La Rete Reumatologica Siciliana: un modello virtuoso per una buona sanità

bentivegnaDott. Mario Bentivegna, Reumatologo specialista in terapia del dolore e Coordinatore Rete Reumatologica Provinciale ASP 7 Ragusa.

Le malattie reumatiche sono patologie cronico-degenerative, comprendono malattie diverse fra di loro – in termini di manifestazioni cliniche – e sono aggravate da disabilità crescente.

Si stima che in Italia ne soffrano oltre cinque milioni di persone. L’iter diagnostico non è ancora adeguatamente rapido, e spesso queste patologie vengono diagnosticate in una fase in cui il danno è irreversibile. La diagnosi precoce, l’iter diagnostico più appropriato e le terapie più avanzate – in un quadro di collaborazione fra le diverse specialità mediche – sono gli obiettivi principali da raggiungere.

La Regione Sicilia, con il decreto dell’Assessore alla Sanità del 17/10/2012, GURS n.51 del 30/11/2012, ha istituito la “Rete Reumatologica Regionale”, primo esempio nazionale di un collegamento in rete di una intera regione.

La “Rete Reumatologica Regionale” prevede livelli crescenti di assistenza (1°, 2°, e 3° livello), ed è costituita da punti HUB (2° e 3° livello) e punti SPOKE (1° livello). Lo scopo della “Rete Regionale” è quello di avviare programmi di prevenzione primaria e secondaria attraverso un’integrazione operativa fra la medicina e la pediatria di base, gli ambulatori specialistici di reumatologia delle ASP, i presidi ospedalieri di reumatologia e le Università siciliane.

I Centri SPOKE sono individuati come strutture sanitarie di 1° livello (gli ambulatori ospedalieri di reumatologia, gli ambulatori specialistici delle ASP), in grado di effettuare le prestazioni diagnostico-terapeutiche a basso indice di complessità che non necessitano di ricovero a ciclo continuo.

I Centri HUB sono individuati come strutture sanitarie ospedaliere di 2° livello con posti letto funzionali all’interno del dipartimento di appartenenza, e 3° livello con dotazione di posti letto dedicati.

La “Rete” è il vero modello assistenziale per la patologie cronico degenerative reumatologiche:

  1. Il potenziamento del territorio (specialistica ambulatoriale) favorirà la realizzazione di un filtro per le patologie di 1° livello (circa 80% di tutte le patologie reumatologiche); i pazienti affetti da tali patologie resteranno nell’ambito del territorio, mentre quelli affetti da patologie complesse passeranno al livello superiore (specialistica ospedaliera).
  2. l 2° e 3° livello arriveranno prestazione proprie, quindi si libereranno risorse umane e organizzative e si eviteranno intasamenti nelle liste di attesa.

Bisogna dividere compiti, ruoli e competenza in una organizzazione gestita da un sistema di comunicazione informatizzato e condiviso.

Aspetto importante, da non sottovalutare nell’ambito reumatologico, è il ruolo della formazione e della ricerca. Tali aspetti, in modo armonico, possono essere inseriti nel percorso organizzativo della rete reumatologica.

Per favorire l’operatività della “Rete” bisogna mantenere attivi alcuni aspetti fondamentali anche per la sua sopravvivenza ricorrendo ad una partnership economico-finanziaria pubblico-privato, al fine di creare un modello stabile nel tempo.

  1. MONITORAGGIO. Istituire un “tavolo di monitoraggio” che funga da cabina di regia e che possa centralizzare tutto il sistema organizzativo della rete. Esso dovrà essere costituito da: a) Direttore sanitario dell’ASL (o suoi delegati); b) rappresentanti dei distretti e PO Ospedalieri, responsabili degli specialisti territoriali; c) Reumatologo Coordinatore delle Rete Provinciale; d) Rappresentanti dei MMG e dei PLS; e) Rappresentante delegato delle associazione dei malati.

  2. INFORMAZIONE E FORMAZIONE. a) Istituire e programmare eventi di base per MMG e PLS al fine di informare e “formare” su tutti gli aspetti scientifici delle patologie reumatologiche e su quelli clinico-sociali per i malati; b) organizzare eventi per i medici specialisti (Reumatologi e branche affini) di aggiornamento scientifico e non solo. Prevedere, cioè, corsi di formazione per implementare e diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie sia per la diagnosi (ecografia, RMN capillaroscopia, ecc…) che per le terapie (ecografia interventistica ecc…)

  3. CARTELLA CLINICA INFORMATIZZATA. Utilizzare un sistema informatizzato di una cartella clinica a 2 settori. a) Settore specialistico per il monitoraggio e la gestione dei pazienti in trattamento utile per i centri specialistici; b) settore pratico che possa utilizzare un software gestionale per la medicina del territorio (stampa ricette SSN, lettere ai familiari, comunicazione ai medici di base, stampe di modelli per prescrizioni regolamentate, tipo piani terapeutici e/o note AIFA ecc…). La cartella clinica deve essere visibile da tutti gli attori delle Rete e dai MMG del singolo paziente (con password di protezione per la privacy)

  4. PORTALE DELLA REUMATOLOGIA. La rete deve, per sua istituzione e costituzione, costruire un portale informatizzato, aperto sia agli addetti ai lavori (personale sanitario e non) sia ai pazienti, e al mondo della società civile, al fine di comunicare il sapere e gli sviluppi del mondo della reumatologia ma anche per creare una cultura e una sensibilità per il mondo delle patologie reumatologiche e per i malati affetti da tali patologie

  5. Elaborare i PDTA provinciali nelle patologie Reumatologiche per costruire percorsi condivisi .

Il lavoro svolto dai reumatologi siciliani in questi ultimi due anni, in sintonia con i funzionari dell’Assessorato e le Associazione dei malati, ha prodotto un risultato unico e sicuramente stimolante per il futuro non solo della reumatologia regionale, ma anche nazionale.

Diversi sono stati gli obiettivi raggiunti, ma sicuramente altri e ben più importanti potranno essere realizzati nel prossimo futuro per il bene dei nostri pazienti.

Creare opportunità di lavoro sia sul territorio che in ospedale, offrire maggiori e migliori servizi ai nostri malati, svuotare le liste di attesa, ridurre l’emigrazione extraregionale: questi devono essere alcuni degli obiettivi primari per la Reumatologa Siciliana.