Miocarditi: il cuore in fiamme

Dott. Aniello Ascione, Cardiologo
Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli – Napoli

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Da molti anni esperti ricercatori dibattono con punti di vista spesso divergenti quale possibile ruolo abbia il processo infiammatorio nella genesi delle patologie cardiache, da quelle più comuni e conosciute a quelle meno frequenti e di origine più incerta ma altrettanto pericolose.[1,2]
I recenti progressi dell’immunologia laboratoristica e clinica hanno consentito di svelare molti dei meccanismi patogenetici legati ai processi immunitari ed alla risposta flogistica che questi attivano nel cuore, dimostrando il loro ruolo attivo nello sviluppo del danno biologico che porta alla manifestazione della  malattia cardiaca espressa dalle  aritmie e/o dal danno funzionale della pompa.
Gli esempi sono molteplici ed eterogenei : essi vanno dalla risposta infiammatoria nella placca ateromasica ulcerata che attiva la formazione del trombo all’interno delle arterie coronarie (e quindi all’infarto) alla reazione flogistica presente nella parete vascolare arteriosa che, col tempo, ne compromette la proprietà elastica, portando alla rigidità di parete tipica del paziente iperteso  anziano. Si tratta della frequente condizione che porta all’esordio  dell’ insufficienza cardiaca  con funzione contrattile conservata. Tra le diverse tipologie di danno flogistico del miocardio va sottolineata la componente infiammatoria sviluppata  nel muscolo cardiaco che, colpito da insulti di diverso tipo
( frequentemente virus e batteri ma anche alcune malattie infiammatorie sistemiche) diviene il bersaglio diretto della risposta immunitaria  che si origina ed autosostiene, sviluppando un danno prima  della funzione e poi anatomico che può diventare irreversibile sino all’exitus in poco tempo.[3].È’ il caso di morti improvvise  da aritmie fatali di alcuni atleti professionisti [4], spiegate da un miocardite pregressa sottovalutata e trascurata, così come il recente caso di una giovane donna deceduta in pochissimi giorni per insufficienza cardiaca fulminante esordita con una apparente “banale influenza”. Si tratta , quindi, del vasto ambito delle malattie infiammatorie del miocardio di cui sappiamo ancora poco per arrivare alla loro tempestiva diagnosi ed impostarne la terapia appropriata.Stiamo imparando che tra queste  cause vi sono farmaci ed agenti fisici (come la radioterapia) che vengono  somministrati per malattie temibili come i tumori.[5,7]
Queste terapie sono, a tutti gli effetti, agenti iatrogeni di cui spesso si sottostima la portata cardiotossica o, peggio se ne ignora l’azione cardiolesiva.[6].In alcuni casi, pur sapendolo, il medico si è autoassolto postulando che l’effetto cardiotossico dovesse costituire un necessario corollario all’efficacia terapeutica sul bersaglio tumorale. L’esempio rappresenta un forte richiamo alla necessità che abbiamo d’imparare in questo settore della medicina cardiologica. Rimane la speranza che, grazie all’impegno che si sta infondendo nella ricerca in questa area, nuove conoscenze acquisite consentano alla medicina cardiovascolare di abbattere la morbilità e la mortalità

Bibliografia
1.Maestroni S, et al. Recurrent pericarditis: autoimmune or autoinflammatory? Autoimmunity Reviews 2012; 12:60-65.
2.Cantarini L, et al. Role of autoimmunity and autoinflammation in the pathogenesis of idiopathic recurrent pericarditis. Clinic Rev Allerg Immunol 2013; 44:6-13.
3. Viral Myocarditis : follow-up to long-term of patients submitted a myocardial biopsy
J Am Coll Cardiol  2012; 59:1604-1615.
4. Miocarditi e aritmie : quale ruolo per l’ ICD?GIAC-Vol 15-Suppl 1 al n.1 2012.
5.Jaworski C, Mariani JA, Wheeler G, Kaye DM. Cardiac complications of thoracic irradiation.J Am Coll Cardiol. 2013 Jun 11;61(23):2319-28
6.Chargari C, Riet F, Mazevet M, Morel E, Lepechoux C, Deutsch E. Complications of thoracic radiotherapy. J Am Coll Cardiol 2013;61:2319–28)
7. Lee MS, Finch W, Mahmud E Cardiovascular complications of radiotherapy. Am J Cardiol. 2013 Nov 15;112(10):1688-96.