Ricerca e prevenzione: al via un nuovo progetto ministeriale all’Oncologico di Bari

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Dott. Attilio Guarini, Direttore UOC Ematologia e Terapia Cellulare IRCCS, Istituto Oncologico “Giovanni Paolo II” Bari.

“Sviluppo di un nuovo modello di prevenzione delle patologie correlate ai trattamenti anti-tumorali nei pazienti lungo-sopravviventi affetti da linfoma”. Questo il titolo dell’ambizioso progetto, ammesso al programma del Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), che il Ministero della Salute ha recentemente finanziato all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. La proposta, selezionata tra circa 63 progetti nazionali, vede l’U.O. di Ematologia dell’Oncologico di Bari (diretta dal Dott. Attilio Guarini) a capo di una rete nazionale composta dalle UU.OO. di Ematologia del Sant’Andrea di Roma, del CRO di Aviano e dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Principale obiettivo quello di realizzare un polo ambulatoriale multispecialistico per la prevenzione delle patologie causate dai trattamenti onco-ematologici, in particolare, per i pazienti affetti da linfoma. Un ambito, questo, di particolare interesse per il sistema sanitario, in considerazione dell’elevato impatto sociale della problematica. Infatti, una crescente proporzione di pazienti “guariti” grazie alle attuali strategie terapeutiche, è esposta all’insorgenza, a breve o lungo termine, di disturbi direttamente conseguenti agli stessi trattamenti oncologici. Basti pensare a numerose patologie dell’apparato cardiovascolare (ipertensione arteriosa e scompenso cardiaco), respiratorio (fibrosi polmonare), turbe endocrino-metaboliche (diabete), neurologiche (neuropatia periferica), del sistema muscolo-scheletrico (osteoporosi) e, non ultime, quelle di carattere psicologico (ansia e depressione).

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Il progetto, che arruolerà medici specialisti, biologi, esperti in scienze motorie e psicologi all’Oncologico di Bari così come negli altri Centri partecipanti, risponde alla pressante esigenza di diagnosticare e trattare precocemente queste patologie, con lo scopo primario di migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurne altresì il carico sul sistema sanitario dovuto alle inutili ospedalizzazioni alle quali sono costretti.

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Vero punto di forza della proposta, finanziata per un totale di più di 430.000 Euro, è rappresentato dalla modalità altamente tecnologica con della prevista attività ambulatoriale. Un sistema di raccolta dati informatico, identico per tutti i Centri partecipanti al progetto, consentirà alle diverse figure sanitarie di monitorare i pazienti in modo multidisciplinare e standardizzato, registrare i dati clinici in totale sicurezza e scambiare rapidamente informazioni di carattere terapeutico. Una vera e propria rete telematica che coinvolgerà non solo gli specialisti del settore ma soprattutto i medici di medicina generale, per un monitoraggio ancora più efficace dei pazienti direttamente sul territorio regionale. Infine, grazie alla distribuzione geografica di tutti i Centri coinvolti, il sistema informatico fungerà da database e, sotto l’egida dell’Istituto Superiore di Sanità, rappresenterà una nuova piattaforma per studi scientifici ed epidemiologici su scala nazionale.

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Numerosi pertanto i vantaggi derivanti da questa proposta che combina professionalità e tecnologia nell’IRCCS barese: dalla opportunità di censire in un unico registro informatico i pazienti con una storia clinica di linfoma, all’ottimizzazione dei percorsi di monitoraggio della patologia tumorale e dei disturbi connessi alle terapie, alla catalogazione di osservazioni standardizzate utili per redigere raccomandazioni e linee guida inter-regionali. L’auspicio più grande, infine, è quello di creare un prototipo assistenziale che , qualora efficace, possa essere applicato anche alle altre branche dell’oncologia ed esteso a tutto il territorio regionale. Realizzare una “Rete Oncologica Pugliese”, come più volte ribadito dal Prof. Quaranta (Direttore generale dell’Istituto), rappresenta, infatti, una strategia essenziale per far fronte ai bisogni sanitari dei pazienti e contribuire in modo decisivo alla ricerca scientifica in questo campo.

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