Gestione della relazione tra normativa di prodotto e normativa su salute e sicurezza Analisi del d.l.gs 81/08 ed i regolamenti reach e clp

SabbatiniDott. Vilma Sabbatini, Biologa e Ricercatrice. Coautrice di articoli scientifici e brevetti e brevetti farmacologici. Docente certificato per la Sicurezza sul lavoro.

Normativa sociale

Il d.lgs 81/08 e s.m.i. rappresenta l’attuale normativa sociale in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, in particolare, i capi i (protezione da agenti chimici) e ii (protezione da agenti cancerogeni e mutageni) del titolo ix si riferiscono all’esposizione ad agenti chimici pericolosi, cancerogeni e mutageni.

Al centro del d.lgs.81/2008 vi è la valutazione dei rischi riferita a gruppi omogenei di lavoratori esposti a rischi particolari. Il “gruppo” è definito sia in base all’attività svolta che all’esposizione nell’ambiente di lavoro: il richiamo al gruppo porta alla necessità di privilegiare l’adozione di misure di prevenzione di tipo collettivo.

Normativa di prodotto

Il regolamento ce 1907/2006 – reach concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche prodotte o importate nel territorio dell’ue in quantità pari o superiore ad 1 tonnellata/anno ed il regolamento ce 1272/2008 – (clp) per la classificazione, etichettatura e confezionamento di sostanze e miscele rappresentano una normativa di prodotto.

Il reach, insieme alle altre normative correlate, si riferisce al singolo prodotto (sostanza/miscela) e alle informazioni riguardanti lo stesso, mettendole in correlazione con gli usi.

Nel primo e secondo caso lo strumento privilegiato e più completo per trasferire e ricavare le informazioni di pericolosità di sostanze e miscele è la scheda dati di sicurezza disciplinata dal regolamento reach.

Queste le figure coinvolte: nel d. Lgs 81/08 e s.m.i. “il datore di lavoro rappresenta il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che ………….., ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”.

Il regolamento ce 1907/2006 – reach riconosce un’entità legale con sede all’interno della comunità europea che deve adempiere a tutti gli obblighi previsti dal regolamento stesso.

Nel primo caso il datore di lavoro si interfaccia con le figure aziendali del dirigente, preposto, rspp, mc, rls, mentre nel secondo come “entità legale” possiamo considerare il fabbricante, l’importatore, l’utilizzatore a valle, il distributore, il fornitore. Occorre ricordare che il datore di lavoro può coincidere, nello stesso tempo e a seconda del prodotto che si considera, con il fabbricante, l’importatore, il distributore o l’utilizzatore a valle (il “responsabile dell’immissione sul mercato”, richiamato dal d.lgs. 81/08, corrisponde alla definizione di fornitore).

Per adempiere agli obblighi del regolamento reach risulta vantaggioso individuare alcuni referenti aziendali, ad es come referente sicurezza prodotti avremo: il referente reach, referente clp, il referente sds, tutti collegati con la figura del dl.

Obblighi del datore di lavoro e del fornitore: ogni datore di lavoro (sia esso fabbricante, importatore o utilizzatore a valle) ha il compito di mettere in atto tutte le azioni finalizzate a garantire il trasferimento delle nuove informazioni, previste dall’applicazione dei regolamenti utili alla prevenzione dei rischi e alla sicurezza dei lavoratori, ai diversi soggetti della catena di approvvigionamento, avendo come scopo la valutazione completa e corretta di tutti i rischi.

Il dl deve richiedere la sds al fornitore per miscele classificate non pericolose ma contenenti sostanze pericolose in concentrazioni inferiori all’obbligo di classificazione, ai sensi dell’art. 31 par. 3 del reach, o comunque richiedere informazioni sulle sostanze rientranti nel campo di applicazione del reach, in quanto tali o contenute in miscele, come previsto dall’art. 32 del reach medesimo. Ai sensi dell’art. 223 comma 4 del d.lgs. N. 81/2008 e s.m.i., il responsabile dell’immissione sul mercato di agenti chimici pericolosi (fornitore) è tenuto a fornire al datore di lavoro acquirente tutte le ulteriori informazioni necessarie per la completa valutazione del rischio. In pratica informazioni necessarie per la valutazione dei rischi: caratteristiche di pericolosità per salute e sicurezza, proprietà chimico – fisiche, modalità di impiego. Per le modalità di impiego occorre considerare ad es: uso in sistema chiuso, uso in inclusione in matrice, uso controllato e non dispersivo, uso con dispersione significativa, tenendo anche conto degli scenari di esposizione allegati alla esds, se presenti e pertinenti.

Aggiornamento della valutazione dei rischi: se non ora, quando? La necessità di aggiornare la valutazione del rischio chimico da agenti chimici pericolosi, cancerogeni e mutageni negli ambienti di lavoro si effettua nei casi in cui le informazioni inerenti alle proprietà delle sostanze pericolose, cancerogene e mutagene siano state modificate o aggiornate dalle nuove norme. La valutazione del rischio è da ritenersi ancora valida nei casi di non variazione della classificazione di pericolo degli agenti chimici utilizzati. La necessità di aggiornamento della valutazione del rischio può sicuramente nascere dall’avvenuto riscontro di nuovi pericoli (ad es. Nel caso di variazione di classificazione di sostanze a seguito di revisioni delle stesse) e/o che lo scenario di esposizione previsto nella e-sds sia diverso dalle modalità di impiego degli agenti chimici presenti nelle condizioni operative di lavoro in essere.

Le schede dati di sicurezza, quali innovazioni?

  • Scheda dati di sicurezza. Dal 1 dicembre 2010 esiste un nuovo formato in base al regolamento 453/2010 con inserimento classificazione clp, richiesta di maggiori informazioni e di dati, maggior numero di sottosezioni …
  • Scenario espositivo. dal 1 dicembre 2010: uno o più allegati per specifico uso; solo in caso di sostanza registrata reach, prodotta e/o importata ≥10 t/a e classificata pericolosa. Problematiche emergenti: complessa lettura, documenti voluminosi (anche > 100 pagine), mancanza di armonizzazione di formato…

Chi valuta la conformità dello scenario espositivo?

  • L’attività di verifica della conformità allo es per la parte relativa alle attività dei lavoratori presuppone una conoscenza delle condizioni in cui la sostanza è usata/manipolata nell’ambito dell’azienda; richiede anche le competenze proprie delle figure che nell’ambito dell’azienda effettuano la valutazione dei rischi in base al d. Lgs. 81/08 oltre al referente sicurezza dei prodotti della propria azienda. L’attività di verifica della conformità dello scenario espositivo per la parte dell’ambiente presuppone una conoscenza: del destino delle acque reflue e delle emissioni in atmosfera del sito industriale in esame, della produzione di eventuali rifiuti, nonché competenze specifiche relative alle tecnologie adottate nel loro trattamento.

Per i prodotti senza sds

  • Il reach richiama e rafforza l’aspetto che il responsabile dell’immissione sul mercato di agenti chimici pericolosi (fornitore) è tenuto a comunicare al ddl informazioni necessarie per la completa vdr……..infatti l’art. 32 del reach conferma l’obbligo del fornitore di comunicare tutte le informazioni necessarie a valle della catena d’approvvigionamento per le sostanze in quanto tali o in quanto componenti di preparati (miscele) per le quali non è prescritta una sds, al fine di una corretta gestione del rischio chimico.

Regolamento reach

Obbligo di comunicare informazioni a valle della catena d’approvvigionamento per le sostanze in quanto tali o in quanto componenti di preparati per le quali non è prescritta una scheda di dati di sicurezza. Il fornitore di una sostanza, in quanto tale o in quanto componente di un preparato, che non è tenuto a fornire una scheda di dati di sicurezza a norma dell’articolo 31 comunica al destinatario le informazioni seguenti:….d) ogni altra informazione disponibile e pertinente sulla sostanza, necessaria per consentire l’identificazione e l’applicazione di misure appropriate di gestione dei rischi; ….3. I fornitori aggiornano tempestivamente le informazioni nelle seguenti circostanze: a) non appena si rendono disponibili nuove informazioni che possono incidere sulle misure di gestione dei rischi o nuove informazioni sui pericoli;

Lettera circolare della commissione consultiva permanente

L’art. 6 del d.lgs. 81/08 istituisce la commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. Comitato 9: agenti chimici (componente: confindustria; esperto: fch):

prime indicazioni esplicative in merito alle implicazioni del regolamento (ce) n. 1907/2006 (…reach), del regolamento (ce) n. 1272/2008 (…clp) e del regolamento (ue) n. 453/2010 (…concernente le disposizioni sulle schede dati di sicurezza), nell’ambito della normativa vigente per gli ambienti di lavoro (titolo ix del d.lgs. 81/08 e s.m.i, capo i “protezione da agenti chimici” e capo ii “protezione da agenti cancerogeni e mutageni”).

Approvate il 20 aprile e pubblicate con lettera circolare del ministero del lavoro il 30 giugno 2011.

Ricadute su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (1)

1. Definizione e individuazione delle figure coinvolte (es. datore di lavoro – fabbricante/importatore/distributore/utilizzatore a valle, responsabile dell’immissione sul mercato – fornitore).

2. Terminologia (es. preparati – miscele).

3. Nuove sds e nuovi criteri di classificazione delle sostanze e delle miscele pericolose

4. Nuovo sistema di etichettatura (es. le indicazioni di pericolo – h, i consigli di prudenza – p ed i pittogrammi introdotti da regolamento clp non sono sempre riconducibili alle frasi r, s ed ai simboli di pericolo

5. Coesistenza di etichettatura su imballaggi diversi dello stesso prodotto (secondo il regolamento clp e secondo la vecchia normativa fino al 1 giugno 2015).

6. Necessità di aggiornare la valutazione del rischio chimico da agenti chimici pericolosi e cancerogeni/mutageni negli ambienti di lavoro nei casi in cui le proprietà pericolose e cancerogene/mutagene siano state modificate.

7. Necessità di aggiornare la formazione/informazione per lavoratori, dirigenti, preposti e rls, come previsto dal d.lgs. 81/2008, relativamente ai nuovi criteri di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e miscele pericolose ed alle nuove misure di prevenzione e protezione eventualmente da adottare

8. Classificazione di agenti chimici pericolosi e agenti cancerogeni e/o mutageni a i fini della sorveglianza sanitaria.

9. La necessità di aggiornare la segnaletica di sicurezza in base ai nuovi pittogrammi introdotti dal regolamento clp.

Le criticità legate ai valori limite di esposizione occupazionale

Oel (occupational exposure limits) versus dnel (derived non effect level)

  • Ioel (oel) valori limite di esposizione professionale presi in considerazione per la valutazione del rischio chimico (art. 223, d.lgs. 81/2008 e s.m.i.). Individuati dalle autorità es e recepiti da ogni stato membro, dopo un preciso iter di approvazione e con il coinvolgimento di differenti stakeholders. Obbligatori in ogni stato membro.
  • Dnel utilizzato dal fornitore di una sostanza per la costruzione degli scenari espositivi allegati alla sds. Derivati dal fornitore per la registrazione reach e la relativa realizzazione di un csr. Contenuti nel dossier di registrazione e riportati nella sd.

Quindi: mantenere distinti i due parametri; laddove vi è di riferimento solo il dnel, verificare l’ottemperanza allo scenario e alle rispettive misure di gestione del rischio- (non al valore numerico!!).

Sanzioni

  • D.lgs. 81/2008 il sistema sanzionatorio prevede arresto o ammenda in caso di violazioni di obblighi previsti dalla norma, come, ad esempio: –art. 29, comma 1 “il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) in collaborazione con il rspp e il mc nei casi di cui all’articolo 41 (sorv. Sanitaria)”. -art. 155, comma 1 “è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro. A) per violazione dell’art. 29 comma 1”.
  • Regolamento reach (d.lgs. 133/2009) visto che è indirizzato alla “sola” entità legale, prevede sanzioni principalmente di tipo amministrativo e non penale.- ad esempio, l’ art. 10 prevede che il datore di lavoro che non consenta ai lavoratori o ai loro rappresentanti di accedere alle informazioni (art. 35 del regolamento reach) ottiene una sanzione amministrativa da 15.000 a 90.000 euro.