Le Cure Primarie e l’importanza del Territorio

foto_A._RosaProf. Angelo Rosa, Vice-Direttore Operativo, Docente di Human, Resource Management, LUM School of Management – Università LUM Jean Monnet

 

 

Con l’inversione della piramide demografica e il progressivo invecchiamento della popolazione, vi è stata l’esigenza, da parte del Servizio Sanitario Nazionale, di una metamorfosi nell’organizzazione dell’Area delle Cure Primarie.
In particolare, con l’incremento delle malattie croniche e l’aumentata prevalenza di polipatologia, in Italia, si è avuta l’esigenza di esaminare, con particolare attenzione, le criticità e i rimedi che in prima facie, possono essere sviluppati con delle ottimizzazioni delle risorse che, complessivamente, possono essere allocate sul settore sanitario dell’intero sistema Paese.
L’Italia risulta essere il Paese dell’Unione Europea con il maggior numero di persone anziane: i dati indicano che l’Indice di Vecchiaia è, nel nostro Paese, il più alto, con valori che raggiungono in alcune Regioni livelli estremamente elevati (ai primi posti troviamo, infatti, Liguria, Toscana, Emilia Romagna,
Friuli Venezia Giulia, Umbria e Piemonte).
Di conseguenza, l’ottimizzazione del trattamento per questa fascia di popolazione diventa, dunque, un’esigenza ad alta priorità.
Tale mission, però, non fa che scontrarsi con due aspetti che non possono essere sottovalutati. Innanzitutto, il progressivo modificarsi del contesto sociale con un aumento delle persone sole, da una parte, e della povertà, dall’altra, non fanno altro che aumentare la non autosufficienza e la fragilità del cittadino al punto tale di avere quasi “un obbligo morale” di presa visione del fenomeno e della conseguenziale necessità di trovare figure specializzate di assistenza domiciliare che mirino a prestazione di carattere sanitario integrato ad interventi di natura socio assistenziale.
Il tutto, poi, deve essere contestualizzato ai fattori produttivi del SSN, ovverosia alla sua tangibile diminuzione delle risorse, legate alla situazione attuale di crisi economica e di recesso nazionale, a fronte, di converso, del costante incremento del fabbisogno e di assorbimento di risorse del SSN.
Pertanto, questi bisogni devono, necessariamente, trovare risposta nel nuovo riassetto organizzativo del territorio, al fine di rendere fruibile ed equo – sostenibile il modello di Sanità che deve basare la sua progettualità futura in un rinnovamento dei propri servizi territoriali.
Ed è proprio con la Legge n. 189/2012 che si è voluto normativizzare il riassetto delle Cure primarie, con la necessità, di riorganizzare la medicina generale e tutte le figure professionali al fine di poter adoperare un sinallagma basato sull’epidemiologia della popolazione che possa garantire, in larga scala, le situazioni di cronicità, complessità, fragilità e la non autosufficienza con un tipo di assistenzialità continua, assicurata, soprattutto, da team professionistiche e, di converso, con la capillare diffusione sul territorio degli studi dei MMG e dei PDF e la modalità ordinaria “on demand” di medicina d’attesa.
La riorganizzazione delle Cure Primarie, nel suo sviluppo ed integrazione organizzativa, deve attuarsi su due livelli essenziali: a livello orizzontale – con la creazione di team, mono e multi professionali – che verticale – con sistemi assistenziali integrati con l’ospedale; il tutto poi, implementato con sistemi informativi integrati, strumenti di clinical governance ed auditing, la ridefinizione del sistema della domiciliarità e residenzialità, le attività di sostegno alla fragilità, e interesse alle patologie croniche.
Affinché, possa pragmatizzarsi tale riassetto organizzativo in modo tale che il cittadino possa, ictu oculi, avere contezza immediata, e non mediata, dell’assistenza primaria nei processi assistenziali, vi è la necessità di realizzazione dei cd. “distretti funzionalmente forti”.
Il Distretto rappresenta quel punto di riferimento organizzativo e gestionale attraverso il quale si deve propendere a fidelizzare il cittadino circa la qualità e la sicurezza dei servizi erogati nel territorio.
È una struttura aziendale con ruolo organizzativo, gestionale e di esemplificazione allo svolgimento delle attività socio – sanitarie del territorio di competenza, dotandosi di strumenti gestionali quali la programmazione operativa (il budget) ed un sistema informativo socio sanitario integrato che renda interoperabili i sistemi informativi dei Medici ad ampio spettro
Nell’ambito del Distretto, affinché possa ritenersi validamente efficace, è necessario, innanzitutto, ridefinire i diversi gradi di responsabilità nell’esercizio delle proprie attività; i Distretti e le Cure Primarie hanno necessità di un’atttività di tipo “push” per far si che il cambiamento culturale avvenga. Vi è quindi la necessità delle conoscenze di aree vaste quali: assistenza alla persona e al suo nucleo familiare; implementazione di percorsi, nell’ambito della continuità assistenziale, nelle aree delle cronicità e disabilità complesse (malattie sociali croniche, malattie psichiatriche, malati nella fase terminale della vita, dipendenze, malattie dismetaboliche, malattie cardiovascolari-respiratorie,…); promozione, educazione sui principi di benessere psico-fisico e sociale a tutti i livelli (individuale, familiare e della
comunità); sviluppo di conoscenze nell’ambito della gestione della comunicazione, della conduzione dei gruppi, dell’attività di consulenza e strategia per favorire la migliore organizzazione; promuovere lo sviluppo del lavoro nell’Area delle cure primarie sociali e territoriali/distrettuali attraverso l’equipe multidisciplinare e multiprofessionale con azioni mirate come la pianificazione, gli interventi, il monitoraggio e la valutazione; modelli di lavoro che utilizzano le migliori evidenze scientifiche e le migliori pratiche cliniche attraverso la ricerca infermieristica.
Tutto questo cambiamento che sicuramente miete e mieterà disallineameni e opposizioni necessità di una nuova cultura organizzativa che parte proprio dalla formazione, attraverso la formazione e l’apertura cultrale si può arrivare al cambiamento….. Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile (San Francesco d’Assisi).