pazienti affetti da neoplasia del colon e retto e che oggi, in media, si attesta intorno ai 4-5 giorni.Tecnica e programmi innovativi, ma non solo. E’ in crescita anche il coefficiente di difficoltà degli interventi, come testimoniano le tre resezioni oncologiche multiviscerali, con asportazione di tre o più organi, effettuate dall’équipe del dr. Spampinato. La validità del team, del resto, è il valore aggiunto della Chirurgia Generale del “Fazzi”. L’équipe chirurgica multidisciplinare dedicata, infatti, consente un elevato numero di interventi sui tumori, in particolare quelli del pancreas, grazie alla compresenza di tutte le competenze ed esperienze necessarie: il chirurgo epato-pancreatico, l’endoscopista interventista in grado di risolvere problemi prima e dopo l’intervento, la radiologia interventistica per gestire le eventuali complicanze e, naturalmente, la presenza fondamentale della rianimazione e del gruppo multidisciplinare oncologico epato-pancreatico. Professionalità, capacità e qualità delle risorse tecnologiche e umane che solo i centri specializzati possono vantare. E che la Chirurgia del “Vito Fazzi” di Lecce, 40 posti letto con 15 medici e un’équipe infermieristica di 41 unità, mette quotidianamente al servizio dei cittadini di tutto il Salento. Nell’immediato futuro, con il trasferimento nella nuova sede del Dipartimento Emergenza e Accettazione (DEA), la Direzione Generale ASL Lecce ha già in programma un ulteriore potenziamento delle attività chirurgiche con l’acquisizione di un sistema multidisciplinare di chirurgia robotica.

Progetto Europeo Alcotra 4 Vision a Cuneo il 12 Settembre

Il 12 settembre prossimo si terrà a Cuneo, presso il salone di rappresentanza dell’ASL CN1 (via Carlo Boggio 12), un seminario tecnico-scientifico su alcune attività del progetto europeo Action 4 Vision, progetto transnazionale Italia/Francia, rivolto alle persone cieche e ipovedenti residenti nei territori transfrontalieri delle Alpi Meridionali Italo-Francesi e delle province di Cuneo e Imperia. Capofila del progetto è la Mutualitè francaise PACA SSAM; l’Asl CN1 è partner insieme all’Istituto D. Chiossone di Genova per ciechi e ipovedenti-le associazioni francesi APEDV e ADH. Il progetto Action 4 Vision, cofinanziato dall’Unione Europea nel quadro del programma Interreg Francia/Italia Alcotra 2014-2020, ha una durata di 3 anni (2017-2019) e come destinatari gli adulti e i bambini con deficit visivi e loro famiglie; la finalità è quella di sperimentare un nuovo modello di organizzazione dei servizi sanitari e socio-assistenziali, rivolti alla popolazione con deficit visivi e ai loro care-giver: – offrendo una serie di nuovi servizi a domicilio – migliorando l’accesso alle cure – diminuendo l’isolamento delle persone disabili visive e a rischio che vivono in zone rurali L’incontro di lavoro organizzato da ASL CN1 con il partenariato (Mutualitè francaise/APEDV/AVH/Istituto D. Chiossone Genova) e i rispettivi Enti esterni che collaborano nelle attività programmate (OMS-Italia/OMS-Francia;ARS PACA/Sovrazonale di epidemiologia ASL TO3; ASL1 Imperia-Regione Liguria), sarà dedicato in particolare alle attività del Work-Package 3 “Osservatorio e scambio buone pratiche” – Azione 3.1-Studio e analisi dei bisogni legati alla vista che prevedono in dettaglio: – uno studio sullo stato di salute in soggetti con cecità e ipovisione in prospettiva ICF (classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), con l’ utilizzo sperimentale di un nuovo sistema di valutazione integrata e longitudinale centrato sulla persona e sul modello biopsicosociale (Sistema VilmaFABER) – la costruzione di un Osservatorio epidemiologico transfrontaliero sulla disabilità visiva Ulteriori informazioni sul progetto Action 4 Vision sono reperibili al seguente link: http://www.aslcn1.it/ospedali/ss-trinita-fossano/reparti-di-degenza-e-servizi/centro-di-riabilitazione-visiva-fossano/progetto-action-4-vision/

West Nile, migliora il paziente di Cavezzo

Sarà trasferito in una struttura per completare il percorso di cura. Proseguono le azioni di contrasto per arginare la proliferazione delle zanzare Sono sensibilmente migliorate le condizioni del 49enne di Cavezzo colpito da una forma neuroinvasiva di West Nile e ricoverato all’Ospedale Ramazzini di Carpi. Nei giorni scorsi il paziente è uscito dal coma. Le sue condizioni sono definite stazionarie e si sta valutando il trasferimento in un’altra struttura sanitaria per completare il percorso di cura. L’Azienda USL invita a non abbassare la guardia contro le zanzare, per ridurre la diffusione del virus West Nile legato alla proliferazione di questo insetto. Le azioni di contrasto, grazie alla sinergia tra Regione, Servizio Sanitario regionale, Comuni e Aziende Sanitarie territoriali, vedono l’integrazione tra più interventi sia ordinari che straordinari, che si affiancano a quelli raccomandati a ciascun cittadino. Da una parte il monitoraggio con trappole entomologiche che registrano la presenza di virus – in particolare il West Nile – nelle zanzare e la loro densità: in provincia di Modena sono stati aggiunti nuovi siti di cattura sia in pianura che in collina. Dall’altra la disinfestazione contro gli insetti adulti nei luoghi in cui vi sono spazi verdi fruibili dai soggetti più a rischio di complicanze in caso di infezione , come ospedali, strutture socioassistenziali, luoghi di aggregazione, specie di persone anziane. I Comuni stanno inoltre attuando interventi straordinari contro gli insetti adulti nel caso in cui siano in programma manifestazioni serali all’aperto che coinvolgano molte persone. Questi si affiancano alla lotta antilarvale attiva da inizio giugno per evitare la proliferazione. Sono state infine intensificate le attività di controllo e sostegno agli interventi effettuati dai privati per una corretta gestione delle aree verdi: curare orto e giardino significa ostacolare la moltiplicazione della zanzara tigre e culex a vantaggio personale e dell’intera comunita’. L’Azienda USL di Modena rinnova l’invito ai cittadini a queste tre semplici mosse: 1 – Evitare il ristagno d’acqua: eliminarla da sottovasi e giochi per i bambini, garantire il ricircolo nelle piscine e nelle fontane, inserire in vasche e laghetti predatori naturali come pesci rossi o gambusie che aiutano nella lotta biologica alle zanzare. È bene innaffiare orti e giardini senza creare pozzanghere e coprire sempre con zanzariera o svuotare ogni due giorni eventuali bidoni per la raccolta dell’acqua piovana. 2 – Effettuare trattamenti larvicidi: quelli consigliati contro la zanzara tigre sono già efficaci anche contro la culex . I prodotti, chimici o microbiologici, sono acquistabili in farmacia o presso le rivendite di prodotti agricoli. È sempre consigliabile rivolgersi a personale specializzato per individuare il formulato più appropriato, evitando il fai-da-te. Opere di disinfestazione con prodotti adulticidi da parte di privati cittadini nelle aree di residenza sono sconsigliate in quanto un utilizzo scorretto può contribuire a creare fenomeni di resistenza delle zanzare agli insetticidi. 3 – Proteggersi sempre dalle punture: in ambienti chiusi usare zanzariere ed eventualmente insetticidi adatti (leggere sempre attentamente le avvertenze). All’aperto, soprattutto nelle ore serali indossare indumenti di colore chiaro, che coprano quando possibile anche braccia e gambe; evitare profumi, creme e dopobarba che attraggono gli insetti; usare repellenti cutanei (verificare sempre le caratteristiche – principio attivo, concentrazione, precauzioni d’uso ecc. – e l’età minima di utilizzo). Attenzione, le abitudini di culex cambiano nel corso della stagione, e verso la fine dell’estate cominciano a pungere anche al crepuscolo. A disposizione dei cittadini anche il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale: 800 033 033; la Regione ha inoltre predisposto materiali cartacei disponibili in tutti gli ambulatori di Sanità Pubblica e consultabili alle pagine dedicate sul sito della Regione Emilia-Romagna e su www.zanzaratigreonline.it

Grosseto, apre il 38° campo-scuola per bambini e ragazzi diabetici

Torna in Maremma il campo-scuola per i bambini e ragazzi diabetici, finanziato dalla Regione Toscana e organizzato dalla Pediatria dell’ospedale Misericordia di Grosseto, con il supporto dell’Associazione Giovani Diabetici (AGD). Il campo, iniziato domenica scorsa, proseguirà fino all’8 settembre ed è organizzato presso il camping Argentario Village di Monte Argentario. I partecipanti sono 30, provenienti da tutta la Toscana, 22 bambini e ragazzi, affiancati da 8 tutor e seguiti da uno staff sanitario di tre medici pediatri e tre infermiere che lavorano in Pediatria a Grosseto, più una psicologa. “Ringrazio la Regione Toscana per il finanziamento – afferma la dottoressa Susanna Falorni, direttore della Pediatria di Grosseto – e l’Azienda Asl sudest per il supporto amministrativo che ci permette anche quest’anno di realizzare il campo, una realtà ormai consolidata per la Pediatria grossetana e un’esperienza oltre che terapeutica anche formativa e di svago per i giovani che partecipano”. Durante il soggiorno gli incontri formativi, effettuati con metodo interattivo e con lezioni a piccoli gruppi, vengono intervallati con attività ludica e sportiva e incontri individuali e in gruppo con la psicologa. I tutor presenti al campo sono adolescenti diabetici che durante l’anno vengono preparati dal personale medico e dalla psicologa per svolgere questo importane e delicato ruolo di supporto. “Quello che vogliamo trasmettere in questi giorni – conclude Falorni – è più consapevolezza della propria condizione e maggiore sicurezza nell’autogestione, stimolando l’indipendenza nella gestione quotidiana favorendo il confronto sia con i coetanei che con il team diabetologico. La promozione dell’autogestione, del controllo e dello stile di vita corretto che viene insegnato al campo è il gold standard nella cura del diabete tipo 1, come riconosciuto ormai da tutte le istituzioni diabetologiche internazionali quali American Diabetes Association, International Diabetes Federation, International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes”. L’esperienza del campo, come avvenuto anche nelle precedenti edizioni, verrà consolidata nei mesi successivi con il week-end, dedicato agli adolescenti diabetici e con le iniziative dedicate ai bambini più piccoli e alle loro famiglie, in programma nella Giornata mondiale del diabete nel mese di novembre.

Test medicina, in 63.000 per 9.705 posti, ce la fa 1 su 6

+0,8% rispetto allo scorso anno, domande si fermano Sono circa 63 mila gli studenti che domani sosterranno, nelle 37 Università Statali, l’esame di ammissione ai Corsi di Laurea in Medicina e in Odontoiatria. Rispetto alle 62.548 domande dello scorso anno il numero delle domande è sostanzialmente stabile (+0,8%). Meno di uno su sei riuscirà però riuscirà a farcela, visto che i posti messi al bando sono in tutto 9.705. “Il trend generale – spiega Angelo Mastrillo, docente dell’Università di Bologna e segretario della Conferenza Nazionale Corsi Laurea Professioni Sanitarie – è quasi stabile (+0,8%), mentre negli anni precedenti le domande erano aumentate del +3,8% fra il 2017 e il 2016 e del +6% fra il 2016 e il 2015. Tuttavia ci sono ampie differenze fra le varie Regioni”. Dalla quasi stabilità con il -0,9% di Piemonte (2.975 domande di ammissione), infatti, si passa al -1,8% del Lazio (6.670 domande) e -2% della Calabria (1.750). Ma il calo è maggiore per alcune altre Regioni come il -9% del Molise (396 domande) e Umbria con -11%(1.097). Al contrario, in altre Regioni, si rileva un aumento dei giovani studenti che sosterranno la prova: dal +1,4% della Sardegna (2.388 domande), al +3,5% del Friuli (1.406) fino al +5,9% dell’Emilia Romagna (6.120). Si terrà invece il 12 settembre l’esame di ammissione per le 22 professioni sanitarie, tra cui quella di infermiere, fisioterapista, ostetrica, dietista e igienista dentale. “Da una prima rilevazione di dati presso le varie Università italiane – conclude Mastrillo – emergerebbe un calo delle domande del -5% rispetto alle circa 80 mila domande dello scorso anno”.