Quale counselling in emergenza?

sergiopaglioccaSergio Pagliocca, Infermiere, Cavaliere della Repubblica, Docente e Istruttore di Primo Soccorso (ex D.L.vo 81/08), BLS e BLS-D certificato E.R.C./I.R.C. Segretario Generale di RETE EMERGENZE Associazione Onlus, Roma.

L’emergenza extraospedaliera trova un coinvolgimento umano, diverso e ben più ampio, rispetto a quella intraospedaliera. Nel Pronto Soccorso Ospedaliero, oggi denominato D.E.A., le figure che intervengono a favore di un infortunato, ossia, medici, infermieri, oss, sono abili e abilitati a farlo. Ma quando l’emergenza si richiede in un contesto estraneo e lontano dalle strutture precedentemente nominate, ossia la strada, in casa, è lecito domandarsi: Chi può soccorrere? Come si soccorre?

Il semplice cittadino non è adeguatamente formato ad agire in tal senso. Solo i professionisti sanitari sono abilitati a farlo seguendo le linee guida, i protocolli di emergenza, le metodiche e le tecniche. Nel panorama della Sanità italiana non esiste una normativa che obblighi tutte le scuole, comuni, famiglie e istituzioni, a sensibilizzarsi e formarsi attraverso la promozione del volontariato o di semplici lezioni, e per i bambini opuscoli a fumetti, finalizzate a informare, istruire, educare e formare il cittadino ad agire, prontamente, a un’eventuale emergenza e salvare una vita in attesa dei soccorritori professionisti.

La tempestività dei soccorsi da parte dei cittadini permetterebbe, tra l’altro, la riduzione dei costi sociali dovuti, in alcuni casi, alle conseguenze dell’evento traumatico (lunghe degenze, giorni di malattia, interventi chirurgici e percorsi riabilitativi).

Fronteggiare i dati statistici, dove ogni otto minuti circa, in Italia, una persona è colpita da arresto cardiaco; ogni quattro feriti da incidenti stradali, uno è mortale; un incidente domestico ogni ora, un incidente sul lavoro ogni due ore (nelle ventiquattrore, non considerando il solo turno di lavoro) non è facile.

Ogni giorno si perdono migliaia di vite e la maggior parte dei casi dipende dal mancato soccorso o dal tardo arrivo dei soccorritori.

Se la cultura all’emergenza fosse, oltre che di promozione e prevenzione, ma soprattutto di qualità, si potrebbero abbattere i costi della sanità.

Quale counselling in emergenza?