Porte aperte in corsia nei 5 ospedali della provincia di Padova

L’apertura dell’orario di visita si amplia dalle ore 11.30 alle 21

Si intitola “Humanitas, porte aperte in corsia” l’iniziativa del Direttore Generale dell’Azienda ULSS 16 Padova e Commissario delle Aziende ULSS 15 Alta Padovana e ULSS 17 Bassa Padovana Domenico Scibetta che prevede l’estensione dell’apertura degli orari di visita ai pazienti nelle unità operative di area medica in tutti e cinque gli ospedali delle aziende territoriali della provincia di Padova. Nelle strutture ospedaliere Sant’Antonio a Padova, Immacolata Concezione di Piove di Sacco, Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia e negli ospedali di Cittadella e Camposampiero le visite ai pazienti ricoverati in Medicina, Geriatria, e Lungodegenza sono stati estesi dalle ore 11.30 alle ore 21.00 con una finestra aggiuntiva dalle ore 7.30 alle ore 8.30, fascia oraria dedicata alle colazioni. “Il progetto nasce dalla considerazione che tutti quanti, da ricoverati, torniamo un po’ bambini e cioè impauriti, indifesi e bisognosi di vicinanza fisica, di attenzione e di umanità tangibile – sottolinea il dr. Domenico Scibetta, già in passato promotore di numerose iniziative di specifica attenzione al paziente –. Abbiamo pensato di ampliare l’orario di apertura delle visite perché la compagnia e l’empatia agevolano la guarigione, innescando energie positive, migliorando concretamente la degenza degli assistiti che non devono sentirsi reclusi né subire la struttura ospedaliera e le sue regole rigide. Vorremmo fare in modo che chi è in cura possa avvertire che l’ospedale li sta accompagnando, sollecitando il più possibile un’accoglienza che sia veramente tale, un sentirsi al centro dello stare ospedaliero, non meri ingranaggi di una macchina più grande, spesso incomprensibile e lontana”. La sperimentazione sui nuovi orari di visita ai pazienti riguarda 555 posti letto sul totale di 1.658 posti letto degli ospedali gestiti direttamente dalle tre aziende sociosanitarie padovane ed è prevista nell’arco di sei mesi, dopo i quali saranno effettuate le necessarie valutazioni. L’iniziativa, che va nell’ottica di confluenza delle tre aziende sociosanitarie in un unico contesto territoriale provinciale, è la prima di una serie che la direzione generale padovana sta studiando per rendere gli ospedali non solo luoghi di cura ma sempre più spazi di relazione ed interazione, aperti alla comunità. “Sottolineo – chiude il dr. Scibetta – che si tratta di un progetto a costo zero perché per metterlo in atto è stato necessario procedere ad una riorganizzazione oraria, con una pianificazione più accorta, che tiene conto dei desideri dell’utenza stessa senza alcun dispendio e garantendo un giusto equilibrio tra la scienza medica ed il potere dello stare insieme”.