Tumori al seno e alla tiroide, relazioni sempre più pericolose

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Salvo Falcone, Direttore Responsabile Medic@live Magazine.

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La connessione ulteriormente dimostrata negli Usa
Tumori al seno e alla tiroide, relazioni sempre più pericolose
A Palagianello, il convegno promosso dal dott. Livio Ostillio, fa il punto sul “nuovo
in senologiae nelle patologie della tiroride”. Secondo il direttore scientifico dott.
Rinaldi, occorre evitare esami e analisi inutili durante il follow-up dei pazienti

A certificare ulteriormente l’interdipendenza tra tumori al seno e alla tiroide hanno provveduto i ricercatori della The University of Chicago Medicine &Biological Sciences. Dallo studio pubblicato a febbraio su “Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention”, si evince che i pazienti affetti da tumore alla mammella hanno un rischio maggiore (1.55) di sviluppare un tumore alla tiroide come neoplasia secondaria, mentre il rischio di sviluppare un tumore al seno come neoplasia secondaria è maggiore (1.18)  per i pazienti con tumore della tiroide.  La metanalisi statunitense – che ha coinvolto quasi centotrentamila pazienti-conferma l’esistenza di una connessione già sospettata da qualche tempo, ma sulla quale non c’era un’evidenza nella letteratura scientifica.

Diventa quindi imprescindibile l’esigenza di informare, maggiormente, i sopravvissuti del possibile aumento del rischio, di modo che possano seguire le appropriate linee guida per il controllo e lo screening durante il follow-up.

Mentre s’intensificano gli studi dei ricercatori sulla componente genetica che potrebbe influire sull’eventuale connessione, ipazienti affetti da tumore alla mammella potrebbero essere sottoposti acheck-up che vanno a identificare il tumore alla tiroide e viceversa, ma senza esagerare nella mole di esami clinici e diagnostici.
Si è discusso anche del follow-up dei pazienti guariti di tumore alla mammella al convegno dal titolo “Il nuovo in Senologia e nella patologia della Tiroide” svolto al Castello “Stella Caracciolo” di Palagianello in Puglia su iniziativa del radiologo Livio Ostillio, con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e il supporto del Dott. Lino De Maio e la direzione scientifica di Antonio Rinaldi, Dirigente medico U.C. Medicina interna con Direzione S.S.D. Oncologia Medica ASL Ta Polo occidentale e con il patrocinio del Comune di Palagianello.

“Se la grande maggioranza delle pazienti affetta da tumore alla mammella è guarita dopo i trattamenti iniziali – ha detto Rinaldi in collegamento video – per una donna, sentirsi sempre ammalata, costituisce un danno. Il follow-up intensivo impatta fortemente sulle pazienti e sulla qualità della vita stesse e incide profondamente sulla spesa sanitaria.

Due studi recenti – ha proseguito – hanno dimostrato che il confronto tra l’esecuzione di un follow-up minimale e di un follow-up intensivo non impatta sulla sopravvivenza globale: sia a 5 che a 10 anni, i due gruppi di pazienti monitorati hanno raggiunto la stessa sopravvivenza.

Dunque bisogna attenersi alle linee guide internazionali che consigliano una visita ogni 3-6 mesi nei primi tre anni, ogni 6-12 mesi nei due anni successivi, poi annualmente. Suggeriti inoltre, l’autoesame mensile da parte della donna e la mammografia a cadenza annuale. Sono questi – ha ribadito l’oncologo – i punti cardine del follow-up cui attenersi unitamente al controllo ginecologico e all’ecografia pelvica annuale. Risultano importantissimi, poi, la valutazione genetica delle forme familiari, il monitoraggio dei trigliceridi e del colesterolo e la mineralometria ossea soprattutto per chi fa uso inibitori della aromatasi”. Poi l’avvertimento a non esagerare.

“In assenza d’indicazioni cliniche – ha precisato Rinaldi – sono del tutto sconsigliati RMN alla mammella, Tc encefalo torace addome, Tc-Pet, analisi del sangue, marcatori tumorali, radiografia del torace, ecografia addominale e scintigrafia ossea”.

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Il tumore alla mammella provoca complessivamente dodicimila decessi l’anno e si tratta del primo tumore della donna come incidenza e mortalità. Una neoplasia che in Italia presenta numeri preoccupanti: + 38% negli ultimi cinque anni.

Complessivamente, l’evento di Palagianello ha trattato – grazie ai relatori – lo studio e la terapia sia chirurgica che oncologica dei tumori del seno e della tiroide con particolare riguardo alle novità sia in campo diagnostico che in quello chirurgico e oncologico.

Di vera e propria svolta nel campo diagnostico ha parlato il dott. Ostillio a proposito della Tomosintesi, la nuova metodica che permette di studiare la mammella “a strati” in modo simile alla tomografia computerizzata. Il metodo svela lesioni neoplastiche che non sarebbero visibili in mammografia. Aumenta l’accuratezza diagnostica, mentre le radiazioni assorbite sono trascurabili rispetto ai vantaggi offerti da una diagnostica per immagini che risulta essenziale per una diagnosi ottimale delle patologie.

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Pietro Fedele, responsabile di Chirurgia Senologica presso la casa di cura “D’Amore” di Taranto,ha affrontato, invece, l’aspetto chirurgico oncoplastico ricostruttivo sottoponendo all’attenzione degli intervenuti alcuni casi clinici.
La citologia per agoaspirazione della tiroide e della mammella è stato il tema delle due relazioni di Carlo Sarandria, specialista in Anatomia Patologica,  già primario all’Ospedale SS. Annunziata. foto3

Filippo Lauriero, primario di Medicina Nucleare presso l’ASL di Taranto è intervenuto sul tema delLinfonodo Sentinella nella stadiazione del tumore del seno. Dopo l’analisi di alcuni casi clinici, Lauriero  ha approfondito la biopsia escissionale, concludendo la sua relazione occupandosi di radioterapia con radioiodio nel tumore differenziato della Tiroide.
La patologia nodulare della Tiroide e la sua natura sono invece state approfondite da Pietro Montedoro, endocrinologo di Grottaglie.
Il follow-up visto dal lato della radiologia è stato discusso, invece, dal radiologo Gianfranco Bacca, mentre il tema della terapia adiuvante del carcinoma mammario è stato approfondito da Anna Elisabetta Brunetti, Oncologa presso l’Ospedale Castellaneta e all’IRCCS Istituto Tumori di Bari.

“Parlando della senologia, negli ultimi anni – ha aggiunto Rinaldi – si è comunque registrata unariduzione della mortalità pari all’uno per cento l’anno. I progressi sono legati al miglioramento delle capacità diagnostiche e delle competenze chirurgiche e mediche.

Per la parte medica – ha aggiunto – abbiamo avuto, nel tempo, grandi rivoluzioni: prima l’ormonoterapia, poi la chemioterapia, successivamente negli anni ’90 le terapie biologiche, soprattutto Trastuzumab si è rivelato un farmaco che ha offerto importanti opportunità, infine la recentissima immunoterapia implementata nell’autunno del 2015. Un recente studio del 21 gennaio 2016 – ha ricordato Rinaldi -rivela che la parte immunologica inizia a essere presa in considerazione nella prognostica del tumore alla mammella”. Grande partecipazione dei Medici di Medicina Generale del territorio che hanno reso le sessioni interattive e fonte di importanti confronti.
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Il convegno – che ha suscitato grande interesse tra il pubblico – ha visto l’intervento – durante la fase dei saluti – di Vita Surico, dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore dei Servizi Enogastronomici e dell’Ospitalità Alberghiera e dei Servizi Commerciali Istituto Tecnico del Turismo “Mauro Perrone” di Castellaneta, i cui studenti hanno realizzato, per l’evento, un gradito servizio di catering. Presente anche la coordinatrice Ada Semeraro, gli studenti dell’istituto che assume sempre più i connotati di una “scuola green” hanno realizzato un menù con prodotti biologici. Materie prime, quindi, in linea con l’aspetto salutistico e in ossequio ai corretti valori nutrizionali che sono alla base delle numerose campagne di prevenzione del cancro.

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Link a supporto
www.ilnuovoinsenologia.it
www.perrone.ta.it